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appunti fotografia

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Appunti di fotografia
© Massimo Vicinanza
1a parte. C‘è differenza fra una fotocamera compatta e una reflex?
La risposta è fin troppo ovvia; certo che ci sono delle differenze, e anche tante, ad iniziare dalprezzo. Però anche con una piccola compatta da 10 megapixel potrete pubblicare un librofotografico di alta qualità, e nei prossimi paragrafi vedremo come.Perciò tutti i professionisti hanno sempre in tasca una compatta. Si, non nella borsa, proprio intasca. Perché è piccola, leggera e maneggevole, è un comodo block notes per prendere appuntivisivi, è indispensabile quando il “click” dello scatto non deve essere sentito da nessuno, èutilissima quando non possiamo perdere l’istante magico ma non abbiamo con noi tutta la pesanteattrezzatura, e poi ci farà passare inosservati in situazioni…diciamo…critiche, perché nessunosospetterà che, in realtà, siamo dei “veri fotografi”. Inoltre se la nostra piccola compatta avrà unobiettivo grandangolare, cioè un’ottica con un ampio angolo di ripresa, allora riusciremo ariprendere anche chi crederà di non rientrare nell’inquadratura, e questa è una cosa particolarmenteutile nella fotografia sociale o di cronaca e, più in generale, nel reportage di viaggio.Insomma, detta così sembrerebbe che le reflex siano ormai degli oggetti inutili, e invece ... laqualità dell’immagine delle fotocamere ad ottica intercambiabile è di gran lunga superiore a quelladelle compatte perché gli obiettivi sono di fattura ottima e spesso più luminosi, e quindi potremoscattare fotografie anche con pochissimaluce; il sensore è di dimensioni maggiori etollera meglio il “rumore” dei componentielettronici, mentre la sua elevatarisoluzione ci permetterà di stampare lefoto in un formato più grande, leimpostazioni da poter regolare sonotalmente tante che abbiamo fra le mani un vero e proprio computer fotografico. E ancora: il peso ele dimensioni sono tali da garantirne la corretta impugnatura, la velocità di reazione allo scatto èquasi impercettibile, la cadenza di fotogrammi al secondo moto alta e, infine, una macchinafotografica voluminosa fa molto “grande fotografo”…Insomma, se non abbiamo problemi di budget una buona reflex è un acquisto che val la pena fare.Va ricordato, però, che se ci accoppiamo un obiettivo scadente avremo foto scadenti, e anche se lanostra fotocamera è uguale a quelle utilizzate dalla Nasa i risultati saranno deludenti. Perciò,quando si compra un nuovo corredo fotografico è meglio destinare almeno i due terzi della spesaalle ottiche piuttosto che al corpo macchina. Anche perché l’obiettivo è quel componente che ciaccompagnerà per molti anni mentre, con grande probabilità il corpo macchina verrà più voltesostituito con nuovi prodotti sempre migliori.
Ho letto che la mia macchina fotografica non è Full Frame ma ha un fattore di crop pari a 1,5.Cosa significa?
Significa che tranne i FullFrame i sensori dellefotocamere digitali non sonograndi 24mm x 36mm comesulle tradizionali macchinefotografiche 35mm (reflex oinstamatic) ma sono piùpiccoli. Ciò significa chel’area su cui si impressioneràl’immagine non sarà uguale a
 
quella offerta dalla “retroproiezione” che la lente è in grado di restituire, e quindi la diagonale dellazona che riusciremo a riprendere non sarà pari a quella di una macchina fotografica 35mm, mainferiore. Di quanto? Dipende dalla grandezza, o meglio dalla piccolezzadel sensore. La lunghezza focale dell’obiettivo, e quindi la sua capacità diavvicinare o meno il soggetto ripreso, invece, resta la stessa. Ovviamenteanche il mirino è proporzionato al fattore di crop (detto anchemoltiplicatore della lunghezza di focale o di fattore di riduzione) e perciòquello che inquadreremo corrisponderà all’esatta scena che verràregistrata dal sensore.
Come si impugna la macchina fotografica compatta?
Saldamente con la mano destra, col pollice preferibilmente sotto la base oppure, se preferite, sullaparte posteriore facendo però attenzione a non premere i tasti dei menu, il medio sul davanti,evitando di coprire il sensore dell’autofocus, e tenendo sempre l’indice sul pulsante di scatto, prontoa premerlo a metà corsa per mettere a fuoco. Un consiglio: se dopo aver messo a fuoco continueretea mantenere il pulsante di scatto premuto a metà corsa, allorabasterà una leggerissima pressione del dito per azionarel’otturatore, scongiurando così il rischio di muovere lafotocamera durante lo scatto. Ormai quasi tutte le fotocameredigitali hanno incorporato un sistema anti vibrazione, ma ècomunque meglio usare anche la mano sinistra per aumentare lastabilità dell’apparecchio: pollice sul fondello e indice sulla partesuperiore, che stringono a pinza. Se avete problemi di vista e nonriuscite a mettere a fuoco l’immagine sul monitor, non allungate troppo le braccia per allontanarlo,altrimenti aumenterete il rischio di avere foto mosse. Dovrete fidarvi dell’autofocus che, in genere,funziona davvero molto bene. Infine, infilate sempre la mano nel laccio da polso: potrete cosìevitare un sacco di guai.
E la reflex?
Come per la compatta sarà la mano destra a tenerla saldamente, solo che qui verranno usati anchel’anulare e il mignolo perché il corpo macchina è molto più grande. La mano destra deve impugnarela fotocamera con disinvoltura, come se fosse un’estensione del braccio. Dovrete abituarvi asollevarla, abbassarla, muoverla senza il minimo imbarazzo o sforzo. Il dito indice deve trovarsisempre sul pulsante di scatto pronto a mettere a fuoco e a scattare, ma anche a ruotare la rotellinadelle impostazioni che in molte fotocamere è messo sul davanti delpulsante e che in genere modifica i parametri delle funzionirelative all’ottica. Il palmo della mano sinistra, insieme all’anularee al mignolo, invece, vanno tenuti sotto il fondello per sostenere ilpeso della fotocamera e per aiutare a ridurre al minimo i micromovimenti che potrebbero guastare irreparabilmente una gran bellafoto. Sul dito medio sinistro appoggerete l’ottica mentre col pollicee l’indice ruoterete la ghiera dello zoom per allontanare oavvicinare la scena o il soggetto da riprendere, e se l’ottica non èdel tipo autofocus userete queste due dita anche per la messa a fuoco manuale e, se c’è, per ruotarela ghiera dei diaframmi. Con alcuni obiettivi autofocus, la ghiera dello zoom è molto vicina a quelladella messa a fuoco e bisogna fare un po’ di attenzione perché se usate l’autofocus ma muovete persbaglio anche la ghiera della messa a fuoco manuale l’autofocus si esclude e c’è il rischio di fareuna foto sfocata. Come per le compatte, anche in questo caso il consiglio è di salvaguardare lamacchina fotografica con un mezzo giro della tracolla intorno al polso destro: si eviteranno caduteaccidentali dell’apparecchio e si scongiureranno, almeno in parte, eventuali tentativo di furto
 
