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In fila alla Apple è figo, in fila da Trony è tamarro

In fila alla Apple è figo, in fila da Trony è tamarro

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Published by Officine Tolau
L'articolo di Michele Fusco, da Linkiesta del 28 ottobre 2011, sull'assalto al nuovo store Trony aperto a Roma.
L'articolo di Michele Fusco, da Linkiesta del 28 ottobre 2011, sull'assalto al nuovo store Trony aperto a Roma.

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StampaSOCIETÀ
OPINIONE
di Michele Fusco
In fila alla Apple è figo, in fila da Trony è tamarro
 A cena, in famiglia, non si può non discutere di quel che è accaduto a Roma, con una città paralizzatadall’assalto di 25mila persone agli sconti del nuovo megastore. E lancio la mia provocazione,respinta con perdite da moglie e figlio: se fai la coda alla Apple, almeno sei protetto da un sogno,dalla cultura, dall'avventura del grande Steve, ma perchè da Trony? Perchè lì, dicono loro, almenorisparmi, stupidino.
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In vistoso conflitto di interessi, vorrei raccontarvi di casa mia
, di un piccolo dibattitofamiliare che si è aperto ieri sera all’ora di cena, tra me, mia moglie Eugenia e Giovanni, tredicianni buoni. Argomento - e come poteva essere diversamente - ciò che era successo a Roma diprimo mattino, quando una marea di gente, venticinquemila raccontano le cronache, si erariversata all’apertura di un nuovo centro commerciale nel cuore pulsante della città, robaelettronica tanto per intenderci, Trony per essere precisi.
Grandi sconti e cotillons.
Gli «specchietti» veri erano quattro: iPhone a 399 euro, iPod touch a99, Playstation 3 Slim a 149 euro, Canon Eos 500d più obiettivo a 349, ma poi tante altre offerte.Le conseguenze sono state devastanti non solo per il quartiere, ma per lo sviluppo urbanodell’intero territorio metropolitano. Non si contano le persone che, bloccate nel traffico, hannoritardato di ore il loro ingresso al posto di lavoro.
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CORSIVO
E l’ultimo spenga la luce
«Ormai siamo al dibattito surreale. Mentresi cercano ancora i fantomatici autori di unalettera, senza data e senza firme, forsescritta qualche settimana fa e data come polpetta fresca da inserire in un dibattito politico contro il Pdl autorevoli esponenti del Partito democratico si lasciano andare acommenti sulla lettera stessa, senza averecertezza della sua esistenza, senza conoscerela faccia del suo estensore, senza...
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REPORTAGE
29 ottobre 2011 - 00:25
Baricco apre la Leopolda: “Contro lasinistra conservatrice”
INFOGRAFICA
Sabato, 29 Ottobre 201110:50:11
Dossier 
Grecia
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Fiat, l’industria e la politica
~
Referendum elettorale
~
Il debito pubblico italiano
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Bene. Su un punto, almeno, e ciò mi ha rincuorato
, ci siamo trovati d’accordo: non ci sarebbemai passato per l’anticamera del cervello di metterci in coda sin dalle prime ore dell’alba (centinaiadi persone hanno addirittura dormito nei sacchi a pelo o nei garage della zona). In questo caso, lacoesione familiare ha tenuto e ho potuto brindare a una scommessa (sin qui) vinta con un primobicchiere di rosso.
Ma a un certo punto, ho deciso che l’asticella andava alzata
, dovevamo arrivare all’osso, inquel territorio in cui i rapporti umani si fanno più sottili, le diffidenze più evidenti, le divisioniineludibili.
La (mia) considerazione è stata la seguente
: vi dirò, ragazzi, se i miei amici mi dovesserobeccare in foto che faccio la fila sin dalle prime ore dell’alba davanti a un Trony per un telefonino,mi tolgono immediatamente il saluto, farebbero finta di non conoscermi, mi scanserebbero per strada, direbbero: ma guarda ’sto tamarro. E avrebbero ragione, ho aggiunto. Mentre, se midovessero scorgere all’interno del grande popolo Apple, immerso in quel sogno americano,seppure in fila, seppure provato da ore di coda, beh, credo che non mi farebbero questione.
Ad uso di chi legge, dichiarerò subito di non possedere l’iPhone
, ma un ottimo telefoninoda 49 euro. Dunque, nessuna licenza poetica sui «marchi».
Qui c’è stata la spaccatura e non ho più potuto alzare il calice
alla famiglia unita. Mi hannoguardato come un tipo strano che diceva cose strane, e Giovanni mi ha riportato immediatamentealla durissima realtà: ma scusa papà, almeno tutta la gente che faceva la coda da Trony cel’aveva una buona ragione, il telefonino era molto scontato e magari dai giorni successivi sarebbetornato al prezzo pieno, mentre dalla Apple lo paghi pieno dal primo giorno all’ultimo, per cui te lopuoi comprare dopo una settimana servito e riverito e senza coda. Per me sono più malati quellidella Apple, ha concluso. Ineccepibile sul piano formale, stilistico, logico. E mia moglie era con lui,non so ancora bene se per farmi sentire ancora più solo (magari, un giorno, dedicherò unsecondo pezzo alle dinamiche familiari).
Consapevole del buon ragionamento di mio figlio
