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Racconti di: Luca Ducceschi, Roberto Guarnieri, Marco Migliori, Sebastiano Natalicchio, RiccardoGazzaniga, Alfredo Mogavero, Andrea Piras, LucaFilippi, Alessandro Manzetti, Raffaele SerafiniLA RUBRICA: Fun Cool! Un racconto in una fraseUNO SGUARDO NELL’ORRORE: Giovanni Lombardo Radice
 
 Microeditoriale
Cari aficionados, concludiamo questomese la pubblicazione del raccontolungo di Luca Ducceschi (se vi siete persi il numero scorso, potetescaricarvi l’ebook). Restiamoovviamente in attesa delle vostreopinioni, soprattutto riguardoall’eventualità di pubblicare altrestorie “a puntate”. Per il resto, tornaa far da padrona sulle nostre paginela narrativa brevissima, con unadoppia selezione. Oltre al consuetoappuntamento con la rubrica FunCool!, curata da gelo stellato, pubblichiamo i racconti che si sonoclassificati sul podio dell’ultimaedizione (la settima) del concorso“Horror T-Shirt”, organizzato dal sitoScheletri.com. Racconti di massimo 100 parole, il più delle volte ben piùincisivi di opere molto più lunghe. Abbiamo poi un paio di novità.Intanto il debutto su queste paginedell’amico Riccardo Gazzaniga,talentuoso Autore di cui pubblicheremo altri racconti sui prossimi numeri. La seconda èl’introduzione di uno spazio diapprofondimento giornalistico curatoda Fabrizio Carollo, che iniziaintervistando Giovanni LombardoRadice. Fateci sapere cosa ne pensatedi questa piccola innovazione. Per il resto, vi lascio al sole di settembre, al caotico rientro dopo le (si spera)rilassanti vacanze, e, soprattutto, allenostre storie che vi aspettano traqueste pagine…
SOMMARIO
E credo sarà una nottelunga e scura P. 3Speciale Horror T-Shirt 11 Not-turno 12Rubrica: Fun Cool! 15Uno sguardo nell’orrore 16Code 19
 
Editor e Direttore (ir)Responsabile:Vincenzo Barone Lumaga.Redazione: Raffaele Serafini, FabrizioCarollo, Gianluigi Manzo.Hanno contribuito: Luca Ducceschi,Roberto Guarnieri, Marco Migliori,Sebastiano Natalicchio, RiccardoGazzaniga, Alfredo Mogavero, AndreaPiras, Luca Filippi, Alessandro Manzetti,Raffaele Serafini, Fabrizio Carollo.La nostra pagina ufficiale:http://www.facebook.com/micropulpPer inviare racconti o illustrazioni dapubblicare, e per ogni informazione chedesiderate avere su Micropulp, scrivete a:micropulp@hotmail.itOve un vostro racconto venga ritenutomeritevole di pubblicazione, potràesservi chiesto di apportare modifiche orevisioni all’opera, di concerto conl’editor, in un clima (si spera) di sereno ecordiale confronto d’opinioni.Al momento non possiamo dare alcuncompenso per il contributo offerto, senon la nostra eterna gratitudine
 .
 
Micropulp è distribuito gratuitamente informa cartacea presso: AssociazioneCulturale Tunnèl (Napoli, Vico Lazzi aS. Chiara); Associazione Nati 2 volte (Torre del Greco, Via G. Marconi, 32);Libreria Tuttoscuola ( Torre del Greco,Via G. Marconi, 13); AssociazioneCulturale Liberrincipit (Via Samunelli n.10, Barletta).È inoltre scaricabile in formato e-bookdal link apposito sulla pagina ufficiale,nonché nella sezione e-book del sitowww.scheletri.com.
 
E credo sara’ una notte lungae scura
Di Luca Ducceschi(parte seconda)
4.
 
Due o tre giorni, secondo quello che erail tempo in quel luogo, passarono nelgiro di un’oretta. Non erano state apertealtre birre né fumate altre canne né dettealtre parole. Ognuno era immerso neipropri pensieri. Wolfman fece un altrotentativo con la radio.
 
While the sun is bright or in the darkest night…
 
Niente di nuovo. Rinunciò subito e fecetacere la voce di Mick Jagger.
 
Se non altro qui ascoltano buonamusica.
 «Ho voglia di una sigaretta», disse a uncerto punto Fran, quasi parlando a séstessa. Sapeva che le uniche duesigarette a bordo erano state usate dallasorella per lo spinello.
 
Kirsten non le rispose, e nemmenoWolfman.«Siamo in tre», commentò Kirsten dopoqualche minuto fissando quel sole rossopompelmo che tramontava perl’ennesima volta «eppure nientecellulari né fumatori abituali. Davverostrano».Nessuno disse nulla. Il tempo passava.L’unico suono era il rombo nervoso delmotore costantemente su di giri,costretto da Kirsten a tenere una bassaandatura. A Wolfman ricordò unpurosangue ansioso di liberare le rediniper lanciarsi in una corsa sfrenata. PoiKirsten frenò, stavolta senza accostarené segnalarlo con le frecce di posizione.«Merda», disse.«Che succede?», chiese Wolfman.Lei non rispose e prese a frugare nelsuo zainetto che teneva a terra accantoal sedile, tra lei e la sorella. Wolfman cisi era seduto sopra saltando nel furgoneper fuggire al ragno. Quanto tempo erapassato? Meno di due ore, masembravano intere settimane. Forseerano vere entrambe le cose.Fran sghignazzò.«Questo, sorellona, nei film non accademai».«Fottiti», le rispose acida Kirsten.Aveva in mano un assorbente, eWolfman capì.«Da adesso guidi tu, prof», gli disseprima di scendere. «Siediti davanti enon spiarmi mentre mi cambio. Maguardatevi intorno che non arriviqualcosa…»Lui arrossì come un bambino. Si miseal volante.
 
Qualcosa
, aveva detto la ragazza. Non
qualcuno
.Ancora una volta il professore dovettedarle ragione. Mentre regolava laposizione degli specchietti retrovisoriintuì senza volerlo un movimento diKirsten, e distolse subito lo sguardo.Fran non si accorse di nulla.
E’ la prima volta che vedo una donnaintenta a cambiarsi l’assorbente
, pensòWolfman. La cosa riuscì a strappargliun mezzo sorriso.
Questa è proprio lagiornata delle grandi novità. Evviva.
 Poi Kirsten salì dal portellone laterale esi sdraiò a terra. Fuori era ancora buio.
 
«Ho sonno», annunciò. «E sono stanca,non sto bene».«Possiamo fare una pausa per dormire»,propose Wolfman.«Qualcuno di noi deve sempre rimaneresveglio», disse Kirsten. «Al buioqualunque cosa potrebbe avvicinarsisino a pochi metri. Questa luna non faluce».«Facciamo a turno», rispose Fran. «Eteniamo accesi i fari del furgone».

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