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Web2.0
Innovazione applicata ai servizi di Rete
Indice
Premessa
Pg 01
Web 2.0 - Genesi
Pg 02
Innovazione applicata
Pg 04
Dal Mass Media al Custom MediaPg 06
Strategie e Marketing 2.0
Pg 09
Rete, persone, nuove comunita'
Pg 11
Conclusioni
Pg 12
Approfondimenti
Pg 13
Immagine di Markus Angermeier (CC
Novembre 2006
OPENAREA.NET
Federico Moro
)
La versione on line del testo è all’indirizzo:www.openarea.net/web2.pdf. Federico Moro
, Same Copyright Reserved (CC)
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Premessa

Dal 2004 al 2006 abbiamo assistito al proliferare di una serie di nuovi prodotti software, on line, con potenzialità notevoli e che hanno saputo accogliere e gestire volumi di informazioni di cui molti probabilmente non avrebbero immaginato neanche l’esistenza.

Chi avrebbe mai detto di un esplosione numerica così violenta dei blog e di servizi on line, a tal punto da modificare il senso tradizionale di navigazione (la ricerca di contenuti) in un miscuglio tra produzione/scambio/ricerca tra gli utenti?

Il fenomeno è oggi alla portata di tutti coloro che sono connessi e lo sviluppo tecnologico sta facendo sì che sempre più persone abbiano la possibilità di accedere alle risorse di internet.

Quando il segnale di rete passerà tra i cavi della corrente elettrica (è già fattibile per le reti locali, ma non ancora a livello globale) il mercato dei pc – nuovi e usati – avrà raggiunto un volume tale da essere in grado di soddisfare la richiesta di tutti i nuovi connessi (chiunque sia raggiunto dalla luce elettrica) anche a costi irrisori, e il progressivo uso del web, come piattaforma, consentirà un accesso ottimale anche da macchine datate. Il processo di globalizzazione planetaria co-evolve quindi con lo sviluppo della rete e da qualche anno si parla di una nuova generazione Internet, di nuovi software basati sullo “sviluppo di comunità” che consentono un alto livello di interazione tra gli utenti: Web2.0 è il termine comunemente accettato per questa nuova era nella quale un mercato ancora parzialmente inesplorato apre le porte. Quali effetti questo cambiamento sita portando nella società moderna non è una domanda alla quale si possono dare risposte definitive. La storia “moderna” (della modernità) è giunta al termine, è scritta e codificata con altre tecnologie di comunicazione, e oggi lascia il posto a un tempo nuovo: “Postmoderno” (“nuova modernità”, “modernità radicale”). Si tratta di un nuovo punto di partenza che già nella sua definizione (di ciò “che viene dopo”) rivela fondamenti incerti e imprevedibili fragilità.

E qui, a questo nuovo punto di partenza, la storia si ferma, perché il qui è “adesso” e le prossime pagine (se di pagine mai si tratterà) si stanno scrivendo/creando/trasformando in questo preciso istante. Questa nuova dimensione del tempo ha molti nomi e mille facce. Sembra essere una nuova frontiera per l’esperienza umana, il momento nel quale forse l’Homo sapiens e destinato a lasciare il posto al suo successore. Anche a livello evolutivo le regole sono cambiate e quello a cui assistiamo è un passaggio di testimone che non avviene in virtù di uno sviluppo biologico, ma culturale e tecnologico.

Il nuovo Web è il terreno di Google, My Space, Odeo e molti altri prodotti della comunicazione umana, ma la trasformazione del media lascia spazio a nuove iniziative nelle quali la necessità dello sviluppo di strategie precise sarà il più importante tra molti altri fattori complessi e articolati.

Comprendere la realtà del Web2.0, immaginarne le linee di sviluppo futuro e
osservarne l’impatto sociale sono gli obiettivi di queste riflessioni.
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Web 2.0 – Genesi

Web 2.0 is a set of economic, social, and technology trends that collectively form the basis for the next generation of the Internet—a more

mature,
distinctive

medium characterized by user participation, openness, and network effects.

Tim ÒReilly1

Con la Rete2 , cresce a ritmo inarrestabile il numero degli individui che vi partecipano è sempre più numeroso, bisognoso di consolidare la propria individualità con quello che sempre di più sta diventando il canale privilegiato delle comunicazioni planetarie, giunto a cavallo tra il 2004 e il 2005 a un punto di svolta. Il World Wilde Web per come lo conosciamo e lo abbiamo fruito finora è arrivato alla fine della sua parabola: la nuova generazione si chiama Web 2.0 e modifica radicalmente la concezione di uso della rete e delle informazioni; spezza il sistema gerarchico amministratore/utente e “innova” le regole del gioco nella produzione di sistemi/modelli di comunicazione.

La definizione “Web2.0” nasce durante una sessione di brainstorming tra ÒReilly Radar e MediaLive International3. In quell’occasione Dale Dougherty (dello staff ÒReilly), mentre rifletteva sulla progressiva importanza del Web nella vita quotidiana e sul pulluare di nuovi servizi di alta qualità, coniò il termine che fu subito accettato dal gruppo. Nacque così la Web 2.0 Conference rinominata in seguito Web2.0 Summit che dall’ottobre 2004 è il luogo in cui vengono analizzati e censiti lo sviluppo del Web, i trend e le nuove possibilità di business del settore.

Quando nel 1990 Tim Berners-Lee e Robert Cailliau inventarono il protocollo HTTP (un insieme di regole per richiedere e fornire risorse internet) e il World WideWeb (il primo browser per la navigazione in internet) si può facilmente presumere che non avrebbero immaginato con quale rapidità i loro strumenti si sono fusi con il sociale.

La Rete nasce nell’ ottobre del 69 con due nodi, due connessioni telefoniche tra due computer, uno all'Università della California di Los Angeles e l’altro nelle sale di ricerca dello Stanford Research Institute; a dicembre si aggiunsero l'università di Santa Barbara e dello Utah, la BBN e via così, con una diffusione a velocità esponenziale la rete comincia a estendersi. Nel 1972 i nodi sono 37, nell’ 1983 a seguito della continua crescita e dello sviluppo tecnologico che l’ha accompaganta il Dipartimento delle Difesa americano abbandona il progetto per ragioni di sicurezza4 e lascia Arpanet, che continua incessante a crescere, nelle mani degli sviluppatori. Dopo poco il mercato prende il sopravvento e cominciano a nascere delle strutture private che si allacciano a proprie spese alla rete,

1 Tim ÒReilly: Leader dell’ÒReilly Radar Team, uno dei più noti osservatori americani dedicato all’analisi
al supporto e allo sviuppo delle nuove tecnologie.

2 Si intende per Rete da qui e in avanti il sistema di collegamento e i vari server che costituiscono Internet.
3 Si veda in riferimento il documento scritto da Tim ÒReilly: What is Web2.0
4 Data la crescita così rapida delle connessioni cominciavo a esseci pericoli in infiltrazioni esterne e buchi

del sistema di controllo, così il dipartimento della difesa comincia a sviluppare un proprio sistema di
comunicazione protetto denominato MILNET abbandonando Arpanet alla ricerca.
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