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RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

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Published by FedericaPerra
Riassunti sulla rivoluzione industriale.
Riassunti sulla rivoluzione industriale.

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RIASSUNTI STORI: RIVOLUZIONE INDUSTRIALE1.
 
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Tra la fine del 700 e gli inizi dell‟800, in Inghilterra prese avvio la
rivoluzione industriale
, caratterizzata da unsistema fondato sulla fabbrica. Le trasformazioni più evidenti che ci furono alla fine del 700 furono la diffusionedi fabbriche, che causarono di conseguenza lo sviluppo delle industrie, le quali andarono a scapito
dell‟agricoltura,
e la formazione di nuovi ceti sociali. Per tutti questi fattori, la rivoluzione industriale, con larivoluzione francese, portò alla nascita di una nuova età, chiamata
contemporanea
. Tale età era costituita dauna mentalità più aperta, in quanto era propensa alle innovazioni e ai mutamenti. A distanza di tre secoli, larivoluzione industriale, se da un lato era fonte di benessere e di ricchezze materiali
, dall‟altro non portava quella
felicità indispensabile al progresso economico e sociale. Alla fine del
„600 l‟Inghilterra possedeva caratteristichesimili a quelle di altri paesi europei, in quanto l‟attività che dominava era l‟agricoltura, infatti l‟80% degli abitantilavoravano i campi e vivevano dei prodotti della terra, mentre l‟attività industriale (qu
ella tessile era quella cheprevaleva tra tutte) veniva svolta a livello famigliare. Una buona parte del prodotto ricavato da tali attività era
destinata all‟autoconsumo, mentre l‟altra parte al commercio se pur a livello locale o al massimo regionale. La
popolazione era dispersa nelle campagne e, per questo motivo, gli scambi commerciali erano precari dovuti allascarsità di vie di comunicazioni interne.Lungo intervalli di tempo vi furono delle oscillazioni per quanto riguarda la crescita economica, in quanto essadoveva combattere contro quelle leggi naturali che determinavano uno squilibrio tra la popolazione e le risorse
naturali alimentari. A questa situazione “maltusiana” si aggiunse la “strozzatura” energetica a causa della
diminuzione delle fonti disponibili, ossia acqua, aria, animali, lavoro umano. Se molti erano dunque gli elementi
che accumulavano l‟Inghilterra al resto d‟Europa, molte erano anche le differenze tra questi. Lo scrittore inglese
Eric Hobsbawn affermo che la Gran Bretagna colpì un viaggiatore un viaggiatore straniero come un paese
ricco, soprattutto per il suo commercio e al suo spirito d‟iniziativa; un paese in cui vi era la tolleranza e la
libertà, fattori collegati a loro volta con il commercio. E anche se il paese non spiccava per il suo spirito e la sua
voglia di vivere, possedeva un‟economia tra le più fiorenti, e vantava abilità nei campi scientifici, tecnologico e
letterario2.
 
