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acque meteoriche

acque meteoriche

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12/02/2013

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Scarico delle acque meteoriche
Un impianto di scarico delle acque pluviali comprende:-canali di gronda( grondaie ), nei quali convergono acque provenienti dalle falde dei tetti e daisolai piani di copertura;-le pluviali, colonne di scarico verticali, che ricevono, nella parte alta, le acque provenienti dallegrondaie o da solai piani;-i collettori di scarico, che raccordano alla base le pluviali, convergendo verso lo scarico finale,che può essere un corso d’acqua superficiale, ovvero la rete fognaria urbana di acque bianche odi acque miste; mai devono accedere nelle fogne destinate ad acque nere.Per smaltire correttamente le acque meteoriche, il progettista architettonico degli edifici, deve prevedere tetti, solai piani di copertura e terrazze intermedie con pendenze versanti su canali digronda e doccioni. Tali pendenze, mai inferiori allo 0,5%, dovranno essere opportunamentemaggiorate in zone di alta piovosità o di innevamento, anche per evitare accumulamento di neve osovraccarichi sui solai.
Dimensionamento pluviali
La sezione da attribuire ad una pluviale che parte dalla copertura di un edificio è determinata dallasuperficie del tetto piano ( ovvero della proiezione su piano orizzontale delle falde)che su essaconverge.In Italia è uso attribuire alle pluviali una sezione netta di :
1 cm
2
per ogni 3 m
2
di tetto
Quando i percorsi verticali delle pluviali sono rilevanti, alla base delle colonne possono realizzarsiurti, sovrapressioni e fenomeni elastici che producono rumori, con pericoli di rotture o comunque dirapida usura. In tali punti è necessario predisporre dei pozzetti con funzione di ammortizzatori oltreche di sifonaggio, in modo da bloccare riflussi di cattivi odori provenienti dai collettori.
Canali di gronda o grondaie
Essi possono avere sezione semicircolare o rettangolare, ma in ogni caso l’area della sezionetrasversale utile per il passaggio dell’acqua
Sg
deve essere pari a circa 1,5 volte la somma dellesezioni delle pluviali alimentate
Σ
Sp
. Nel caso di grondaia a sezione semicircolare dovrà essere:
Sg
= 1,5 x
Σ
Sp
Sg = metà della sezione circolare di diametro D
Sp D
Σ×=××
5,1421
2
π  
dalla quale si ricava il diametro della grondaia:
π  
Sp D
Σ××=
85,1 dove
Σ
=
Φ×=
nii
Sp
12
4
π  
dove
Φ
i
 
è il diametro della i-esima pluviale alimentata. Nel caso di grondaia semicircolare che alimenta una sola pluviale di diametro
Φ
sarà, dopo semplici passaggi:
Φ×=
3
 D
I canali di gronda devono avere pendenze costanti verso le pluviali, non inferiori allo 0,5%.
Collettori di scarico
Essi sono ubicati al soffitto del piano cantinato o interrato e comunque ad una quota superiore aquella del pelo libero della fogna comunale di acque bianche ( o miste ), ovvero di altri recapitisuperficiali ( mari, torrenti, fiumi, ecc), per consentire il flusso naturale delle acque di scarico. Seciò non e possibile occorre prevedere una vasca di raccolta, con un impianto di sollevamento delleacque verso i recapiti finali.I collettori sono costituiti da tubazioni circolari, di diametro netto proporzionato in funzione delnumero di pluviali che in essi cadono e della pendenza realizzabile, che in nessun caso deverisultare inferiore all’1%.
 
