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mercoledì 14 dicembre 2011
ANNO LXVII N. 344
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edizioni: nazionale
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1,20 - Malta
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CESARE LA MARCA
PAGINA
33
Catania,il Brt «Due Obelischi-Stesicoro»
Per il «bus rapido»corsie protettecome in centro
CATANIA
«Traduco bene se mi paghi»
Interprete bengalese arrestato dalla polizia perché vessava i connazionali richiedenti asilo 
PAGINA
29
GIARRE
Vigilanza privata in centro
Stipulata una convenzione per la protezione dei negozi da furti e rapine 
PAGINA
46
PAOLA ALTOMONTE
PAGINA
8
Un ragazzodi Siracusatra gli eroidi Telethon
GIANCARLO COLOGGI
PAGINA
6
Mortalitàpiù altain Siciliae Campania
RAPPORTO ISTAT SULLA SALUTERICERCA MALATTIE GENETICHE
MATTEO LEONI
PAGINA
7
Neonazistafa stragedi senegalesie si uccide
FOLLE RAID A FIRENZE
FLAVIA RESSMANN
PAGINA
7
La Libia«Rivederetrattatocon l’Italia»
DOMANI INCONTRO A ROMA
TIZIANA LEONE
PAGINA
24
Celentanoe duetticon bigstranieri
VERSO IL FESTIVAL DI SANREMO
MANOVRA.
Emendamenti dopo una giornata caotica. Monti alla Camera: «Ora è più equa»
 Arriva lo sconto figli sull’Ici
PENSIONI.
Salve quelle sotto 1.400 euro, prelievo del 15% su quelle d’oro. Facilitazione per la classe ’52
TASSE.
Aggravi ed esenzioni per i conti correnti. Capitali scudati, l’anonimato costerà lo 0,4%
Pompieri licenziati mentre spalano
Due casi clamorosi nella Saponara alluvionata e nell’Ennese
OCCUPAZIONE.
Impiegato regionale s’incatena: «Stipendiato, ma non mi fanno lavorare»
DILIGENZA
«Assalto alladiligenza» nelvecchio stile ierialla stretta finaledella manovra. Una giornata freneticacon pressioni dei partiti. Monti soloin serata è andatoin audizionealla Camera
PROVINCE
 Attenuata lastretta: leProvincearriveranno allascadenzanaturale prima diessere «svuotate»come haannunciato il presidente delConsiglio
SAPONARA
Per le vittime dellealluvionimessinesi sonoeroi, ma, dopo unalunga querelle giudiziaria, per ilministerodell’Interno nonsono idonei. Così 7 vigili del fuocosono statilicenziati mentrespalavano il fango
INDENNITÀ
Sarà ilParlamento adecidere sul tagliodelle indennità.Fini ha dato unascadenza: gennaio 2012. Il governatoreLombardo giudicaappena decente ilsuo emolumento
PALERMO
Si è incatenato aun palo (nella foto) davanti aPalazzo d’Orleansdipendenteregionale inservizioall’Ispettorato forestale di Enna.«Costretto a fare il fannullone daidirigenti delCorpo forestale»
GABRIELLA BELLUCCI, FRANCESCO CARBONE, CRISTINA FERRULLI, ANNA RITA RAPETTA
PAGINE
2/4
L’ANALISI
Sacrifici inutilisenza solidarietà
PIETRO BARCELLONA
PAGINA
22
FISCO E POLITICA
Niente patticon gli evasori
EMILIO GIARDINA
PAGINA
22
METALMECCANICI
Fiat, firmatoil contrattoFiom fuori
Interessa 80mila lavoratori
Marchionne: «Svolta storica».Landini: «Attacco a democrazia»
PAGINA
11
IL PROGETTO
L’immigratodiventaimprenditore
Catania fra le città pilota
A 400 stranieri sarannoofferti assistenza e contributi
PAGINA
11
RUGGERO FARKAS, GIULIA MARTORANA
PAGINA
6
Quelle beffeda burocrazia
LILLO MICELI
Natale. E farebbe piacereraccontare storie belle, diquelle che ci riconcilianocon noi stessi e con chi circonda. Cene sarebbe davvero bisogno, in unperiodo di gravi difficoltà economi-che e di disastri naturali. Invece, citocca commentare vicende che la-sciano l’amaro in bocca: il licenzia-mento in tronco di sette vigili delfuoco, mentre spalavano il fangonelle zone alluvionate del Messine-se; e la protesta del funzionario del-l’Ispettorato forestale di Enna, co-stretto ad incrociare le dita perché isuoi diretti superiori non gli affida-no alcun carico di lavoro. Tutti vitti-me di una burocrazia perversa chenon sa essere né tempestiva né inci-siva, provocando veri e propri corticircuiti che ledono la dignità uma-na. I sei pompieri, assunti dopo unalunga selezione, per la loro dedi-zione al lavoro, hanno ricevuto ad-dirittura encomi e benemerenzeper avere salvato vite umane. Gior-ni e notti al servizio degli altri. Maalla fine è arrivata una sentenza delTar di Catania che ha decretato chedevono lasciare l’impiego ad altriconcorrenti che avevano partecipa-to al loro stesso concorso. I Tribuna-li servono per garantire il rispettodelle leggi, ma le sentenze non pos-sono arrivare dopo anni. Se la giusti-zia fosse stata più veloce, non si sa-rebbero create aspettative, l’illusio-ne di una vita migliore, pur tra mil-le pericoli. E non avrebbe il saporedell’ingiustizia.
