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Presentazione
L’
Italia si prepara a ricordare i 150 anni dalla proclamazione dell’Unitàe il dibattito sul Risorgimento italiano riemerge, con notevole attualità,dalle pieghe della storia. È certo innegabile come tale processo abbia creato unsenso di appartenenza nazionale e popolare vivo fino ad oggi, ma è anche veroche il processo di trasformazione, condotto dalle classi dirigenti politiche post-unitarie, di questo sentimento in elemento fondante di un’identità nazionale,sia rimasto incompiuto e non pienamente in grado di resistere a sistemi politicidiversi e alle crisi di carattere economico-sociale. È un problema, dunque, po-litico piuttosto che culturale, tuttavia il Risorgimento fu il primo movimentoad avere successo nell’Italia geopoliticamente frammentata.Il movimento unitario è stato un rilevante e indiscutibile movimento rivo-luzionario che contribuì in maniera determinate a mettere in crisi l’interoassetto europeo che il Congresso di Vienna del 1815 aveva ricostituito dopo ladébâcle napoleonica. La carboneria, poi la massoneria, prima nei moti del1820 e ’21, poi in quelli del 1830, tentarono di rivendicare nuovi spazi dilibertà politica, sociale, economica, istituzionale: è la crociana “religione dellalibertà”(Benedetto Croce), che prende sempre di più il posto delle religionitradizionali (in primis il cattolicesimo, fortemente legato ai poteri costituiti nelbinomio del “trono e altare”, fondamento della Restaurazione). In tutto il“vecchio continente” esplodono così manifestazioni e ribellioni, moti e rivoltefinalizzate al riconoscimento da parte dei sovrani della concessione di “Statu-ti”, un complesso di norme giuridiche costituzionali finalizzate a vincolare egarantire il rapporto tra sovrano e sudditi. Con il 1848 dunque si passa dalla“pace” della Santa Alleanza alla “rivoluzione europea” dei popoli (Luigi Sal-vatorelli), di ampio respiro continentale e sostenuta dai movimenti patriotticie nazionali di ispirazione liberale e democratica, ancora una volta irradiata daParigi. Emergono anche modelli di rivoluzione “legalitaria”: l’Assemblea diFrancoforte in Germania, la rivoluzione “costituzionale” condotta nel regnod’Ungheria, la Repubblica Romana. Svanita la soluzione rivoluzionaria, rima-nevano in campo gli esiti “moderati” per le grandi questioni nazionali: o di“compromesso” con il potere in cambio di un’autonomia quasi assoluta, (l’im-pero d’Austria diventa nel 1867 impero austro-ungarico), o dell’unificazioneintorno a nuclei statali (il regno di Prussia e il regno di Sardegna) più modernie avanzati, capaci di mobilitare a favore della propria espansione un movi-