LE PREMESSE DELL‟INDUSTRIALIZZAZIONE IN INGHILTERRA
 
Nei primi cinquant‟anni del „700 il commercio in
glese si rafforzò a livello mondiale, tralasciando una caduta
avvenuta durante gli anni della guerra d‟indipendenza degli Stati Uniti.
La riduzione dei rischi legati al
commercio oltremare e l‟aumento dei profitti, insieme alla politica del governo inglese
che si impegnò per 
ridurre il potere delle grandi compagnie privilegiate, consentirono l‟ingresso di uomini nuovi con libera iniziativa.
Londra sviluppò una fitta rete di servizi di credito e assicurazioni, assumendo così il ruolo di capitale finanziaria
di tutta l‟Europa. Il tratto più significativo che caratterizzò la rivoluzione industriale fu il commercio estero. Ciò
che fornì un rapido e poco costoso rifornimento di cotone, materia prima essenziale alla nascita delle moderneindustrie tessili che garantì un ampio mercato di vendita per i prodotti inglesi, fu il controllo del mercatointernazionale. Inoltre, tale sviluppo commerciale, aumento la disponibilità di tutti quegli uomini dotati di unagrande mentalità, di una disponibilità ai rischi e sopratt
utto di spirito d‟iniziativa, indispensabile per sostenereuna crescita economica. Nel corso del „700 l‟agricolura ebbe dei profondi mutamenti che causarono la
rivoluzione industriale, dove il possesso delle terre si concentrò nelle mani di pochi grandi e medi proprietari,cosicché le tradizionali figure di piccoli proprietari e contadini autonomi vennero sostituiti da un nuovo ceto dibraccianti. Tale trasformazione, dovuta alla rimozione delle terre comuni , fu accompagnata alla nascita dinuove tecniche
agricole e all‟adozione di nuovi sistemi di rotazione. Grazie a questi fattori ci fu un aumentodella produzione, al quale contribuirono sia l‟incremento della produttività sia l‟estensione delle terre coltivabili.La drastica riduzione dell‟autoconsumo e l‟aumento dei redditi agricoli, fecero nascere
un vivo mercato internoche, grazie al miglioramento delle vie di comunicazione, divenne sempre più unito. Tale miglioramento avvennesu varie parti: ci furono nuovi sistemi di pavimentazioni che resero percorribili le strade anche durante le
stagioni più piovose; fu molto importante l‟espansione dei canali navigabili, poiché attraverso questi fu possibile
 
il trasporto di materiali pesanti, come il carbonio e il ferro, i quali ebbero un ruolo determinante nella rivoluzioneindustriale, infine ci fu un miglioramento della rete viaria. La rivoluzione agricola contribuì ad avviare il processodi industrializzazione, in quanto contribuì alla formazione del mercato interno, sopperì il fabbisogno alimentaredi una popolazione in rapida crescita e favorì lo spostamento delle campagne consentendo così la nascita delproletariato industriale. Strettamente legata al mondo delle campagne fu la rivoluzione demografica. Infatti
l‟Inghilterra dai 6 milioni di abitanti del 1740
, cifra che rimase stabile per molti decenni, passò agli oltre 14 mila
del 1830, grazie soprattutto al notevole aumento della natalità, reso possibile a causa dell‟abbassamentodell‟età del matrimonio e un aumento di matrimoni stessi in coincidenza con una
maggiore disponibilità dialimenti. Di conseguenza, tale crescita demografica, determinò una manodopera numerosa e a basso costo.
Tutto ciò, però, non elimina l‟insieme
 
di ragioni che consentono all‟I
nghilterra di realizzare la prima rivoluzioneindustriale, infatti bisogna ricordare alcune particolarità del sistema politico, in quanto questo fu stabile, ci fu unrafforzamento del ruolo del Parlamento, la popolazione inglese appariva più colta, aperta alle innovazioni,rispetto a quelle continentali. Ma ciò che avviò realmente la rivoluzione industriale furono le innovazionitecnologiche e la progressiva introduzione del sistema di fabbrica.3.
 
IL PROGRESSO TECNOLOGICOIl termine invenzione indica la scoperta di una determinata tecnica, mentre il termine innovazione indica la sua
applicazione. Così non è l‟invenzione in quanto tale che determina il cambiamento, ma è la sua applicazione
che costituisce il cuore della trasformazione tecnica. In questo campo la rivoluzione industriale segna ilpassaggio da una fase in cui il progresso scientifico era caratterizzato da scoperte saltuarie a una fase in cui cifu un flusso di innovazioni, determinando così dei
profondi cambiamenti e diffondendo l‟idea del nuovo come
evento necessario. Tali mutamenti interessavano i settori riguardanti le macchine utensili, generatrici di forza
motrice e l‟estrazioni e la lavorazione delle materie prime, in particolare il carbone
e il ferro. Nel settore dellemacchine tessili, la reciprocità del rapporto tra invenzione
 –
 