E
AVVILENTE NEGOZIATO CON LA CASTA
e pressioni congiunte deipartiti, dei sindacati e dellecorporazioni protette che tengono in scac-co un Paese mai diventato davvero moderno, vastravolgendo il decreto «salva Italia». Ostaggio diuna maggioranza tanto ampia quanto composita,Monti sta rischiando di restarvi impigliato comeuna mosca nella pania e, ciò che più conta, di la-sciarvi invischiata la nazione, oramai in situazio-ne pre-greca. Nel cuore vociante di un mercato le-vantino, dove per salvare la sua capra ciascuno famarcire i cavoli altrui, colpiscono le inossidabilifacce di bronzo della Casta. Dopo aver ottenuto ilrinvio dell’abolizione delle inutili ed esose Provin-ce, sono riuscite a intavolare l’avvilente, vergo-gnoso negoziato per rimandare
sine die
la ridu-
L
zione degli stipendi di deputati esenatori spiegando con il sussiegodi mandarini cinesi che, se fosse decisa per decre-to, peccherebbe di lesa maestà nei riguardi delParlamento. Dalle cui commissioni tracima, frat-tanto, il diluvio di millecinquecento emenda-menti: prova certificata d’interessi intoccabili eindizio sicuro di quanta e quale coscienza abbia ilnostro personale politico della gravità della crisiin atto. L’ostinata, intollerabile difesa di vecchi pri-vilegi fa aggio su tutto: sul richiamo di Napolita-no che ai dottor sottili Fini e Schifani ha fatto sa-pere ieri: «Al Quirinale il sistema contributivo ègià in vigore per tutti». E sul pericolo non remotoche, sbrindellata questa manovra, dopo le feste sidovranno imporre agli italiani altri salassi.
GIUSEPPE TESTA
 
POLITICA
ed economia
Emendamenti.
Aumentano icontributi previdenziali per gliautonomi. Pubblica amministrazione,pagamenti cash fino a 1.000 euro
Ici, sconto di 50 europer ciascun figlio Tassa sugli «scudati»
Conti correnti: arriva un aggravio di 26 euro, ma nonci sarà alcuna imposta sui depositi sotto i 5.000 euro
MARIO MONTI IN AUDIZIONE IERI SERA ALLA CAMERA
Il cartello costruttorischierato contro l’Imu«La vera patrimonialeè quella sulla casa»
R
OMA
. Nel decreto «salva Italia» c’è un’unicapatrimoniale: quella sulla casa. Ne è convinto ilpresidente dell’Ance (Associazione nazionale deicostruttori edili), Paolo Buzzetti, che spiega: «Lareintroduzione dell’Ici non è avvenuta in modo equoe, complessivamente, la manovra del governo Montiè fortemente depressiva per il settore dell’edilizia,già allo stremo».I costruttori dell’Ance sono sul piede di guerra e, purapprezzando alcune misure, bocciano la manovradel governo Monti nel suo complesso, esprimendoun «giudizio negativo» e auspicando l’avvio di una«fase due» per il rilancio del settore.La crisi per l’edilizia «non accenna ad allentare lapresa e per l’anno venturo non si prevedonomiglioramenti», a partire dal comparto residenziale:nei primi nove mesi dell’anno in corso - secondo idati dell’Osservatorio dell’Ance - le compravenditehanno subito un calo del 3,3% rispetto allo stessoperiodo del 2010.E in tre anni (2007-2010), la riduzione delleabitazioni comprate e vendute è stata di circa il 30%,riportandosi ai livelli di fine anni Novanta. Inoltre, nelquinquennio 2008-2012, la produzione di nuovecase è diminuita del 40,4% mentre continual’emorragia dei posti di lavoro (-380mila dall’iniziodella crisi).Giù anche le risorse in nuove infrastrutture che, «acausa delle manovre estive», spiega l’Ance,subiscono «un ulteriore pesante calo pari al 12,1% intermini reali rispetto all’anno in corso». Tra il 2008 eil 2012, stima sempre l’Ance, «il settore dellecostruzioni avrà perso il 24,1% in terminid’investimenti riportandosi ai livelli della metà deglianni Novanta. Per i lavori pubblici l’andamentonegativo è in atto già dal 2005 con un calo del44,5%».È un’industria «allo stremo», secondo il presidentedell’Ance, che ne evidenzia i segni: «Forti ritardi neipagamenti da parte della pubblica amministrazione,restrizioni del credito, riduzione degli investimentipubblici, ma anche privati». In questo contesto, siaggiunge la manovra del governo che, secondoBuzzetti, «provocherà una contrazione del settore».In particolare, la nuova Ici «è stata reintrodotta male,con un moltiplicatore altissimo, senza tener contoche ci sono estimi catastali differenti tra centro eperiferia». Ora i costruttori si aspettano l’inizio diuna «fase due, con un allentamento del patto distabilità interno, per opere come le sistemazioniidro-geologiche e i disastri naturali, e un piano cittàper gli interventi per il risparmio energetico».