Ho appena comprato la mia nuova macchina fotografica e vorrei usarla subito. lo posso fare?
Frenate la voglia impellente di scattare e caricate la batteria al massimo seguendo le istruzionid’uso, così in futuro la carica durerà più a lungo. E comunque, che si tratti di una piccola compattao di una sofisticata reflex, insieme alla macchina comprate subito una seconda batteria. È una spesadi cui non vi pentirete, anche se, come leggerete fra poco, molti suggeriscono di comprarne un’altrasolo quando serve perché la sua vita dipende dalla data di fabbricazione piuttosto che dal suoutilizzo.Senza dilungarci inutilmente sui vari tipi di batterie che sono in commercio sappiate che al 99,99 %la vostra macchina fotografica avrà una modernissima batteria Li-Ion cioè agli Ioni di Litio.Cosa significa? Che inquina meno delle altre batterie perché è riciclabile, è un terzo più leggera, èmeno ingombrante, ha un’auto-scarica molto lenta ovvero conserva per molto tempo la sua carica incaso di inutilizzo (siamo nell’ordine del 5% mensile), ha un’elevata potenza e non ha effettomemoria, cioè se viene ricaricata quando non è ancora del tuttoscarica si caricherà lo stesso fino alla sua massima capacità.I problemi? Costa molto e non va mai scaricata fino in fondo perchépotrebbe danneggiarsi, anche se le fotocamere hanno un sistema diauto spegnimento che si attiva prima della soglia critica. E poi la suavita dipende dall’anno di costruzione e non da quante volte lacaricate o scaricate. Già, perché se viene conservata a 25° C unabatteria Li-Ion completamente carica perde ogni anno in maniera permanente circa il 20 % dellasua capacità; se invece è carica al 40 % perde “solo” il 4%. Ecco il motivo per cui al momentodell’acquisto di un’apparecchiatura elettronica le batterie sono cariche solo parzialmente. Sappiate,poi, che con temperature più elevate le cose peggiorano, perciò fate attenzione a non lasciare mai lamacchina fotografica nell’auto sotto il sole...E infine, fate molta attenzione perché se all’interno di una batteria Li-Ion ci va dell’acqua o anchesolo dell’umidità, può scoppiare! Perciò siate accorti sia d’estate al mare che d’inverno sotto lapioggia! In breve, cinque anni di vita media e poi la batteria va necessariamente sostituita. Almenoin teoria …Passiamo ai consigli: il primo è quello di non lasciarla mai scaricare del tutto e di non tenerlapermanentemente alla massima carica. Poi cercate di ottimizzare il numero delle ricariche facendolefrequentemente e per poco tempo. Infine, ricordate che le Li-Ion andrebbero conservate al freddo,magari in frigo e riportate a temperatura ambiente in 24 ore.Bene, finalmente la carica è terminata. Ora inserite la batteria ed accendete lafotocamera. Se davvero volete subito usarla non vi resta che selezionare ilprogramma automatico e scattare. In genere la dicitura è “AE Program” e lavostra macchina fotografica si occuperà di impostare tutto: sensibilità, tempi ediaframmi.
Cos’è l’otturatore?
 È un po’ come le palpebre degli occhi, che aprendosi e chiudendosilasciano passare la luce. Nelle macchine fotografiche analogichel’otturatore è un meccanismo composto da una coppia di tendine ditela o metallo, che si apre e si chiude ad una velocità impostata dalfotografo e che permette ai raggi luminosi di impressionarel’emulsione fotografica, sensibile alla luce. Nelle fotocamere digitalil’elemento fotosensibile non è la pellicola ma il sensore, e quandoquesto ha dimensioni contenute, come nel caso delle fotocamerecompatte “point and shoot”, si utilizza un temporizzatore elettronicoche “accenderà” e “spegnerà” il sensore attivando o disattivando i fotodiodi. Grazie a questatecnologia si producono macchine fotografiche sempre più piccole, ma allo stesso tempo siotterranno immagini afflitte da un disturbo di fondo provocato dal rumore elettronico (chiamato

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