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Pressione, gittata cardiaca, circolo polmonare

Pressione, gittata cardiaca, circolo polmonare

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LEZIONE 29

Abbiamo visto che cosa \u00e8 la pressione diastolica o pressione minima e che cosa \u00e8 la pressione
siastolica o pressione massima.
I valori di questi due parametri sono rispettivamente intorno ai 70-80 mmHg per la pressione
minima e intorno a valori compresi tra i 110-130 mmHg per la pressione massima. Quindi non \u00e8
solo 80-120 mmHg, ma potrebbe essere 70-110 ed essere comunque situazione normale (abituatevi
ad essere un po\u2019 elastici sui valori che sono indicati sui libri).
E abbiamo visto anche qual \u00e8 il concetto di pressione media, un concetto molto importante, perch\u00e9
concetto di tipo funzionale.
Allora, adesso, dobbiamo capire come mai la pressione sale dal valore minimo al valore massimo, e
poi scende, e quali sono i parametri che definiscono i valori della pressione massima e della
pressione minima.
Incominciamo dalla pressione massima.
Da cosa dipende la pressione massima? La pressione massima dipende fondamentalmente
dall\u2019attivit\u00e0 cardiaca. La pressione massima, quindi, dipende dalla forza di contrazione del cuore, il
miocardio. Abbiamo per\u00f2 gi\u00e0 visto, parlando del ventricolo, che la forza di contrazione del cuore
dipende a sua volta dal ritorno venoso o riempimento ventricolare. Quindi in ultima analisi la pmax
dipende dalla gettata pulsatoria. Tanto maggiore \u00e8 la gettata pulsatoria, tanto pi\u00f9 le fibre ventricolari
sono state distese nella fase diastolica e tanto maggiore \u00e8 la forza di contrazione del cuore.
E poi la pressione massima dipende anche dal volume di sangue circolante. Tanto maggiore \u00e8 il
volume di sangue circolante, tanto pi\u00f9 alta sembrer\u00e0 essere la gettata pulsatoria. Nel corso di
un\u2019emorragia, per esempio, il volume totale di sangue diminuisce e allora \u00e8 ragionevole che
diminuisca anche il ritorno venoso, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 meno sangue. Quindi se diminuisce il ritorno venoso,
diminuisce anche la forza di contrazione del cuore e quindi diminuisce la pressione massima.
Ovviamente la pressione massima, proprio secondo quanto abbiamo gi\u00e0 visto dipender\u00e0 anche
dall\u2019attivit\u00e0 del sistema nervoso autonomo, dipender\u00e0 anche dalla componente ortosimpatica.
Quindi la pressione massima dipender\u00e0 dal livello di stimolazione ortosimpatica. E la stimolazione
ortosimpatica agisce in diversi modi, agisce aumentando il ritorno venoso, quindi facendo variare la
gettata pulsatoria, e interviene anche facendo variare la forza di contrazione del cuore. Quindi la
stimolazione ortosimpatica interviene sia sulla forza di contrazione che sulla gettata pulsatoria.
Tutti questi elementi, se aumentano, fanno aumentare il valore della pressione massima. La pmax per\u00f2
dipende anche da un\u2019altra componente molto importante, che \u00e8 la distensibilit\u00e0 vasale. La
distensibilit\u00e0 vasale e la distensibilit\u00e0 del vaso. Quale vaso? L\u2019aorta, principalmente, e le grosse
arterie.
E la distensibilit\u00e0 \u00e8 data dalla variazione di volume indotta dalla variazione di pressione.

Distensibilit\u00e0 =\u2206V
\u2206P

Se un\u2019arteria ha una bassa distensibilit\u00e0 vuol affermare che, dato un certo volume di sangue che le
arriva, la variazione di pressione \u00e8 bassa. Il volume che arriva nell\u2019arteria (aorta) qual \u00e8? La gettata
pulsatoria. Dato che la gettata pulsatoria rimanga costante, se il vaso \u00e8 molto distensibile, la
variazione di pressione sar\u00e0 bassa, perch\u00e9 il vaso si distende e la variazione di pressione \u00e8 bassa.
Se il vaso \u00e8 pi\u00f9 rigido, se voi provate a spingere in un vaso rigido di vetro o di metallo un volume,
allora la pressione sale di pi\u00f9. Quindi tanto maggiore \u00e8 la distensibilit\u00e0, tanto minore sar\u00e0 la
variazione di pressione, dato un certo volume che entra nel vaso.
Questo fenomeno \u00e8 importante in due condizioni: una fisiologica e una fisiopatologia.
Condizione fisiologica. Immaginate il ventricolo, l\u2019arco aortico (e poi scendendo), l\u2019aorta toracica,
l\u2019aorta addominale e via di seguito le grosse arterie.

