Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
7Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Commentari Psicologici Sull'Insegnamento Di Gurdjieff e Ouspenski Vol.3

Commentari Psicologici Sull'Insegnamento Di Gurdjieff e Ouspenski Vol.3

Ratings: (0)|Views: 993|Likes:
Published by Bruno Rossi

More info:

Published by: Bruno Rossi on Oct 14, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/12/2013

pdf

text

original

 
1
Traduzione dallo spagnolo dal “VIANDANTE” 
Casa Editrice Kier S.A. Argentina
Autore Dr. Maurice Nicoll
 
COMMENTARI PSICOLOGICI SULL’INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF E OUSPENSKY
VOLUME III
Consiglio del TraduttoreState attenti, voi che intraprendete questa lettura! Non sarà comprensibile agli stolti eagli inetti.Solo a pochi sarà concesso di capirne il senso e costoro prima di tutto devono averletto i libri base, “La Quarta Via” e “Frammenti di un Insegnamento sconosciuto” diP. Ouspensky, allievo di Gurdjieff.Questi libri sono un approfondimento personale del Maestro Nicoll che ha percorso laVia e fanno parte dell’insegnamento originario di Gurdjieff.“È un andare a scuola senza frequentare la scuola; È mettere in pratica il Lavoro peramore di se stesso per amore del prossimo e per crescere interiormente, senza cheintervenga la Falsa Personalità in quanto si deve fare i conti solo con se stesso; eserve per affrontare il giorno come fosse una sfida e un esame con se stessi”.Un grazie speciale a mia moglie Rita che mi ha seguito ed aiutato in questatraduzione.
Cap. 1
 
Quaremead, Ugley
,
22 settembre, 1945
 
pag. 7
 
LA SECONDA LINEA DI LAVORO
Ci sono tre linee di Lavoro. La prima si fonda nel lavorare su se stesso in connessionecon ciò che il Lavoro insegna. La seconda è il lavoro che si realizza insieme alle altrepersone che sono nel gruppo. La terza è lavorare conformemente a ciò che il Lavoroha per obiettivo.Occupiamoci della seconda linea di Lavoro: il lavoro in connessione con le altrepersone che ci si trovano. Per iniziare dirò che se voi vi trovate in un gruppo chestudia questo Lavoro, e non vi impegnate a conoscere e a comprendere i vostricompagni del gruppo, non lavorate sulla seconda linea di Lavoro. Nessuno puòlavorare unicamente sulla prima linea. Lavorare solo per se stessi aumenta soltanto ilproprio egoismo, la propria infatuazione. Riguardo al lavoro insieme alle altrepersone, le cose che si dissero su questo particolare nel Lavoro sono molte e sonomolto utili da ricordare. A volte mi sorprende come la gente che è stata molto temponel Lavoro – o che immagina di esservi stata – non fa il minimo sforzo per mettersi inrelazione con i suoi compagni, ma lo fa soltanto attraverso i suoi pregiudizi ed i suoirespingenti; proprio così, desiderano conoscere persone che approvano, persone chehanno gli loro stessi respingenti. Questa gente non progredisce nel Lavoro; noncambia. Nel Lavoro si suole dire che le persone che si conoscono nei gruppi e con iquali non si simpatizza all’inizio, sono spesso quelli con cui successivamente sisimpatizza, ma questo cambiamento avviene soltanto per mezzo del Lavoro su sestesso e la valorizzazione del lavoro, che conduce sempre a lavorare sulla terza linea.Quando svariate persone si trovano insieme tendono di solito a litigare. Se non cifosse la forza del Lavoro a spalleggiare dette persone, si dividerebbero, lasciandosi
 
2
dominare da differenti forme di antagonismo. A causa della loro meccanicità sonopropense a disputare. Per questo si dice che la vita, come Forza Neutralizzante,separa sempre la gente e la divide in discussioni antagoniste. Ma la Terza Forza chediscende per differenti canali è, allo stesso tempo, una forza di unione che mantieneunite le persone se stanno valorizzando il Lavoro. E questa disciplina, che si compieper il sentimento del valore del Lavoro, riunisce le persone in un modo insolito edamplia la loro vita, e così formano ciò che è definito un accumulatore, vale a dire, ungruppo di persone che rinunciano ad alcune delle loro reazioni meccaniche e in uncerto modo cominciano ad obbedire al Lavoro e così trasmettono le loro influenze. Èqualcosa di meraviglioso. Ed è esattamente in questa meraviglia del Lavoro che lagente si trasforma e si cura interiormente. È necessario comprendere che il Lavoro èuna forza curativa e che in molti modi differenti si contrappone alla vita e alle sueinfluenze – di fatto, nel Lavoro si dice che qui in realtà si va contro la vita – e conquesto dobbiamo comprendere che l’influenza del Lavoro, la comprensione di ciò cheesso significa, va contro le influenze ed i valori provenienti dalla vita. Basta guardareciò che succede oggi intorno a noi, in questo così detto tempo di pace; basta vederecome la vita divida la gente e fomenti sempre nuove dispute, nuovi antagonismidovunque. Allora si comprenderà perché si dice che la vita è una forza disgregatriceed il Lavoro una forza unificatrice.Rispetto alla seconda linea, di cui bisogna dire che consiste nello stabilire relazionicon le altre persone, è necessario ricordare che il Lavoro c’insegna che siamomeccanici. Questa è un affermazione molto profonda, molto più profonda nel suosignificato di quanto avvertiamo. Cosa significa dire che una persona è meccanica?Significa che agisce sempre nell’unica maniera in cui può agire in un momento dato.Crediamo che le persone facciano le cose intenzionalmente, ma non vediamo che lofanno meccanicamente. Una persona, per esempio, che dice una menzogna indeterminate circostanze, non lo fa deliberatamente, ma meccanicamente – perconoscenza, la sua macchina agisce sempre in detto momento in questa maniera –proprio così, dice una menzogna. Naturalmente, odiamo pensare che in questo sensosiamo delle macchine. Ci forgiamo l’illusione di essere sempre coscienti in ciò chefacciamo, di essere deliberati e intenzionali. Non è vero. Qualunque cosa facciamo,qualunque cosa diciamo, come amiamo comportarci, come amiamo pensare, comeamiamo sentire, tutto è meccanico. G. una volta disse: “Tutti voi siete differenti tipidi macchine; alcuni sono macchine da scrivere, altri, macchine da cucire, altri ancoramacchine per tritare carne, ecc.” Questo criterio sulla natura umana è sgradevoleeppure è vero. Ci sono molte teorie scientifiche che si riferiscono alla meccanicitàdell’Uomo. Basta spargere benzina e si ottengono dei risultati determinati. Quello chepiù mi ha interessato nell’insegnamento del Lavoro è l’idea che, da
un
punto di vista,l’Uomo è una macchina; cioè, se non cerca di svegliarsi e di lavorare su se stesso.Smette di essere una macchina, se cerca di svegliarsi dal sonno e dall’umanitàaddormentata. Questa cosa mi interessò, perché costituiva una conciliazione tra l’ideascientifica e quella spirituale sull’Uomo. L’Uomo è una macchia, ma puòtrasformarsi in una cosa che non ha nulla a che vedere con le macchine, se seguel’insegnamento di coloro che non sono macchine, l’insegnamento proveniente dal
 