Riferendoci a regioni con regime pluviometrico massimo di 10 cm di acqua all’ora, la Geberit(azienda del settore degli impianti igienici-sanitari), consiglia per le pluviali, i canali di gronda ecollettori i seguenti diametri minimi in funzione delle superfici dei tetti:Superficie di tettoin proiez. orizzontalePluvialiGrondaie semicircolariCollettorimmmmmmfino a 8 m
2
5080409 a 25 m
2
501005026 a 50 m
2
501007051 a 75 m
2
751007076 a 140 m
2
7512580141 a 170 m
2
10012580171 a 230 m
2
100150100231 a 335 m
2
125150100336 a 350 m
2
125200125351 a 500 m
2
150200125501 a 1000 m
2
175-200250150Per piovosità maggiori, le sezioni dei collettori di scarico, come del resto ogni altra componentedell’impianto pluviale, vanno proporzionalmente aumentate.
 Approfondimento:
La quantità di acqua determinante per il dimensionamento delle condotte pluviali dipende daiseguenti fattori:1) dall’intensità pluviometrica (i.p), varia da regione a regione ed è espressa in cm/ora/m
2
oppure inl/s/m
2
. Le intensità pluviometriche più usate sono:10 cm/ora/m
2
= 1,66 l/min/m
2
= 0,027 l/s/m
2
15 cm/ora/m
2
= 2,50 l/min/m
2
= 0,041 l/s/m
2
20 cm/ora/m
2
= 3,33 l/min/m
2
= 0,055 l/s/m
2
2) dalla totalità delle superfici esposte (s.e) alla pioggia, determinata mediante proiezioneorizzontale;3) dalla pendenza e dalla natura delle superfici esposte, espressa dal coefficiente di riduzione K (tabellato). Quest’ultimo viene interpretato come un coefficiente di ritardo allo scorrimentodell’acqua dalla superficie del tetto alla bocchetta di captazione, dovuto alla rugosità e/o al potereassorbente delle superfici esposte alla pioggia..La formula di calcolo è la seguente:
Portata d’acqua ( l/s) =
i.p
(l/s/m
2
) x
s.e
( m
2
) x
Genere di superficie esposta
Coefficiente di riduzione-Per tetti inclinati con tegole, ondulati plastici, fibrocemento,fogli di materiale plastico-Per tetti piani con materiale plastico o simile1,00-Tetti piani con rivestimento in lastre di cemento o simile-Piazzali, viali, ecc, con rivestimento duro0,80-Tetti piani con rivestimento in ghiaia-Piazzali, viali, ecc, con ghiaietto o simile0,60-Tetti piani ricoperti di terra (tetto giardino)0,30
 
Scarico delle acque usate
Con il termine di acque usate si intendono le acque di rifiuto, cioè le acque fecali o nere, le acquesaponose o bianche e le acque grasse che devono essere eliminate a seguito dell’impiego degliapparecchi sanitari.La rete di scarico delle acque usate deve essere indipendente dai sistemi di scarico di acquemeteoriche e di liquidi inquinanti (scarichi di laboratori, acque oleose provenienti da autorimesse,scarichi di grandi cucine, ecc)L’impianto di scarico si articola in:-diramazioni di scarico, tratti di tubazioni che collegano i sifoni delle apparecchiatureigienico-sanitarie alle colonne verticali di scarico.-colonne di scarico, raccolgono l’acqua di più diramazioni e le portano ai collettori. -collettori di scarico, convogliano l’acqua proveniente dalle colonne alla rete fognaria.Un impianto di scarico non è sufficiente da solo a garantire negli ambienti condizioni igienicheesenti da inquinamento, specie in termini di cattivi odori. Occorre accertarsi che tra gli impiantifecali e l’ambiente chiuso si interponga sempre un tappo idraulico, di acqua pulita (sifone), cheimpedisca ai cattivi odori che accompagnano le acque usate di accedere negli ambienti stessi.Ciò si ottiene con uno specifico impianto detto di ventilazione, che ha lo scopo di disperdere sia icattivi odori presenti in rete, sia di evitare che nella rete fognaria si determino
risucchi
che potrebbero annullare i
tappi
di acqua presenti nei sifoni.Il sifonaggio viene realizzato sia vicino ad ogni apparecchio sanitario che nelle reti.Le reti fognarie possono essere:-
a sifone unico
( o pozzetto sifonato), disposto in prossimità del collegamento tra collettorefecale e rete fognaria esterna;-
a sifone multiplo
, più diffuso, che prevede l’installazione di un sifone alla base di ciascunacolonna fecale, prima dell’accesso ai collettori.

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