produzione era evidente, infatti l‟invenzione della
navetta volante, inventata da John Kay, migliorò il rendimento del telaio e consentì a sua volta, in una serie dianni, il passaggio alla completa meccanizzazione della filatura. La tessitura allora si trovò a dover lavorare una
quantità esagerata di filati non idonee alla sua capacità produttiva, tale squilibrio venne risolto con l‟invenzione
del telaio meccanico
di Edmund Cartwright. L‟altro passo verso la modernizzazione fu l‟utilizzo del vapore come
forza motrice. Dopo la costruzione delle prime macchine a vapore, inventate da James Watt, divenne semprepiù conveniente utilizzare una forza motrice alimentata da
un combustibile, il carbonio, di cui l‟Inghilterra
possedeva ricchi giacimenti, di conseguenza, vapore e carbonio divennero gli strumenti necessari per ilprogresso. Nel 1800 erano in funzione 1000 macchine a vapore e nel 1815 la popolazione era già cresciuta di20 volte. Tutte queste innovazione furono soluzioni pratiche a problemi concreti, e gli inventori uominipossedenti diverse culture e classi sociali.4.
 
L‟INDUSTRIA DEL COTONE
 
L‟attività industriale che prima si avvalse dai mutamenti nelle tecniche
e nei sistemi di organizzazione fu quella
cotoniera. Nel 1760 l‟Inghilterra importava 2,5 milioni di libbre di cotone greggio, nel 1787 l‟importazione erasalita a 22 milioni, per arrivare cinquant‟anni dopo a 366 milioni. All‟inizio della rivoluzione indu
striale
l‟Inghilterra brillava nei manufatti di lana, mentre il cotone veniva adoperato prevalentemente per la lavorazione
di tessuti misti, insieme alla lana e al limo. Questa lavorazione veniva svolta perlopiù a domicilio e la qualità eramediocre. La lavorazione industriale del cotone si basava su tecnologia particolarmente innovative, ma con uncosto limitato.
Il fattore indispensabile per l‟industria nascente era la disponibilità di manodopera, la quale non
richiedeva alcune specializzazione, data la f 
acilità della manovra delle nuove macchine tessili. L‟espansionedemografica e la possibilità di utilizzare nelle industrie donne e bambini fornirono all‟industria la quantità di
individui necessari a basto costo per poter entrare nel mercato a prezzi comp
etitivi e sostenere l‟ampliamento
delle richieste. Infine i prodotti cotonieri poterono essere venduti a prezzi sempre più bassi, tali da consentire illoro acquisto a tutte quelle popolazioni che si affacciarono la prima volta nel mercato, e da incentivare il
 
consumo da parte di quei settori sociali con maggiore disponibilità economiche, attratti dal miglioramento dellaqualità.5.
 
L‟INDUSTRIA DEL FERRO
 La progressiva meccanizzazione dipendeva da investimenti in nuove attrezzature e macchine costituiteprevalentemente da ferro.
L‟industria siderurgica per far fronte a tale meccanizzazione modificò la sua struttura
e in particolare introdusse nuove tecnologie. Tuttavia, questo settore aveva subito un prolungato periodo di crisidipeso dalla scadente qualità del ferro inglese e dalla ridotta disponibilità di energia. Il combustibile adoperatonegli altiforni era costituito dal carbone di legna, una risorsa in via di esaurimento a causa della crescenterichiesta di legname e di una riduzione di foreste. I tentativi di sostituire il carbone di legno con il coke, materiaprima largamente disponibile nel sottosuolo inglese, incontrò diverse difficoltà legate alla qualità dei minerali dicarbonio e ferro: il primo infatti era caratterizzato da una combustione lenta e incompleta, mentre il secondo eraricco di impurità e richiedeva temperature più elevate di quelle che si potevano raggiungere in un tradizionalealtoforno a coke. La conseguenza a questo problema fu la crescente importazione di ferro dalla Svezia. Lemacchine a vapore e il sistema di Henry Cort mutarono totalmente tale situazione, permettendo sia laproduzione di ghisa, lega di ferro e carbonio, di buona qualità, sia un notevole abbassamento dei costi. Laproduzione di ghisa crebbe enormemente e dal 1812
l‟Inghilterra diventò un paese esportatore. Fra il 1775 il
1779 vene costruito, sul fiume Severn, il primo ponte interamente di ghisa con una luce di 30 metri e nel 1796un altro ponte in ghisa in Suderland, con una luce di 71 metri.6.
 
