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venerdì 16 dicembre 2011
ANNO LXVII N. 346
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www.lasicilia.it
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1,20
edizioni: nazionale
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1,20 - Malta
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Catania, obiettivo abbattere le liste d’attesa
«No di domenicaa Tac e risonanzeCrediamo nel Cup»
CATANIA
Oggi bus a singhiozzo
Sciopero nazionale trasporti: corse dell’Amt a rischio tra le 10 e le 18 
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27
CATANIA
Pay tv con card illegale
Denunciati 14 titolari di bar: pagavano un terzo del canone mensile 
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CRITICHE ANCHE DAL PD
Berlusconi smonta la manovra di Monti punto per punto, il Pd criticain particolare le mancate liberalizzazioni,e il governo si presenta oggi giàindebolito dai partiti che lo «sostengono»alla prova della fiducia sulla manovra
CLIMA NUOVO
E’ partito bene il dialogotra il governo Monti e leRegioni del Mezzogiorno.Si tenta di utilizzareal meglio i fondi europei,senza nuovi stanziamenti, per obiettivi strategici.Nel governo regionale,tensione tra il Pde Lombardo
ALLARME LAVORO
Per Passera, che ritiene «pazzesche»le resistenze alle liberalizzazioni,la situazione dell’occupazioneè «al limite della sostenibilità».Da Confindustria arrivano altre stimenegative per il 2012: il Pil calerà dell’1,6% 
L’ISOLA E I POVERI
In un anno al serviziodi Pronto Banco in Sicilia sonoarrivate ben 16.760 richiested’aiuto. Cresce nell’Isola,come si evince dal Rapportodi Banco Alimentaree Pronto Banco, il popolo degliindigenti. Ma cresce anchela rete della condivisione fra famiglie ed enti
GOVERNO E SUD
Quei segnaliinsufficienti
LILLO MICELI
anno fatto più giravoltequesti benedetti fondi eu-ropei non spesi dalle Re-gioni dell’obiettivo Convergenza,che i piloti delle Frecce Tricolore.Circa 3 miliardi di euro complessi-vamente che si vogliono sottrarre almeccanismo del disimpegno auto-matico, evitando così di restituirli aBruxelles. La Sicilia ha fatto la par-te del leone con 900 milioni di eu-ro che sono stati destinati all’altavelocità ferroviaria Palermo-Cata-nia. Una notevole quantità di risor-se che, però, non potranno essereutilizzate immediatamente, tran-ne che l’insperata apertura al dialo-go del governo Monti, non aiuti an-che a superare tutte quelle pastoieburocratiche che fanno passare an-ni, prima che dai progetti si passi aicantieri. Solo accelerando le pro-cedure, è possibile innescare quel-l’effetto anticiclico che un investi-mento così poderoso potrebbe ave-re sull’asfittica economia isolana.Certo, l’apertura del governo Mon-ti nei confronti del Sud è un fattomolto positivo. Ma non basta il gio-co di prestigio per nascondere al-l’Ue finanziamenti non utilizzati.E’ apprezzabile che il governo na-zionale abbia preso a cuore il pro-blema. Però, occorre anche consen-tire alla Regione siciliana di non ri-manere sepolta sotto il peso dellemanovre finanziarie. Per esempio,sarà aumentata dello 0,32% l’addi-zionale Irpefper finanziare il tra-sporto pubblico locale, ma la Sicilianon riceverà la sua quota perchédalla suddivisione sono escluse leRegioni a Statuto speciale. L’addi-zionale, dunque, finirà nelle cassedello Stato. Invece, la Sicilia avràun minore gettito dell’Irap perchéle imprese che assumeranno giova-ni e donne a tempo indeterminatoavranno uno sconto di circa 15 mi-la euro l’anno per tre anni.
