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Agenda Per Lo Sviluppo e La Coesione

Agenda Per Lo Sviluppo e La Coesione

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08/31/2013

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Presentazione documento Pd – Gruppo Consigliare Provinciale
AGENDA 2012 PER LO SVILUPPO E LA COESIONE DEL TERRITORIO BERGAMASCOLa nostra iniziativa.
Il gruppo consigliare del Partito democratico ha presentato un documento e un relativo ordine del giornofinalizzato a promuovere e sostenere politiche di sviluppo per la provincia bergamasca. Lo abbiamodenominato “
Agenda 2012 per lo sviluppo e la coesione del
 
territorio bergamasco
”.Si tratta di un’agenda di impegni e priorità che proponiamo non solo al Consiglio provinciale, ma anche esoprattutto alle forze sociali, economiche, politiche e, più in generale, alle organizzazioni della società civilebergamasca, convinti che è ora e tempo di “darsi una mossa” nell’affrontare la crisi economica che tuttorainteressa il sistema socio-economico della nostra provincia.
Riteniamo con questa iniziativa dirispondere positivamente alle numerose sollecitazioni che le diverse realtà territoriali pongono alleforze politiche chiedendo che venga messa in campo una “visione di futuro” capace di orientare lescelte degli attori territoriali.
Si tratta di proposte che hanno un “carattere aperto” e che invieremo a tuttirichiedendo pareri, critiche e integrazioni.
Questo percorso ci porterà al convegno programmato per il12 novembre nel quale tireremo le somme di questo lavoro
che ci auguriamo possa rappresentare unapiattaforma di confronto con quanti hanno a cuore il futuro della bergamasca e uno stimolo positivoall’attuale maggioranza che governa la provincia i cui limiti sono ormai palesi.
Un giudizio sull’Amministrazione Pirovano.
A questo proposito non possiamo non mettere in evidenza la sostanziale inadeguatezza della gestionePirovano che appare sempre più votata alla ordinaria amministrazione e prona alle decisioni del governoche stanno umiliando gli Enti Locali, i quali rimangono i primi e più diretti interlocutori dei cittadini, dellefamiglie e delle imprese. Giova ricordare infatti che a fronte di bilanci di previsione di svariate centinaia dimilioni di euro (358 nel 2010) il conto consuntivo si è chiuso con il misero risultato di 184 milioni di euro conuno scostamento negativo pari al 49%. Particolarmente sbagliata è stata la previsione sulle operepubbliche che prevedeva investimenti per 147 milioni di euro e si è chiuso con solo 9,7 milioni di euro (7,7milioni per viabilità minore e 2 milioni per edilizia scolastica). Anche il 2011 non sta andando meglio, lepreviste alienazioni pari a 35 milioni di euro appostate a bilancio per opere pubbliche ad oggi non sonostate raggiunte; questo mancato risultato obbligherà l’amministrazione provinciale a cancellare o a spostare(come avvenuto negli anni precedenti) una serie di interventi che tutti riteniamo indispensabili.
Ma non èsolo una questione di soldi, mancano a nostro parere soprattutto le idee ed i progetti, azioni chenon comportano costi eccessivi, ma che richiedono riflessioni, studi, presenza e grande impegno,in una parola capacità politica, che finora non sono stati garantiti da un Presidente che continua adimpegnarsi a mezzo tempo per il nostro territorio. L’enfasi messa dalla Giunta su ogni scelta volta arazionalizzare e ridurre gli sprechi, se da un lato non può che essere apprezzata e condivisa,dall’altro segna il limite vero dell’azione amministrativa: nessuna idea forte sulla quale chiamare araccolta le forze migliori della comunità bergamasca
.
 