L’ANCE: «IL MIX ICI-ESTIMI È RECESSIVO»
R
OMA
.
Ici ammorbidita con una detrazione chetiene conto dei figli; salve le pensioni sotto i1.400 dal blocco dell’indicizzazione. Ma arrivaanche un maxi-prelievo del 15% sugli assegnipensionistici oltre i 200.000 euro. E altre risor-se arriveranno anche dal prelievo sui capitaliscudati.Sono tra le ultime novità introdotte alla ma-novra dalle Commissioni Bilancio e Finanzedella Camera. Il capitolo liberalizzazioni tornaad essere d’attualità perché viene cancellata lanorma che le spostava al2013. I pagamenti dellapubblica amministra-zione (comprese le pen-sioni) saranno in con-tanti fino a 1.000 euro.Saltato dalla manovral’intervento via decretosugli stipendi dei parla-mentari, che si impe-gnano però ad interve-nire entro gennaio pros-simo. Molte novità ri-guardano anche Equita-lia: ci sarà più tempo perpagare il fisco a rate, e lasocietà uscirà dalla ri-scossione comunale solo alla fine dell’annoprossimo. Ecco alcune delle ultime novità:
PENSIONI.
Sono salve, cioè avranno un’indi-cizzazione del 100%, quelle sotto 3 volte il mi-
CONTI CORRENTI, ESENZIONI E AGGRAVI.
La tas-sa sui conti correnti (34 euro) non ci sarà su de-positi sotto 5.000 euro. Nell’emendamentoproposto dal governo è previsto che «per i con-ti correnti intestati a soggetti diversi dalle per-sone fisiche si prevede l’incremento dell’impo-sta di bollo di 26,2 euro su base annua (100 eu-ro al posto di 73,8). La stessa disciplina si appli-ca per i libretti di risparmio». Ma il testo potreb-be cambiare.
CASH P.A.
La pubblica amministrazione potràpagare cash fino a 1.000 euro, incluse dunquele pensioni più basse.
COMMISSIONI PER NEGOZI A 1,5%.
La commis-sione massima che i negozianti dovranno d’o-ra in poi dare alle banche per i pagamenti concarte di credito non potrà superare l’1,5%.
TETTO STIPENDI P.A.
Per gli stipendi della pub-blica amministrazione ci sarà un tetto massi-mo: il trattamento economico del primo presi-dente della Corte di Cassazione.
STOP ASTE EQUITALIA.
I beni espropriati daEquitalia ai debitori verso il Fisco, non sarannopiù messi all’asta dall’Agenzia ma saranno ven-duti dal contribuente. Il debitore venderà ilbene pignorato o ipotecato e consegnerà l’inte-ra somma ad Equitalia, che interverrà all’attodella cessione e che restituirà al contribuente lasomma che eccede il debito.
PIÙ RATE PER FISCO.
Le aziende in difficoltà acausa della crisi che sono in ritardo nel paga-mento delle cartelle ad Equitalia, potranno ot-tenere una ulteriore proroga di 72 mesi.
EQUITALIA RISCUOTE PER COMUNI.
Slitta di unanno (a fine 2012) l’uscita di Equitalia dalla ri-scossione dei Comuni.
PROVINCE A SCADENZA NATURALE.
Le provin-ce continueranno a esistere fino alla loro sca-denza naturale (e non fino al 31 marzo 2013come previsto da un emendamento del gover-no).
SCUOLE PIÙ SICURE CON FONDI FAS.
Si punta avelocizzare l’impiego dei Fondi Fas per mette-re in sicurezza le scuole sul fronte dell’ediliziaantisismica.
PIÙ FAMIGLIA IN NUOVO ISEE.
Il nuovo Isee do-vrà tenere conto «delle quote di patrimonio ereddito dei diversi componenti della famiglianonchè dei pesi dei carichi familiari, in partico-lare dei figli successivi al secondo».
TETTO STIPENDI MANAGER.
Arriva un tetto aicompensi dei manager delle società pubblichenon quotate.
LSU NAPOLI E PALERMO.