H
IL CATANESE ANTONIO PADOVANI
LINO LACAGNINA
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Sequestrato il tesoroal re delle scommesse
ACCORDO SULLA TASSA SUI RIFIUTI
MARIA CONCETTA GOLDINI
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Eni Gela pagheràun milione di euro
INTERPORTO, NIENTE FONDI
TONY ZERMO
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L’Ue blocca ancheTermini Imerese
SONIA DI STEFANO
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La marciadei “forconi”
G. FINOCCHIARO
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Novanta exgiocanoil derbissimo
ACCORDO GOVERNO REGIONI. MOBILITATI 3,1 MLD DI FONDI UE CHE L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE
 Arriva il Piano d’azione per il Sud
Gli assi: scuola, ferrovie, web, lavoro (col credito d’imposta). La Sicilia avrà 900 mln. Altre risorse per la Ct-Pa
CATANIA-PALERMO
LA PROTESTA DI IERI A CATANIA
Berlusconi: «Monti è disperato»
Il Cavaliere: «Non so se dura. Mussolini? Democrazia minore»
GOVERNO SOTTO TIRO.
IL PREMIER AL COLLE.
Oggi la fiducia. Giustizia: depenalizzazioni e processi veloci
«E’ RECESSIONE».
Confindustria: addio a 800mila posti. Passera: peggio del previsto
ANSA-CENTIMETRI
Modifiche e ultimi provvedimenti inseriti nelle manovra
Le novità
Non si liberalizza lavendita di quelli di fascia C
FARMACI
Diventa più leggerala tassa sulle autoe le barche di lusso
TASSA SUL LUSSO
Saranno le Camerea provvedere al tagliodelle indennità
STIPENDI PARLAMENTARI
Continueranno a esisterefino alla loro scadenzanaturale
PROVINCE
La commissionemassima che i negoziantidovranno alle banchenon potrà superarel’1,5%
PAGAMENTI CON CARTA
Più contributi per artigianie commercianti:fino al 25% nel 2018
AUTONOMI
Tetto massimo equivalenteal trattamento economicodel primo presidentedella Corte di Cassazione
STIPENDI P.A.
La pubblicaamministrazione potràpagare in contanti finoa 1.000 euro
CASH P.A.
Detrazione sulla primacasa sale da 200 eurofino ad un massimo di400 euro se si hanno figli
NUOVA IMU
Imposta di bollo specialedel 10 per mille neglianni 2012 e 13,5 permille nel 2013, l’aliquotaordinaria è al 4 per mille
CAPITALI SCUDATI
Dovrà tenere contodelle quote di patrimonioe reddito dei diversicomponenti dellafamiglia nonché dei pesidei carichi familiari
NUOVO ISEE
Prelievo del 15% per gliassegni pensionisticioltre i 200.000 euroChi andrà in pensioneprima dei 62 anni avràuna riduzione delle quotepari al 2%
PENSIONI
Indicizzazione del 100%per quelle sotto 1400euro per il 2012 e 2013
BELLUCCI, CARBONE, CHIRI, R. LODATO, RAPETTA, RUBINO
PAGINE
4/6
GIOVANNI CIANCIMINO, LILLO MICELI, ONORIO ABRUZZO
PAGINE
2-3
VITTORIOROMANO
PAGINA
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IL GOVERNO MONTI
e il Mezzogiorno
Accordo tra esecutivo e Regioni.
Clima nuovodi dialogo. Non ci saranno altri stanziamenti, marisorse già programmate, da utilizzare perprogetti di interesse strategico
IL MINISTRO PER LA COESIONE TERRITORIALE FABRIZIO BARCA
 Via al Piano d’azione Sudla Sicilia avrà 900 milioni
Mobilitati 3,1 miliardi di fondi europei che l’Italia rischia di perdere
LILLO MICELI
P
 ALERMO
.
