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A1 CORRETTO

A1 CORRETTO

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L
7
a descrizione dell\u2019evoluzione dei sistemi tecnologici per la
regolazione della circolazione ferroviaria non pu\u00f2 prescin-

dere da considerazioni di tipo antropologico in cui, a volte, nostalgia e tradizione possono prendere il sopravvento rispetto a una concezione d\u2019intendere il trasporto su rotaia profondamente mutata negli ultimi decenni in uno scenario di modernizzazione spinta.

Dalla letteratura al cinema, le stazioni e i treni fanno parte, nel- l\u2019immaginario collettivo, della storia del nostro paese. Le immagi- ni delle sequenze drammatiche del neorealismo cinematografico di Germi, del capostazione del principe De Curtis e, pi\u00f9 recente- mente, di Rubini raccontano un indimenticabile vissuto quotidia- no che documenta uno scorcio d\u2019epopea italica, in cui le linee fer- rate e le stazioni rappresentarono l\u2019anima pulsante d\u2019un paese alla ricerca della propria identit\u00e0 per poi divenire fulcro determinante nel suo sviluppo economico e sociale, oltre che riferimento d\u2019ap- partenenza nel processo d\u2019unificazione fisica e morale di tutto un popolo.

Dai primi apparati elettromeccanici di manovra centrale dell\u2019ini- zio del \u2018900 ai pi\u00f9 complessi ACEI e poi ACC per regolare la cir- colazione nelle stazioni, fino alle ultime realizzazioni di sistemi di comando e controllo per la gestione del traffico nelle linee e negli impianti, favorite dall\u2019avvento dell\u2019informatica, la priorit\u00e0 negli investimenti \u00e8 sempre stata volta al conseguimento dei migliori standard qualitativi, tali da garantire la massima sicurezza dei clien- ti e la minimizzazione degli inconvenienti d\u2019esercizio. In questo contesto, che ha visto l\u2019introduzione di tecnologie sempre pi\u00f9 avanzate, la figura carismatica del capostazione sta progressiva-

I sistemi tecnologici
per la circolazione
GIORGIO DE GIORGI

direttore della
Direzione Information
& Communication
Technology di RFI SpA

GIORGIODIMARCO

direttore della
Direzione tecnica
di RFI SpA

PASQUALEVENTRELLA

responsabile Struttura
esercizio della
Direzione movimento
di RFI SpA

FocusTecnologie
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mente evolvendo verso la figura di dirigente operatore che, inter- venendo da postazioni remote, ha a disposizione strumentazioni e informazioni automatizzate per la supervisione e gestione della circolazione che consentono d\u2019ampliare la giurisdizione su pi\u00f9 linee e territori.

Questa profonda trasformazione organizzativa, che sta portando alla realizzazione di posti centrali, invisibili agli occhi dei viaggia- tori, impone alcune riflessioni sul tema della gestione d\u2019un com- plesso sistema \u201cimpresenziato\u201d.

Un compito fondamentale delle societ\u00e0 del Gruppo, nei prossimi anni, sar\u00e0 sicuramente costituito dal sempre maggiore coinvolgi- mento dei clienti e delle istituzioni locali nel nuovo modello fer- roviario.

Le stazioni dovranno continuare a essere un punto d\u2019incontro, un luogo plurifunzionale radicato nel tessuto urbano circostante, spa- zio sociale da vivere e condividere, mentre il treno dovr\u00e0 diven- tare sempre pi\u00f9 uno strumento di trasporto, per una mobilit\u00e0 sostenibile, da privilegiare in ogni situazione e per ogni condizio- ne di viaggio.

La diversificazione delle risposte da adottare, la confortevolezza e l\u2019informazione di ogni momento del percorso, unitamente a collegamenti sempre pi\u00f9 rapidi e sicuri, sono le sfide gi\u00e0 avviate e da consolidare.

Con una corretta e appropriata comunicazione e informazione nei confronti dei viaggiatori e con la creazione d\u2019una serie di ser- vizi complementari in stazione sar\u00e0 possibile coniugare le esigen- ze dei clienti con il progressivo superamento dei vecchi modelli gestionali, superati per l\u2019evoluzione tecnologica che ha portato alla razionalizzazione e al potenziamento dell\u2019infrastruttura e degli impianti.

