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Scie Chimiche - Scheda Riassuntiva

Scie Chimiche - Scheda Riassuntiva

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03/18/2014

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Il Dottor Stranamore e le Nanoparticelle
(una storia che fa paura)

Il cielo \u00e8 uno spazio ricco di fenomeni naturali e non; osservare ad esempio una scia bianca che appare come una stella cometa in pieno giorno rientra forse in qualche anomalia fenomenologica? Certo che no, se la scia in esame \u00e8 una Contrails (termine che sta per: Condensation Trails) fa parte di uno di quei fenomeni attribuibili all\u2019opera dell\u2019uomo che molte persone, dagli anni 40 in poi, hanno avuto modo di ammirare. Quando si inizia per\u00f2 ad avere delle croci persistenti sopra la testa, formate da scie lunghe decine se non centinaia di chilometri, o il cielo a quadretti un giorno si e uno no, siamo decisamente fuori dal consueto. Stranamente, alcuni sedi- centi personaggi vorrebbero convincervi di esservi trasformati in una manica di pazzi visionari perch\u00e8, a detta loro, il cielo \u00e8 \u201cassolutamente normale\u201d come lo \u00e8 \u201csempre stato\u201d; e tutto ci\u00f2 che si dice da un po\u2019 di tempo a questa parte, riguardo a strani movimenti di aerei sui cieli di mezzo mondo, rientra nella categoria delle fanta- sie pi\u00f9 sfrenate di un popolo ignorante che ha bisogno di credere a misteri inesistenti.

In realt\u00e0 il mistero c\u2019\u00e8 davvero ma il fatto curioso \u00e8 che non \u00e8 certo stato inventato da quel \u201cpopolo ignorante\u201d che ha iniziato ad accorgersi dei cambiamenti che avvenivano sopra la sua testa, ma viceversa \u00e8 stato alimen- tato e costruito da un atteggiamento dei media e dei vari organismi interessati che ha seguito un\u2019evoluzione piena di contraddizioni e paradossi; dapprima c\u2019\u00e8 stato un totale ri\ufb01uto di ammettere una serie di evidenze piuttosto plateali, negando del tutto l\u2019esistenza di una qualsiasi anomalia. Atteggiamento che si \u00e8 trasformato via via in un attacco con l\u2019uso dello scherno se non proprio del vilipendio verso le persone che continuavano a chiedere chiarimenti sui strani fenomeni che improvvisamente iniziavano a comparire sugli spazi aerei delle loro aree residenziali; pratica che ha subito poi una nuova mutazione evidenziatasi in una serie di parziali am- missioni da parte dei media che, di recente, \u00e8 sfociata in una nuova fase in cui sembra oggi timidamente fare notizia una \u201cnuova scienza\u201d al servizio dell\u2019umanit\u00e0 che deve affrontare il grave pericolo dell\u2019effetto serra. Contemporaneamente al montare dell\u2019interesse da parte della gente \u00e8 partita anche una campagna propagandi- stica tra i mezzi di informazione e quelli dell\u2019intrattenimento, di notevoli dimensioni. La propaganda a livello mediatico, sia che si tratti di una \u201cnotizia\u201d o di una \u201cinnocua\u201d pubblicit\u00e0, rappresenta uno degli aspetti pi\u00f9 inquietanti di tutta la questione.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? E\u2019 chiaro che a questo punto ve lo state chiedendo; cominciamo perci\u00f2 dall\u2019inizio di questa vicenda che dalla sua comparsa uf\ufb01ciale ha subito un\u2019escalation che ha raggiunto oggi livelli davvero allarmanti.

