/  16

Precedentemente si è visto come si generano le risposte agli stimoli, come queste arrivino alle
strutture superiori. In particolare si è parlato dell’occhio, di come vengano generate le percezioni e di
come arrivino alla corteccia.
Tutti gli stimoli vengono convogliati in centri sovrassiali e da qui si genera una risposta motoria (vedi
schema 1).

Stimolo
Ô
sistema sensoriale
percezione sensoriale
occhio
Ô
Ô
imput da muscolo, pelle etc
movimenti di oggetti
Ô
Ô
pathway afferenza somatica
afferenza visiva
Ô
Ô
corteccia sensoriale somatica
corteccia visiva
sistema limbico
Ô
corteccia motoria
sistema diretto
sistema indiretto
Ô
Ô
muscoli
riflessi posturali
sistema motorio
Ô
performances motorie
schema 1

La risposta motoria può essere duplice:diretta (non prevede l’intervento della volontarietà) oindiretta
(nella quale invece la volontarietà è presente, costituendo un valore aggiunto all’azione).
Esempio di risposta motoria diretta è dato da un bus che frena bruscamente all’improvviso. Nel
momento infatti in cui il bus si ferma si ha una distensione del bicipite che genera automaticamente
una risposta del sistema motorio. Questo tipo di risposta è determinata dal sistema nervoso
centrale, non richiede però l’intervento diretto della corteccia motoria primaria (che è responsabile
della componente volontaria e motivazionale del movimento di risposta).
La componente volontaria-motivazionale arriva da centri sovrassiali diversi dalla risposta diretta,
come ad esempio dal sistema limbico o dalla corteccia motoria primaria.

Diversi sono i tipi di risposte motorie:

-Risposta volontaria: dalla corteccia motoria primaria.
-Risposta riflessa: dal sistema limbico (legata ad una risposta comportamentale emotiva).
-Risposta automatica.

La risposta automatica, ovvero il controllo automatico, è un movimento raffinato, coordinato ma
automatico (diverso in questo senso dalla risposta volontaria). Esempio di questo tipo di risposta
motoria è quello di un musicista che suona lo strumento senza guardare dove vengono messe le

dita. Questo movimento automatico avviene grazie alla precedente acquisizione di una memoria
motoria a livello della corteccia cerebellare.

Ora è necessario comprendere come avviene il controllo del movimento a partire dal muscolo. E
corretto dire che il controllo motorio parte dalla corteccia, ma esso si manifesta nel movimento.
Come si attua? Il controllo motorio agisce a livello delle corna anteriori, interessando due tipi cellulari
diversi: i motoneuroni alfa ed i motoneuroni gamma . Entrambi intervengono nel controllo motorio,
ma in modo molto diverso (vedi schema 2).

interneuroni
Controllo centri sovrassiali motoneuroni α muscolo contrazione
allungamento
motoneuroni γ
schema 2
Circuito alfa

Il motoneurone alfa è inserito in un circuito che presenta un’afferenza dal sistema recettoriale inserito
nel muscolo, ovvero dal fuso neuromuscolare. La via parte dal fuso neuromuscolare, arriva al
midollo, contatta il motoneurone alfa, che ritorna al muscolo stesso.
Questo tipo di circuito va sotto il nome di circuito alfa.
Il motoneurone alfa fa parte di un riflesso monosinaptico.
Mentre il motoneurone gamma fa parte unicamente di una via efferente, cioè di un sistema di
controllo che modula la contrattilità del muscolo.

Prima pero è necessario comprendere che cosa sia un riflesso, come si genera, dove si trova.

La sostanza grigia si trova all’interno del midollo, circondata da sostanza bianca. Essa viene divisa
in corna anteriori e corna posteriori (vedi schema 3).
Percezioni registrate in periferia (ad esempio: terminazione libera) giungono a livello delle corna
dorsali attraverso cellule a T sensoriali.

schema 3
A questo punto è importante analizzare la complessa struttura alla base del circuito alfa: il fuso
neuromuscolare.
Fuso neuromuscolare

Numerosi fusi neuromuscolari sono posti all’interno di un muscolo scheletrico.
Il fuso è il recettore della sensibilità propriocettiva.
Esso è composto da una fibra nervosa mielinica di grosso calibro ad alta velocità: la fibra I a.
Questa fibra incomincia con una terminazione libera che si avvolge attorno ad una porzione specifica
del fuso chiamata zona equatoriale.
La terminazione viene stimolata dallo stiramento del muscolo. Il fuso, fissato in periferia alle strutture
muscolari, viene stirato (quindi stimolato) quando il muscolo stesso è stirato. Quando un muscolo

viene stirato? Ad esempio durante la frenata di un bus: il muscolo, prima a riposo,viene stirato in
seguito alla frenata.
Nella zona centrale del fuso ci sono delle vescichette che, in seguito allo stiramento, vanno a
stimolare la terminazione libera.
Maggiore è lo stiramento tanto più intenso sarà lo stimolo generato che interessa la fibra afferente Ia.
La fibra afferente entra nelle corna dorsali, si porta alle corna anteriori, prende sinapsi con il
motoneurone alfa. Il motoneurone alfa fa parte di un circuito efferente e, riportando lo stimolo
divenuto efferente al muscolo di partenza, eccita le fibre del muscolo alla contrazione.
Il muscolo a riposo si estende, contraendosi poi in un secondo tempo, cioè ritornando alle condizioni
di partenza (vedi schema 4).

schema 4

Questo schema è l’elemento base sul quale si attua la contrazione muscolare, sia volontaria che
automatica.
Esempio di contrazione automatica è dato dall’analisi del riflesso patellare. Se il riflesso è integro la
gamba si flette perché allungando il tendine rotuleo, anche solo di pochi micrometri grazie al
martelletto, si allunga tutto il muscolo, inducendo quindi la contrazione del muscolo ed infine la
flessione della gamba sulla coscia.

Ma che cos’è un riflesso?

Un riflesso è un circuito elettrico formato semplicemente da un recettore (fuso neuromuscolare,
dolorifico etc), una via afferente, una via efferente (costituita ad esempio da un motoneurone alfa,
oppure da una via efferente del sistema ortosimpatico etc.) che stimolerà infine un organo effettore
(un muscolo, una ghiandole esocrina etc)
Importante tenere sempre presente che un riflesso è un circuito elettrico.
Il riflesso così descritto sopra va sotto il nome di Arco riflesso monosinaptico (vedi schema 5), poiché
tutto il circuito si serve di una sola sinapsi.

schema 5
Si possono avere però circuiti molto più complessi. Basti pensare alla deambulazione: essa consta di
un numero elevato di muscoli, alcuni flessori altri estensori. Quando i flessori si contraggono

Share & Embed

More from this user

Add a Comment

Characters: ...