I lavori socialmenteutili per Napoli e Palermo vengono rifinanziati.
AUTORITÀ VIGILANZA TRASPORTI.
Anche la«mobilità urbana collegata a stazioni, aeropor-ti e porti» nonchè le infrastrutture e le reti stra-dali e autostradali vengono sottoposti alla vigi-lanza dell’Autorità.
CNEL.
Scende a 64 il numero dei Componentidel Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia edel lavoro.
FRANCESCO CARBONE
UN MODULO DELLA VECCHIA ICI
IERI UNA GIORNATA DA PRIMA REPUBBLICA, POI FINI ACCELERA E CONVOCA LA CAMERA OGGI ALLE 10
La Casta all’assalto della diligenza di Monti
R
OMA
.
Non sarà un assalto alla diligenza,avevano promesso i partiti chiedendo mo-difiche alla manovra. Ma la giornata con-vulsa, vissuta ieri in commissione e fuorinei contatti frenetici tra il governo e i par-titi, non ha nulla da invidiare alle trattati-ve tipiche dei governi politici. Tra rinvii diora in ora in attesa degli emendamenti-clou su pensioni e Imu e lo stop sulle libe-ralizzazioni, il via libera alla manovra incommissione è arrivato solo in nottatacon un’intesa in zona Cesarini, dopo che ilpresidente della Camera, Fini, ha impedi-to altri ritardi, convocando l’Aula oggi al-le 10.Quando Monti si presenta in commis-sione Bilancio e Finanze, poco dopo le 22,il più sembra fatto: «Grazie ai consigli deipartiti - dice il premier - la manovra è mi-gliorata».Rispondendo a chi gli obiettava che nel-la manovra non c’è una patrimoniale, ilpremier ha affermato: «Avremmo abbaia-to e non morso». Ha difeso la riforma pre-videnziale, dicendo che: «Sono salve granparte delle pensioni». Infine, ribadisce co-me: «I tecnici sono stati chiamati perchè lapolitica è paralizzata e l’Italia è debole».Ripercorriamo la giornata di ieri. La ta-bella di marcia prevedeva ieri mattina lastretta sul decreto quando, alle 8.30, era-no attese le proposte di modifica su Imu esulle pensioni, sui quali i partiti premeva-no per correzioni in grado di far digerireall’elettorato la manovra «lacrime e san-gue». All’ora stabilita, però, in commis-sione arrivano sì due emendamenti, ma ri-guardanti altro. E uno dei due, la marciaindietro del governo sulle liberalizzazioniche minaccia la serrata delle farmacie.A metà mattinata i lavori in commissio-ne sono di fatto bloccati in attesa degliemendamenti che prevedano sgravi sull’I-ci e indicizzazione delle pensioni.Una prima bozza che il sottosegretarioall’Economia, Polillo, stava per depositareè bloccata dal viceministro Grilli che vuo-le riscrivere le coperture. Monti, Grilli e ilministro per i rapporti con il Parlamento,Giarda, si riuniscono alla Camera e il pre-sidente della commissione Finanze, Con-te, ipotizza di rinviare ancora l’approdo deldecreto in Aula, ben visto dai partiti pron-ti a nuove correzioni. «Non ho intenzionedi differire ulteriormente», taglia corto ilpresidente di Montecitorio, Fini, che con-ferma l’avvio della discussione in Aula og-gi alle 10. Ma i partiti fremono. Il relatore,Baretta, ipotizza: si va avanti senza gliemendamenti del governo. Per sbloccarel’
impasse
Monti rinvia il suo intervento incommissione, incontra i relatori e i capi-gruppo di Pd, Pdl e Terzo polo, in raccordocoi segretari di partito.Il Pd ritiene insufficiente alzare la sogliadell’indicizzazione delle pensioni a 1.200euro: ottiene che si arrivi a tre volte il mi-nimo. Il Pdl chiede di alleggerire l’Ici e ot-tiene di spalmare su tutti lo sconto di 200euro. Il Terzo polo punta, oltre alla confer-ma sulle liberalizzazioni, ad avere segna-li per le famiglie e saluterà con favore il ta-glio dell’Ici di 50 euro per ogni figlio. Trat-tative estenuanti che fanno sì che solo neltardo pomeriggio comincino ad arrivare incommissione tutti gli emendamenti prin-cipali.
CRISTINA FERRULLI
dei taxi, apre un calderone che causa unostallo per tutta la giornata: Pd, Terzo poloe Idv protestano per il «passo indietro»del governo e nel frattempo il Pdl metteun nuovo veto pretendendo un limite sul-la libera vendita dei farmaci di fascia C nel-le parafarmacie. Alle spinte centrifughedei partiti si sommano le pressioni delleassociazioni di categoria con Federfarma
Il primo ministro.