LA FABBRICA E LE
TRASFORMAZIONI DELLA SOCIETA‟
 In Inghilterra fino alla metà del 700 la maggior parte delle attività lavorativa si svolgevano nelle botteghe, o più
comunemente nei sobborghi e nelle campagne. Con l‟introduzione delle macchine e del vapore questo sistema
venne progressivamente demolito e il lavoratore divenne un operaio salariato, il quale dovette abbandonare
tutte le attività intraprese nell‟ambito familiare, in particolare quelle agric
ole, e sottoporsi alla dipendenza delpadrone in cambio di una somma di d
enaro minima giornaliera; inoltre cominciò ad eseguire solo un‟operazione
parziale in quanto vi era la divisione del lavoro, che aveva il compito di semplificare le operazioni in cui era
suddiviso. Come scrisse l‟americano David S. Landes, l‟operaio era considerato non più che una “mano”.
Inoltre, a quasi tutti, le macchine imposero una nuova disciplina, in quanto ci fu una nuova organizzazione assai
fiscale, dove il lavoro doveva essere svolto in una fabbrica con un ritmo ben stabilito nell‟ambito di una
schieranumerosa di operai che doveva cominciare, sostare e finire tutti allo stesso momento. Di conseguenza, la
fabbrica era un nuovo genere di prigione, e l‟orologio un nuovo genere di carceriere. L‟attività lavorativa si
concentrò progressivamente nei centri urbani che crebbero enormemente, infatti Manchester, che divenne il più
importante centro dell‟industria cotoniera, moltiplicò di sei volte la sua popolazione.
Le fabbriche imposerocondizioni di lavoro molto gravose, in quanto donne e bambini vennero sottoposti a livelli disumani disfruttamento e lavoravano dalle 12 alle 16 ore al giorno, inoltre erano costretti a vivere in situazioni
sovraffollamento, in condizioni igieniche pessime e con un‟alimentazione povera di quantità e qualità. Fu tra i
lavoratori a domicilio, gli artigiani e gli individui del settore tessile che si diffuse il luddismo,movimento cheprese nome dal leggendario tessitore Ned Ludd, che fu una delle prime manifestazioni di ribellioni a questecondizioni, in quanto questi cominciarono a distruggere macchine tessili, e tale atteggiamento fu la principalelotta adottata dagli operai in quel periodo. I luddisti sono stati considerati a lungo gli iniziatori di una rivolta assaicaotica e disorganizzata; secondo lo storico Eric Hobsbawm, contro i luddisti si schierarono più soldati di quellicondotti dal duca Wellington nella penisola iberica per combattere Napoleone.7.
 
 ARRESTRATEZZA E SVILUPPO NELL‟EUROPA CONTINENTALE
 
Il nuovo sistema produttivo si affermò nel resto d‟Europa e negli Sta
ti Uniti a partire dal 1830 circa. Da allora il
capitalismo cominciò a costituire il principale elemento delle trasformazioni dell‟intera società economica e
sociale.
Ma per quanto riguarda l‟Europa continentale possiamo dire che questa era un‟Europa prein
dustriale,
che non presentava segni di radicale rottura, ma che comunque era essenzialmente agricola e che l‟agricoltura

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