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DOMENICA 11 DICEMBRE 2011
ANNO 136 - N. 294
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deldigitaleterrestre
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Islam e democrazia
Giannelli
e-scuola
SELA RECESSIONE VANIFICA LA MANOVRA
IlpianodellaBceperassicurareliquidiallebanche
In primo piano
Addioalre delpiùbruttoTg1dellastoriaditutta laRai
Riscoperte
di
Marco Ventura
alle pagine
2
e
3
dell’inserto
di
ALBERTOALESINA
e
FRANCESCOGIAVAZZI
S
e la costruzioneeuropea fosseuna gara di bob — unbob piuttostoaffollato, quasi unautobus — gli inglesisvolgerebberoil ruolo dei frenatori. Ruolo indispensabile,sia chiaro. Il guaio è che i nostriamici d’oltremanicanon frenano dopol’arrivo. Frenano, ogni volta,nella fase di spinta.E questo, comepotete capire,innervosisceil resto dell’equipaggio.
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13
L
e foglie che ingialliscono lungo i vialinoncidannoilsensodellacaducitàter-rena quanto l’avvicendarsi dei direttori Rai. Pare sia suonata l’ora per Augusto Minzolini, direttore del
Tg1
. Pare che ilsuo futuro (peraltro dorato: stesso stipen-dio, stessi
fringe benefit
 ) sia stato deciso. Dopo il rinvio a giudizio per peculato, ilCdadellaRaisiriunimarteperrimuo-verlo dalla carica. Peculato è un parola grossa: Minzolini, detto Minzo, avrebbeusato la carta di credito aziendale per pa- gare i ristoranti, frequentati in Italia e al-l’esteroancheneigiornidiriposo.Sui«pa-sticci»dellenotespeseesisteun’ampialet-teratura: per anni, sconosciuti e solerticontabili hanno dovuto fare i salti mortalipergiustificarebottigliedichampagne,al-legre signorine, gite in hotel a cinquestellecomerimborsilegatialmestieredell’invia-to, sfuggente e capriccioso come pochi.Una volta in Rai, così dicono, scoprironoche certe fatture del Dubai erano stampa-te da una tipografia di Trastevere. In unPaese in cui è tollerata la cresta, dall’am-ministratore delegato alla badante ucrai-na,solo Minzodeve diventarel’agnellosa-crificale?Minzoè accusatodi essere fazio-so, berlusconiano di stretta osservanza. Difficile però trovare un direttore Raiche non sia stato scelto per fedeltà politi-ca, che non abbia in Parlamento un suoazionistadiriferimento.Èunaconsuetudi-ne triste e antica: al vincitore delle elezio-ni spettano le spoglie di Viale Mazzini. A fazioso succede fazioso, al congenito op-portunismo la vanesia disponibilità deisingoli, fino a quando la Rai non troveràuna sua autonomia. Se mai la troverà.E poi quegli editoriali, così urticanti, ri-sentiti, irrituali! Sì, bisogna ammetterlo,l’editorialenon è statoilsuo forte:per unocresciuto a fare il bracconiere di notizienon dev’essere stato facile indossare le ve-sti di guardacaccia, come se il
Tg1
fosseuna sorta di Lady Chatterley di cui abusa-re.Le foglie ingialliscono, gli ascolti del
Tg1
perdonocolpi,laconcorrenzasifasot-to, l’imparzialità non è più una virtù, l’ar-te di nascondere le notizie più importantiprendepiede,i servizisullevacanzee sullestravaganze inutili aumentano a dismisu-ra.EMinzo,chefaMinzo?Beh,una picco-lacolpaglielasipotrebbeimputare:hafat-to il più brutto
Tg1
della storia della Rai.
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Maomettoalleelezioni
Quandola fede entra inpolitica
di Aldo Grasso
A PAGINA
11
di
Cristina Taglietti
a pagina
7
dell’inserto
Marchionne:nonsono unantiitaliano
Il commento
Iciepensioni:servono5miliardi
Padiglione Italia
Larivoluzionedigitalearriverà(forse) nel 2012
LESCELTEDAFAREEIPERICOLIREALI
Parla il manager Fiat
Durban, la trattativa impossibile fra 194 Paesi
E
RRORI E
P
RIVILEGIDEI
P
OLITICI
Gli ascoltiperdonocolpil’imparzia-lità non èpiù unavirtù
MA L’
E
UROPAAGLI
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NGLESI
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OTTO
S
OTTONON
D
ISPIACE
Euro, la minacciadegli speculatoriAttacco entro Natale?
