Su questa espressione, i
Tempi dei Gentili
,è stata posta un’enfasi enorme. Le parole di Gesù, che Luca riporta senza alcunaspiegazione, sono state interpretate come riferentesi a un periodo di tempo durante il quale Geova permetterebbe alle nazioni didominare il mondo prima di distruggerle per instaurare il suo regno. Il libro di Daniele, nel capitolo 4, fornirebbe la chiave per determinare la durata di questo periodo. Combinando insieme questi passi biblici e utilizzando una data storica estrapolata dallacronologia secolare, i pionieri del movimento pervennero verso il 1875 alla data 1914, sebbene allora tale data fosse posta inuna prospettiva escatologica un po’ differente.La Società Torre di Guardia in seguito mantenne l’identificazione dei
tempi dei Gentili
(cui allude Gesù in Luca 21:24) coni
sette tempi
menzionati in Daniele 4:16, come pure l’interpretazione dei suddetti tempi come sette anni “profetici” di 360giorni e la conseguente deduzione che Geova ha fissato in 2520 anni solari (360 x 7 = 2520) la durata dei “tempi dei gentili”,ovverosia la distruzione di Gerusalemme a opera di Nabucodonosor nell’anno undicesimo di Sedechia.
N.H. Barbour
e
C.T. Russell
avevano assegnato l’anno
606 a
.C.
a quel lontano avvenimento della storia biblica, ma inseguito Russell e i suoi collaboratori si avvidero che il conto non tornava e allora decisero di accrescere di una unità quellacifra.Negli anni settanta del secolo scorso, quando la prima volta fu fatto questo calcolo, la cronologia del periodoneo-babilonese –come del resto tutta la cronologia dell’era pre-cristiana- era conosciuta in modo piuttosto approssimativo e glistorici non di rado divergevano sulle date della storia antica. Perciò era relativamente agevole scegliere una data piuttosto cheun’altra (in fondo era questione di preferire un autore piuttosto che un altro).
Oggi la situazione è molto diversa. Decenni di studi e ricerche nel campo della cronologia antica, agevolati da unamole considerevole di documenti originali venuti alla luce o pubblicati durante questo periodo, hanno reso possibileporre su una base solida e sicura la cronologia del periodo neo-babilonese e persiano.
Quando cominciarono a essere noti i lavori dei moderni cronologi, una trentina di anni orsono, alcuni Testimoni più attentisi resero conto che il
607 a
.C.
come data della distruzione di Gerusalemme risultava essere indietro di venti anni rispetto alladata della cronologia ufficiale. Volendo essere coerenti con la realtà storica, si sarebbe dovuto ammettere che 2520 anni dallafine del regno giudaico ( 587 a .C.) scadevano nel
1934
e non nel
1914
come avevano calcolato N.H. Barbour e C.T. Russell.Ma nel 1934 il mondo non fu scosso da avvenimenti tali da poter essere additati come “segni” di una decisa svolta apocalitticadella storia (cioè come segni dell’irruzione di Armàghedon). Il 1914 era la sola data nei primi decenni del ventesimo secolo chesi prestasse a tale interpretazione. D’altra parte non si poteva rinunciare alla visione escatologica tradizionale senza correre il pericolo di far precipitare l’organizzazione in una crisi possibilmente senza vie d’uscita.
Per salvare la data del 1914 si dovette quindi mantenere a tutti i costi la vecchia data del 607 a .C. che ne costituivala base.
Attraverso le sue pubblicazioni la Società si ingegnò a difendere con i più acrobatici ragionamenti il 607 a .C. come data delladistruzione di Gerusalemme.
Si escogitò una cronologia alternativa di tutto il periodo neo-babilonese e persiano nella quale fu mantenuta laretrodatazione di venti anni di tutti gli avvenimenti storici.
L’operazione fu legittimata con un argomento che in se stesso non poteva e non può non trovare consenzienti i sinceriestimatori della Bibbia: si disse che allorquando c’è conflitto fra la Scritture ispirate e le fonti secolari, il credente non deveesitare a optare per le Scritture. Gli apologisti della Società insinuarono con ragionamenti capziosi che le date della cronologiasecolare erano in conflitto con le date della Bibbia e sentenziarono che si doveva rifiutare come non fidata la cronologiasecolare.Fino a tempi abbastanza recenti le pubblicazioni della Società Torre di Guardia hanno proceduto imperterrite su questa linea,ma negli ultimissimi tempi tutta la questione sembra essere stata messa a tacere.
La verità è che la cronologia secolare contraddice non già le date storiche della Bibbia, ma una forzataricostruzione della cronologia biblica.
In realtà non può esservi né accordo né conflitto fra le date della Bibbia e le date della storia secolare per il fatto ovvio chel’una e l’altra seguono criteri di datazione completamente differenti.La Bibbia data gli avvenimenti
in rapporto ad altri avvenimenti
(si veda per esempio Esodo 13:40,41; 1Re 6:1; 15:1; Geremia25:1 ecc) e non potrebbe essere altrimenti dal momento che l’ambiente culturale nel quale la Bibbia venne formandosi nonconobbe un criterio uniforme di datazione.
Per questo si dice che la cronologia della Bibbia è una cronologia
relativa.
Lacronologia secolare invece è una
cronologia assoluta
in quantoché tutte le date all’interno d’essa sono rapportate a un punto diriferimento cronologico fisso che è l’anno 1° dell’era cristiana. E’ a questo punto di riferimento cronologico che dobbiamoriferire le date
relative
della Bibbia se vogliamo tramutarle in date
assolute.
Questo precisamente è il procedimento che hanno seguito i cronologi della Società Torre di guardia. La Scrittura ci forniscesolo la
data relativa
della distruzione di Gerusalemme: L’anno
undicesimo
di Sedechia (2Re 25:2) e
diciannovesimo
di Nabucodonosor (2Re 25:8).La
data assoluta
è stata ricavata (seppure in modo erroneo, come si vedrà) collegando attraverso una profezia di Geremiaquesto avvenimento con la
data secolare
di un altro avvenimento, e al risultato di questa operazione ibrida è stato dato il nomedi
“fidata cronologia biblica”
!Vediamo come si è proceduto. Ritenendo che la data di un avvenimento biblico debba ricercarsi nella Bibbia e non nelle
Testimoni di Geova La cronologia del 1914http://www.testimonigeova.com/anteprima.htm3 di 713/10/2008 12.16
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