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Caratteristiche del muscolo

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CARATTERISTICHE MECCANICHE
PASSIVE DEL MUSCOLO

Per capire il corretto comportamento del muscolo bisogna studiarne sia le caratteristiche attive sia passive; passive significa: in una condizione in cui il muscolo si trova rilasciato. Vedremo in seguito cosa succede quando il muscolo si contrae.

L\u2019esperimento viene condotto prendendo un muscolo isolato (ad esempio il muscolo gastrocnemio della rana), lo si appende ad uno strumento che comprende la presenza di un trasduttore (che cosa \u00e8 un trasduttore? Consiste in uno strumento deputato ad essere sollecitato da qualsiasi tipo di forza ed in grado di trasformare questa sollecitazione in un segnale elettrico (per esempio); nel nostro caso vogliamo vedere qual\u2019\u00e8 la forza che il nostro muscolo \u00e8 in grado di sviluppare in condizioni passive o mentre si contrae. Il trasduttore \u00e8 un dinamometro).

Figura 1

Dinamometro = reperibile presso qualsiasi ferramenta; consiste in un piccolo cilindro metallico contenente al suo interno una molla; la molla risulta graduata (per esempio in grado di misurare un peso pari a 500 grammi). In base alla distensione della molla siamo in grado di valutare la forza che viene esercitata.

Il trasduttore svolge la medesima funzione, con la differenza che trasforma la forza impressa sul rilevatore in un segnale elettrico. Il segnale elettrico pu\u00f2 essere \u201ccatturato\u201d da un sistema di misura, visualizzato su di un monitor. Nel nostro caso parleremo di trasduttore di forza.

Figura 2

Immaginiamo quindi di prendere il muscolo, appenderlo al trasduttore e senza che venga contratto, lo tiriamo, applicando una forza ai capi del muscolo. \u00c8 come se attaccassimo un elastico ad un trasduttore e lo tiriamo sempre pi\u00f9. Applichiamo quindi ai capi del muscolo una forza che il trasduttore \u00e8 in grado di misurare.

1
F=m*a
Nell\u2019immagine per\u00f2 la forza non \u00e8 presente. Troviamo T (tensione)
T = F/l

Nel caso in esame troviamo la tensione perch\u00e9 \u00e8 comodo misurare la tensione sviluppata da diversi tipi di muscolo (non tutti i muscoli sono uguali fra di loro; vi sono muscoli pi\u00f9 corti o pi\u00f9 lunghi; perch\u00e9? I muscoli avranno i sarcomeri di dimensioni paragonabili? I muscoli pi\u00f9 corti hanno sarcomi pi\u00f9 corti? I muscoli pi\u00f9 lunghi hanno sarcomeri pi\u00f9 lunghi? Il sarcomeri hanno sempre pi\u00f9 o meno la stessa dimensione (2,6 \u2013 2,7 \u03bcm) e tali rimango, anche tra muscoli diversi. Quindi se noi paragoniamo due muscoli di dimensioni diverse, paragoniamo due strutture in cui abbiamo un diverso numero di sarcomeri disposti in serie fra di loro).

Abbiamo detto che una forza \u00e8 uguale ad una massa per un\u2019accelerazione. La massa viene
espressa in grammi nel sistema CGS; l\u2019accelerazione \u00e8 data da velocit\u00e0 su tempo (cm/sec2).
Quindi la forza \u00e8:
grammi * (cm/sec2)
questa unit\u00e0 di misura viene chiamata comunementeDyne.
La tensione sar\u00e0 uguale a:
T = Dyne / cm
RIPASSO:
La pressione sar\u00e0:
P = F / l2
Dyne /cm2

La pressione \u00e8 la forza che un volume di acqua che si stratifica su di un\u2019altezza h esercita su una superficie (per esempio, del cubo in figura). Se io dispongo di un cubo di 1 cm di lato, contenete acqua, qual \u00e8 la pressione che si esercita sulla base del cubo?