Monti vede i sindacati
Befera:segretobancariofinito,oraabbiamopiùpoteri
di
MASSIMOMUCCHETTI
Torino, baracche incendiate per le accuse poi smentite di una ragazza
di
STEFANIATAMBURELLO
N
el decreto varatodomenica scorsadal governo, e cheoradeveessereap-provatoinParlamento,viso-noalcuniaspettipositivi, al-tri meno. Mancano misurela cui assenza ci ha sorpre-so. E vi è un errore di meto-do che si ritrova anche nelleraccomandazionidellaCom-missione europea all’Italia.Cominciamo da quest’ulti-mo.La correzione dei contipubblici è costruita pren-dendo, come punto di par-tenza, le previsioni dellaCommissione. Per l’Italiaqueste indicano, nel 2012,una caduta del reddito dimezzo punto percentuale,cioè un inizio di recessione.È proprio questo il motivopercuiildecretodidomeni-ca scorsa si è reso necessa-rio: se le ipotesi fossero ri-maste quelle di alcuni mesifa,primadellemanovreesti- ve del governo Berlusconi,quando ancora si prevedevauna crescita modesta, mapositiva, questo decretonon sarebbe stato necessa-rio. Alla luce delle nuoveprevisioni, la Commissioneha calcolato l’entità dellamanovra per non mancarel’obiettivodelpareggiodibi-lancio nel 2013.L’errore è proprio qui,nel ritenere che la crescitadell’economia sia indipen-dente dalle manovre suiconti pubblici e soprattuttodallalorocomposizione(au-menti di tasse o tagli allespese).Se,primadidomeni-ca, la crescita per il 2012 eraprevista a -0,5 per cento,orasarànecessariamentedi- versa: data la composizionedel decreto (quasi solo tas-se) temiamo che la cadutadel reddito sarà più accen-tuata. Di quanto? Difficileprevederlo.VenerdìilGover-natore della Banca d’Italia,nellasua audizionein Parla-mento, l’ha stimata in mez-zo punto di crescita in me-no. Ciò che accadde neglianni Novanta, quando l’ag-giustamento dei conti pub- blici fu simile sia per entità,sia per composizione (an-che allora quasi solo tasse),suggerisce che nel prossi-mo anno il prodotto inter-no (Pil) potrebbe cadere diuna cifra superiore all’1 per cento. Se ciò si verificasse,saremmo da capo: si rende-rebbe necessaria una nuovamanovra.Gli effetti recessivi dellamanovra potrebbero esserepiù contenuti se essa gene-rasse un «effetto fiducia»tragliinvestitori,conconse-guente riduzione dei tassidi interesse. Ma affinchéquesto accada non è solo ilsaldo della manovra ciò checonta: la sua composizioneè forse ancor più importan-te. Come scrivevamo dome-nicascorsa,suunacosacon-cordanotuttiglistudi: misu-re costruite prevalentemen-te aumentando le tasse so-no molto più recessive diquelle costruite riducendole spese. Queste ultime, so-prattutto se accompagnateda riforme strutturali e libe-ralizzazioni,hannoeffettire-cessivi molto contenuti, senon addirittura di segnocontrario, proprio perchégenerano un «effetto fidu-cia». Ridurre le spese signi-ficacheinfuturo letassesa-ranno meno gravose, men-tre senza tagli le impostecontinueranno a inseguirela spesa, come è accadutonegli ultimi dieci anni. Dal2001 a oggi, le spese corren-ti al netto degli interessi so-no cresciute di 5,6 punti inpercentuale del Pil, dal 37,4al43%,trascinandosiappres-so un aumento di 2 puntidella pressione fiscale.
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di
BEPPESEVERGNINI
Ledonne di Cassolafelicidella vita
      P     o     s      t     e      I      t     a      l      i     a     n     e      S     p     e      d .      i     n      A .      P .   -      D .      L .      3      5      3      /      2      0      0      3     c     o     n     v .      L .      4      6      /      2      0      0      4     a     r      t .      1 ,     c      1 ,      D      C      B      M      i      l     a     n     o
«Così scopriremo gli evasori»
        9       7       7        1        1        2        0        4        9        8        0        0        8        1        1        2        1        1     >
Stupro inventato, assalto ai rom
L’
amministratore delegato della Fiat,Sergio Marchionne, al
Corriere
:«Trasferire la produzione della nuova Panda dalla Polonia a Pomigliano èstata una scelta controcorrente, per rilanciare l’industria dell’auto e perchéci stanno a cuore l’Italia e gli uomini ele donne che lavorano con noi».
