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GIURISPRUDENZA DI MERITO
direttore scientifico
C i r o R i v i e z z o
XLI I I
— luglio/agosto 20
11
, n°
07/0 8
07/08
-2011
|estratto
RIMBORSO DEL PRESTITOOBBLIGAZIONARIO E CONFLITTOFRA OBBLIGAZIONISTI
commento di 
 Valerio Sangiovanni
 
S.P.A.
251
SULLA NECESSITÀ DI NOMINA DEL RAPPRESENTANTECOMUNE DEGLI OBBLIGAZIONISTI
T
RIBUNALE DI
M
 ANTOVA 
-15
NOVEMBRE
2010(
ORD
.)-
G.U. D
E
S
IMONE
L.A.
C
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 APPRESENTANTE COMUNEDEGLI OBBLIGAZIONISTI DI
C.
S
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P
.
 A 
.
E
C.
S
.
P
.
 A 
.
Società di capitali - Società per azioni - In genere - Obbligazioni - Assemblea degli obbligazio-nisti - Nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti - Impugnazione delle delibe-razioni dell’assemblea degli obbligazionisti
(c.c., artt. 2415, 2416, 2417, 2418, 2377, 2379)
La nomina del rappresentante comune degli obbligazionisti non è prevista dall’art. 2417 c.c. come indispensabile per il funzionamento dell’assemblea degli obbligazionisti, ma è rimessa alla discrezio-nalità degli obbligazionisti, che possono nominarlo in qualsiasi momento o chiederne la nomina al  presidente del tribunale. L’assenza del rappresentante comune non comporta necessariamente una nonadeguata informativa dell’assemblea degli obbligazionisti e un’insufficiente tutela dell’interesse comune degli obbligazionisti, in quanto l’informativa può essere esercitata comunque direttamente dagli obbligazionisti medesimi.
(Omissis).
rilevato che con ricorso ai sensi dell’art. 702-
bis
c.p.c., depositato il 12 aprile 2010, L. A.,assumendo di essere obbligazionista di C. s.p.a., titolare del 20% delle obbligazioni emesse, haimpugnatoladeliberadell’assembleadegliobbligazionistidel26gennaio2010concuieraappro- vata la proroga della scadenza del prestito obbligazionario convertibile originariamente previstaperil31gennaio2010ditreanni,chiedendochefosseaccertatainvalidità,nullità,inefficaciadellamedesima e comunque pronunciata l’annullabilità della stessa, assumendo: 1) che la mancatanominadelrappresentantecomuneavevaimpeditoagliobbligazionistidiessereadeguatamenteinformati e di valutare con ragionevole anticipo le ragioni della proroga della scadenza del pre-stito,attesocheingeneralel’interessecomunedegliobbligazionistinonpotevaesseresacrificatonell’interesse della società emittente; 2) che agli obbligazionisti non era stata offerta comunica-zionediuncontenziosopendenteconrichiestarisarcitoriapereuro200.000edomandadirevocadell’atto di scissione operato il 14 dicembre 2004 tra C. e C. s.p.a. e C. s.p.a.;consideratocheilrappresentantecomunedegliobbligazionistidiC.s.p.a.,all’uoponominatocon decreto del presidente del Tribunale
ex
art. 2417 c.c., nonché la società C. s.p.a. si sonocostituiti in giudizio insistendo per il rigetto delle domande proposte;ritenuto preliminarmente che la controversia proposta rientri tra quelle previste dall’art.702-
bis
c.p.c. in quanto da valutarsi di competenza del tribunale in composizione monocratica;osservato, sul punto, che l’art. 2416 c.c., nel disciplinare le impugnazioni delle deliberazionidell’assemblea degli obbligazionisti, richiama gli artt. 2377 e 2378 c.c. quanto al procedimento, aitermini e agli effetti, ma il riferimento normativo non comporta la riserva di collegialità, previstadall’art.50-
bis
n.5c.p.c.unicamenteperlecausediimpugnazionedelledeliberazionidell’assem-blea e del consiglio di amministrazione nonché nelle cause di responsabilità contro gli ammini-stratori e gli organi di controllo, essendo stato soppresso il richiamo «ad ogni altra controversiaaventeperoggettorapportisocialinellasocie»previstoprecedentementedall’art.48comma2,n. 7, l. n. 12 del 1941 e dovendo ritenersi la norma attuale di stretta applicazione;ritenuto che la causa sia idonea ad una cognizione sommaria trattandosi di controversia dimero diritto che non necessita di attività istruttoria;
