stessa etimologia. Quando ti ritrovi di fronte ad un’opera già compiuta, sei davanti all’imbarazzo creato dalfatto che se da un lato il linguaggio di un film e quello di un romanzo hanno forme ed esigenze diverse,dall’altro il rispetto per quel libro – che ti è piaciuto perché vuoi farci un film – t’impedisce di cambiarlo…”. Nella trasmissione televisiva di qualche tempo fa “Tradurre, tradire, tradurre”, costituita da una serie diinterviste a traduttori di diversa estrazione sulle difficoltà stesse presenti nel tradurre, si è giunti alladeterminazione che i testi, quando se ne ha la capacità, dovrebbero essere letti sempre in lingua originale.Per quanto riguarda la traduzione di testi comici la traduzione letterale non serve a nulla: creerebbecomunque delle mostruosità linguistiche. Il burlesco può essere esposto in lingue diverse a patto che le duelingue siano vicine dal punto di vista culturale.Raccogliendo pareri illustri, Umberto Eco nel suo ‘Come scrivere una tesi di laurea’, afferma che tradurre èsempre tradire e aggiunge che tradurre è come avere una dentiera e non i denti veri, oppure è comeindossare la parrucca o altre protesi di vario tipo.Tradurre è essenzialmente trasmettere il messaggio senza modificarlo, bensì restituirlo fedelmente, ma in unaveste locale. Il traduttore ha essenzialmente due anime: il linguista e lo stilista; per essere un buon traduttorel’una non deve prevaricare sull’altra. Tradurre è quindi sempre un po' tradire; ma se lo si fa coscienti deirischi possibili, si tradisce soltanto lo stretto necessario. Curiosità e distacco sono due parole-chiave diquesto mestiere: la curiosità di chi si pone prima di tutto come lettore attento davanti a un messaggio e ildistacco di chi lo deve trasferire ai lettori mantenendo il più possibile il suo ritmo e i suoi sapori. Ecco perché tradurre è prima di tutto una sfida.di Elisabetta Bertinotti.
Se chiedete ai tdG qual è la migliore traduzione della Bibbia, in perfetta buona fede e nel totaleanalfabetismo della realtà, edificheranno le lodi più esagerate sulla loro
Traduzione del Nuovo Mondodelle Sacre Scritture.
La
Società Torre di Guardia
insulta tutti i cristiani delle diverse Chiese accusandoli di
“ … unospaventoso analfabetismo … per quel che riguarda la Bibbia”
(
La Torre di Guardia
del 25-2-1980, p. 29)
ein altra pubblicazione definiscono la loro traduzione in lingua italiana: risplendente di
“significativaluce”
, mentre la Bibbia cattolica sarebbe oscurata
"dall’italiano arcaico”
(
La verità che conduce allavita eterna,
1968, p. 192).
E ancora, su
La Torre di Guardia
del 15-8-1990. pp. 16-17 si afferma che latraduzione geovista:
“ … ha il pregio di essere aggiornata, accurata e di facile lettura”.
Ma le cose stanno veramente così?L’ignoranza della lingua italiana dei traduttori di Brooklyn, in particolare per quanto riguardal’Antico Testamento, li ha indotti ad inserire nella loro infelice traduzione una terminologia impropria,strana e a volte incoerente.Diverse parole, spesso ricorrenti nel testo, una volta entrate nell’immaginario geovista, hanno mutuatoun modo di esprimersi anomalo, assai caratteristico e facilmente riscontrabile nei contatti con i tdG.Nel leggere la loro letteratura si rileva un italiano corretto e senza intoppi fino a quando non s’incontrauna citazione dell’Antico Testamento. Qui la lettura si attorciglia e si dibatte in un linguaggio sibillinoe fastidioso finché dura la citazione, quindi rientra nell’alveo di un italiano corretto.
Traduzione traditahttp://www.testimonigeova.com/traduzione_tradita.htm2 di 5724/10/2008 13.00
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