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T
empo scaduto, molti delegati stanno ripartendo per i loro rispettivi Paesiperché non possono più spostare i voli. Verso il fallimento la 17ª Conferenza Onu, iniziata il 28 novembre a Durban, in Sudafrica, che doveva rappresentareuna tappa fondamentale per un accordo mondiale salva clima.
A PAGINA
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di
Pietro Citati
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Deputati e senatori contro la norma varata dal governo
     C     O     R     B     I     S     /     S     I     M     O     N     T     H     O     R     P     E
Il direttore dell’Agenzia delle entrate: incroceremo i dati su conti correnti, fondi e patrimoni
Augusto Minzolini
di
BIANCACARRETTO
di
MASSIMOGAGGI
ed
ELISABETTAROSASPINA
di
SERGIORIZZO
di
FEDERICOFUBINI
di
MONICAGUERZONI
 
A PAGINA
8
Scontro sui tagli degli stipendi deiparlamentari dopo che la commissioneAffaricostituzionalidella Cameraha da-to parere negativo al decreto «salva Ita-lia» che stabiliva il 31 dicembre comedatalimite pergli adeguamentialla me-diaeuropea.Sivaverso l’abolizionedel-la norma, rinviando il caso all’esamedell’apposita commissione.
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Caccia, Di Caro, Foschi
Stipendi dei parlamentariScoppia il caso dei tagli
Attilio Befera, direttore dell’Agen-zia delle entrate: «Non basterà ungiorno per ridurre a livelli europeiun’evasione di 120 miliardi l’anno.Oggi,però,abbiamo tuttiglistrumen-tiperoperare:l’informazione comple-tasuimovimentifinanziari,ilreddito-metro, la tracciabilità del contante. Èfinito il segreto bancario
».
A PAGINA
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Torino, quartiere Val-lette, ieri sera alle sette emezzo. Fra i palazzi-dor-mitorio lontani dal cen-tro,vainscenaunaspedi-zionepunitiva.Ècaccia alrom, quale che sia. Per-ché si dice che sia statoun rom a violentare, duegiorni fa, una ragazzina di 16 anni della zona. In- vasoilcampo allacascina Continassa, baracche da-te alle fiamme. Il fratellodella ragazza blocca l’as-salto: spiega che la sorel-la, ai carabinieri, ha rac-contatounabugia:nessu-no stupro, nessuna vio-lenza. Il sindaco Fassino:episodio inaccettabile.
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Bardesono, Fasano, Imarisio
Èfallitoilverticesulclima
Divorzi e miti
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2Primo Piano
Domenica 11 Dicembre 2011
Corriere della Sera 
#
ROMA
Valediecivolte lmanovra del governo Monti.E quindi basterebbe non soloaevitarelelacrimediunmini-stro e di milioni di italiani ma anche a mettere per sempreinsicurezzainostri contipub-blici. Stima l’Istat che in Italia in un anno l’evasione fiscale eil sommerso raggiungano i275 miliardi di euro. È la stes-sa cifra che fattura l’industria mondiale del legno, oppurequella nazionale (ma fioren-te)dellacorruzionerussa.Tra-dottaindenarosottrattoalFi-sco sono 120 miliardi, secon-do il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera. Inmediavuol dire cheogni con-tribuente nasconde allo Stato2.093 euro, il 13,5% del pro-prio reddito, uno stipendio.Solocheancheincampofisca-le bisogna applicare la regola dei polli di Trilussa.
