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UNA RECENSIONE DI:"CRONOLOGIA PERSIANA E DURATADELL'ESILIO DEI GIUDEI"
(OSLO: ROLF FURULI A/S, 2003)
© by Carl Olof Jonsson, Göteborg, Sweden, 2004Traduzione in italiano di F.M.
PRIMA PARTE: CRONOLOGIA BABILONESE E I "SETTANT'ANNI" BIBLICI.
 
La cronologia persiana e la durata dell'esilio neobabilonese dei Giudei 
è ilprimo di due volumi nel quale Rolf Furuli prova a revisionare la cronologiatradizionale del periodo neobabilonese e Persiano. Furuli afferma che la ragionedi quest'avventura è quella che questa cronologia è in conflitto con la Bibbia.Egli afferma che la Bibbia "inequivocabilmente", "esplicitamente" e “definitivamente” mostra che Gerusalemme e la terra di Giuda furono desolateper 70 anni, fino a che i Giudei esiliati in Babilonia ritornarono in Giuda inseguito al decreto di Ciro emanato nel suo primo anno, 538/37 a.C.(pp.17.89,91). Questo implica che la desolazione di Gerusalemme nel 18° annodel regno di Nabucodonosor ebbe luogo 70 anni prima, nel 607 a.C.,contrariamente alle ricerche degli storici moderni i quali hanno fissato il 18°anno nel 587/86 a.C., una data che è anche in accordo con la cronologia delleantiche liste conosciute come "Canone di Tolomeo". Furuli non menzionaesplicitamente il 607 a.C. in questo libro perché una più dettagliata discussionedella cronologia neobabilonese è riservata per il secondo volume, non ancorapubblicato.La maggior parte dei capitoli del primo volume, perciò, contiene un esamecritico dei regni dei re Persiani, da Ciro a Dario II. La pretesa principale diquesta discussione è che il primo anno di Artaserse I dovrebbe essere spostatoindietro, dal 464 al 474 a.C. Furuli non menziona che si tratta di una vecchiaidea tirata fuori dalle osservazioni del teologo gesuita Denis Petavio, meglioconosciuto come Dionisio Petavio, che per primo la presentò in un'operapubblicata nel 1627. La revisione di Petavio ha basi teologiche, perché, se le"settanta settimane [di anni]", o 490 anni, di Daniele 9:24-27 sono daconteggiare dal 20° anno del regno di Artaserse (Neh 2:1 pp) al 36 d.C. (ladata che egli indica per la fine del periodo), il 20° anno di Artaserse dev'esserespostato dal 445 al 455 a.C. Furuli non si pronuncia circa la ragione di questointendimento riguardo ai suoi propositi revisionistici.
 
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Introduzione:
Intenzioni celate
 
Furuli pubblicò questo libro a proprie spese. Chi è costui? Nel retro dellacopertina del libro egli si presenta così:Rolf Furuli è lettore di lingue semitiche presso l'università di Oslo. Lavora suuna tesi di dottorato che propone un nuovo concetto del sistema dei verbidell'ebraico classico. Ha lavorato per molti anni nella teoria della traduzione, eha pubblicato due libri sulla traduzione della Bibbia; ha inoltre esperienza cometraduttore. Il presente volume è il risultato di decenni di suoi studi sullacronologia del Mondo Antico.Ciò che Furuli non dice è di essere un Testimone di Geova, e che per moltotempo ha prodotto testi apologetici difendendo l'esegesi della Torre di Guardiadalla critica. I suoi due libri sulla traduzione della Bibbia non costituiscono cheuna difesa della
Traduzione
della Bibbia del
Nuovo Mondo
dei Testimoni. Eglitrascura di dire che per decadi ha cercato di difendere la cronologia dellaSocietà Torre di Guardia e che tale sua revisione della cronologia èessenzialmente una difesa della cronologia tradizionale della Società Torre diGuardia. Egli descrive la sua cronologia come "una nuova cronologia", da luidenominata "la Cronologia di Oslo" (p. 14), quando in effetti il 607 a.C., dataper la distruzione di Gerusalemme, è una cronologia basata sulle pretese e imessaggi apocalittici dell'organizzazione della Torre di Guardia, e il 455 a.C.,data per il 20° anno di Artaserse I è il suo tradizionale punto di partenza delsuo calcolo delle "settanta settimane" di Daniele 9:24-27.A dispetto di questi fatti, Furuli in nessun posto menziona la Società Torredi Guardia o la sua cronologia. Tanto meno menziona la mia dettagliataconfutazione di questa in varie edizioni del mio libro I
Tempi dei Gentili riconsiderati 
(GTR; 3rd edition, Atlanta: Commentary Press, 1998; 1a ed.pubblicata nel 1983), malgrado sia in circolazione "una collezione di noteben ordinate” egli ha cercato di confutare le conclusioni presentate nelle sueprime edizioni. (Una quarta edizione rivista e aggiornata di GTR è pronta esarà pubblicata nel 2004). Il silenzio di Furuli sul GTR è considerevoleperché egli dibatté gli studi di R.E. Winkle del 1987 che presentano per lamaggior parte gli stessi argomenti e conclusioni così come si trovano nellaprima edizione di GTR (1983). In quanto Testimone di Geova a Furuli gli èinterdetto avere contatti con ex membri della sua organizzazione. Questa èla ragione per la quale egli finge d'ignorare i miei studi, egli si presentacome un Testimone leale -non come uno studioso. Chiaramente, Furuli haun programma, e questo egli lo tiene nascosto.
 
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Contenuto dei primi quattro capitoli
Capitolo 1: Pagine 17-37:
Nel Capitolo 1, Furuli (1) asserisce che la Bibbia e la Tavolettaastronomica VAT 4956 e la Strm Kambys 400
"si contraddicono l'unl'altra" 
(pp. 17-28) e di conseguenza (2) egli discute l'attendibilitàdelle tavolette astronomiche riportanti nove
"potenziali fonti di errori" 
 (pp. 28-37).
Capitolo 2: Pagine 38-46:
Nel Capitolo 2, Furuli sostiene che il
"il più grave problema per ottenere una cronologia assoluta basata sulle tavole astronomiche" 
èche molte
"forse la maggior parte delle posizioni dei corpi celesti di queste tavolette sono state calcolate piuttosto che osservate" 
(p.15).
Capitolo 3: Pagine 47-65:
Nel Capitolo 3, Furuli (1) fa qualche commento generico sul Sumero,l'Accadico ed la lingua ebraica e (2) descrive alcune "insidie" nellalettura e la traduzione dei documenti antichi.
Capitolo 4: Pagine 66-92:
 
Nel Capitolo 4, Furuli presenta il proprio punto di vista sulla"descrizione cronologica di Claudio Tolomeo" e (2) qualche altroautore antico (pp. 66.74), quindi, discute i 70 anni della profezia diGeremia (pp. 75-92).
Un riconoscimento va a un numero di studiosi e sapienti colleghi per la loroassistenza nel preparare questa recensione critica. Ho scelto di non fare alcunnome, dato che alcuni di loro, per ovvie ragioni, hanno bisogno di rimanereanonimi. Sono in debito con tutti loro per le osservazioni, suggerimenti,critiche, e, in particolare, per l' aiuto professionale datomi da due di loro nelrileggere e affinare il mio inglese e la grammatica.

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