Remember, remember. The
fth of no-vember
. Ricordatevi del 5 novembre. Ilmotto di Guy Fawkes anche quest’annotorna attuale. Il giorno che celebra il ri-voltoso inglese ispiratore della mascheradi “V per vendetta” – diventato l’iconadegli indignados – viene sbandierato co-me il giorno scelto dai movimenti per col-pire l’obiettivo principale della protestain tutto il mondo: le banche. Quello cheera “il giorno delle polveri”, in cui si ri-cordava l’assalto al parlamento inglese,è gia stato ribattezzato “Bank transferday”. Già pronto, ovviamente, l’hashtagche riunirà i messaggi su twitter: #lou-derthanwords. Più forte delle parole. Già,perché un gesto come rimuovere in uncolpo solo tutti i conti corrente dai prin-cipali istituti bancari può fare davverorumore. Molto più di tutte le dichiarazio-ni e di tutti gli slogan. Davvero mancacosì poco alla rivolta de
nitiva dei clienticontro le banche?Senza dubbio questo non è un buonmomento per la popolarità degli istitutidi credito. E se
no a qualche tempo fale banche italiane sembravano immunida timori e critiche, ora il contagio sem- bra aver raggiunto gli sportelli del nostroPaese. «Le banche italiane sono più de- boli e più costose», a
ermasenza troppi giri di parole ilprofessor Angelo Baglioni,economista della Cattolica diMilano. «Nel 2008 nel centrodel mirino erano i titoli gestitida Lehman Brothers e altresocietà d’investimenti. Giustamente sidiceva che noi eravamo poco esposti. Loscorso anno toccava alla Grecia; e di nuo-vo noi eravamo poco esposti. Ora però indiscussione è lo stesso debito italiano. E
Il sistema bancario fa i conti con la crisi
di
Antonio Sgobba
senza credito
Sono diventate l’obiettivodella protesta, ma hannopochi margini di manovra.Così cambia il mestieredelle banche, tra liquiditàche scarseggia e clientiche fanno sempre più faticaad onorare gli impegni
siamo molto esposti», dice Baglioni. Fi-nora nella exit strategy delle banche è chiara solo una cosa:«Il conto della crisi è stato pre-sentato tutto alla clientela»,dice l’economista. Per avereuna conferma basta scorrerei dati sui tassi d’interesse:«Nel mese di agosto le banche hanno au-mentato i tassi sui prestiti di 30 centesimidi punto rispetto al mese precedente. Siè passati dal 3,34 % al 3,65%. Mentre imutui alle famiglie per l’acquisto dellacasa sono passati dal 3,22% al 3,5», con-tinua Baglioni. «Tutto questo mentre itassi interbancari diminuiscono. L’Irs è ilpunto di riferimento per stabilire il prez-zo dei mutui a tasso
sso. Bene, nellostesso periodo si è ridotto di 35 centesimi.E così anche per l’Euribor, il parametroper i mutui a tasso variabile, calato di 5centesimi», ricorda il docente. Uno deiparadossi che spiegano la rabbia nei con-fronti degli istituti. I costi li pagano tuttii consumatori: «L’accesso al credito èsempre meno facile, soprattutto per chinon ha beni in garanzia», dice Paolo Fio-rio del Movimento Consumatori. «In mol-ti casi i tassi d’interesse sono molto alti,s
orano l’usura. In tutto ciò il governosembra più attento a fare leggi
l’analisi
VITA
29
28 OTTOBRE 2011
DOSSIER BANCHE
L’indagine BankitaliaConti correnti, costi
ssi ancora troppo alti
Il costo medio dei conti correnti è in calo. Diminuiscono i costi per la tenuta di dossier titoli,liquidazioni interessi e invio di estratti conto, ma non i canoni, né gli oneri per i boni
ci e lespese di scrittura. Il costo medio dei conti correnti nel 2010 è di 110,2 euro contro i 113,6 del2009 e i 114,3 del 2008. È quanto emerge da un’indagine della Banca d’Italia su oltre 11milaclienti. Al netto delle commissioni pagate sugli scoperti, la spesa media si attesta sui 91 euro(2,4 euro in meno del 2009). Le spese
sse si sono ridotte in media di 3,9 euro, per e
ettodel calo delle spese per l’invio delle comunicazioni periodiche e delle “altre spese
sse”.Crescono invece i canoni base da 36,5 a 38,1 euro e quelli per il bancomat (da 3,7 a 4,2 eu-ro). Salgono le spese variabili (1,4 euro). Le spese
sse sono più elevate per i conti di mag-gior anzianità (circa 73 euro per i conti accesi prima del 2000) e si riducono per i conti piùrecenti – 42 euro per i conti operativi dal 2009. La spesa media dei conti correnti più recen-ti è pari a 67,7 euro al netto delle commissioni per gli utilizzi a debito, 23 euro in meno ri-spetto alla media. Per i conti con più di 10 anni (42% del totale) la spesa sale a 101 euro.
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