Pochi mesi fa l’
Herald tri-bune
ha scritto che l’evasioneèilnostroverosportnaziona-le. E allora, come per tutti glisport, si può fare un ritrattosociologico del Paese, vederedove è praticato di più e da chi. Gli uomini evadono piùdelle donne, i giovani più de-gli anziani. E se il grosso delbuco nero è al Nord in media quellipiùfurbivivono alCen-tro. Ma la vera differenza sta nellafontedelreddito.Secon-do il rapporto del gruppo dilavoro sulla riforma fiscale i veri campioni appartengonoa due categorie: i lavoratoriautonomi o gli imprenditorichedichiaranolametàdel lo-ro reddito reale nascondendoal Fisco più di 15 mila euro a testa.E,soprattutto,iproprie-tari di case, negozi e apparta-menti che dalla dichiarazionetengono fuori oltre l’80% del-le loro entrate, quasi 18 mila euro ciascuno. Altro che i 2mila euro a testa calcolati alla Trilussa. C’è poi un altro set-tore che fa venire qualchedubbio,ilcommercio. Questenon sono stime ma le dichia-razioni del 2008, ultimo annodisponibile per gli studi disettore.Lediscotecheeiloca-li da ballo sono addirittura inperdita: dichiarazione media meno 6 mila euro. Sotto zero,e quindi sotto la soglia della povertàsenondellafame,an-cheicentribenessereconme-no 3.200 euro e gli impiantisportivi con meno 1.300. Ma anche chi qualcosa la guada-gnaècostretto aunavitamo-nastica: i ristoratori dichiara-no in media 13.800 euro, iparrucchieri 12.500, i gioiel-lieri 16.300. Tutti intorno aimille euro lordi al mese. Co-me un ragazzo al primo con-trattino che si porta il paninoda casa. Possibile?Selatassazionesidevespo-stare dalle persone alle cose,cambiare inquadratura puòaiutare a comprendere me-glio. L’anno scorso sono state vendute 206 mila auto di lus-so,prezzosoprai103milaeu-ro. Eppure, nello stesso anno,solo72milacontribuentihan-no dichiarato un reddito su-perioreai200milaeuro.D’ac-cordo che nessuno vuole loStato di polizia, ma gli altri130 mila italiani il macchino-ne con quali soldi se lo sonocomprato? Discorso simileper le barche di lusso, quellesuperiori ai 10 metri. Secon-doidati dell’anagrafetributa-ria ricordati dal
Sole 24Ore
benquarantaduemilasonoin-testateapersonechedichiara-no 20 mila euro l’anno, e chequindi hanno sfondato la fa- volosa soglia dei 1.500 al me-se, sempre lordi. Stesso sti-pendione dichiarato da altri518 italiani che in casa hannoaddirittura l’elicottero o l’ae-reo. Poveri con il jet, povericon lo yacht o almeno con ilsuv.Delresto9italianisudie-ci dichiarano meno di 35 mi-laeurol’anno,lametàaddirit-tura meno di 15 mila. Quantisaranno i furbi?Negli ultimi 10 anni sonostati scovati 350 mila evasoritotali,chealFisconondichia-ravano nemmeno uno spic-ciolo. Ma ancora di più sonoquelli parziali. E non per for-za vip, che almeno finisconoin prima pagina e di solitopatteggiano restituendo ilmalloppo. Neanche un mesefa,unacoppiadiVeronaèsta-ta denunciata dalla Guardia di Finanza. Avevano vendutodeiterrenidiventatiedificabi-li,nei lorocontiall’esteroera-no accumulati 200 milioni dieuro. Negli ultimi due anni,insieme, avevano dichiarato6 euro.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
©
RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco comesi può colpirechi di sacrificine fa pochi
Se Monti non vuole fare orecchie da mercante accetti le modifichedell’Idv anche per combattere l’evasione fiscale
 
Antonio Di Pietro,
Idv
L’ex ministro dc del Bilancio
Caro Direttore, Bückler era molto fiducioso primadi questa manovra. La lottaall’evasione iniziata in modo serio(almeno nelle intenzioni del nuovo governo) e la presenza di Bücklerormai inutile. Bastava, almeno peruna volta, sbilanciare la manovraverso tutti coloro che di sacrifici inquesti anni ne avevano fatti benpochi. Purtroppo non è andatacosì, almeno per il momento. Incompenso si sono varatiprovvedimenti nei quali non civoleva molto a capire quanto pocaequità ci fosse. Parlo per esempiodella mancata indicizzazione dellepensioni superiori ai 936 eurolordi. In queste ore si stadiscutendo dove trovare risorseper arrivare a coprire almeno i1.400 euro lordi (ah beh allora!).Ebbene, Bückler, il cittadino chenon capisce, sa dove trovarli isoldi. Nella dodicesima rigadell’art. 19 della manovra alla voce«Imposta sulle attività emerse aseguito della normativa delloscudo fiscale». Ma dai, così ètroppo facile. Ero capace anch’io.Che ci voleva. Appunto. Nellastessa riga ci sono due numeri chebastano a spiegare molto a noicittadini. Il volume delle attivitàemerse, che tradotto significa ilvolume dei capitali scudati inprecedenza, è pari a 182,5 miliardi. Avete capito bene, ma vela riscrivo in lettere per spiegarlomeglio. CENTOTTANTADUE MILIARDI, CINQUE. L’altra cifraè 1,5%. La nuova aliquota richiestadopo quella già attuata del 5%.Che per la cronaca ècomplessivamente un quarto dellapiù bassa aliquota Irpef di unlavoratore dipendente opensionato. Questa nuovaaliquota porterà nelle casse 2,1miliardi, ma in due rate. Una nel2012 e una nel 2013 (forse per nondisturbarli troppo, vuoi mai).Quanto viene chiesto ai pensionaticol mancato adeguamento dellepensioni nel 2012? 2,8 miliardi.
