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Traduzione tradita
5/10/2006 -http://www.ktvehi.com/articolo.asp?id=1727 
“Tradurre uguale Tradire” Anatema o Aforisma?
La traduzione: importante strumento comunicativo e culturaleQuesto curioso binomio sintetizza perfettamente uno dei più consolidati paradossi della comunicazioneglobale, specialmente qualora i testi da tradurre possiedano una spiccata connotazione artistica o letteraria.Secondo al tipo di contenuto, la traduzione può implicare più l’emotività che la razionalità. Il sogno di moltitraduttori letterari, infatti, è oltrepassare i meriti e la creatività dell’autore. Per comprendere a fondo talequestione, è necessario accettare il presupposto che una traduzione fedele al 100% è difficilmenterealizzabile, poiché l’elaborato finale sarà sempre leggermente diverso dall’originale. La traduzione èsicuramente un importante strumento comunicativo e culturale. Tradurre senza tradire non è facile e sono intanti a ritenere che non si possano trasferire parole ed espressioni da una lingua all'altra.I punti di vista sono molteplici e difformi; alcuni, ad esempio, ritengono che il lavoro del traduttore è prossimo a quello del copista che riproduce una scrittura. Secondo questi la riproduzione letterale può esserecosì semplice che vi riuscirebbe anche un trascrittore, dotato di conoscenze elementari sulla lingua di partenza.Al contrario, chi traduce poemi, liriche e prosa di stile elevato, è tenuto a conoscere l’uso della parola in unospecificato contesto estetico, quindi, deve poter armonizzare il proprio elaborato ad uno stile e ad undeterminato linguaggio. Tuttavia, rispetto alle opere letterarie originali il testo tradotto ha sempre un’essenzadiversa. Se il lavoro è ben fatto si possono ottenere degli scostamenti che variano dall’1 % al 10% dalmessaggio originale, quindi, ciò che si ottiene è sempre un prodotto leggermente diverso.C’è chi sostiene che tradurre significa in qualche modo “riscrivere” un testo e così dicendo taleaffermazione sembra confermare che tradurre significa tradire. “Tradurre vuole dire trasporre significanti dauna lingua ad un’altra e dunque è vitale poter individuare nella propria lingua delle espressioni che megliorispondano a tale scopo. La traduzione ideale deve rispecchiare fedelmente l’originale e suggerire il pensierooriginale in un’altra lingua. Ecco perché alcuni ritengono che chi traduce narrativa o poesia deve essereanche uno scrittore o un poeta. La realtà dei traduttori di ogni tempo è quella di dover censurare le paroleintraducibili o di crearne ex novo, dando vita ad una traduzione che chiede al traduttore la stessa abilità ecreatività possedute dall’autore originario.Vista così, la traduzione è un atto forzatamente imperfetto e le parole anche più semplici, o banali, copronocampi semantici sempre un po’ sfasati, nel passaggio da una lingua all'altra. La comprensione approfonditadel testo è un'attività stratificata, che si svolge nel tempo, nel passaggio dalla prima all'ennesima versione. Atale proposito è utile considerare l’etimologia del termine “tradurre”: “TRADÚRRE contratto dal latinoTRADÚCERE – p.p. TRADÚCTUS – far passare, da TRANS al di là, e DÚCERE condurre. Condurrequalcuno da un luogo all’altro, far passare un’opera da una lingua in un’altra; estensione: esplicare,interpretare.” Tradurre significa dunque "rendere un significato disponibile". E visto che i confini tra le parole non sono stabili, tradurre è un'operazione al limite tra il tradimento del significato originale e il sensoche noi attribuiamo a quella parola.Anche per le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie valgono questi presupposti e in tal senso ilregista Ricky Tognazzi afferma: “Mah sai, tradurre è un po’ tradire, forse le due parole hanno anche la
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stessa etimologia. Quando ti ritrovi di fronte ad un’opera già compiuta, sei davanti all’imbarazzo creato dalfatto che se da un lato il linguaggio di un film e quello di un romanzo hanno forme ed esigenze diverse,dall’altro il rispetto per quel libro – che ti è piaciuto perché vuoi farci un film – t’impedisce di cambiarlo…”. Nella trasmissione televisiva di qualche tempo fa “Tradurre, tradire, tradurre”, costituita da una serie diinterviste a traduttori di diversa estrazione sulle difficoltà stesse presenti nel tradurre, si è giunti alladeterminazione che i testi, quando se ne ha la capacità, dovrebbero essere letti sempre in lingua originale.Per quanto riguarda la traduzione di testi comici la traduzione letterale non serve a nulla: creerebbecomunque delle mostruosità linguistiche. Il burlesco può essere esposto in lingue diverse a patto che le duelingue siano vicine dal punto di vista culturale.Raccogliendo pareri illustri, Umberto Eco nel suo ‘Come scrivere una tesi di laurea’, afferma che tradurre èsempre tradire e aggiunge che tradurre è come avere una dentiera e non i denti veri, oppure è comeindossare la parrucca o altre protesi di vario tipo.Tradurre è essenzialmente trasmettere il messaggio senza modificarlo, bensì restituirlo fedelmente, ma in unaveste locale. Il traduttore ha essenzialmente due anime: il linguista e lo stilista; per essere un buon traduttorel’una non deve prevaricare sull’altra. Tradurre è quindi sempre un po' tradire; ma se lo si fa coscienti deirischi possibili, si tradisce soltanto lo stretto necessario. Curiosità e distacco sono due parole-chiave diquesto mestiere: la curiosità di chi si pone prima di tutto come lettore attento davanti a un messaggio e ildistacco di chi lo deve trasferire ai lettori mantenendo il più possibile il suo ritmo e i suoi sapori. Ecco perché tradurre è prima di tutto una sfida.di Elisabetta Bertinotti.
