Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Senso di colpa e peccato

Senso di colpa e peccato

Ratings: (0)|Views: 28|Likes:
Published by lothar82
La relazione relativa all'argomento dell'ultimo weekend rosacrociano a Monteortone (PD).
La relazione relativa all'argomento dell'ultimo weekend rosacrociano a Monteortone (PD).

More info:

Published by: lothar82 on Sep 24, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

09/18/2013

pdf

text

original

 
1
Prima Parte
IL PECCATO
SCOPO E NATURA DEL PECCATOTutti noi, probabilmente, siamo cresciuti con una e-ducazione caratteristica del cattolicesimo; anche chinon proviene da famiglie religiose, ha quasi sicura-mente risentito di certi influssi, perché si sono radica-ti nella società. E non intendo caratteristiche del Cri-stianesimo, che spero riusciremo a mostrare quantosiano stati invece disattesi, ma propri del cattolicesi-mo, ossia di quella struttura e ideologia che si fa risa-lire al Cristo, ma che in realtà risente di influssi pre-cedenti che il Cristo volle superare.Tipico esempio è quello del peccato e del castigo adesso correlato. Mai il Cristo pronunciò parole di casti-go, e men che meno di castigo eterno! La parola cheviene così tradotta nella Bibbia, è la parola greca
aio-nian
, che in realtà vuol dire "un periodo di tempo nondeterminato".Altra parola usata nella Bibbia e pronunciata talvoltaanche da Gesù è
Geenna
, che era un luogo in prossi-mità di Gerusalemme dove anticamente si facevanosacrifici umani in onore di Moloch; il termine ha per-ciò il significato di castigo tramite la morte, e non disofferenza eterna.
 
2
Il termine "peccato", invece, etimologicamente vuoldire "sbagliare strada". Ma noi siamo talmente imbe-vuti dell'idea del peccato e del castigo, che ci sembranaturale pensare in termini di vendetta. Anche se lalegge e la Costituzione prevedono, ad esempio, che lepene carcerarie debbano servire per rieducare le per-sone, nella coscienza comune la prigione è un luogodove chi ha commesso un crimine "si merita" di re-stare, per punizione. Senza altro scopo che questo.Dobbiamo subito cercare di disfarci dell'idea che Diovoglia rifarsi, vendicarsi di noi, se osiamo disobbedireai Suoi comandamenti. Tale idea discende dalla con-cezione di una vita unica, al termine della quale sa-remo giudicati: premiati o castigati eternamente. LaDivinità cioè ci avrebbe creati per il gusto di emetteredei comandamenti come prova della nostra obbe-dienza, e guai a noi - esseri a Lui inferiori e perciò di-pendenti - se non ci adattiamo. Un Dio, insomma, cheavrebbe bisogno di vedersi approvare ed obbedire,come prova del Suo potere; verrebbe da dire che a-vrebbe bisogno di un buon analista. Naturalmentenon è così. La nostra coscienza incentrata esclusiva-mente sul piano fisico ci impedisce di vedere come, inrealtà, la separazione e la divisione che caratterizzaquesta dimensione sia solo una specie di illusione ot-tica, mentre fondamentalmente TUTTO È UNO. Tuttiperciò risentono di quanto succede, perché ogni uo-mo cela in profondità di se stesso una particella divi-
 
3
na, che lo unisce a tutti gli altri e a Dio, di cui è parte.La perdita anche di un solo uomo perciò significhe-rebbe la perdita di una parte di Dio, e questo - essen-do Dio il Tutto - non è possibile. Lo scopo per cui Dioci ha creato, di conseguenza, non è quello di esercita-re un potere che Gli dia soddisfazione, ma di consen-tirci di far crescere e sviluppare questa scintilla divinainteriore, fino a riconoscere noi stessi quegli esseridivini che in fondo siamo, e a sviluppare le facoltà e ipoteri divini conseguenti.Ovviamente questo non è un lavoro da un giorno. Lanostra scintilla divina, all'inizio del percorso evoluti-vo, conteneva sì in sé tutte le prerogative del Creato-re, ma solo allo stato potenziale, per "attivarle" erenderle fattive e consapevoli fummo inseriti nellamateria, allo scopo primario di risvegliare la primadote necessaria: l'autocoscienza. Elemento indispen-sabile a questo scopo è l'esercizio della LIBERTÀ: senon c'è libertà non è ovviamente possibile raggiunge-re l'altezza del Creatore né dare esercizio all'autoco-scienza. La libertà pertanto fa parte integrante del Pi-ano Divino per l'uomo, al fine di ottenere l'obiettivofinale di completa emancipazione. La libertà però de-ve tenere presente che ha per scopo quell'obiettivo,e poiché il suo uso ignorante potrebbe metterlo a ri-schio, ecco che è subordinata ad esso: tanto meno unindividuo è avanzato spiritualmente, tanto meno èdotato di libertà (un oroscopo eretto per una persona

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->