, continuo a essere convinto delle mie, diragioni. Che ovviamente non hanno nulla a che fare con la convenienza economica, che è sotto gliocchi di tutti. Resto convinto, ma naturalmente non ne ho le prove ma solo sensazioni, che quelpopolo di ieri è solo minima parte del popolo Apple. Anzi, dirò di più: quelle persone non farebberomai la fila davanti a un centro della mela. È un popolo diverso, né meglio né peggio, ma diverso.
Penso che una “sofferenza” consumistica
(qui stiamo parlando di questo, e ogni parallelo conle file per il pane è davvero fuor di luogo), debba almeno essere sostenuta da una passione, dauna storia, da una cultura, sennò che senso ha? Penso che le persone (non tutte, ovviamente)che nel mondo si mettono in fila per comprare l’ultima trovata del grande Steve (e io non lo farei)si sentano un po’ protagoniste di un’avventura, alla quale Jobs ha dato i connotati epici del grandesogno americano. Ciò che è successo ieri a Roma mi sembra molto più italiano.
Ps. ognuno mette l’asticella all’altezza che la vita gl’impone.
La mia misura è massimoquattro persone. Se ne vedo cinque, evito la fila. Parole chiave:apple+ponte milvio+roma+sconti+telefonini+trony
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Commenti
Inviato da laloallo il 28 ottobre 2011 - 18:02buon prezzo per la reflex, se con 4 ore di code risparmiavo più di 250€, la cosa non mi avrebbe fattoschifo, anzi. I soldi mica crescono sugli alberi, una reflex la desidero da tanto tempo.Dire io non farei mai la coda, questi sono matti, ecc. ecc. Sono argomenti assurdi, io in 10 ore nonguadagno 250 euro.Il consumismo è altro, è comprare cose che non servono.rispondiInviato da Alessandro il 28 ottobre 2011 - 16:04Se le nuove generazioni ragionano come tuo figlio, forse posso invecchiare più sereno e speranzoso.rispondiInviato da Alessandro il 28 ottobre 2011 - 15:53Se le nuove generazioni ragionano come tuo figlio, forse posso invecchiare più sereno e speranzoso delfatto che col sale in zucca ci si nasca a prescindere del corredo genetico.29 ottobre 2011 - 00:05
Per un americano su due l’anti-Obama non ha nome
ANALISI
28 ottobre 2011 - 19:55
Il colpo di fulmine tra Marcegaglia eCamusso è già passato
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rispondiInviato da Alessandro il 28 ottobre 2011 - 15:52Se le nuove generazioni ragionano come tuo figlio, forse posso invecchiare più sereno e speranzoso delfatto che col sale in zucca ci si nasca a prescindere del corredo genetico.rispondiInviato da Konko74 il 28 ottobre 2011 - 15:46Ragionando come tuo figlio : Siamo sicuri che alla fine sia davvero economicamente convenuto ?Ok, hai risparmiato parecchio sui quei 4 prodotti, ma il costo delle ore lavorative non lavorate ? E lafatica ? E la benzina ? E la salute ?Mah ... a me me sa solo che siamo tutti con buona parte del cervello in pappa ...rispondiInviato da Fede il 28 ottobre 2011 - 15:13Steve Jobs ha venduto un sogno; ma anche le fattucchiere vendono sogni ed hanno ugualmente la filafuori.Se poi uno "deve" (?) fare la fila per acquistare un elettrodomestico, probabilmente ha visto giusto ilragazzo di tredici anni.rispondiInviato da alberto il 28 ottobre 2011 - 15:06ma il senso di tutta questa tecnologia non era che si può fare tutto comodamente da casa o (detto alla jobs) in mobile, e lasciando code e risse da negozio come un lontano ricordo.Comprare on-line in Italia non è stato ancora recepito come una cosa sicura ?rispondiInviato da NICKAVE il 28 ottobre 2011 - 14:46il mondo non ha speranza, l'italia ancora menorispondiInviato da NICKAVE il 28 ottobre 2011 - 14:46il mondo non ha speranza, l'italia ancora menorispondiInviato da Anonimo il 28 ottobre 2011 - 14:44Chi fà la fila x il il telefonino scontato o in un negozio della apple è cmq una persona malata che vàaiutata, tu che fai una distinzione tra i 2 tipi diversi di fila hai problemi gravissimi, patologie che se leinizio ad elencare ti spaventeresti.Siamo semplicementi figli del consumismo e schiavi del denaro, alla ricerca di prodotti tecnologici cheper il 90% nn servono a nulla ma averli ci dà una pienezza d'animo e la sensazione di essere + vicinoagli altri, alla società ma nn ci accorgiamo che tutte queste cose ci isolano dal mondo e ci rendonopersone totalmente vuote, inutili.Pensare di trovare felicità nel sogno americano incarnato nell'ultima trovata di jobs vuol dire che chi è alpotere e vuole questo consumismo inutile ha fatto un ottimo lavoro e noi lo abbiamo aiutato adaffondarci.rispondiInviato da Andrea Chiesa il 28 ottobre 2011 - 14:34La gente è malata. La crisi è un'invenzione dei datori di lavoro per avere le mani libere: sono andatiesauriti, insieme agli I-fotto, televisori da 1000 €. Qualcuno deve morire, come precognizzato da Ballard.rispondiInviato da Anonimo il 28 ottobre 2011 - 14:01Sono d'accordo al 100% con diferdin.Poi che differenza fa fare la fila davanti ad un negozio Apple o di fronte ad un rivenditore autorizzato dellostesso brand?Ma ancora: 25 mila persone in fila davanti ad un megastore per dei prodotti scontati, che siano Apple o
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