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2011 - L'esperienza dei corsi Sloop2desc in Italia (Fascicolo conclusivo del progetto Sloop2desc)

2011 - L'esperienza dei corsi Sloop2desc in Italia (Fascicolo conclusivo del progetto Sloop2desc)

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Published by Pierfranco Ravotto
L'articolo presenta l'esperienza dei corsi Sloop2desc in Italia, corsi che hanno coinvolto oltre 600 insegnanti, in maggioranza di informatica.
I dati forniti evidenziano come si sia trattato di corsi fortemente caratterizzati dalle interazioni fra persone e collaborazione la produzione di risorse didattiche aperte da usare con gli studenti.
L'articolo presenta l'esperienza dei corsi Sloop2desc in Italia, corsi che hanno coinvolto oltre 600 insegnanti, in maggioranza di informatica.
I dati forniti evidenziano come si sia trattato di corsi fortemente caratterizzati dalle interazioni fra persone e collaborazione la produzione di risorse didattiche aperte da usare con gli studenti.

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Published by: Pierfranco Ravotto on Nov 16, 2011
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Sloop2desc - Sharing Learning Objects in an Open Perspective to Develop European Skills and Competences
L'ESPERIENZA DEI CORSI SLOOP2DESC IN ITALIA
Mara Masseroni
1
, Francesca Berengo
1
, Luigi Petruzziello
1
, Monica Terenghi
1
,Pierfranco Ravotto
21
ITSOS “Marie Curie”, Cernusco sul Naviglio
2
 
, p.ravotto@aicanet.it
ABSTRACTLABSTRACT
This paper describes the online trainingcourse for teachers that has been designedand tested within the project SLOOP2DESCand is now available in open format - soeveryone can freely use, modify anddistribute it - in 4 languages: Italian, English,Slovenian and Romanian.
 
L'articolo presenta il corso di formazione inrete per docenti che è stato progettato esperimentato nell’’ambito del progettoSLOOP e che è adesso disponibile in formatoaperto –– dunque liberamente utilizzabile,modificabile e distribuibile –– in 4 lingue:italiano, inglese, sloveno e rumeno.
KEYWORDS:
Teachers' training, Online learning,Virtual classroom, Tutor, Open educational resources,Competences, EQF, EUCIP, e-CF.
KEYWORDS:
Formazione docenti, Formazione in rete,Classe virtuale, Tutor, Risorse didattiche aperte,Competenze, EQF, EUCIP, e-CF.
1. IL CONTESTO ITALIANO
Troppo spesso la scuola italiana rimane arroccatasul vecchio modello trasmissivo di insegnamento: lalezione frontale ha ancora la parte del leone nelladidattica, lo studente ha il ruolo di ascoltatore–esecutoredi procedure spiegate nel dettaglio, ma raramente gli sirichiede di partecipare alla costruzione del proprio bagaglio di conoscenze.Un primo fattore che ostacola l'innovazionedidattica è da ricercarsi in una certa “pigrizia” dellaclasse docente che, non essendo stimolata dariconoscimenti economici o sociali, difficilmente siassume l'impegno oneroso di cambiare il proprio modo diinsegnare, sia attraverso l'uso delle nuove tecnologie, siaattraverso il ribaltamento del vecchio modello “teacher centred”.Il secondo fattore che ostacola il cambiamento è lacarenza di corsi di formazione che risultino realmenteefficaci nell'aiutare i docenti a “riprogrammareil proprio modo di insegnare. In particolare: si èripetutamente enunciata l'importanza della didattica dellecompetenze, ma come concretamente si può farla?Infine, per quanto riguarda l'integrazione dellaformazione in rete con la didattica in presenza, permane il problema delle risorse didattiche. Nonostante la rete siauna fonte quasi inesauribile di materiali, e forse proprio per questo, è difficile sia per il docente, sia, a maggior ragione, per lo studente, orientarsi nel mare magnumdelle proposte didattiche, che quasi mai sonoeffettivamente riusabili, mancando la possibilidimodificarle adattandole al proprio contesto scolastico. Nel corso Sloop2desc si è cercato di dare una prima risposta a queste necessità intrecciando tematichediverse: il ricorso alla formazione in rete ad integrazionedella formazione in presenza, la condivisone di risorsedigitali aperte, la didattica delle competenze.
2. CORSI E CORSISTI
Come previsto nel progetto iniziale, è verso l'Italiache si è concentrata l'azione di trasferimento. I corsi inSlovenia e in Romania hanno avuto la funzione diverificare la validità transnazionale dell'approccio scelto,ma è in Italia che l'obiettivo era quello di una formazionesu grandi numeri.L'attività formativa è stata attuata in due fasi:
corsi pilota: dal 23 febbraio al 27 giugno 2010,
corsi a cascata: con inizi e conclusioni diversificate,fra novembre 2010 e maggio 2011.I corsi pilota sono stati pubblicizzati tramitecomunicazioni alle scuole in Sicilia e in Lombardia, conil sostegno delle rispettive direzioni scolastiche, e per mezzo della rete. La proposta è stata rivolta in primoluogo ai docenti di informatica, ma tutti coloro che hannofatto richiesta di partecipare sono stati accolti; fra di essiun piccolo numero di persone fuori dalle due regioni,qualche docente non di informatica e qualche personaimpegnata nella formazione in ambito universitario o privato. In totale gli iscritti al pilota sono stati circa 60.1
 