«La manovra èmigliorata grazie ai consigli deipartiti, ma i tecnici sono arrivatiperché la politica era paralizzata»
R
OMA
.
«Stiamo cercando disperatamente difare qualche aggiustamento per l’Imu neiterreni agricoli, studiando due diversefiscalità; ne ho parlato con il vice ministroGrilli». Lo ha detto il ministro delle Politicheagricole Mario Catania, intervenuto alConsiglio nazionale di Fedagri-Confcooperative, sottolineando ancorauna volta il sacrifico a cui è chiamato ilsettore primario nella manovra finanziaria.«Vorrei - ha aggiunto - che siconcretizzasse, e quindi scriverlo nei testi,la possibilità di fare una differenziazioneper la fiscalità immobiliare dei terreni trachi è solamente proprietario e chi invece èproprietario e conduttore, perché inquesto caso la terra è davvero un mezzo diproduzione e non un bene rifugio».Catania si è quindi rammaricato del fatto dinon averlo potuto proporre prima, vistoche il decreto della manovra è stato scrittoin pochissimo tempo. Il ministro ha quindiricordato che ora il pallino per quantoriguarda gli aggiustamenti ce lo ha in manoil Parlamento. «Oggi (ieri per chi legge, ndr)la commissione Bilancio sta limando alcunielementi della manovra - ha detto Catania -con l’attenzione concentrata su pensioni eImu prima casa».Il ministro ha anche detto che ad oggi nonè possibile fare una valutazionedell’impatto che l’Imu avrà in agricoltura.«Sappiamo solo che la valutazione deiterreni è maggiorata del 30%, con unmoltiplicatore che passa da 75 a 120,mentre i fabbricati rurali che erano esentioggi pagheranno».
A. R. RA.
Catania: per l’Imu sui terreni agricolidovrebbe pagare meno chi produce
«DUE FISCALITÀ DIVERSE»
Direttore responsabile
Mario Ciancio Sanfilippo
Vicedirettore
Domenico Tempio
Caporedattore
Giorgio De Cristoforo
Editrice
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nimo (circa 1400 euro).
MAXI-PRELIEVO SU PENSIONI D’ORO.
Arriva unprelievo del 15% per gli assegni pensionistici ol-tre i 200.000 euro.
PENALITÀ RIDOTTA PER CHI ANTICIPA.
Chi an-drà in pensione prima dei 62 anni avrà una ri-duzione delle quote di trattamento pari a 1punto percentuale e non più del 2%.
PENSIONI PER LA CLASSE ’52.
Un emendamen-to del governo, che non si sa se sarà mantenu-to, prevede che le lavoratrici possano andare inpensione a 64 anni se al 31 dicembre 2012avranno 20 anni di contributi e avranno 60anni di età anagrafica. Lo stesso per gli uomini,che però dovranno avere 35 anni di contributisempre al 31 dicembre 2012.
PIÙ CONTRIBUTI PER GLI AUTONOMI.
Aumenta-no i contributi per artigiani e commercianti: fi-no ad arrivare, nel 2018, al 24%.
ICI, DETRAZIONE FINO A 400 EURO (CON FIGLI).
La detrazione per la nuova Imu sulla prima ca-sa sale da 200 euro fino ad un massimo di 400euro. L’aumento è di 50 euro per ogni figlio dietà non superiore a 26 anni.
TASSA SUGLI SCUDATI.
I capitali scudati sonosoggetti ad un’imposta di bollo speciale del 10per mille negli anni 2012 e 2013, mentre l’ali-quota ordinaria è fissata al 4 per mille.«Ci saràuna tassa dello 0,4% sui capitali scudati e sarà ilprezzo per proseguire l’anonimato», ha dettoieri sera il premier, Mario Monti, in audizionealla Camera.
LA SICILIA
il 
F
ATTO
MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2011
2.
 
L’ESECUTIVO NON FA DIETROFRONT
Fascia C, resta la liberalizzazionele farmacie minacciano la serrata
Balduzzi: eventualmentesi possono escludere dalleparafarmacie prodotti conparticolari rischi nellasomministrazione
RENATO BALDUZZI, MINISTRO DELLA SALUTE
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OMA
.
Nessun dietrofront, semmaiqualche ulteriore misura a garanziadella sicurezza dei cittadini. Mentreproseguono convulse le trattative sul-le modifiche alla manovra, a mettereun punto fermo, almeno sull’intenzio-ne di consentire la vendita dei farma-ci di fascia C con ricetta anche nelle pa-rafarmacie, è il ministro della Salute,Renato Balduzzi, che assicura la vo-lontà del governo di andare avanti nel-la «limitata liberalizzazione» del setto-re. Intanto però le farmacie restanosul piede di guerra arrivando a minac-ciare addirittura una serrata, proba-bilmente già lunedì prossimo, se l’ese-cutivo non cambierà posizione.
