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Politica, società e cultura nell'età ellenistica

Politica, società e cultura nell'età ellenistica

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Published by valentinacona
Riassunto su politica, società e cultura nell'età ellenistica
Riassunto su politica, società e cultura nell'età ellenistica

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Politica, società e cultura nell'età ellenistica 31 Ottobre 2011
POLITICA, SOCIETA' E CULTURA NELL'ETA' ELLENISTICA
1.Politica e società.
L' età ellenistica è il periodo che segue la
morte di Alessandro Magno
. Con la sua morte, ilsuo immenso impero, viene diviso in tre grandi regni:>
La Macedonia;
>
L'Egitto
;>
L'Asia
.Oltre a questi tre, si formano a
Pergamo
e a
Rodi
altri stati minori. Tutti questi regni hannonumerosi aspetti comuni che vanno dalla struttura economico-sociale a forme di vita , al pensiero. Prendo così avvio una civiltà caratterizzata dall'
ellenizzazione
di tutti i territoriconquistati e una fusione tra la cultura greca e quella orientale.Questo “
nuovo mondo
” ebbe la meglio sulla polis, forma istituzionale ormai in crisi datempo. L'Ellade perde, così, l'antica democrazia assemblare e con essa le proprie libertà.La nuova politica è ormai costituita da una serie di
monarchie assolute
e
orientaleggianti
.Da un lato troviamo i sovrani potenti sommersi da corti sfarzose e numerosi burocratici efunzionari e avvolti da una considerazione di semi-divinità, mentre dall'altro abbiamo unamoltitudine di governati, considerati non più cittadini, come avveniva al tempo della polis,ma
sudditi,
soggiogati dal potere.Anche dal punto di vista economico-sociale, l'età ellenistica presenta numerose novità:> Il fenomeno della
schiavitù
è influenzato dall'aprirsi di nuovi mercati ad Oriente, il processo produttivo viene a poggiare sulla
manodopera servile.>
La concorrenza degli schivi e dei nuovi mercati, provoca il processo di
decadenza eimpoverimento economico dei ceti dei lavoratori liberi
(contadini, artigiani ecc..), che in passato avevano rappresentato il nucleo vitale del ceto medio su cui era basata lademocrazia ateniese.
>
I nuovi ricchi
della società ellenistica divengono i grandi mercanti, appaltatori,speculatori ecc.., i quali producono beni che soddisfano l'altissimo tenore di vita delle corti edelle aristocrazie o lavorano per lo Stato in opere pubbliche.> A continuare a detenere il primato di
classe più forte della società
, è
l'aristocraziaterriera,
nonostante la diminuita potenza politica rimane l'unica a godere di numerosissimi privilegi.> Questo quadro socio-politico provoca un disinteresse del suddito nei confronti dellasocietà, dei temi della politica e della vita pubblica.
2. La cultura e la scienza.
- La biblioteca e il Museo di Alessandria d'Egitto.
In questo nuovo ambiente storico, l'intellettuale, trova davanti a se due strade maestre: ochiudersi sul proprio animo e sui temi etico-esistenziali, o dedicarsi a ricerche specializzate.In questo periodo si assiste ad un grande sviluppo delle
discipline particolari,
favorito daisovrani, che amavano atteggiarsi come protettori del sapere. Grazie a notevoli mezzieconomici, si poté procedere per la prima volta, a una
riorganizzazione globale degli studi
.L'esempio più significati di tale processo è costituito da
Alessandria d'Egitto: centroculturale di prim'ordine.
Tutto ciò avvenne grazie al ministro
Demetrio Falereo,
che tenta
Valentina Cona IV F 1 Liceo Scientifico “G. Brotzu”
 
