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animazione liturgica

animazione liturgica

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Mini-corso sull\u2019animazione liturgica
Parrocchia di San Lorenzo \u2013 Budrio (BO) \u2013 Novembre 2006

Attenzione: si tratta di una trascrizione di appunti personali che non sono stati revisionati o autorizzati n\u00e9 dal relatore
(Can. Amilcare Zuffi \u2013 Ufficio Liturgico Arcidiocesi di Bologna) n\u00e9 da altri, da intendersi ad esclusivo uso privato,
NON \u00e8 pertanto permessa la libera diffusione o pubblicazione; sono inoltre stati integrati a posteriori con le fonti
originali, che si invita a consultare nella loro completezza; si declina ogni responsabilit\u00e0 per errori o inesattezze.

Premesse

Come scriveva il Card. Biffi dieci anni fa (\u201cChristus Hodie\u201d, n.57), \u00e8 opportuno fare un\u2019esame di coscienza periodico dello stile delle celebrazioni, affinch\u00e9 vi sia allo stesso tempo perfetta osservanza delle norme liturgiche, ma anche freschezza di spirito e piena espressione di gioia.

Nonostante siano passati 41 anni dal Concilio Vaticano II, quanto affermato in tale sede, ed in particolare per quanto concerne l\u2019animazione liturgica, resta in parte inattuato. Ben venga quindi questa iniziativa del vostro gruppo liturgico, alla quale sono stati giustamente coinvolti anche i coristi e musicisti, anche se chiaramente queste breve serie di incontri non pu\u00f2 sostituire la formazione che si pu\u00f2 ricevere tramite i corsi di formazione per animatori della liturgia organizzati ogni anno dalle diocesi [n\u00e9 sostituisce ulteriori indicazioni delle autorit\u00e0 ecclesiastiche locali, n.d.r.]

Prima di entrare nel vivo del tema, si ritiene opportuno ricordare il significato della celebrazione eucaristica in s\u00e9, affinch\u00e9 siano chiari i principi a partire dai quali la Chiesa ha espresso nel tempo le proprie indicazioni.

Il significato della celebrazione liturgica
Dalla Sacrosantum Concilium:

\u201c6. [\u2026] come il Cristo fu inviato dal Padre, cos\u00ec anch'egli ha inviato gli apostoli, ripieni di Spirito Santo. Essi, predicando il Vangelo a tutti gli uomini, non dovevano limitarsi ad annunciare che il Figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte e ci ha trasferiti nel regno del Padre, bens\u00ec dovevano anche attuare l'opera di salvezza che annunziavano, mediante il sacrificio e i sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica. Cos\u00ec, mediante il battesimo, gli uomini vengono inseriti nel mistero pasquale di Cristo [\u2026] Allo stesso modo, ogni volta che essi mangiano la cena del Signore, ne proclamano la morte fino a quando egli verr\u00e0 [\u2026]

7. [\u2026] Cristo \u00e8 sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. \u00c8 presente nel sacrificio della messa, sia nella persona del ministro [\u2026] sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. \u00c8 presente con la sua virt\u00f9 nei sacramenti, al punto che quando uno battezza \u00e8 Cristo stesso che battezza. \u00c8 presente nella sua parola, giacch\u00e9 \u00e8 lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. \u00c8 presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: \u00ab Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00e0 sono io, in mezzo a loro \u00bb (Mt 18,20). [\u2026] Giustamente perci\u00f2 la liturgia \u00e8 considerata come l'esercizio della funzione sacerdotale di Ges\u00f9 Cristo. In essa, la santificazione dell'uomo \u00e8 significata per mezzo di segni sensibili e realizzata in modo proprio a ciascuno di essi [\u2026] e nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado.\u201d

Il Rosario non \u00e8 una celebrazione liturgica, cos\u00ec come non lo \u00e8 la preghiera personale e comunitaria. Alla sua base non sta infatti un intervento di Dio, avvenuto in un tempo ben preciso e che noi riviviamo ripetendo gesti e parole affinch\u00e9 si renda attuale l\u2019opera della nostra salvezza, che \u00e8 sempre legata ad eventi ed azioni ben precisi. La stessa Lectio Divina, per esempio, non ha la stessa funzione ed azione della proclamazione delle Scritture nella Santa Messa.

Quindi nelle scelte musicali occorre distinguere la celebrazione eucaristica dagli altri momenti di
riunione e di preghiera, agendo con particolare rispetto e cautela.
La partecipazione dei fedeli alla liturgia

\u201c10. [\u2026] Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall'eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella santificazione degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attivit\u00e0 della Chiesa.

11. Ad ottenere per\u00f2 questa piena efficacia, \u00e8 necessario che i fedeli si accostino alla sacra liturgia con retta disposizione d'animo, armonizzino la loro mente con le parole che pronunziano e cooperino con la grazia divina per non riceverla invano. Perci\u00f2 i pastori di anime devono vigilare attentamente che nell'azione liturgica non solo siano osservate le leggi che rendono possibile una celebrazione valida e lecita, ma che i fedeli vi prendano parte in modo consapevole, attivo e fruttuoso.\u201d

\u201c29. Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della \u00ab schola cantorum \u00bb svolgono un vero ministero liturgico. Essi perci\u00f2 esercitino il proprio ufficio con quella sincera piet\u00e0 e con quel buon ordine che conviene a un cos\u00ec grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.