Il ministro, comunque, non rinunciaa un tentativo di mediazione, annun-ciando la possibilità di introdurre uncorrettivo alla misura, che già escludeche sui banconi delle parafarmacie sipossano trovare farmaci psicotropi ostupefacenti e quelli con ricetta non ri-petibile: «Si può eventualmente pro-cedere», ha spiegato Balduzzi, ribaden-do che incontrerà «appena possibile» irappresentanti delle farmacie, «a so-spendere o escludere determinati far-maci ove si verifichi che la loro sommi-nistrazione fuori dalle farmacie sia pre-giudizievole per la salute dei cittadi-ni». Per il titolare della Salute questa po-trebbe essere la via «per andare incon-tro ad alcune delle preoccupazioniespresse» anche se, ha ribadito, non c’èmotivo di temere per la salute dei citta-dini visto che il suo impegno è statoproprio quello di fare in modo che lanorma rispetti «i principi di fondo del-la farmacovigilanza della filiera del far-maco nel nostro Paese, con la presenzadel farmacista e tutti i necessari con-trolli».Proprio alla luce delle dichiarazionidi Balduzzi, oggi si riuniranno i vertici diFederfarma, per valutare la situazione edecidere se andare avanti con l’annun-ciata «chiusura» contro un governo che«si accanisce contro le farmacie sban-dierando la sola liberalizzazione dellavendita di medicinali come panaceaper lo sviluppo e la crescita del Paese».La misura, secondo i farmacisti, chesono da una parte preoccupati per la sa-lute dei cittadini, dall’altra spaventatiper le possibili ricadute economiche edoccupazionali, è fuori dalle norme Ue.Anzi, ribadiscono, «in nessun Paese almondo» medicinali che richiedono laprescrizione medica sono venduti fuo-ri dalle farmacie.
«Nonostante tutti puntino il ditosul commercio e sul business la que-stione per noi cruciale, quella che cista più a cuore, riguarda la salute deicittadini, che con questo provvedi-mento potrebbe essere a rischio»,chiarisce Alessandra Ciotti, titolaredella storica «Antica Farmacia Pesci» aRoma, in Piazza Fontana Di Trevi, fon-data nel lontano 1552 per decisionepapale con lo scopo di fornire medici-nali ai poveri ed ai bisognosi.
O
EMENDAMENTO DEL GOVERNO AL DECRETO
No commissarile Provincealla scadenzasaranno sparite
ANNA RITA RAPETTA
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OMA
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Niente elezioni a Ragusa,così come ad Ancona, Belluno, Co-mo, Genova, La Spezia e Vicenza.Le sette Province che dovevanoandare al voto nel 2012 sarannocommissariate in attesa di un in-tervento complessivo sull’assettodegli enti locali. Lo stabilisce unemendamento del governo allamanovra. Le norme che svuotanole Province, contenute nella ma-novra del governo, non prevede-vano una disciplina transitoria pergli enti in scadenza anticipata, eneanche regole che salvassero leprerogative delle Regioni a Statu-to speciale e delle Province auto-nome. L’emendamento appostoieri concede alle suddette sei me-si di tempo per adeguare i propriordinamenti alle novità della ma-novra sulle Province (norme chenon trovano applicazione per leautonome di Trento e Bolzano). Efa slittare, dal 30 aprile al 31 di-cembre 2012, il termine entro ilquale le funzioni delle Provincedovranno essere trasferite ai Co-muni o alle Regioni.Il governo, con lo stesso emen-damento, aveva anche stabilito untermine (il 31 marzo 2013) entro ilquale gli organi in carica delle Pro-vince (consiglio, giunta e presi-dente) sarebbero decaduti, in vi-sta della riforma contenuta nellamanovra che prevede la cancella-zione della giunta e un consiglionon eletto formato dai sindaci delterritorio e con compiti di organodi indirizzo. In serata, il termineperentorio del 31 marzo 2013 èstato eliminato con un sub-emen-damento approvato nelle com-missioni Bilancio e Finanze dellaCamera in cui si prevede che leprovince andranno a normale sca-denza.La piccola modifica non è suffi-ciente a far rientrare il dissensodell’Upi che invoca l’interventodel capo dello Stato e annunciaricorsi alla Corte Costituzionale eai Tar.«I mandati elettivi delle Provin-ce non possono essere sospesi ocommissariati; e che un governotecnico reintroduca norme già pa-lesemente considerate incostitu-zionali, e per questo cancellate, èinaudito» spiega il presidente, Ca-stiglione, annunciando che, «nelcaso in cui venga approvato l’e-mendamento governativo cheprevede il commissariamentodelle sette Province che devonoandare al voto nel 2012, impeden-do ai cittadini di esprimersi de-mocraticamente, ci sarà il ricorsoai Tribunali amministrativi regio-nali delle Province interessatecontro il decreto».Castiglione ha confermato chel’Upi ha interrotto ogni rapportocon il governo in tutte le sedi diconcertazione previste (Conferen-za Stato-città e Conferenza delleautonomie locali) «perché il go-verno ha additato le Province co-me Casta alla pubblica opinione».«L’abolizione delle Province facapo a un disegno anti-democra-tico, autoritario e anti-costituzio-nale. Solo il fascismo ha eliminatoorgani democraticamente eletticon un decreto», tuona il vicepre-sidente dell’Upi e presidente del-la Provincia di Torino, Saitta, altermine dei lavori di un ufficio dipresidenza straordinario dell’Upi.Secondo il governo, ha spiegatoancora Saitta, il risparmio previstocon l’abolizione delle Province«dovrebbe ammontare a circa 65milioni di euro; dimenticano,però, che secondo alcuni calcoli iltrasferimento alle Regioni potreb-be costare intorno ai 650 milionidi euro».Su questo le stime sono, però,contrastanti. Secondo la Cgia diMestre, la cancellazione per de-creto delle Province italiane fa-rebbe risparmiare allo Stato nonpiù di 510 milioni di euro l’anno: il3,9% del costo complessivo attua-le, pari a 13 miliardi di euro. Que-sto perché si ipotizza che le com-petenze oggi in capo a questi enti,e i relativi costi di gestione, ver-ranno in futuro spalmati su Regio-ni e Comuni.