1

In posizione normale, nello stesso individuo, cio\u00e8 in ognuno di noi, la prima fase dell\u2019albero
arterioso \u00e8 pi\u00f9 distensibile rispetto alla fase pi\u00f9 distale.
Via via che ci si allontana dal ventricolo, le arterie diventano un po\u2019 pi\u00f9 rigide.
La stessa cosa succede con l\u2019invecchiamento. Con l\u2019invecchiamento i vasi tendono a perdere un po\u2019
della componente elastica. L\u2019elastina ha una emivita di 30 anni. Quindi le molecole di elastina ci
mettono molto tempo per essere ricostituite. Una volta che si sono degenerate se ne depositano
sempre meno. Con l\u2019invecchiamento succede proprio questo, si rallenta il deposito di elastina,
mentre prevale la componente collagene.
Non si pu\u00f2 chiamare questo fenomeno patologico, perch\u00e9 da una parte vi \u00e8 s\u00ec un\u2019alterazione della
struttura della parete, ma questa avviene in maniera fisiologica.
Quindi via via che gli anni passano il sistema cardiovascolare presenta questa caratteristica, una
riduzione della componente di elastina e un aumento relativo della componente collagene. Il tutto
risulta in una diminuita distensibilit\u00e0 del letto arterioso.
\u00c8 questo il motivo per cui con il progredire degli anni, la pressione arteriosa tender\u00e0 ad aumentare
un pochino.
Se in una persona sana di 20 anni la pressione massima pu\u00f2 essere 110 mmHg, \u00e8 pi\u00f9 normale che
una persona di 80 anni abbia una pressione massima che si pu\u00f2 avvicinare ai 150 mmHg, non
perch\u00e9 \u00e8 iperteso, ma perch\u00e9 contrariamente ci si avvicina verso questa posizione descritta. \u00c8 per
questo che \u00e8 pi\u00f9 normale trovarsi in una situazione di ipertensione quando si hanno 80 anni, che
quando se ne hanno 20.
Quindi tutti questi fattori

1) Forza di contrazione del cuore (miocardio)
2) Gettata pulsatoria (G.P.)
3) Volume di sangue circolante
4) Stimolazione ortosimpatica
5) Distensibilit\u00e0 vasale
vanno a condizionare il valore della pressione massima.
2
Il valore della pressione minima.

Da che cosa invece dipende la pressione minima? La pressione minima pu\u00f2 dipendere in parte dagli
stessi parametri, in parte no. Dobbiamo andare a capire il motivo per cui la pressione minima
assume il valore di 80 mmHg.
Intanto, perch\u00e9 la pmin non \u00e8 0 mmHg, ma \u00e8 80 mmHg?
Perch\u00e9 si sta parlando di un circuito chiuso. Se noi avessimo il sistema che s\u2019interrompesse e
avessimo un bel catino che raccoglie il sangue, la pressione andrebbe gi\u00f9 a quota 0 mmHg.
Il fatto di avere un circuito (sistema) chiuso fa s\u00ec che la pressione minima non possa essere 0
mmHg, perch\u00e9? Perch\u00e9 quegli 80 mmHg residui alla fine della diastole sono quegli 80 mmHg che
servono per vincere le resistenze periferiche.
Se la pressione minima fosse 0 mmHg, dove troverei la pressione per spingere il sangue in tutti gli
altri distretti?
La pressione minima dipende in maniera principale dalle resistenze periferiche.
Se le resistenze periferiche diminuiscono, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una vasodilatazione periferica, perch\u00e9 il vaso
si dilata, la pressione minima cala, scende.
Se c\u2019\u00e8 una contrazione della muscolatura liscia dei vasi, delle arterie, se le arterie si
vasocostringono, la pressione minima sale.
Quindi sono le resistenze periferiche il maggior determinante del valore di pressione minima.
Per\u00f2 su questo determinante possono esserci delle oscillazioni, che dipendono da altri fattori.
Facciamo qualche esempio.
Prendiamo il caso in cui si ha variata (per i motivi visti prima) la pressione massima, allora invece
di avere un andamento dell\u2019onda come indicato in figura, si tiene conto della pressione massima
aumentata.Se la pressione massima \u00e8 aumentata, e la resistenza \u00e8 rimasta costante, tutta l\u2019onda di
pressione tender\u00e0 a rimanere un po\u2019 pi\u00f9 su, un po\u2019 pi\u00f9 in alto. A parit\u00e0 di resistenze periferiche, se la
pressione massima aumenta un po\u2019, aumenta un po\u2019 anche la pressione minima. Quindi il secondo
determinante della pressione minima, che pu\u00f2 variare l\u2019apporto delle resistenze periferiche, \u00e8
l\u2019andamento della pressione massima.
Ci pu\u00f2 essere anche un altro elemento, la frequenza cardiaca. Immaginate di avere una frequenza
cardiaca aumentata, un individuo che passa da una condizione di riposo ad una condizione di
attivit\u00e0 muscolare, la frequenza aumenta un po\u2019, aumenta perch\u00e9 viene attivato il sistema
ortosimpatico. Il sistema ortosimpatico fa aumentare la frequenza cardiaca. Il sistema ortosimpatico,
allora, fa aumentare la frequenza e fa aumentare anche la pressione massima. Voi capite che, se
aumenta la frequenza, io mi ritrover\u00f2 in una condizione in cui la pressione \u00e8 un po\u2019aumentata, poi
tenta di andar gi\u00f9, ma mentre sta scendendo, durante la fase di diastole ventricolare, viene anticipata
la sistole successiva. Quindi la sistole inizia prima, ma la pressione aortica sta ancora scendendo
verso il suo valore minimo. Se la sistole comincia prima, la pressione minima risulta un po\u2019
aumentata perch\u00e9 non si \u00e8 dato il tempo alla pressione di tornare al suo valore normale. Tutto questo3

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