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amicizie) cioè di un messaggio da ricevere e da diffondere; di quianche la sua funzione ispiratrice.»
.Il primo fondamentale – per la Duse – incontro tra le due attriciavvenne a Torino, nel 1882, al Teatro Carignano, gestito da CesareRossi, capocomico dell’attrice italiana, che lo “cedette” alla già famosaattrice francese impegnata in una
tournée
europea. La Duseventiquattrenne era una giovane attrice in ascesa che – nata aVigevano nel 1858 in una famiglia di guitti – aveva avuto la fortuna diincontrare sul suo cammino la grande attrice tragica
GiacintaPezzana
(della quale subì la positiva influenza
); il primo marito,l’attore
Tebaldo Checchi
(che le fece da maestro d’arte, da ufficiostampa e da manager); lo stesso
Cesare Rossi
, capocomico con ilquale divenne prima donna e il giovane attore
Flavio Andò
(destinato a condividere con la Duse tredici anni di palcoscenico, dal1880 al 1893). «A trentasette anni, la Bernhardt era <invece> unastella internazionale con atteggiamenti da grande diva,»
.La Duse non mancò una sola recita torinese dell’attrice francese(«ero andata ogni sera a udirla e a piangere»
rievocò in seguito laDuse), e ne ricevette una grande impressione che le diede la forza –ripartita la francese da Torino – di imporre le proprie sceltedrammaturgiche e stilistiche allo stesso Rossi: «sentivo che avevo ildiritto di fare quel che volevo <ricorda ancora la Duse>, vale a direaltro di ciò che mi si imponeva…»
. Dunque, parrebbe che la giovaneDuse, vista la Bernhardt, decidesse di entrare in conflitto con ilproprio capocomico per dare una svolta più “moderna” al repertorio e
6
G
ERARDO
G
UERRIERI
,
Eleonora Duse. Nove saggi
, Roma, Bulzoni, 1993, p. 17.
7
«Giacinta Pezzana <(1841- 1919) fu> attrice ammiratissima per la sua impeccabile dizione, labella voce e il patriottismo di accesa mazziniana. Indisciplinata ma generosa, la Pezzana non fumai, a rigor di termini, la maestra della Duse, ma agì senza dubbio da stimolo, né è escluso chel’attrice più giovane, schiva e solitaria, abbia subito anche l’influenza della sua sicurezza, del suodisprezzo per le convenzioni.» (W. W
EAVER
,
op. cit
., p. 30).
8
W
EAVER
,
op. cit
., p. 41.
9
E
LEONORA
D
USE
in
ibidem
, p. 42.
10
I
D
in
ibidem
.
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