Johannes Bückler
©
RIPRODUZIONERISERVATA
Lavoratori autonomi, proprietari di case e commercianti nel mirino
Pomicino e il fisco: «Serietà o il Paese esplodeNon si trova il fuorilegge lottando contro i pensionati»
Mille euro lordi
La
lettera
Il governo
Il Fisco
ROMA — «In una manovra necessaria per mettere in sicurezza i conti pubblici ma piena dicontraddizioni, in particolare sulterreno della crescita economica,ci sono alcune amenità». Parola dell’ex ministro del Bilancio, PaoloCirino Pomicino ( 
 foto
), che spiega:«La lotta all’evasione si fa attraverso gli stipendi deidipendenti pubblici e privati e deipensionati, costretti in larga partea non poter ricevere lo striminzitoemolumento in contanti».Pomicino, oggi nell’Udc di Casini,ricorda che «ci sono milioni emilioni di lavoratori dipendentipubblici e privati e di pensionatiche sono vittime dell’evasione enon certo canali per favorirel’evasione» e lancia un appello chesomiglia a un allarme: «Si tornialla serietà, se non vogliamo che ilPaese esploda prima in risate e poicon la rabbia».
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Ristoratori, parrucchieri egioiellieri dichiarano poco piùdi mille euro lordi al mese
Tutti i numeri dell’evasionedai gioielli alle auto di lusso
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3Primo Piano
Corriere della Sera 
Domenica 11 Dicembre 2011
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Befera: ci sono gli strumenti per farcela. Solo la Grecia peggio di noi
Il direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente di Equitalia: la nostra società di riscossione recupera 10 miliardi l’anno
«Basta segreti su conti e patrimoniOra possiamo battere i furbi»
 Mettere fine al segreto bancario crea un «Grande Fratello fiscale» e viola le norme sulla privacy
 
Laura Ravetto,
Pdl
L’intervista
Le campagne di odiocontro gli esattoricreano il climafavorevole ad atticriminali ed esecrabili
 Manovra che deprime, iniqua perché colpisce soprattuttoi meno abbienti e non i veri evasori
 
Roberto Cota,
Lega
49,07%
90,2%
Dottor Befera, perché Equitalia è entratanel mirino del terrorismo?
«Non sono un inquirente. Certo è che lecampagne di odio contro Equitalia creano ilclimafavorevolead atticriminali ed esecrabi-li come quello contro il dottor Cuccagna».
Nel web la bomba riceve consensi.
«Consensi figli della disinformazione: casiparticolari enfatizzati dai media come se fos-serolaregola;politicilocalienazionalicheca- valcano proteste ingiustificate come quelledei pochi che non vogliono pagare le multesullaviolazionedellequotelatteoppurecaval-cano disagi reali come quelli della Sardegna,dimenticando che tocca al governo locale enazionale decidere eventuali moratorie fiscalie non all’esattore. Equitalia non è un ammor-tizzatore sociale».
Quote latte, ovvero Umberto Bossi. Sarde-gna, ovvero Mauro Pili. Le risulta che il sin-daco di Bari, Michele Emiliano, sisia mobili-tato contro Equitalia e, al tempo stesso, nonpaghil’Ici ai Comuni vicini dove la sua giun-ta ha acquisito immobili?
«Lasciamo da parte le personalizzazioni.Quanto a Bari, un tempo era così, ma poi ma-gari il Comune si è messo in regola. Onesta-mente, in questo momento non saprei dire».