Politica, società e cultura nell'età ellenistica 31 Ottobre 2011
di riunire, in un grande istituto per la cultura, tutto il materiale bibliografico reperibile inGrecia e in Asia. Nasce così la biblioteca di Alessandria, la più grandiosa raccolta di libri delmondo antico. Inoltre, per dare la possibilità agli scienziati di dedicarsi agli studi, nasce il
Museo
”, contenente un osservatorio astronomico, un giardino zoologico, un orto botanicoe alcune sale anatomiche.
- Il divorzio tra la scienza e la filosofia.
Gli scienziati della biblioteca e del museo di Alessandria sono pagati dallo Stato. Questodetermina una fioritura delle discipline particolari e di conseguenza una divisione del sapereil molteplici branchie, coltivate con competenza da una serie di specialisti dei relativi campidi indagine. Cole singole discipline sembrano aver perduto nel loro insieme ognirelazione con la filosofia: nell'età ellenistica
i filosofi trascurano le indagini scientifiche
erestringono i loro interessi alle interpretazioni dell'universo della conoscenza e della morale. Nonostante scienza e filosofia fossero ormai divise, da un lato erano ancora legate, poiché lascienza rappresentava quei
concetti logico-concettuali
che la filosofia aveva studiato per secoli. Ciò portò la
perdita di quella visione globale e unitaria dell'uomo
e del mondo,tipica della cultura classica.
- La separazione tra scienza e la tecnica.
La fioritura scientifica dell'ellenismo porta con se, consistente nella tendenza a sviluppareunicamente l'aspetto teorico della scienza disprezzandone invece il momento tecnicoapplicativo. Esiste difatti una distinzione tra
l'abbondanza delle cognizioni teoriche
e la
povertà delle applicazioni pratiche
di queste. A tale proposito infatti, gli studiosi si sonodibattuti cercando di capire perché, pur conoscendone i presupposti non si è giunti allaciviltà delle macchine, giungendo infine a tali ipotesi:> Sul piano socio economico, un abbondante manodopera rendeva poco stimolantel'invenzione di congegni utili per evitare fatiche, per risolvere problemi o quant'altro. MarcoTerenzio Varrone rappresentò lo schiavo come una sorta di “
macchina umana
”.> Sul piano psicologico sociale, la s
carsa considerazione del lavoro manuale
, considerato proprio di uomini “inferiori”.> Sul piano filosofico-culturale, gli scienziati sono ancora prigionieri della mentalitàdella “vecchia filosofia” la quale aveva sempre difeso il concetto della s
uperioritàdell'atteggiamento contemplativo-conoscitivo
rispetto a quello pratico. 
- La separazione tra scienza e società.
Un altro limite della società scientifica alessandrina è il suo essere separata rispetto allasocietà. Infatti il
sapere, tende ad estraniarsi rispetto alla vita sociale e politica.
Il dotto cessa di parlare con il popolo, ma si rivolge solo a cerchie ristrette di altriintellettuali. Il suo impegno si riduce alla ricerca pura, all'insegnamento al dialogo traspecialisti; l'unica possibilità di rapporto sociale è costituita, per l'intellettuale alessandrino,dai legami con il re e la corte.
Le ricerche super-specialistiche
dei filologi, trasformano lostudio della lingua in qualcosa di incomprensibile per i non addetti ai lavori, e i poeti sitrasformano in dotti che scrivono ad altri dotti.
Valentina Cona IV F 2 Liceo Scientifico “G. Brotzu”
 
Politica, società e cultura nell'età ellenistica 31 Ottobre 2011
3. La Filosofia.
-Il “bisogno” di filosofia.
L'ellenismo rappresenta la
diffusione e lo sviluppo della cultura greca nel mondo
,testimoniati dall'uso del
greco come lingua universale
. Atene rimane la roccafortegeografica della filosofia che rispecchia le esigenze di quel tempo.In un clima di totale insicurezza dalla filosofia si “pretendono” due cose:1.
Una visione unitaria e complessiva del mondo
;2.
Supplemento d'animo:
capace di indirizzare la vita quotidiana degli individui.Così alla tendenza specialistica delle scienze si contrappone lo sguardo generale dellafilosofia capace di condurre alla quiete dell'animo.
Gli interrogativi dominanti
, di questo periodo storico, sono quelli esistenziali, riguardanti il destino individuale: la felicità, ildolore, il piacere, la morte ecc.La filosofia, viene quindi concepita come
terapia esistenziale:
la vita con le sue delusioni èla malattia, il filosofo con le sue dottrine è il medico.
-Filosofia e “scuole”.
Vi sono varie caratteristiche della filosofia di questo periodo:>
Dogmatismo e Settarismo.
Le varie scuole di questo periodo, si riducono spesso a vere e proprie “
sette chiuse
”, caratterizzate da una
scarsa attitudine alla discussione
e da unvero e proprio culto dei “capi scuola”, e da limitati contatti con l'esterno.>
Orientalismo e Cosmopolitismo.
L'ellenizzazione dell'Oriente mostra unaorientalizzazione della mentalità ellenica. All'individualismo apolitico corrispondel'aspirazione a un'unità cosmopolitica tra i popoli, capace di andare oltre alle barriere dellenazioni.La filosofia di questo periodo è costituita da tre grandi indirizzi:>
Stoicismo
;>
Epicureismo
;>
Scetticismo
.Tutti e tre indirizzi, hanno il medesimo obbiettivo: garantire la
tranquillità dello spirito
, inquanto il fine dell'uomo è la felicità concepita come assenza di turbamento e eliminazionedelle passioni.
4. Eclettismo.
 
La concordanza dei tre grandi indirizzi di pensiero del periodo ellenistico in campo pratico portò con il tempo alla ricerca di un terreno di incontro:
l'eclettismo.
L'instaurarsi di questo nuovo tipo di pensiero venne favorito dalle condizioni storiche. Dopola conquista della Macedonia da parte dei romani, la Grecia era diventata provinciadell'impero romano. Roma comincad accogliere e coltivare la filosofia greca , chegradualmente si adattò alla mentalità latina. Essa rappresentò l'appoggio più valido per scegliere nelle dottrine delle varie scuole quegli elementi da conciliare.
L'accordo comune degli uomini
su certe verità fondamentali divenne il criterio di scelta per tali elementi. L'indirizzo eclettico comparve per la prima volta nella scuola stoica; sologli epicurei si mantennero lontani da esso.
Valentina Cona IV F 3 Liceo Scientifico “G. Brotzu”

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