IL GOVERNO FRENA.
Impegno di Fini sui tempi. Il Colle passa al contributivo
Indennità, tocca alle Camerefare i tagli: «Entro gennaio»
Salvi i gettoni di presenza degli attuali consiglieri di circoscrizione
LA SEDE DELLA PROVINCIA DI RAGUSA
Non si vota.
A Ragusa e insei capoluoghi chiamatiquest’anno a rinnovareConsigli e Giunte. L’Upiricorrerà in tutte le sedi
GABRIELLA BELLUCCI
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I tagli agli stipendi dei parlamen-tari si faranno "entro la fine di gennaio",ma non sarà un decreto del governo a fis-sare le nuove regole. Se ne occuperannodeputati e sentori per i quali, precisa ilpresidente della Camera, Gianfranco Fi-ni, le novità entreranno in vigore fin dal-la legislatura in corso. Salvi fino al rinno-vo delle cariche, invece, i gettoni di pre-senza dei consiglieri delle circoscrizionie delle comunità montane: dal prossimomandato il loro lavoro sarà svolto gratui-tamente.Con un’accelerazione improvvisa ilParlamento si riscatta dall’iniziale fre-nata che aveva respinto al mittente l’ini-ziativa del governo (iniziativa forse giu-ridicamente impropria ma utile comepungolo). Per questione di competenza,ieri è stato inserito un emendamentonella manovra, che attribuisce alle Came-re l’impegno ad auto-limitare le inden-nità. "Governo e Parlamento - si legge -ciascuno nell’ambito delle proprie attri-buzioni, assumono immediate iniziativeidonee a conseguire gli obiettivi" di ri-sparmio.Cosa si intenda per "immediate" è Fi-ni a spiegarlo, dopo aver concordato latabella di marcia con il presidente del Se-nato. "Dai primi di gennaio - annuncia -il Parlamento si metterà a lavoro perconcludere il prima possibile, entro lafine del mese". Renato Schifani confer-ma: "Studieremo insieme un sistema diadeguamento delle indennità parlamen-tari, con criteri di equità e responsabi-lità". Criteri che dovranno guardare al-l’Europa, per portare gli stipendi deglieletti italiani in linea con la media deglialtri Paesi.Ma c’è il rischio che i parametri di rife-rimento possano saltare. Il lavoro di com-parazione è stato infatti affidato nell’ago-sto scorso alla commissione Giovannini,che entro il 31 dicembre prossimo dovràfornire un resoconto provvisorio. Qual èil problema? Che il lavoro in arrivo saràalquanto lacunoso, per due ragioni che èlo stesso Enrico Giovannini, presidentedell’Istat a segnalare. "La scadenza natu-rale della commissione è il 30 giugno2012", perché la legge istitutiva prevedeche "i risultati si applicano per i parla-mentari a partire dalla prossima legisla-tura, mentre per i dirigenti pubblici dal-le nuove nomine".Motivo per cui lo staffdi Giovannini siè mosso nei primi tre mesi senza partico-lare fretta, anche a causa della comples-sità della documentazione da reperire:"Abbiamo attivato le ambasciate per rac-cogliere i dati degli altri Paesi, dei qualisiamo ancora in attesa". Ecco perché lerisultanze che saranno consegnate il 31dicembre non potranno che essere mol-to parziali, considerata anche la diffi-coltà di mettere a confronto "struttureretributive" molto diverse tra loro.Dalle stime di massima risulta che glistipendi dei parlamentari italiani, nelcomplesso, non sono molto distanti daquelli dei colleghi europei. Ma cambianole voci a corredo delle indennità. In Italia,per esempio, si percepisce una quota perretribuire i collaboratori (spesso pagati innero, come è stato più volte documenta-to) mentre in altri Paesi europei questespese sono sostenute dalle Camere. Biso-gnerà vedere, quindi, in che termini inostri eletti decideranno di adeguarsi al-la media Ue, peraltro in mancanza di pa-rametri sicuri che Fini mette in conto dinon avere. "Se, come prevedibile, la com-missione Giovannini non avrà concluso ilavori - puntualizza - procederemo auto-
IN BILICO DA QUANDO IL SUO NOME ERA COMPARSO NELL'INCHIESTA P3
Giustizia, Miller lascia la guida dell’ispettorato del ministero
ARCIBALDO MILLER LASCIA DOPO UN COLLOQUIO CON IL GUARDASIGILLI PAOLA SEVERINO
