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tesi_nazionali_06

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05/09/2014

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Tesi congressuali
Tesi 1
Cinque anni dopo. Dalla stagione dei movimenti al partito nuovo

Lunga, inedita, difficile, esaltante \u00e8 la strada che abbiamo percorso assieme. Dall\u2019autunno di cin- que anni fa, da Chiusi a Roma. Una strada che abbiamo imboccato piegati dalla sconfitta e deside- rosi della rivincita. Una strada sulla quale abbiamo camminato per chilometri e chilometri assie- me alla nostra generazione da Genova a Firenze, da Assisi a Roma, da Porto Alegre a Parigi per co- struire un mondo diverso fondato sulla giustizia sociale, per ridare centralit\u00e0 alla scuola e all\u2019istruzione, per restituire certezze, stabilit\u00e0 a chi vive una vita da precario. Una strada lastricata di passione, impegno e sudore, come la politica che ci piace fare. Una strada percorsa assieme a compagni di viaggio, vecchi e nuovi, che ci hanno chiamato a rinnovare profondamente la nostra identit\u00e0 e la nostra funzione per rispondere a quella nuova domanda di politica che cresceva im- petuosa in noi. Nella nostra generazione.

Una strada fatta di tante vittorie e qualche battuta di arresto. Una strada che ha visto una svolta
per noi e per l\u2019Italia il 9 e 10 aprile.

Una svolta che non \u00e8 la conclusione del viaggio ma un rimettersi in cammino per la direzione giusta. Quella della riforma del nostro Paese, per aprirlo ai giovani, al loro talento e alla loro crea- tivit\u00e0, per renderlo pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 equo, per attrezzarlo a vincere la sfida con il futuro e la mo- dernit\u00e0, per ridargli dignit\u00e0 sulla scena internazionale e riportarlo a quella funzione di soggetto di mediazione e di pace che gli spetta naturalmente in particolare nel bacino del Mediterraneo.

A Chiusi nel 2001 uscivamo dalla nostra prima esperienza di organizzazione giovanile di un par- tito di governo. L\u00ec abbiamo fatto i conti con la difficolt\u00e0 incontrate dai governi dell\u2019Ulivo di co- struire una reale azione di cambiamento materiale e morale della societ\u00e0 italiana. Senza nascon- derci le nostre insufficienze e la nostra parte di responsabilit\u00e0 da l\u00ec partivamo per costruire una Sinistra giovanile nuova che contaminandosi coi nuovi movimenti sociali e per la pace, nella sfida quotidiana dell\u2019opposizione riformista al governo di centrodestra, contribuisse alla costruzione dell\u2019alternativa di governo e di una sinistra rinnovata e moderna all\u2019altezza di guidare una tra- sformazione morale e democratica del Paese.

In questi ultimi anni la nostra organizzazione ha conseguito una consapevolezza pressoch\u00e9 piena, ma ancora non sufficiente, di quale debba essere il ruolo e la funzione di un soggetto generazio- nale riformista.

La teoria non basta, oggi \u00e8 il tempo dell\u2019azione di trasformazione della societ\u00e0, oggi \u00e8 il tempo di nuove conquiste, il nostro futuro e quello di tutti i giovani italiani lo si decide e lo si costruisce a- desso.

La Sinistra giovanile \u00e8 divenuta, grazie al lavoro di tutti noi, una grande palestra di educazione alla politica: noi siamo la piu\u2019 grande organizzazione giovanile di volontariato politico del nostro Paese, un attore sociale capace di mutare profondamente il vissuto quotidiano degli spazi in cui opera, un soggetto plurale e aperto, capace di dare un senso alla dimensione orizzontale dell\u2019agire politico e della discussione, capace di portare un contributo originale e determinante alla riforma della politica e al rinnovamento della sinistra.

Nei cortei, nella partecipazione ai movimenti, nelle scuole, nelle universit\u00e0, nei luoghi incerti e frammentati del lavoro precario, ma anche nelle istituzioni locali e nel dibattito politico dei De- mocratici di Sinistra, abbiamo maturato i caratteri di una sinistra moderna, giovane, andando ol- tre i confini delle identit\u00e0 storiche del riformismo italiano. Siamo stati e siamo molto di pi\u00f9 di una tradizionale organizzazione giovanile di partito.

La nostra identit\u00e0 riformista si \u00e8 nutrita della ricerca culturale e del dibattito politico, cos\u00ec come delle pratiche innovative di una \u201cpolitica di strada\u201d, fatta di innumerevoli contaminazioni e spe- rimentazioni, spesso episodiche e fragili, ma feconde.

E\u2019 grazie alla consapevolezza della lunga strada che abbiamo fatto e con la consapevolezza che questo percorso ci ha cambiati per sempre che in questo nostro congresso possiamo discutere, progettare e decidere il nostro futuro.