La storia di queste operazioni aeree inizia uf\ufb01cialmente in un paesino del Canada chiamato Espanola; in que-
sto luogo, nel 1996 gli abitanti assistettero all\u2019improvvisa comparsa di grossi jet commerciali (si scoprir\u00e0 poi
che si trattava di aviocisterne militari) che incrociavano a quote relativamente basse sulla verticale del paese

rilasciando enormi scie bianche che permanevano per molte ore nel cielo formando una moltitudine di incroci a causa dei ripetuti passaggi dei suddetti aerei. Ovviamente la novit\u00e0 preoccup\u00f2 la cittadinanza che chiese alle autorit\u00e0 se fossero in corso delle manovre militari nella zona avendo alcuni di essi riconosciuto negli aereo- mobili dei KC-10 e KC-135 in dotazione all\u2019aviazione statunitense e utilizzati solitamente come cisterne per il rifornimento in volo degli aerei militari. Le autorit\u00e0 inizialmente, negarono che i vicini di casa americani fossero impegnati in qualsiasi manovra che interessasse lo spazio aereo di Espanola ma dopo alcune settimane dalla comparsa di questi voli, le persone del luogo iniziarono a manifestare malesseri vari, in forme anche gra- vi, accompagnati da perdita di memoria a breve termine (alcuni non ricordavano dove avevano parcheggiato

l\u2019auto poco prima) e altre patologie che sembravano di natura allergica. La gente, allarmata, decise allora

di mobilitarsi; vennero fatte fare da alcuni laboratori delle analisi sulla pioggia che rilevarono considerevoli quantit\u00e0 diBario eAlluminio, ci si procurarono le prove di questi sorvoli dai tracciati radar del vicino aeropor- to e furono fatti esposti e ingiunzioni. Il baccano sollevato ottenne l\u2019effetto di far cessare improvvisamente le suddette operazioni cos\u00ec come erano comparse (soltanto per un breve periodo).

Il caso di Espanola sarebbe rimasto un evento sconosciuto al resto del mondo se improvvisamente non fossero cominciate a \ufb01occare altre segnalazioni di aerei che rilasciavano dense scie persistenti in altre parti del mon- do. Da questo primo caso documentato infatti, nel corso degli anni, sempre pi\u00f9 paesi hanno iniziato, in zone circoscritte all\u2019inizio, che si sono poi allargate a intere regioni, a notare e segnalare la comparsa di sorvoli da parte di strani aerei bianchi, apparentemente senza segni identi\ufb01cativi che in determinati giorni sembravano mobilitarsi per creare reticolati di scie sopra le citt\u00e0; reticolati che si trasformavano ben presto in una patina bianca e lattiginosa che rendeva il cielo plumbeo.

Solo per citare un esempio relativo al nostro paese, le prime segnalazioni di cui si ha notizia in Italia risalgono al 1999 mentre per quanto riguarda la regione del veneto la comparsa improvvisa del fenomeno risale (sempre da segnalazioni note) al 2002/2003.

La cosa che per\u00f2 \u00e8 apparsa preoccupante a chi ha iniziato a seguire l\u2019evolversi di questa situazione \u00e8 che, men- tre nei primi periodi di osservazione di queste attivit\u00e0, le manovre dei suddetti aerei sembravano concentrarsi soltanto in alcuni giorni della settimana in cui lo \u201cStatus Quo\u201d ordinario veniva interrotto, allo stato attuale delle cose, non \u00e8 pi\u00f9 possibile osservare un cielo che veda il sorvolo di aerei senza alcuna scia al seguito. L\u2019incremento di queste operazioni \u00e8 stato esponenziale e l\u2019unica differenza rilevabile oggi rispetto al passato, riguarda le giornate in cui le suddette operazioni sono massicce con il passaggio di un numero impressionante di aerei che deturpano il cielo incrociando a basse quote e rilasciando scie di varia densit\u00e0 e colore ma sem- pre persistenti e lunghe anche centinaia di chilometri, da quelle in cui il cielo, pur mantenendosi pressoch\u00e8 sereno, vede il passaggio di molti aerei con scie anche corte che sembrano dissolversi in pochi secondi. Ma di fatto, non esiste pi\u00f9 una singola giornata in cui la volta celeste sia sgombra da aerei che rilasciano una scia di qualche genere; e questo, per chi asserisce trattarsi del normale fenomeno delle \u201cCondensation Trail\u201d \u00e8 semplicemente impossibile.