Pili raccoglie le firme per una legge diini-ziativa popolare contro Equitalia.
«Chiedo: andava bene quando 40 società dimatrice bancaria riuscivano a riscuotere 1,5miliardi l’anno di cartelle esattoriali o il Mon-te dei Paschi, esattore di Roma, avviava una sola procedura nell’intero 2003 e a Napolichiamavano
sfogliatielle
le cartelle esattoria-li? O non va meglio adesso che Equitalia, contre sole società operative, ne recupera per 10miliardi? Quale Paese vogliamo?».
Siete accusati di tassi usurai.
«Bugie.Il30%siriferisceallesanzioni.Can-cellandole, quanti ancora pagherebbero?».
Troppe provvigioni, dicono i Siti online.
«Di nuovo, disinformazione. Si vorrebberotogliere a Equitalia gli interessi sui ritardatipagamentie purel’aggio(ilcompensoricevu-to dagli esattori,
ndr
). Ma gli interessi vannoagli enti impositori, non a Equitalia. E senza aggio i costi di riscossione andrebbero a cari-co della fiscalità generale, e cioè dei contri-buenti onesti. Cerchiamo di essere seri».Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delleentratee presidente della societàdi riscossio-ne Equitalia, fondata nel 2006 assieme al-l’Inps, sta affrontando l’ostilità diffusa di unPaesespesso fiscalmente infedele, ma soprat-tutto deve dimostrare che il contrasto del-l’evasione fiscale, previsto nel decreto Salva Italia, è un capitolo vero della politica econo-mica: una risorsa per la ripresa, come ha det-to il governatore della Banca d’Italia, IgnazioVisco.
Dottor Befera, in quanto tempo l’Italia po-trà domare l’evasione?
«Ridurre a livelli europei un’evasione paria 120 miliardi l’anno non sarà l’opera di ungiorno.Nonfaccioprevisioni,madicocheog-gi abbiamo finalmente tutti gli strumenti per operare: l’accesso all’informazione completa suimovimentifinanziari,ilredditometro,ili-miti nell’uso del contante che consentono la tracciabilità delle operazioni ovvero la notifi-ca, da parte delle banche, delle violazioni diquesti limiti».
In Italia è finito il segreto bancario?
«Sì. Finora, all’anagrafe tributaria era-nonotiinumerideiconticorrentiditut-telebanche.Nelcorsodiunaccertamen-to, l’Agenzia poteva accedere all’anagra-fe tributaria e chiedere notizie alle ban-che. Adesso, il sistema informatico del-l’Agenzia registra tutte le transazioni suconti correnti, fondi, gestioni patri-moniali, polizze assicurati- ve...».
Una massasterminata didati.
«Ma oggi l’informatica fa miracoli. E cosìl’Agenzia può usare questa enorme banca da-ti per selezionare persone e gruppi di personemeritevoli di controlli. Se emerge che il si-gnor Rossi ha un milione di euro in gestionepatrimoniale e dichiara un imponibile annuodi 10 mila euro o se sproporzioni del generesiripetonoall’internodellamedesimacatego-ria professionale...».
Già,come notail «Sole 24 Ore», il42% del-le barche di lusso (42 mila natanti) appartie-ne a contribuenti con meno di 20 mila eurodi imponibile annuo.
«Appunto, si verifica. Nessuno è crocefissoin partenza, ma perché non voler spiegarel’apparente incongruenza?».
È illiberale la fine del segreto bancario?
«Intanto, il segreto bancario non è mai sta-to assoluto. La magistratura ha sempre potu-to accedere alle informazioni, specialmentenel contrasto al riciclaggio. Lo stesso vale per l’Agenzia a fini di accertamenti su soggettiprecisi. Ora, grazie a un’apertura introdotta nella manovra di luglio (da Giulio Tremonti,
ndr
) e consolidata nel decreto ora all’esamedel Parlamento, l’Agenzia supera il segretobancarioinviapreliminare.Ècerto una misu-ra assai forte».
Esistono precedenti all’estero?