Il fattore umano che era, perci\u00f2, un tempo essenziale per far cir- colare i treni viene oggi fortemente supportato e talvolta sostitui- to dalle tecnologie innovative. I nuovi sistemi tecnologici, infatti, attraverso un lungo percorso che ne ha segnato lo sviluppo nel tempo, stanno entrando prepotentemente nel processo ferroviario

della circolazione, e oggi una ferrovia moderna ed evoluta non
pu\u00f2 prescindere da essi.

Le funzioni d\u2019automazione di processo e di governo delle infor- mazioni che \u00e8 possibile svolgere hanno significativi riflessi sulla sicurezza, sull\u2019organizzazione dell\u2019esercizio, sulle prestazioni del- l\u2019infrastruttura e sulla qualit\u00e0 del servizio offerto alla clientela.

Questi elementi possono essere considerati articolati su un dop- pio livello: il primo, relativo ai sistemi impiegati per le funzioni di base della circolazione e legati al segnalamento ferroviario, e il secondo relativo a quelli impiegati per funzioni di coordinamen- to, supervisione e distribuzione delle informazioni e legati al mondo dell\u2019Information & Communication Technology.

Nel presente numero della rivista si dar\u00e0 una visione dello stato dell\u2019arte di tali due livelli, descrivendone le applicazioni pi\u00f9 signi- ficative, dopo averne di seguito preliminarmente delineato i trat- ti generali che le contraddistinguono.

Al primo livello appartengono gli impianti che disciplinano la cir- colazione nelle stazioni e in linea (apparati, blocco), sono prepo- sti alla protezione della marcia del treno (SCMT) e al supporto alla condotta (SSC) e consentono il comando centralizzato del traffico (CTC, SCC).

L\u2019Apparato centrale computerizzato (ACC) rappresenta l\u2019ultimo nato nella numerosa famiglia degliapparati, cio\u00e8 di quegli impian- ti che consentono la circolazione in sicurezza nelle stazioni, cen- tralizzando la formazione degli itinerari e la manovra delle appa- recchiature di piazzale.Tali impianti sono stati contraddistinti nel tempo dal tipo d\u2019energia impiegata per la manovra dei deviatoi (meccanica, idraulica ed elettrica) e dalle modalit\u00e0 con cui si sono sviluppate le funzioni di \u201clogica\u201d (o d\u2019interblocco tra le varie apparecchiature di piazzale).

L\u2019ACC \u00e8 caratterizzato dall\u2019impiego della logica programmata per le funzioni di \u201clogica\u201d e dell\u2019energia elettrica per la movimenta- zione delle apparecchiature di piazzale; aumenta le prestazioni degli apparati tradizionali e s\u2019avvale delle tecnologie e metodolo- gie pi\u00f9 avanzate nell\u2019elaborazione e trasmissione dati con caratte-

[ Argomenti ] 10
FOCUS| Tecnologie
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I sistemi tecnologici per la circolazione
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re di sicurezza. \u00c8 gi\u00e0 prossima una sua evoluzione in una confi- gurazione, dove s\u2019integrano le funzioni d\u2019apparato e quelle di sistema di distanziamento, che costituir\u00e0 un nuovo passo in avan- ti verso soluzioni che coniugano l\u2019integrazione/ottimizzazione delle funzioni con la riduzione dei costi.

Il SCMT consente la chiusura a bordo del treno dell\u2019anello di sicurezza costituito a terra dagli impianti di segnalamento. Attraverso questo sistema sono fornite al treno quelle informa- zioni che consentono di controllarne la marcia in relazione ai vin- coli imposti alla sua circolazione dal segnalamento e dall\u2019infra- struttura. RFI s\u2019\u00e8 impegnata in un programma d\u2019attrezzaggio delle linee ampio e concentrato nel tempo, per poter ottenere nel pi\u00f9 breve tempo possibile su una rilevante parte della rete quel salto qualitativo per la sicurezza che i tempi imponevano.