Sembrano lontani i tempi in cuii presidenti delle Regioni, soprattuttoquelle del Sud, dovevano quotidianamen-te contestare il governo Berlusconi per ilmancato trasferimento delle risorse diloro pertinenza, dai fondi Fas al cofinan-ziamento dei progetti del programmaoperativo europeo 2007-2013. Eppure,sono passate poche settimane da quandonei lunghi corridoi del ministero dell’Eco-nomia, risuonavano i «niet» di Giulio Tre-monti e le contumelie della Lega di Bos-si nei confronti dei meridionali e dei sici-liani in particolare.Tra il nuovo governo, presieduto daMario Monti, e le Regioni del Mezzogior-no il dialogo è stato immediato. Dialogoche ha consentito di varare il Piano d’a-zione per il Sud che consentirà di mobili-tare risorse pari a 3,1 miliardi di euro; ri-sorse che le Regioni dell’Obiettivo Con-vergenza potranno destinare a progetti diinteresse strategico, come il trasporto fer-roviario e banda larga per consentire unavelocità maggiore agli scambi sul web.Come ha detto lo stesso Monti e ribaditoil ministro della Coesione territoriale, Fa-brizio Barca, non si tratta di nuovi stan-ziamenti, ma di risorse programmate enon utilizzate e che avrebbero rischiato diessere restituite a Bruxelles. Alla Siciliaspetteranno circa 900 milioni di euro,400 milioni della Regione e 500 milionidello Stato, che sono stati destinati al-l’alta velocità ferroviaria Palermo-Cata-nia. Circa 60 milioni di euro, invece, sa-ranno utilizzati per la banda larga. Intan-to, non appena sarà approvata la manovrasu cui il governo ha chiesto la fiducia, al-le Regioni del Sud sarà consentito di sfo-rare il Patto di stabilità per un miliardo al-l’anno per tre anni. Per la Sicilia significacirca un miliardo che potrà mettere inmoto investimenti per almeno 3 miliardidi euro.Così come l’altro ieri, presso il ministe-ro dell’Ambiente è stato raggiunto l’ac-cordo per l’impiego di circa un miliardo dieuro per la realizzazione dei depuratori,reti idriche e bonifiche, lo spirito di colla-borazione anche ieri ha sortito i suoi ef-fetti. Una concertazione che ha visto im-pegnati, oltre i presidenti delle Regionidel Mezzogiorno, i ministri Barca, Passe-ra, Fornero e il sottosegretario Peluffo.Ovviamente, siamo ancora ai primi passi.Però, la partenza lascia ben sperare pertutte le altre richieste messe in campodalla Regione siciliana e che nel passatonon hanno trovato ascolto. Richieste chesaranno ribadite il 27 dicembre quando ilpremier Monti incontrerà il presidenteLombardo. i problemi da risolvere al piùpresto, come ha avuto modo di rilevarel’assessore all’Economia, Gaetano Armao,al presidente Monti, sono diversi: «Ho ri-badito, come d’intesa con il presidenteLombardo, che la Sicilia intende chiude-re nel più breve tempo possibile la tratta-tiva su federalismo fiscale, ritardata dalprecedente governo. Siamo pronti a defi-nire in pieno l’attuazione dello Statuto el’applicazione del federalismo fiscale. Au-spichiamo che questo iter possa essereprecisato a partire dalle prossime setti-mane. In questa prospettiva, abbiamochiesto la riattivazione della Commissio-ne Paritetica che è decaduta insieme conil precedente governo».L’assessore Armao, insomma, spera dipotere portare un po’ di quattrini nellacasse regionali, anche per diminuire lapressione fiscale: l’addizionale Irpef, chesarà aumentata dell’0,32%, arriveràall’1,72% (siamo già all’1,40% per il deficitsanitario); lo 0,32% di aumento previstoper finanziare il trasporto pubblico loca-le sarà destinato solo alle Regioni a Statu-to ordinario. Quindi, noi pagheremo sen-za averne alcun ritorno. Come contro-partita, nei giorni scorsi, l’assessore alleInfrastrutture, Pier Carmelo Russo, hachiesto che i 400 milioni che la Siciliaspende per il trasporto pubblico localenon vengano conteggiati nel Patto di Sta-bilità. Invece, con lo sgravio dell’Irap perle assunzioni, la Regione vedrà diminui-re le proprie entrate.