giurisprudenza civile
OSSERVATORIO SUL DIRITTO SOCIETARIO
251
giurisprudenza di merito – n. 7-8 – 2011
P.1855
 
considerato, con riguardo alla prima doglianza mossa, che la nomina del rappresentantecomune degli obbligazionisti non è prevista dall’art. 2417 c.c. come indispensabile per il funzio-namentodell’assembleamaèrimessaalladiscrezionalitàdegliobbligazionististessi,chepossononominarlo in qualsiasi momento o chiederne la nomina al presidente del tribunale (in questosenso Trib. Monza 13 giugno 1997, in
Società
, 1998, 175 ss.; App. Milano 17 novembre 1998, in
Società
, 1999, 194 ss.);osservatochel’assenzadelrappresentantecomunenoncomportanecessariamenteunanonadeguatainformativadell’assembleaeunainsufficientetuteladell’interessecomunedegliobbli-gazionisti,chebenpuòessereesercitatacomunquedirettamentedagliobbligazionistimedesimi;considerato che tra le competenze dell’assemblea è espressamente disciplinata la deliberasullemodificazionidellecondizionidelprestito,elaprorogadelprestitoobbligazionariosenz’altrorientranellaprevisionedell’art.2415,n.2,c.c.,nonindicandoladisposizionenormativaparticolarilimiti di contenuto alle possibili modificazioni delle condizioni del prestito e non integrando laprorogaditreannidelrimborsounavariazionetaledaincideresullastrutturastessadelrapporto;rilevato che la disposizione citata consente alla maggioranza qualificata degli obbligazionistidiapprovarelemodificazionidelprestitoinquantoquestopuòcorrispondereall’interessestessodella collettività degli obbligazionisti;ritenuto che il sacrificio imposto agli obbligazionisti mediante il differimento del prestitoobbligazionario,nellaspecie,possaritenersirispondentenonsoloaduninteressedellasocietàmaanche ad un interesse comune degli obbligazionisti stessi, chiamati a valutare l’impatto dell’im-minente rimborso del prestito sull’andamento della società in mutata situazione economica ri-spetto all’epoca in cui era stato emesso il prestito obbligazionario (10 ottobre 2000);osservato che gli obbligazionisti sono stati posti nella condizioni di valutare adeguatamente ipropriinteressiattesochel’andamentodellasocietàèstatorappresentatoagliobbligazionistinel verbale del consiglio di amministrazione del 10 dicembre 2009, oralmente in seno all’assembleadel26gennaio2010dalpresidentedelconsigliodiamministrazioneecomunqueeraconosciutooconoscibile da tutti, preso atto della non contestata perfetta identità tra i soci e gli obbligazionistidella società C. s.p.a., che quindi consentiva a tutti di accedere alle informazioni relative allagestione sociale e all’andamento aziendale;consideratochelaleggenonvietaagliazionistichesianoancheobbligazionistidiparteciparealle delibere dell’assemblea degli obbligazionisti, imponendo tale divieto solo alla società per leobbligazioni da essa eventualmente possedute (art. 2415 comma 4 c.c.);ritenutoinfinechel’assenzadiinformativafornitaagliobbligazionisticonriguardoalconten-zioso pendente tra la C. s.p.a. e la società S. C. s.p.a. non abbia assunto rilevanza ai fini di una valutazione obiettiva della situazione economica della società, atteso che gli importi di cui sidiscute in quella sede non possono ritenersi significativi con riferimento alle dimensioni di C.s.p.a.; valutato pertanto che nessuna delle ragioni di impugnativa può ritenersi fondata non risul-tando la delibera adottata affetta da nullità né adottata in violazione di legge;
P.Q.M.
- visti gli art. 702-
bis
ss. c.c.,rigetta il ricorso.(
Omissis
).
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OSSERVATORIO SUL DIRITTO SOCIETARIO
P.1856
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