30. Per promuovere la partecipazione attiva, si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti, nonch\u00e9 le azioni e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si osservi anche, a tempo debito, un sacro silenzio.\u201d

\u201c112. [\u2026] Il canto sacro \u00e8 stato lodato sia dalla sacra Scrittura, sia dai Padri, sia dai romani Pontefici; costoro recentemente [\u2026] hanno sottolineato con insistenza il compito ministeriale della musica sacra nel culto divino. Perci\u00f2 la musica sacra sar\u00e0 tanto pi\u00f9 santa quanto pi\u00f9 strettamente sar\u00e0 unita all'azione liturgica, sia dando alla preghiera un'espressione pi\u00f9 soave e favorendo l'unanimit\u00e0, sia arricchendo di maggior solennit\u00e0 i riti sacri. La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme della vera arte, purch\u00e9 dotate delle qualit\u00e0 necessarie. [\u2026]\u201d

\u201c116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perci\u00f2 nelle azioni liturgiche, a parit\u00e0 di condizioni, gli si riservi il posto principale. Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purch\u00e9 rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.\u201d

\u201c118. Si promuova con impegno il canto religioso popolare in modo che nei pii e sacri
esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, [\u2026] possano risuonare le voci dei fedeli.\u201d

\u201c120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono \u00e8 in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorit\u00e0 ecclesiastica territoriale [\u2026] purch\u00e9 siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignit\u00e0 del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.

121. I musicisti animati da spirito cristiano comprendano di essere chiamati a coltivare la musica sacra e ad accrescere il suo patrimonio. Compongano melodie che abbiano le caratteristiche della vera musica sacra [\u2026] I testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla sacra Scrittura e dalle fonti liturgiche.\u201d

Ogni fedele \u00e8 chiamato a una partecipazione attiva alla celebrazione eucaristica, a nome dell\u2019intera umanit\u00e0, mettendo a disposizione i propri doni e carismi; nel canto, nelle parole e nei gesti deve pertanto risuonare ed esprimersi l\u2019unione dei fedeli nella Chiesa e della Chiesa con Dio.

Le azioni liturgiche non sono private ma sono azione di tutta la Chiesa; tutti i fedeli vi partecipano
\u201call\u2019unisono\u201d non in funzione di uno specifico mandato, ma in quanto battezzati.

Dalla n.29 discende che non si va a \u201csuonare a Messa\u201d ma a \u201csuonare LA Messa\u201d. Si \u00e8 dentro al Mistero celebrato, a servizio di Dio e dell\u2019assemblea. Tutti gli aspetti liturgici, e non solo il canto o la musica, devono essere pensati in funzione di questi principi, favorendo la partecipazione dell\u2019assemblea al rito e la sua crescita nella fede; non si pu\u00f2 quindi fare ad es. delle scelte musicali in base a gusti personali, ma all\u2019efficacia, e possibilmente agendo in coerenza con le iniziative pastorali della diocesi, oltre che con il periodo liturgico ed il momento del rito.

Tali indicazioni sono state raccolte e integrate dalla III edizione dell\u2019Ordinamento Generale al
Messale Romano:1

\u201c39. I fedeli, che si radunano nell\u2019attesa della venuta del loro Signore, sono esortati dall\u2019apostolo a cantare insieme salmi, inni e cantici spirituali (Cf. Col 3,16). Infatti il canto \u00e8 segno della gioia del cuore (Cf. At 2,46). Perci\u00f2 dice molto bene sant\u2019Agostino: \u00abIl cantare \u00e8 proprio di chi ama\u00bb, e gi\u00e0 dall\u2019antichit\u00e0 si form\u00f2 il detto: \u00abChi canta bene, prega due volte\u00bb.

40. Nella celebrazione della Messa si dia quindi grande importanza al canto, ponendo attenzione alla diversit\u00e0 culturale delle popolazioni e alle possibilit\u00e0 di ciascuna assemblea liturgica. Anche se non \u00e8 sempre necessario, per esempio nelle Messe feriali, cantare tutti i testi che per loro natura sono destinati al canto, si deve comunque fare in modo che non manchi il canto dei ministri e del popolo nelle celebrazioni domenicali e nelle feste di precetto. Nella scelta delle parti destinate al canto, si dia la preferenza a quelle di maggior importanza, e soprattutto a quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme.

41. A parit\u00e0 di condizioni, si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana. Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purch\u00e9 rispondano allo spirito dell'azione liturgica e favoriscano la partecipazione di tutti i fedeli. Poich\u00e9 sono sempre pi\u00f9 frequenti le riunioni di fedeli di diverse nazionalit\u00e0, \u00e8 opportuno che sappiano cantare insieme, in lingua latina, e nelle

1 L\u2019Ordinamento del Messale \u00e8 stato approvato gi\u00e0 nel 2004, mentre il Messale vero e proprio \u00e8 tuttora in revisione.

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