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OMA
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Dopo sei anni di guida ininter-rotta dell’Ispettorato del ministero del-la Giustizia Arcibaldo Miller passa lamano. La decisione - a quanto si è ap-preso - è stata presa al termine di uncolloquio con il ministro della GiustiziaPaola Severino e sarà formalizzata og-gi con la richiesta al Csm di disporre ilsuo rientro in servizio nella magistra-tura e dunque di revocare il suo collo-camento fuori ruolo.Da mesi però la poltrona di Millerera in bilico, da quando il suo nome eracomparso nelle carte dell’inchiesta sul-la P3. A giugno il plenum del Csm ave-va deciso di archiviare il fascicolo cheaveva aperto su di lui ma solo per lasua posizione di fuori ruolo e dunqueper l’impossibilità, anche solo teorica,di avviare nei suoi confronti la proce-dura di trasferimento d’ufficio per in-compatibilità. Ma aveva dato incaricoalla Terza Commissione di Palazzo deiMarescialli di verificare se fosse possi-bile revocargli il collocamento fuoriruolo. Un compito non ancora ultima-to, anche se sul tavolo dei consiglieric’era già un parere dell’Ufficio studidel Csm che apriva alla possibilità diuna revoca.Era così cominciato un braccio diferro che aveva portato Miller a impu-gnare davanti al Tar del Lazio la stessadelibera con la quale il Csm aveva ar-chiviato il suo caso con riferimento al-la P3, accusando Palazzo dei mare-scialli di avergli fatto un «processosommario», andando al di là dei suoipoteri.La delibera in questione di fatto cen-surava la partecipazione del capo degliIspettori alla famosa riunione a casa diDenis Verdini nella quale si concordò«una condanna di illecita interferenza»nei confronti dei giudici costituziona-li, che dovevano esprimersi sul LodoAlfano; come pure i «pareri preventivi»dati da Miller al presidente della Re-gione Lombardia Roberto Formigonisu un esposto finalizzato a ottenereun’ispezione a Milano a carico dei giu-dici che avevano escluso la sua listadalle elezioni regionali del 2010. Sitratta di condotte - mise allora il ple-num nero su bianco - che «in astrattopotrebbero integrare i presupposti perl’apertura di una procedura» di trasfe-rimento d’ufficio, ma sarebbe inutileandare avanti visto che il ruolo che luiricopre di capo degli 007 di via Arenu-la «non è a disposizione del Csm», trat-tandosi di un incarico conferito dalministro della Giustizia.
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«Francamente credo che la miaindennità (intronto ai 16.000 euro netti almese, ndr) sia appena decente per l’attivitàche svolgo come presidente della Regione, manon me ne frega nulla. A me interessa avereuna vita dignitosa». Così il governatore dellaSicilia, Raffaele Lombardo, ai giornalisti inmerito alla polemica sulle indennità deiparlamentari e i costi della politica in generale.«Certo - ha aggiunto - se l’indennità delpolitico si confronta con il salario delcassintegrato certo che risulta più alta, faridere invece se si paragona al compenso di unmanager». Per Lombardo le critiche alla «casta»«rappresentano ormai un’istigazione, sonodiventate una moda». «È stato deciso discaricare tutto il fallimento sull’anello piùdebole, cioè il sistema politico - sostiene ilgovernatore - che per la verità ha fatto il suomeglio per farsi aggredire in quanto ha persodi credibilità».
Lombardo: ho uno stipendio appena decente
IL GOVERNATORE SICILIANO PERCEPISCE CIRCA 16.000 EURO AL MESE
nomamente dai primi di gennaio".Sulle pensioni dei dipendenti del Qui-rinale, intanto, la Presidenza della Re-pubblica ha diffuso una nota per precisa-re che il regime previdenziale contribu-tivo sarà generalizzato, pro-quota, a tut-to il personale in servizio non appena sa-ranno convertite in legge il decreto dellamanovra.
LA SICILIA
MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2011
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