GIOVANNI CIANCIMINO
P
 ALERMO
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I politici ora prigionieri delconservatorismo, orastrategicamente e senza convinzioneaperti alle riforme più audaci. Maappena si tenta di passare dalleparole ai fatti scattano lecontraddizioni. Come incommissione Affari Istituzionali.Nodo da sciogliere: il ddl delcapogruppo Pd Cracolici per ilrecepimento della norma nazionalecon cui di fatto vengono rese inutilile Province, con la cancellazionedelle giunte e il ridimensionamentodei consiglieri che verrebbero eletticol sistema di secondo grado. Nel ddlCracolici, in più, si prevede lariduzione dei consiglieri comunali el’abolizione delle circoscrizioni. E,già, nei giorni scorsi si era messo ditraverso Lino Leanza (Mpa): «Nonfarò passare il ddl Cracolici». Restavada capire se fosse una posizionepersonale o del Mpa. Nel secondocaso sarebbe stata guerra nellamaggioranza. E, alla luce di quanto siè verificato ieri in commissione èguerra: il ddl è stato bloccato.Secondo Raffaele Lombardo, «è unamateria complessa, serve unapprofondimento fra il governo e leforze politiche, organizzeremo unatavola rotonda». E, «per le provincedobbiamo decidere se recepire lenorme nazionali o creare libericonsorzi. Sono dell’idea che si debbaattuare il decentramentoassegnando nuovi compiti allecircoscrizioni e tagliano i gettoni».Pronto l’avvertimento di Cracolici,maggiore azionista dellamaggioranza: «C’è chi pensa che piùsi prende tempo, meglio è. Ma chista attuando la tecnica delgalleggiamento, non capisce chesarà lui il primo ad affondare». Unmessaggio che, tradotto dalpolitichese, dà la sensazione che ilgrande amore Pd-Lombardo sia incrisi. Benché, dopo l’arsenicoCracolici propini l’agrodolce:«Apprezzo lo sforzo di mediazionedel presidente Lombardo, ma laverità è che in questo momento nonc’è un accordo nella maggioranza».Seppur, per altri motivi, non è dameno Roberto De Benedictis (Pd):«La nomina del signor SebastianoDell’Albani a presidentedell’Autoporto di Melilli è l’ultimagoccia che fa traboccare il vaso dellasopportazione di una gestionemiseramente clientelare con cuiLombardo sta amministrando laRegione, tra l’altro con risultatiproporzionalmente miseri». Anchese poi prende atto che lo stessoLombardo gli abbia detto di averfermato la nomina, ma attende «unchiarimento complessivo fra ilpresidente della Regione ed ilgruppo Pd, che non può piùcontinuare a svolgere un’attivitàlegislativa a cui fa seguito unagestione del governo personalistica efallimentare».l ddl Cracolici ha il sostegnodell’Udc:«Soppressione dellecircoscrizioni e riduzione deiconsiglieri comunali? Siamoassolutamente d’accordo», diceGiulia Adamo, che però sulleProvince preferisce la soppressione ela creazione di liberi consorzi.No di Giuseppe Arena (Mpa) al ddlCracolici, che presenteràemendamenti «per sopprimere i trearticoli che lo compongono».Un ulteriore distinguo arriva da Fli.Alessandro Aricò: «Siamo per lacancellazione immediata delleProvince, ma comuni e circoscrizioninon si toccano».Le divisioni nella maggioranzasuscitano reazioni dell’opposizione.Vincenzo Vinciullo (Pdl): «Quando simetteranno d’accordo neriparleremo». Rudy Maira: «Sui taglial numero di consiglieri ed assessoriin comuni e province, esprimiamo lanostra contrarietà». Grande Centro:«Se si pensa che le Province sianoinutili, se ne proponga l’abolizione».Un dibattito che va al di là del ddl. Dacapire cosa ci sia dietro l’angolo deimessaggi tra esponenti di primopiano della maggioranza.
Tagli alla politicasale la tensionetra Pd e Lombardo
IL NO AL DDL CRACOLICI
IL CAPOGRUPPO PD, CRACOLICI
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GLI OBIETTIVI E LE DOTAZIONI DELL’INTESA
Gli assi: scuola, ferrovie, web, lavoroCt-Pa, previsti nuovi finanziamenti
Creditod’imposta persostenere erilanciarel’occupazione
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OMA
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Ecco cosa prevede l’accordo raggiunto ieri tra il governo ele Regioni.L’intervento si rende necessario al fine di utilizzare interamen-te i fondi strutturali, concentrando gli investimenti in tre settori adalto impatto socioeconomico (scuola, ferrovie e agenda digitale),e di sostenere l’occupazione dei lavoratori svantaggiati. Vengonoriallocati complessivamente 3,1 miliardi di euro. In particolare:- la riprogrammazione all’interno dei Programmi regionali di1,5 miliardi di euro. Così divisi: scuola, 974 milioni di euro; agen-da digitale, 423 milioni di euro; credito per l’occupazione, 142 mi-lioni di euro;- la costituzione di un Fondo da 1,6 miliardi di euro a favore diinvestimenti su reti e nodi ferroviari, che porta a circa 6,5 miliar-di di euro l’insieme dei finanziamenti per le ferrovie nel Sud.