Giovanni FULANTELLI, Lucian OPREAL'esperienza dei corsi Sloop2desc in ItaliaI corsi a cascata – in cui la funzione di tutor è statasostenuta da un gruppo selezionato di corsisti dei pilota – sono stati pubblicizzati via rete a livello nazionale e sonostati sostenuti con comunicazioni alle scuole da partedelle due direzioni regionali. L'obiettivo era quello diraggiungere i 400 corsisti (prioritariamente docenti diinformatica). Le richieste sono state oltre 1.700 provenienti da docenti di scuole secondarie (e non solo)di tutte le discipline, a dimostrazione di un forte interesse per le tematiche del corso e di una elevata disponibilitàall'aggiornamento anche se in assenza di incentivi oriconoscimenti dello stesso. Sono state esaudite tutte lerichieste degli insegnanti di informatica e degli insegnantidi matematica coinvolti in qualche modonell'insegnamento di informatica, e ad essi sono statiaggiunti – fino a raggiungere il totale di 547 iscritti – docenti di altre discipline.Dieci classi – identificate con i nomi di vittime dellamafia, un omaggio a loro e la tenace volontà di ricordare:Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter EddieCosina, Rocco Dicillo, Giovanni Falcone, VincenzoLiMuli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, VitoSchifani, Claudia Traina – sono state assegnate ciascunaa due tutor, selezionati fra i partecipanti ai corsi pilota. Diqueste: 6 erano composte essenzialmente da insegnanti diinformatica ed elettronica, 3 da docenti di matematica euna di docenti di Italiano e lingue straniere.Ad esse ne è stata poi aggiunta un'undicesima,Peppino Impastato, costituita da insegnanti di economiaaziendale, per le possibili connessioni con unasperimentazione in corso da parte di tre Istituti TecniciCommerciali (a indirizzo "programmatori"): ilRomanazzi di Bari, il Baffi di Roma e il Fermi diPontedera. Tale sperimentazione parte dallaconsiderazione che i programmi di tale indirizzo copronoin gran parte il syllabus EUCIP core e quindi si proponedi far acquisire agli studenti, nel corso del triennio, talecertificazione. Agli insegnanti di Economia Aziendalespetta, in quella logica, la preparazione relativa all'areaPlan. Sembrava dunque interessante rafforzare talesperimentazione coinvolgendo un gruppo consistente diinsegnanti di Economia Aziendale in un percorsosull'area Plan di EUCIP core Questa undicesima classeaveva un numero ridotto di corsisti (circa la metà dellealtre) ed è stata affidata ad un unico tutor.
3. IL CORSO PILOTA
I due corsi pilota, per le loro caratteristicheessenzialmente palermitane e milanesi, hanno permessoun avvio con un incontro in presenza e due ulterioriincontri in presenza: intermedio e conclusivo. Si presentaqui l'analisi dei dati relativamente al corso “lombardo”ma quanto detto corrisponde sostanzialmente anche aquello “siciliano”.
3.1 Partecipazione e abbandoni
Gli iscritti sono stati oltre 40, ma di questi alcuninon hanno preso parte nemmeno all'incontro in presenzae altri dopo tale incontro non si sono mai entratinell'ambiente in rete. Facciamo quindi riferimento solo ai33 corsisti che sono entrati almeno una volta in piattaforma. Di questi, sette non sono mai andati oltre ilmodulo 1 e, in genere, lo hanno solo iniziato (cinquesotto le 2 ore e mezza, uno 4 e l'altro 6 ore), uno si èaffacciato anche nel modulo 2 ma con un tempo diconnessione totale di ¾ d'ora. Due si sono affacciatilungo tutto il corso ma, ancora, uno per complessive ¾d'ora, l'altro per complessive 3 ore. In totale 10 corsisti,quasi il 30%, si sono appena affacciati al corso ma non vihanno praticamente preso parte.E' quanto mostrato nella sottostante figura, in cui lecolonne indicano il tempo di connessione dei 33 corsisti per ogni modulo.
 Figura 1. Tempo di connessione dei 33 corsisti.
2
 