Un’agenda per lo sviluppo e la coesione. Il ruolo della Provincia.
La provincia di Bergamo corrisponde chiaramente ad una dimensione territoriale e culturale dotata diun’identità riconoscibile e ad essa compete, anche per la notevole articolazione delle sue comunità locali,un compito importante di coordinamento istituzionale sui temi d’area vasta e di rappresentanza di unterritorio di rilevante consistenza economica, demografica, storica e culturale.La particolarità e la gravità della crisi economica in atto pongono chiaramente la necessità sia di individuarenuovi scenari di produzione del valore rispetto agli orientamenti consolidati negli ultimi decenni, sia di saper coadiuvare e qualificare i sistemi economici principali, anche in considerazione della specificità del tessutoproduttivo bergamasco e della rilevanza ricoperta dal settore manifatturiero, strategico per lo sviluppo e laqualità del sistema economico, e dal settore edilizio, oggi in evidente crisi di prospettiva.In questo quadro riteniamo che proprio l’Istituzione Provincia possa giocare un ruolo importante di enteintermedio capace di orientare e coordinare il sistema degli attori istituzionali ed economici bergamaschi,fornendo ad essi, anche in un rapporto sussidiario, possibili indirizzi strategici di sviluppo e dicollaborazione.
Le nostre proposte.1.
Predisporre, entro 6 mesi,
uno schema direttore di Piano d’Area per il territorio della bassabergamasca interessato dalla realizzazione della Brebemi
, con indicazioni di scenario per le prevedibilirilevanti trasformazioni territoriali connesse all’opera, con proposte per lo sviluppo ordinato delle areeproduttive nel rispetto del suolo agricolo, per la realizzazione delle infrastrutture intermodali previste,ponendo attenzione anche alle ricadute economiche per i settori strategici verso cui riorientare l’agricolturadella pianura bergamasca in relazione alla nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), con l’individuazionedei progetti strategici di sostegno e rilancio dei territori agricoli anche in connessione alle opere dimitigazione previste.
2
. Individuare, entro 3 mesi, con consultazione delle associazioni di categoria, le aree provinciali ove laconcentrazione di aziende artigianali ed industriali permette di promuovere
politiche d’area divalorizzazione della presenza produttiva basate sul potenziamento della infrastrutturazionetecnologica, condivisione e potenziamento dei servizi all’impresa, incremento dei servizi diformazione, sostegno alla qualificazione ambientale delle attività
, con riferimento all’esperienza delpatto per la valle seriana, con riferimento anche ai possibili finanziamenti comunitari sull’agenda europea2013-2020, e con l’obiettivo di promuovere specifici parchi produttivi di interesse provinciale orientati allaqualità del sistema manifatturiero ed alla promozione della nuova imprenditoria.
3
. Coordinare e promuovere l’implementazione di “
Patti territoriali di sussidiarietà
”, capaci di mettere inrelazione i diversi soggetti locali (Comuni, cooperazione sociale, associazione di categoria, professionisti,promotori di gruppi di acquisto e di reti di economie solidale, associazioni di volontariato)
per larealizzazione di un nuovo welfare comunitario
. Si tratta di aggiornare le politiche inaugurate nel 2000dalla legge 328, cogliendo l’esigenza di una discussione sull’unione dei servizi comunali che sappiacoinvolgere in modo ampio le realtà territoriali economiche e sociali, e superando dove possibile la solalogica dei bandi e dei voucher a forte rischio di inefficacia dentro una situazione in cui, più che all’acquistodi prestazioni, occorre preferire la creazione di legami e responsabilità condivise. A questo propositoriteniamo utile la realizzazione di percorsi formativi condivisi dalle figure degli enti locali, del non profit edelle associazioni di categoria ai quali compete la progettazione dei servizi sul territorio, nonché un accordotra Provincia e Università di Bergamo per identificare i curricula di figure professionali con le competenzenecessarie all’obiettivo.
4.
Predisporre, entro tre mesi,
una verifica di fattibilità del potenziamento del servizio di mobilitymanagement provinciale
con la finalità della realizzazione, eventualmente in accordo con istituti dicredito, di una rete provinciale di coordinamento dell’offerta di servizi di trasporto privato, es. car pooling,

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