SCUOLA
La ridefinizione dei Programmi operativi regionali (Por) in te-ma di istruzione persegue una serie di obiettivi.
1. Orientamento al lavoro:
sviluppare negli studenti la consapevo-lezza delle proprie attitudini, potenzialità e capacità attraversoesperienze concrete: tirocini in azienda della durata media di duemesi.
2. Lingue straniere:
migliorare le competenze nella lingua stranie-ra, sviluppando al contempo la capacità di adattamento in diver-si ambienti e contesti culturali durante periodi di studio all’estero.
3. Successo formativo:
ridurre il fallimento formativo e la disper-sione scolastica tenendo in considerazione e coinvolgendo il con-testo territoriale di riferimento con progetti di azione educativa inaree di esclusione sociale e culturale particolarmente grave, ancheattraverso la valorizzazione delle reti esistenti.
4. Scuola come spazio collaborativo, flessibile e dinamico:
miglio-ramento delle strutture, delle attrezzature, delle reti e delle tecno-logie atte a fornire alle scuole gli strumenti per divenire luoghi do-ve i saperi possono costruirsi in spazi collaborativi, flessibili e di-namici.Contestualmente verrà rafforzato il Piano operativo nazionale(Pon), con particolare riferimento ai seguenti campi di azione:1) conoscenze e competenze irrinunciabili per innalzare il livellodi apprendimento degli studenti,2) orientamento formativo.
RETI FERROVIARIERisultati attesi.
L’obiettivo è di migliorare la mobilità a lunga, me-dia e breve percorrenza sulla rete ferroviaria del Sud, oggi caratte-rizzata da tempi elevati e da condizioni di disagio nel servizio ditrasporto. Il Piano di azione coesione si prefigge di avviare o com-pletare alcune scelte strategiche per la modernizzazione della re-te ferroviaria anche tenendo conto degli obiettivi fissati. Con gli in-terventi tecnologici a più rapida realizzazione (36/48 mesi), si con-seguiranno i primi benefici di miglioramento nei tempi di percor-renza. Gli interventi infrastrutturali con tempi lunghi (fino a 10 an-ni) consentiranno di costruire un quadro di certezze per il futuro,rilevante per le realizzazioni di importanti relazioni ferroviarie conricadute positive per cittadini e imprese.Per raggiungere questi risultati, sono stati individuati d’intesa fragoverno e Regioni alcuni assi prioritari d’intervento: asse Catania-Palermo, asse Napoli-Bari, nodo di Bari e tratte adriatiche, asse Ta-ranto-Sibari-Gioia Tauro, asse ionico e rete ferroviaria sarda. In ba-se ad una recuperata logica di programmazione unitaria, perognuno di questi assi i nuovi interventi da finanziare sono statiidentificati in modo da completare (in tutto o in parte) i finanzia-menti già disponibili dal Fondo sviluppo e coesione (delibera Ci-pe 62/2011), dal Programma operativo nazionale o da fonti di fi-nanziamento ordinario.Il finanziamento degli interventi identificati viene realizzato attra-verso la riduzione del tasso di co-finanziamento dei fondi comu-nitari per un importo complessivo pari a 1.620 milioni di euro. Inparticolare vengono destinati nuovi finanziamenti a:
Campania -
variante Cancello-Napoli, tratta Cancello-Frasso Tele-sino, Traccia-Napoli e acquisto di materiale rotabile;
Puglia -
nodo di Bari e raddoppio Lesina-Ripalta;
Sicilia -
linea Catania-Palermo;
Sardegna -
ammodernamento e velocizzazione rete sarda (oltre acollegamenti stradali necessari a superare le condizioni di parti-colare isolamento della Regione);
Calabria -
elettrificazione dorsale jonica.Questi interventi si aggiungono a precedenti finanziamenti delFondo sviluppo e coesione per 830 milioni di euro e ad altri finan-ziamenti nazionali per 4.221 milioni di euro.Complessivamente vengono mobilitate risorse per circa 6,5 miliar-di di euro.