Abbiamo nominato le \u201cContrails\u201d in Italia conosciute come \u201cScie di Condensazione\u201d. Infatti come detto in apertura, non \u00e8 anormale osservare un aereo in quota rilasciare una scia bianca dietro di se. Cerchiamo quindi di capire un po\u2019 meglio di cosa si tratta:

La de\ufb01nizione di\u201cContrails\u201d \u00e8 rintracciabile in vari manuali di aeronautica e metereologia di tutti i paesi e
descrive un fenomeno noto; vediamo soltanto alcuni esempi:

Si tratta in sostanza di particelle di ghiaccio che si formano attorno alle microparticelle (aerosol) che si tro- vano negli scarichi incandescenti dei motori. In condizioni atmosferiche particolari che sono state de\ufb01nite da molto tempo e acquisite da tutti gli organi dell\u2019aeronautica, e che come abbiamo visto sono riassumibili in una temperatura di -40 \u00b0C o pi\u00f9 con un\u2019umidit\u00e0 relativa dell\u2019aria di almeno il 70% (fonti Nasa e Federal Aviation,

mentre \u00e8 il 60% secondo il manuale mostrato sopra) e ad una quota di 8000 metri o pi\u00f9 (quota alla quale si
possono veri\ufb01care le suddette condizioni atmosferiche). Va anche detto che la contemporaneit\u00e0 di tutti i fattori

atti a provocare la formazione di scie di condensa non \u00e8 un evento frequente ed \u00e8 anche importante notare che le suddette condizioni non persistono in una zona per intere giornate; per capirci non possiamo continuare a vedere passaggi di aerei con la scia appresso dal mattino \ufb01no alla sera in modo ininterrotto o per svariati giorni di seguito. Si tratta di condizioni note ma che non si veri\ufb01cano frequentemente. (Uno studio scienti\ufb01co molto

esauriente dal titolo \u201cIl fenomeno della condensazione\u201d a cura dell\u2019Ingegnere Aereonautico Luigi Fenu \u00e8
reperibile all\u2019indirizzo internetwww.sciesardegna.it)

Chi \u00e8 sempre stato abituato ad osservare il cielo, ricorder\u00e0 che normalmente, nei paesi con un clima simile al nostro, le condizioni ottimali per osservare aerei rilasciare scie nel cielo si presentano per la maggior parte durante la stagione fredda e in corrispondenza del tramonto, condizione in cui \u00e8 anche possibile identi\ufb01care l\u2019aeromobile (altrimenti invisibile o quasi) da un bagliore dato dal ri\ufb02esso del sole basso all\u2019orizzonte sulla carlinga dello stesso che, all\u2019altitudine di8000 metri o pi\u00f9 si pu\u00f2 osservare nelle sue forme soltanto con un buon binocolo. Le scie, sottili se osservate a occhio nudo e alte nel cielo potevano essere pi\u00f9 o meno persi- stenti e di varia lunghezza, ma nulla di paragonabile a quanto si osserva oggi, con vere e proprie autostrade che attraversano il cielo trasmettendo una percezione visiva di quota molto bassa e che, anzich\u00e9 scomparire, in molti casi iniziano ad allargarsi sempre pi\u00f9 generando formazioni nuvolose che si sommano alle altre scie lasciate nel frattempo. Gli stessi aerei che le rilasciano spesso volano talmente bassi che sono agevolmente visibili ad occhio nudo in tutti i loro dettagli.

Tornando al fenomeno della condensazione, sappiamo che fu osservato la prima volta durante la seconda guer- ra mondiale, quando si avviarono le strategie per i bombardamenti ad alta quota allo scopo di evitare il fuoco di sbarramento della contraerea nemica. All\u2019epoca non esistevano le cabine pressurizzate e gli equipaggi do- vevano usare tutta una serie di accorgimenti per affrontare la rarefazione dell\u2019aria e le temperature sottozero. In alcune occasioni, furono osservate e documentate le scie di condensazione svilupparsi dagli scarichi dei grossi motori stellari dei bombardieri B-17.

Nella sequenza di fotogra\ufb01e successiva possiamo vedere alcuni esempi che ci aiutano a capire come leCon-
trails non appaiano automaticamente alle quote elevate ma siano appunto necessarie le condizioni di umidit\u00e0
e temperatura adatte alla loro formazione.
De\ufb01nizione di Contrails dal sito internet della Nasa (National Aeronautics and Space Administration)

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