Figura 3
P = densit\u00e0 * accelerazione di gravit\u00e0 * h

Densit\u00e0 dell\u2019acqua \u00e8: 1 g/cm2
Accelerazione di gravit\u00e0 \u00e8: 1000 cm/sec2
h \u00e8: 1 cm

In questo modo ricaviamo la pressione esercitata (100 Dyne/cm2 = \u201ccentimetro d\u2019acqua\u201d)
Abbiamo cos\u00ec introdotto il concetto di tensione.

Che esperimento faccio? Prendo un elastico e non faccio altro che tirarlo. L\u2019elastico non \u00e8 contratto, cos\u00ec come il muscolo. Il tutto \u00e8 paragonabile ad una struttura visco-elastica. Se andiamo a vedere come si sviluppa la tensione in relazione all\u2019estensione (il grafico in figura si pu\u00f2 trovare anche come Stress(tensione)/Strain(estensione)),otteniamo diverse curve. Sono tutte curve che partono da 0 e possiedono una concavit\u00e0 verso l\u2019alto; cosa significa? Al variare della lunghezza del muscolo, esso sviluppa una forza espressa sotto forma di tensione; tanto pi\u00f9 tiro il muscolo, tanto pi\u00f9 questo sviluppa forza (come l\u2019elastico: inizialmente non \u00e8 difficile tirarlo,pi\u00f9 lo tiro pi\u00f9 diventa inestensibile, rigido). Perch\u00e9 succede tutto ci\u00f2? Non si verificherebbe in una struttura perfettamente elastica. Una struttura perfettamente elastica risponde a quella che prende il nome di legge di Hooke. Il diagramma tensione/estensione \u00e8 una retta.

2
Figura 4

In natura non esistono delle strutture perfettamente elastiche, esistono delle strutture che si avvicinano a questa condizione. Soprattutto nei compartimenti biologici, esistono delle strutture che hanno una componente visco-elastica, risultano cio\u00e8 formate da dei gel viscosi entro i quali una struttura elastica si distende. \u00c8 il caso del muscolo: in alcuni casi posso tirarlo molto prima che si incominci a vedere un\u2019espressione di forza significativa, in altri casi, bastano piccole estensioni per sviluppare ai capi del muscolo una forza pi\u00f9 elevata. Questa differenza dipende da come \u00e8 fatto il muscolo; vi sono alcuni muscoli molto pi\u00f9 distendibili (gracile), possiamo allungare il muscolo senza che esso possa opporre resistenza all\u2019allungamento; vi sono muscoli meno distendibili (sartorio) che si oppongono ad una distensione eccessiva. Tutto ci\u00f2 abbiamo detto che dipende dalla composizione del muscolo ed \u00e8 in relazione alla sua. Un muscolo come il sartorio risulta essere molto pi\u00f9 protetto rispetto ad uno come il gracile anteriore.

Figura 5

La pendenza del diagramma rappresentante la legge di Hooke prende il nome di elastan za (\u039bT/\u039bE oppure\u039bF/\u039bl se indichiamo sull\u2019asse delle ordinate la forza al posto della tensione, e sull\u2019asse delle ascisse indichiamo la variazione di lunghezza al posto dell\u2019estensione). L\u2019elastanza \u00e8 il reciproco della distensibilit\u00e0 (D).

Nel caso del muscolo gracile (vedi figura precedente) la pendenza \u00e8 molto bassa. Quindi l\u2019elastanza \u00e8 molto bassa. Nel caso del muscolo sartorio la pendenza \u00e8 molto alta, l\u2019elastanza \u00e8 molto alta e di conseguenza \u00e8 bassa la distensibilit\u00e0. Si dice anche che il sartorio dispone di una maggiore rigidit\u00e0 dal punto di vista meccanico, rispetto al gracile.

Quindi:
1. la distensibilit\u00e0 \u00e8 diversa in ogni muscolo;
2. in tutti i muscoli in cui \u00e8 possibile arrivare a distensioni significative, notiamo un
comportamento del genere:
Figura 6
essi risultano quindi dissociati dalla linearit\u00e0; \u00e8 come se avessimo un insieme di tante linee
a pendenza diversa e crescente.
Prendiamo come esempio il gastrocnemio.
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