AGENDA DIGITALE
La sfida «agenda digitale» ambisce allo sviluppo socioeconomi-co del territorio del Mezzogiorno mediante importanti investi-menti in infrastrutture di comunicazione elettronica, con i seguen-ti obiettivi:
1. Azzeramento del digital divide:
incremento della velocità di ac-cesso a Internet ad almeno 2 Mbps per tutti i cittadini e le impre-se del Sud entro il 2013, grazie al Piano banda larga realizzato dalministero dello Sviluppo economico a cui hanno aderito tutte leRegioni del Mezzogiorno.
2. Adeguamento competitivo dell’accesso a Internet per cittadinie imprese con le reti di nuova generazione:
incremento della velo-cità di accesso a Internet oltre 100 Mbps per il 50 percento dei cit-tadini e almeno 30 Mbps per tutta la popolazione entro il 2020.Vengono avviati investimenti nelle reti di nuova generazione per254 milioni di euro da parte di Calabria, Basilicata, Sicilia, Sarde-gna e Molise (che si vanno ad aggiungere ai 288 milioni di euro giàimpegnati dalle stesse Sicilia e Sardegna, nonché dalla Campania).Con queste risorse per il Sud si dà il via operativo al piano Agen-da digitale Italia 2020.
OCCUPAZIONE
L’obiettivo è di dare nuove opportunità ai lavoratori svantaggia-ti (disoccupati di lunga durata, donne residenti in aree a bassa oc-cupazione femminile, giovani inoccupati) e molto svantaggiati (di-soccupati di più lungo periodo) di entrare nel sistema produttivoin questa fase di grave difficoltà del ciclo economico. Si tratta di la-voratori che tendono ad essere discriminati nella scelta da partedelle imprese, per condizioni personali o di contesto. Il Piano of-fre l’opportunità di riequilibrare questo svantaggio. Questo risul-tato viene perseguito attraverso l’introduzione di un credito d’im-posta per le imprese del Mezzogiorno, pari al 50% del costo sala-riale di un anno per ciascun lavoratore svantaggiato assunto dal-le imprese delle Regioni coinvolte. Per i lavoratori molto svantag-giati il credito di imposta è esteso a due anni. Per il credito all’oc-cupazione vengono al momento messi a disposizione dell’inter-vento 142 milioni di euro. L’utilizzo dello strumento verrà sotto-posto a attento monitoraggio, per verificarne il tiraggio e l’oppor-tunità di assegnargli ulteriori finanziamenti.
L’ASSESSORE ALL’ECONOMIA GAETANO ARMAO
L'accordo tra Governo e Regioni meridionali
Regioni interessate: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia; hanno aderito: Abruzzo e Molise
FONDI STRUTTURALICOMUNITARI(miliardi di euro)
SCUOLAFERROVIEAGENDA DIGITALEOCCUPAZIONE
Nuova distribuzione degli investimenti al Sud
(milioni di euro)
Programmiregionali
(dariprogrammare)
Fondo per retie nodi ferroviari
(da costituire)
OBIETTIVI
1,51,6
6.500
(con i 4.900già stanziati al Sud)
974423142
orientamentoal
lavoro
più
linguestranieremeno bocciature
e abbandonipiù
attrezzature
e nuove tecnologieformazione dei
docenti
rinforzi per
alunnidi basso livello
scelta informatadel
tipo di studiomigliore mobilità
a lunga, media e brevepercorrenza al Sudasse Catania-Palermo,asse Napoli-Bari,nodo di Bari e tratteadriatiche,asse Taranto-Sibari-Gioia Tauro,asse jonico,rete ferroviaria sardascelta di
interventiprioritari
:velocità di accesso aInternet ad almeno
2 Mbps per tuttientro il 2013
velocità di accessooltre 100 Mbps peril 50% dei cittadinie
almeno 30 Mbpsper tutti entro il 2020
creazione di
Data Center
, integratinelle
Reti di nuovagenerazione
dare
nuoveopportunitàai lavoratorisvantaggiaticredito d'impostaper le aziende
:50% del costo salarialedi un anno per ciascunlavoratore svantaggiatoassunto (2 annise il lavoratoreè un disoccupatodi lungo periodo)
LA SICILIA
il 
F
ATTO
VENERDÌ 16 DICEMBRE 2011
2.
 
LA CRISI
non profit e poveri
Il rapporto.
