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Piana G., Sulla Fantasticheria

Piana G., Sulla Fantasticheria

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Published by Giovanni
Appunti di lavoro relativi ad un corso tenuto all’Università degli Studi di Milano nel 1979–80 intitolato “L’immaginazione”.
Versione digitale: 2004
Appunti di lavoro relativi ad un corso tenuto all’Università degli Studi di Milano nel 1979–80 intitolato “L’immaginazione”.
Versione digitale: 2004

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11/21/2012

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1
Giovanni Piana
Sulla fantasticheria
1980
 
2
 Appunti di lavoro relativi ad un corso tenuto all’Università degli Studi di Milanonel 1979–80 intitolato “L’immaginazione”.Versione digitale: 2004
 
3
1. Uno dei primi problemi che una filosofia dell'immaginazionedeve affrontare è quello di interrogarsi sulla “natura” dell’oggettoimmaginato. Quando immaginiamo qualcosa, qualcosa ci è
imma- ginativamente 
presente. Si tratta allora di dare un senso sufficien-temente determinato a quell’avverbio, alla qualificazione di un og-getto come oggetto dell’immaginazione. A questo scopo ci può ser-vire anche soltanto
l’invito a freddo
ad immaginare questa o que-st’altra cosa. Ed a questo invito possiamo accondiscendere con al-trettanto freddezza. Ecco che ora immagino di fronte a me, sul ta-volo, un bicchiere di cristallo
1
.Ma quando mai accade che si avviino processi immaginativiin questo modo? Forse accade soltanto quando è sollecitata la no-stra curiosità teoretica.2. Un simile inizio è in effetti scientemente artificioso. In questomodo di cominciare è presente l’intenzione di operare un
isola-mento
delle operazioni immaginative da operazioni e funzioni dialtra natura, quasi si volesse indicare con ciò che una filosofiadell’immaginazione deve cominciare con un tentativo di circoscri-vere l’immaginazione soltanto, e non le altre attività in cui essa ècertamente intessuta. Così facendo la soggettività immaginanteviene posta ai margini, e considerata al più come una spettatrice eduna libera manipolatrice dei suoi fantasmi. Assumendo questopunto di vista, si presuppone che le sintesi immaginative seguanopercorsi che avvengono all’interno di una soggettività che immagi-na, ma l’attenzione è poi tutta rivolta ai nessi contenutistici cometali. Anche in rapporto a questo problema la soggettività rappre-senta una pura e semplice precondizione inindagata. Uno sviluppoeventuale di una simile problematica richiede tuttavia che questoisolamento metodico, necessario per l’impostazione iniziale delproblema, venga oltrepassato e ad esso subentri una considerazionedell’immaginazione come essa effettivamente è, integrata in unarete di esperienze e interagente con esse, chiamando in causa piùdirettamente la soggettività che si costituisce in questa rete. Ciò si 
1
Così abbiamo fatto negli
Elementi per una dottrina dell’esperienza
, In-ternet, http://filosofia.dipafilo.unimi.it/~piana/pianaidx.htm

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