3
Circolo Cosciente dell’Umanità. In questo modo l’apparente parodia si conciliatrasformandosi in un pensiero armonioso invece di essere un pensiero contraddittoriobasato sugli opposti. Se voi dite: “Fulano è una macchina?” Vi risponderò: “ A qualeuomo vi riferite?” a volte é un uomo meccanico, o un uomo che comincia asvegliarsi, o persino un Uomo Cosciente. Se si tratta di un uomo meccanico è unamacchina. Se è un Uomo Cosciente non è una macchina perché si è elevato al disopra della sua meccanicità e si trova ad un livello superiore. Come si sa il Lavorodivide l’umanità in sette categorie. Di queste, tre sono meccaniche: l’Uomo n° 1, il n°2 e il n° 3; l’Uomo n° 4 è di transizione, e l’Uomo n° 5, il n° 6 e il n° 7 appartengonoal Circolo Cosciente dell’Umanità, e non è più possibile chiamarli macchine. Ma lagran maggior parte degli uomini sono meccanici, governati dalle impressioni esterne.Bene, quando una persona si mette in contatto con un’altra, in altre parole, che iniziaa riflettere su ciò che significa la seconda linea di Lavoro e l’applica, a volte si diceche all’inizio è necessario fondarsi sull’idea che le altre persone sono macchine. Maquesto è assolutamente sbagliato e non si dovrebbe mai dire. Si deve partire dall’ideadi essere noi stessi delle macchine. Soltanto per mezzo dell’auto-osservazione, fattacorrettamente, una persona comincia a vedere la propria macchina, la propriameccanicità. Ciò nonostante, così come siamo ci consideriamo, sia noi stessi come glialtri, pienamente coscienti. Capaci di un’azione indipendente, non governati daassociazioni passate, in somma, non crediamo di essere macchine. Di conseguenza,censuriamo le altre persone perché non si comportano con noi come desidereremmoe, di conseguenza, diamo corso al dialogo interiore e alle emozioni negative.Probabilmente tutti voi sapete come ci si sente disillusi verso le altre persone.Speriamo che i nostri mariti e mogli, i nostri fratelli e cugini e zie, e i nostri amici,siano molto differenti da ciò che sono, e tutto ciò stabilisce in noi una specie dirisentimento segreto, una forma di Considerazione Interna, a cui non c’è rimedio ameno che non si comprenda che cos’è la meccanicità. È come se una macchina dascrivere scoprisse difetti nella macchina da cucire. È come se noi ci lamentassimo nelmetterci un paio di guanti di una misura che non è la nostra. È necessario prenderecome punto di partenza la propria meccanicità. Come si sa tutti noi ci diamo perscontati. E cosa significa questo? Significa che ci crediamo pienamente coscienti,capaci di adattarci correttamente a qualsiasi circostanza, in somma, di non averenessuna macchina collocata in noi. Siamo molto sicuri di non avere attitudini fisse, némodi di parlare, né tendenze fisse, né comportamenti abituali. In genere ammettiamodi avere qualche abitudine fisica, ma non credo che una persona ammetta di avereabitudini emozionali o abitudini mentali. Ma il Lavoro c’insegna che abbiamoabitudini nei centri Intellettuale ed Emozionale e che queste sono molto piùimportanti delle abitudini fisiche e molto più significative. Gli uomini sono educaticome anglicani, cattolici romani, presbiteriani, quaqqueri, metodisti, atei, agnostici, oanche come scienziati, ed hanno la certezza che le loro menti e le loro emozioni sianolibere da ogni meccanicità, la sicurezza di essere imparziali. Tutto ciò devenell'evenienza, diventare cosciente e controllato affinché un uomo sia universale nellesue prospettive e nei suoi sentimenti. Ma non può essere dominato se l’auto-osservazione di un uomo non sia aiutata e sia piena d’integrità, perché in caso

Activity (7)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 hundred reads
Giacomo Visalli liked this
mariosammarco64 liked this
Claudio Leoni liked this
Claudio Leoni liked this
ricciovuoto liked this
ricciovuoto liked this

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->