Presentato a Palermo ilrapporto dell’attività nell’Isola di«Pronto Banco». Gli apporti di Unicredite Fondazione Banco di Sicilia
La Sicilia degli indigentie la rete della condivisione
«Pronto Banco»: in un anno 16.760 richieste d’aiuto, 1.634 gli enti collegati
Inflazione, lieve frenata in novembrema è super il rincaro degli alimentari
Volontari stoccano alimenti per ipoveri
P
 ALERMO
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Cresce a dismisura nell’Isola ilnumero di indigenti che si rivolgono allaFondazione Banco Alimentare Onlus conrichieste di aiuto sempre più complesse edifferenziate. «I bisogni investono fascesempre più ampie di popolazione e in pa-rallelo si registra una maggiore riduzionedella capacità di risposta della famigliache storicamente è stata e rimane il prin-cipale produttore di servizi di welfare».Sono queste alcune riflessioni contenutenel rapporto annuale di "Pronto Banco"presentate ieri a Villa Zito, sede della fon-dazione Banco di Sicilia. Pronto Banco è unservizio che, attraverso un numero verde,800.07.03.02, offre sostegno alle persone indifficoltà avvalendosi dell’azione di profes-sionisti specializzati nella relazione d’aiu-to e di una rete di servizi sul territorio,con l’obiettivo di promuovere l’autonomiadell’individuo e ridare dignità alla persona.Dal 2004 al 2010 sono arrivate al servizioattivo in Sicilia più di 75 mila chiamate ene sono state gestite 41mila (media annua-le: 6.937 chiamate gestite).L’iniziativa è stata realizzata grazie alsupporto di Unicredit che attraverso lapropria fondazione ha contribuito alla na-scita di numerose iniziative di solidarietà.Tra le problematiche affrontate da "Pron-to Banco" quelle legate alla difficoltà eco-nomica delle famiglie, alla maternità e aldisagio psicologico all’assistenza nell’iterburocratico per richiedere prestazioni, al-l’occupazione, al contenimento e soste-gno alla persona. «Dai dati emersi dall’ini-ziativa - ha sottolineato Andrea Giussani,vicepresidente della Fondazione BancoAlimentare Onlus - viene fuori come laconfigurazione tradizionale delle politi-che sociali, basata sui principi assistenzia-listici, sul prevalere delle erogazioni mone-tarie e sui costi estremamente elevati, ne-cessita di una forte modernizzazione chevada a passo con questi tempi di crisi e chesostenga e promuova la famiglia e le fun-zioni che essa svolge, collocandola al cen-tro degli interventi. Nell’esperienza di tut-ti questi anni di servizio ai più poveri - hacontinuato Giussani - è risultato semprepiù chiaro che chi vive un bisogno alimen-tare è, il più delle volte, anche portatore dinumerosi altri bisogni. In alcune esperien-ze di incontri con alcuni bisognosi, l’imbat-tersi in problematiche umane e familiarimolto gravi ha mosso più incisivamente undesiderio di condivisione totale e di mag-gior coinvolgimento con le persone. Il ser-vizio Pronto Banco è dunque l’esplicitazio-ne di un interesse alla totalità della perso-na ed è espressione di pura gratuità».Altro aspetto che viene fuori dalle atti-vità del servizio di «Pronto Banco» di comemolte persone siano completamente di-sinformate dagli eventuali bandi e pro-getti europei nazionali o regionali che inmolti casi risultano burocraticamente"complicati" e poco comprensibili agli in-teressati.