«Inmolti Paesioccidentaliilsegretobanca-rio è attenuato. E però nessun altro Paese, a parte la Grecia, ha il nostro livello di evasio-ne.Iltassodiliberalismosiconfrontaconl’os-servanza della legge. Questo è il Paese dovemolte imprese, specialmente nell’edilizia,nonpaganoimposteecontribu-ti, vengono fatte fallire dalproprietario che riemergepoi con nuova ragione so-ciale e ricomincia. La leggedice che, trascorso un an-no dalla cancellazione, nonsi può più agire, ma ora ab-biamoun accordo con le Ca-mere di commercio per esse-re avvisati delle can-cellazioni intempo reale.Accordoeste-so alle Pro-cure».
C’è polemica sul prelievo dell’1,5% sui ca-pitali scudati. Lo Stato verrebbe meno allaparola data. L’Agenzia farebbe fatica a recu-perare gettito su risorse che, nel frattempo,possono aver avuto altre destinazioni.
«Sul merito costituzionale non mi pronun-cio. Non ne ho la competenza. Sul piano ope-rativo, non sono pessimista. L’intermediarioche aveva regolarizzato i capitali costituiti al-l’esteroconosceilcliente.Puòrisaliree versa-re a suo nome il tributo conservando l’anoni-mato ovvero segnalare la difficoltà all’Agen-zia che provvede a capirne di più».
Sicché, quando pure la norma fosse di-chiarata incostituzionale, l’identità del re-calcitrante sarebbe ormai nota all’Agenzia.
«Se la pronuncia ritarda...».
Dei 10 miliardi recuperati quest’anno,quanti vengono dalle grandi imprese?
«Un quarto viene da soggetti debitori oltreil mezzo milione».
Ma avete abbastanza personale per gli ac-certamenti e le riscossioni?
«L’Agenzia ha ridotto gli organici da 37 a 32 mila. Ogni anno vanno in pensione1.000-1.200 dipendenti. Finora ne abbiamoassunti7-800.Nonchiedodipiù,mamiaugu-ro che il governo confermi la deroga al bloccodel turn over».
Com’è ripartita l’evasione nel Paese?
«Lemaggioriquantitàdiimpostesonoeva-se al Nord, mentre al Sud e nelle isole è piùalto il numero di chi non osserva il dovere fi-scale, sia per sopravvivenza sia per l’originecriminaledel denaro.IlCentrostaametàstra-da, senza l’effetto criminalità».
Dovreste concentrare le risorse al Nord.
«Ci stiamo provando. I ranghi dell’Agenzia tendonoa concentrarsialSudperchéilperso-naleè diprevalenteoriginemeridionalee, an-che se assunto al Nord, dopo qualche tempochiede di avvicinarsi a casa. Anche per questoassumiamo quasi solo al Nord».
Il Nord. Così vicino alla Svizzera. Germa-niaeRegnoUnitohannostipulato unaccor-do con le banche svizzere per la tassazionedei capitali dei loro evasori in cambio dellaprosecuzione dell’anonimato. E l’Italia?
«Credoche nessunaltroPaese seguiràque-stidue esempi,perché contrastano con gliin-dirizzi dell’Ocse a favore dello scambio di in-formazioni tra le autorità fiscali».
Beh, l’Italia ha fatto tre scudi a tassi mini-mi. Londra e Berlino si prendono un’unatantum per regolarizzare il passato tra il 19e il 34% e poi le imposte sui rendimenti.
«Non sarei troppo ottimista. I capitali sispostano. Le banche svizzere sono capacissi-me di girarli a Panama, per dire, continuandoa gestirli da Zurigo».
Che stime si fanno per l’Italia?
«Un flusso annuale di 700-800 milioni eun’una tantum di 10 miliardi. A parte l’Ocse,non mi pare che il gioco valga la candela».
La City propone alle banche e alle grandiimpreseitalianesoluzioniperevadereilFi-sco.Vedi il processo a Unicreditche ha uti-lizzato il sistema Brontos ideato dalla Bar-clays. Quanti Brontos girano per l’Italia?
«L’Agenzia ha già raggiunto accordi per ilrecupero fiscale con Unicredit, Mps, Credem,Bpm e sta per stipulare con Intesa Sanpaolo.Dieci-dodiciposizionichecihannofattorecu-perare un miliardo».
È accettabile che una banca estera spaccisimile merce?
«Non lo è. Ma è ancor meno accettabile checi sia chi la compra e poi, dopo aver ricono-sciutol’erroreepagatoquellocheavevacerca-todinonpagare,tiraavantisenzanullaimpu-tare a chi quell’errore aveva fatto e autorizza-to».
Massimo Mucchetti
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