Non dobbiamo dimenticare le nostre vittorie, i nostri successi, cos\u00ec come non dobbiamo rimuove-
re, per pudore o pigrizia, le nostre sconfitte e i nostri gravi limiti.
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Dobbiamo analizzare e discutere una storia comune, breve e recente, che per un\u2019organizzazione giovanile e date le sue caratteristiche intrinseche dopo soli 5 anni si fa gi\u00e0 oggetto di memoria sto- rica. La nostra storia comune \u00e8 la necessaria base di partenza per comprendere quali nuovi ob- biettivi porci, quale innovazione culturale e organizzativa imprimere a noi stessi e alla Sinistra giovanile, quale nuova funzione dobbiamo pienamente incarnare.

Negli ultimi cinque anni la nostra capacit\u00e0 di dare rappresentanza alle giovani generazioni \u00e8 si- gnificativamente cresciuta nei luoghi del sapere e nel governo locale ma \u00e8 ancora insufficiente nel mondo del lavoro e nelle istituzioni nazionali ed europee.

Siamo stati capaci di codificare nuovi linguaggi e nuove pratiche di partecipazione che hanno permesso al nostro partito e a tutto l\u2019Ulivo di incontrare e conoscere le giovani generazioni: nei percorsi dei grandi movimenti degli anni passati, ma anche nella comprensione dei caratteri di drammatica urgenza della condizione di precariet\u00e0 lavorativa e di vita della nostra generazione. La nuova classe dirigente offerta ai DS dal nostro percorso, che in molte realt\u00e0 del nostro partito ha assunto la guida di un rinnovamento che \u00e8 innanzitutto politico e solo dopo, come logica con- seguenza, anche generazionale, \u00e8 la dimostrazione di un\u2019azione efficace e reale svolta dalla Sini- stra giovanile, mai in solitudine o con caratteri di chiusura settaria: siamo un\u2019avanguardia e non una casta di \u201cpiccoli politici\u201d che scimmiottano il lato deteriore della politica adulta.

Abbiamo portato un decisivo contributo di elaborazione e di partecipazione alla costruzione del programma di governo dei DS e di tutta l\u2019Unione. Con la proposta di legge \u201cAccesso al futuro\u201d e una corposa opera di costruzione programmatica abbiamo imposto nel dibattito politico interno al centrosinistra la questione generazionale come questione generale del Paese e identificato nelle giovani generazioni la leva primaria sulla quale agire per la trasformazione e il cambiamento del- la societ\u00e0 italiana.

Nelle innumerevoli campagne elettorali che abbiamo fatto, i nostri candidati hanno incarnato la volont\u00e0 di dare cittadinanza alle giovani generazioni, portando un contributo di consensi spesso decisivo per la vittoria del centrosinistra nelle elezioni locali come nelle liste dell\u2019Ulivo per le ele- zioni europee e per la Camera dei Deputati.

La nostra vittoria pi\u00f9 grande \u00e8 il risultato delle elezioni politiche del 2006. Il voto delle giovani generazioni ha consegnato la vittoria all\u2019Unione e premiato con una forza significativa e per molti imprevista il progetto dell\u2019Ulivo.

Non immaginiamo certo di arrogarci tutto il merito di questo risultato, crediamo per\u00f2 di aver fat- to fino in fondo e con pieno successo la nostra parte per sconfiggere la destra e aprire un nuovo ciclo di governo del centro sinistra.

Il merito che rivendichiamo \u00e8 di aver accettato la sfida di dare rappresentanza ad una generazio- ne, ai suoi bisogni, alla sua domanda di una politica nuova. Il voto dei giovani italiani dimostra che quella sfida noi l\u2019abbiamo vinta, anche senza la garanzia di vedere rappresentata la nostra organizzazione nel parlamento italiano.

A differenza di tanti altri soggetti politici o componenti del nostro stesso partito non abbiamo mai anteposto il nostro interesse di parte all\u2019obiettivo principale dei DS e dell\u2019Ulivo: vincere le elezioni. Sentiamo l\u2019orgoglio di poter affermare pienamente che la Sinistra giovanile \u00e8 una parte significa- tiva di quella Generazione dell\u2019Ulivo emersa con nettezza dopo il voto di aprile come la pi\u00f9 gran- de novit\u00e0 politica del quadro elettorale e come la decisiva speranza di rinnovamento del centrosi- nistra.

Noi siamo parte di questa generazione e la conosciamo bene, perch\u00e8 abbiamo contribuito a farla crescere, nei numeri e nella consapevole adesione all\u2019Ulivo quale progetto politico di unit\u00e0 dei ri- formisti, non solo nei convulsi mesi della campagna elettorale, ma in cinque lunghi anni di impe- gno.

La Generazione dell\u2019Ulivo nasce ben prima delle primarie e delle elezioni politiche: nasce nei grandi cortei che chiedevano pace e una globalizzazione pi\u00f9 giusta, nasce nell\u2019opposizione alla Moratti condotta nelle scuole e nelle universit\u00e0, nasce dalla denuncia della torsione inaccettabile della flessibilit\u00e0 in precariet\u00e0.

Nasce grazie a cinque anni di lavoro politico quotidiano, dislocato in ogni angolo d\u2019Italia, nelle
periferie delle grandi citt\u00e0 come nei piccoli centri.
Un impegno collettivo, non solo nostro, a cui sappiamo di aver dato un contributo decisivo.
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