Se chiedete ai tdG qual è la migliore traduzione della Bibbia, in perfetta buona fede e nel totaleanalfabetismo della realtà, edificheranno le lodi più esagerate sulla loro
Traduzione del Nuovo Mondodelle Sacre Scritture.
La
 Società Torre di Guardia
insulta tutti i cristiani delle diverse Chiese accusandoli di
“ … unospaventoso analfabetismo … per quel che riguarda la Bibbia” 
(
 La Torre di Guardia
del 25-2-1980, p. 29)
ein altra pubblicazione definiscono la loro traduzione in lingua italiana: risplendente di
“significativaluce” 
, mentre la Bibbia cattolica sarebbe oscurata
"dall’italiano arcaico” 
 
(
 La verità che conduce allavita eterna,
1968, p. 192).
E ancora, su
 La Torre di Guardia
del 15-8-1990. pp. 16-17 si afferma che latraduzione geovista:
“ … ha il pregio di essere aggiornata, accurata e di facile lettura”.
Ma le cose stanno veramente così?L’ignoranza della lingua italiana dei traduttori di Brooklyn, in particolare per quanto riguardal’Antico Testamento, li ha indotti ad inserire nella loro infelice traduzione una terminologia impropria,strana e a volte incoerente.Diverse parole, spesso ricorrenti nel testo, una volta entrate nell’immaginario geovista, hanno mutuatoun modo di esprimersi anomalo, assai caratteristico e facilmente riscontrabile nei contatti con i tdG.Nel leggere la loro letteratura si rileva un italiano corretto e senza intoppi fino a quando non s’incontrauna citazione dell’Antico Testamento. Qui la lettura si attorciglia e si dibatte in un linguaggio sibillinoe fastidioso finché dura la citazione, quindi rientra nell’alveo di un italiano corretto.
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Ho riportato qui di seguito un certo numero di parole imprecise e indeterminate sopra segnalate:
1. Amorevole benignità - invece di
amore, misericordia, grazia
2. Decisioni giudiziarie "
leggi, giudizi
3. Tempo indefinito "
eternità
4. Positivamente "
certamente
5. Uomo robusto "
uomo
6. Paese produttivo "
paese, nazione, stato
7. I suoi medesimi "
i suoi
8. I suoi propri "
i suoi
9. Maestosi "
principi, persone importanti
10. Nocività "
peccati, crimini
11. Irriprovevole "
irreprensibile
12. Fin dal ventre "
fin dal grembo materno
13. Gruppi nazionali "
popoli
14. Sentieri battuti "
sentieri, strade
15. Lasciata interamente "
abbandonata
16. Leoni forniti di criniera "
leoni
17. Spogliatore "
predatore, sfruttatore
18. Questo sistema di cose "
questo mondo
19. Soppiantatore "
usurpatore
20. Tombe commemorative "
tombe
21. Cose disgustanti "
cose disgustose
22. Distretto giurisdizionale "
provincia
23. Verisissimamente vi dico "
in verità vi dico
24. Contenditore "
avversario
25. Tempi di lunga durata "
secoli eterni
26. Supplicazioni "
supplichealle successive due parole non riesco a dare una parola che dia il senso in italiano:27. Congregatore " ?28. Rammemoratore " ?a voi aggiungerne altre che mi sono sfuggite.
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