Sloop2desc - Sharing Learning Objects in an Open Perspective to Develop European Skills and CompetencesPossiamo dunque limitare la nostra analisi ai restanti23 corsisti (Figura 2). Questi sono arrivati tutti allaconclusione del corso anche se quattro non hanno partecipato alla realizzazione di OER. Dunque, del 70%che ha deciso di seguire il corso dopo aver visto di cosa sitrattava, il 100% è arrivato alla fine e l’82% lo hacompletato come richiesto (57% rispetto ai 33 che lohanno iniziato).Come possiamo valutare questi dati? Gli abbandonisono stati concentrati nella primissima fase del corso: persone che hanno valutato il corso non corrispondente al proprio interesse o troppo difficile o troppo impegnativo.Chi ha ritenuto il corso di suo interesse non ha in generecambiato idea strada facendo ma è rimasto fino alla fineanche se, in alcuni limitati casi, senza accettare ilcoinvolgimento nell'attività collaborativa di produzione.Il merito della tenuta – per un periodo lungo – è daattribuire a nostro parere al clima di interazione del corsoe alla sensazione, esplicitata da molti partecipanti, di star effettivamente imparando qualcosa di utilizzabile nella propria pratica professionale.Molti corsisti si sono spesso scusati di non potersidedicare al corso quanto avrebbero voluto, e ritenevanonecessario, a causa degli abituali impegni lavorativi efamiliari. Era stato indicato un tempo di lavoro di almeno2-3 ore a settimana, dunque fra le 32 e le 48 ore per le 16settimane di durata del corso. Sedici corsisti hannosuperato le 40 ore, tre di quelli che pure hanno partecipato alla produzione di OER sono stati sotto le 32.Otto sono stati sopra le 70 ore (dunque sopra le le 5 ore asettimana). Ma questi dati indicano solo il tempo diconnessione a Moodle, non comprendono il lavoro nella produzione di materiali o nei contatti fra corsisti in altriambienti, talora - per corsisti della stessa scuola o dellastessa città - anche in presenza.
 Figura 2. Tempo di connessione dei 23 corsisti effettivi.
3.2 Interazioni
Il dato relativo agli interventi nei forum forniscesolo una misura parziale delle interazioni avvenute. Nelledue fasi collaborative del modulo 2 e del modulo 5 icorsisti erano, infatti, chiamati ad interagire anchemediante mail, telefono, Skype e ambienti web 2.0. Ma leinterazioni avvenute con altri strumenti non risultanomisurabili, diamo quindi i soli dati relativi ai forum che,in ogni caso, mostrano come si sia realizzato il livello diinterazione previsto.La sottostante tabella mostra il numero didiscussioni aperte e il numero totale dei messaggi. Unnumero estremamente elevato, a testimonianza del fattoche l'obiettivo di un corso basato su forti relazioni fratutor e corsisti e all'interno del gruppo dei pari è statoampiamente raggiunto.
N° discussioniN° interventi
Forum generale42347Caffè15108Forum Mod 117348Forum Mod 210439Forum Mod 313381Forum Mod 48118Forum Mod 5 (1)17133Forum Mod 5 (2)17370
Totale1392.244
(Il modulo 5 aveva due forum, uno per la discussione dei gruppi, l'altro per la discussione generale).
La figura 3 è il risultato di un'analisi sul flussocomunicativo effettuata in corrispondenza dei primi tremoduli. In questo sociogramma, ogni nodo rappresentaun corsista; se due nodi sono connessi da una lineaarancione significa che uno dei due corsisti hacommentato almeno una volta un post scritto dall’altrocorsista. Se la linea è blu, significa che l’interazione è3

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