Il SCC rappresenta l\u2019evoluzione della famiglia degli impianti di telecomando del segnalamento (CTC) in termini tecnologici e funzionali, integrando, insieme alla funzione principale di gestio- ne a distanza degliapparati periferici di linea o di nodo, funzioni come la diagnostica, le informazioni al pubblico e la telesorve- glianza. Questi impianti sono una primaria sorgente informativa, relativamente alla circolazione, per gli impianti del secondo livel- lo dell\u2019ICT.

Passando al secondo livello, occorre subito dire che quello della circolazione treni \u00e8 uno dei processi aziendali che storicamente sono stati pi\u00f9 spesso oggetto d\u2019analisi da parte dell\u2019Information &

Communication Technology, vuoi per la sua centralit\u00e0 nell\u2019ambito del
sistema ferroviario \u2013 e l\u2019ICT \u201cvuole\u201dessere di supporto ai processi
core\u2013 vuoi per la sua specificit\u00e0, che rende obbligatoriamente

unico, e quindi stimolante, l\u2019approccio da parte degli analisti, vuoi per la sua complessit\u00e0, che ben si presta a essere studiata con tec- niche sempre pi\u00f9 sofisticate e innovative.

Il binomio inizia dalla met\u00e0 degli anni \u201970 col CCR (Controllo centralizzato rotabili) a supporto del Servizio movimento e com- merciale nella ripartizione dei veicoli, nel monitoraggio dei carri e nella gestione della merce su di essi trasportata, e col Progetto

orario, dal cui \u201cfotocomposto\u201d la Tipolitografia FS producevaIl
treno \u2013 Orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato.

Una decina d\u2019anni pi\u00f9 tardi, la nuova Sala operativa nazionale rea- lizza il monitoraggio, manuale ma in tempo reale, di circa 300 treni viaggiatori e 60 merci attraverso il Sistema informativo treni che, insieme ad AFT (Andamento e frequentazione treni) e Ranger \u00e8 stato tra i primi sistemi informativi a recepire il con- cetto di puntualit\u00e0 in termini sia quantitativi (andamento) sia qua- litativi (cause di ritardo).

Ma il vero salto di qualit\u00e0 lo si realizza a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201990 con il Sistema integrato di supervisione della circolazio- ne treni (SISCT), sistema a pi\u00f9 livelli (linea, compartimento, cen- tro) che realizza la vera automazione a carattere nazionale della regolazione, coordinamento e supervisione della circolazione treni, abilitando gli operatori che intervengono nel ciclo di vita del treno all\u2019utilizzo delle tecnologie informatiche (personal computer e stampanti) in sostituzione degli strumenti tradiziona- li (telefono, matita e carta).

Dal punto di vista architetturale, l\u2019inizio del processo d\u2019automa- zione \u00e8 segnato dalmainframe, il \u201ccervellone\u201d centrale, mentre gli utenti dispongono di terminali \u201cstupidi\u201d senza capacit\u00e0 elaborati- va locale; poi comincia la \u201cdistribuzione\u201d dei sistemi, utilizzando architetturec lient-ser ver che consentono di posizionare basi-dati ed elaboratori fisicamente nei pressi dell\u2019utente che li deve utilizza- re; infine, gli anni \u201990 vedono l\u2019affermarsi delle tecnologie Internet, che permettono la \u201cdelocalizzazione\u201ddel centro elettro- nico, potendo disporre d\u2019infrastrutture di connettivit\u00e0 estrema- mente performanti; le applicazioniweb-based diventano le pi\u00f9 dif- fuse, anche perch\u00e9 consentono un approccio facilitato da parte dell\u2019utente non specialistico.

D\u2019altra parte, l\u2019utilizzo di reti geografiche non proprietarie e l\u2019a- pertura dei sistemi al mondo \u201cpubblico\u201d (Internet) rendono indi- spensabile garantire ai sistemi un livello di security molto alto, non solo per proteggere il proprio patrimonio applicativo dagli attac- chi esterni, ma soprattutto per rendere disponibile, riservato e

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FOCUS| Tecnologie
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I sistemi tecnologici per la circolazione
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