ONORIO ABRUZZO
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OMA
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A novembre l’inflazione rallenta legger-mente, passando al +3,3 per cento dal +3,4 percento di ottobre. Un piccolo passo indietro che,però, interrompe una rincorsa che andava avan-ti da ben sedici mesi. Fin qui l’Istat conferma lestime provvisorie diffuse due settimane fa. Ma sesi guarda ai prodotti che rientrano nella lista de-gli acquisti quotidiani, dagli alimentari ai carbu-ranti, i rincari proseguono anche a novembre,con i prezzi del carrello della spe-sa che salgono del 4,2 per cento,raggiungendo così il rialzo mag-giore dall’ottobre del 2008, ov-vero da oltre tre anni.Tornando al tasso d’inflazionecomplessivo, se su base annual’indice cresce ancora a ritmi so-stenuti, rispetto al mese prece-dente addirittura cala (-0,1 percento). L’effetto dell’aumento Ivaa novembre sembra così essersiaffievolito. Probabilmente l’ag-giornamento dei listini alla nuova aliquota, dopol’exploit di ottobre, si è arrestato. D’altra parte nelmese che precede le feste natalizie i prezzi resta-no sempre piuttosto calmi. A rendere quest’annoprudenti i commercianti c’è però anche lo spettrodei bassi consumi.Intanto, l’inflazione acquisita, quella che si re-gistrerebbe a fine anno se non ci fossero cambia-menti, si stabilizza al 2,7 per cento. Se il tasso saràconfermato dalla prossima rilevazione, si regi-strerà un forte balzo a confronto con il 2010,quando risultò pari all’1,5 per cento.Analizzando i diversi capitoli di spesa, a no-vembre prosegue la crescita per i prezzi dei benienergetici, con la benzina salita del 16,6 per cen-to e il diesel del 21,1 per cento. Colpisce poi il net-to rialzo registrato per i prodotti della tavola chesegnano un +3,1 per cento. Un rincaro così forteper gli alimentari non si verificava da inizio 2009.In particolare aumentano i prezzi di caffè, zucche-ro e frutta fresca. Ma c’è anche qualche calo, al-meno su base mensile (biglietti aerei, alberghi,pacchetti vacanza).Allargando lo sguardo al Vecchio Continente,con riferimento ai dati Eurostat, l’inflazione anovembre nei Paesi dell’Eurozona resta stabile al3 per cento. In base al tasso armonizzato per iPaesi dell’Unione Europea, il Belpaese evidenziauna variazione superiore alla media (3,7 per cen-to).Le organizzazioni dei consumatori lancianol’allarme caro vita: per il Codacons a un’inflazio-ne del 3,3 per cento equivale una stangata, su ba-se annua, pari a 970 euro, mentre per Federcon-sumatori e Adusbef«una simile crescita dei prez-zi nonostante il disastroso andamento dei consu-mi, in netto calo persino nel settore alimentare (-4 per cento) e in occasione delle festività natali-zie (-7 per cento), non vi è altra spiegazione senon la speculazione». Anche dalle associazionidegli agricoltori arrivano commenti preoccupati,la Coldiretti fa notare come a causa della corsa deiprezzi ben un italiano su tre taglierà la spesa peril Natale.
A. A.
GLI ALIMENTARI IL COMPARTO COI RINCARI MAGGIORI
I consumatori:i prezzi sonoin crescita per colpa dellaspeculazione,stangata per le famiglie
R
OMA
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L’intero sistema del welfareitaliano va riformato, ma il percorsonon può essere avviato sotto laminaccia della delega assistenziale. Èquanto afferma il Forum del TerzoSettore, che ieri ha presentato unrapporto sulle politiche sociali conproposte per il futuro. Il documentoparte dai dati: il Fondo per lepolitiche sociali è sceso dai 697,6milioni di euro del 2008 ai 218 mlndel 2011. Inoltre, paragonata alsistema europeo, l’Italia spendenettamente meno nei settori dellanon autosufficienza (anziani e adultidisabili), della famiglia, dellamaternità e della povertà. La spesapubblica italiana per il welfare, inpercentuale del Pil, nel 2008 era piùalta del 38% della media Ue a 15 nelsettore delle pensioni; di fattouguale sul totale del welfare; un po’più bassa nel capitolo sanità (-10%),e nettamente più carente nei settoridella non autosufficienza (-31%rispetto a Ue), della famiglia ematernità (-61%) e della povertà (-75%). Di fronte a queste cifre,secondo il Forum il ddl 4566 sullariforma fiscale e assistenziale, che hacome primo obiettivo quello di farecassa risparmiando sul frontedell’assistenza 4 miliardi entro il2012 sino ad arrivare a 20 mld nel2014 con ulteriori tagli alla spesa,risulta «inefficace e ingiusto»: da unlato, dicono, non produce risparmisignificativi (non supererebbero i1.591 mln nel 2013 e i 2.325 mln nel2014), dall’altro andrebbe a colpirequelle fasce di cittadini giàpesantemente gravati dai tagli allepolitiche sociali attuati dalle Regionie i Comuni. Al governo Monti, il terzosettore chiede quindi di cancellare ladelega di riforma del settore socio-assistenziale e che si dia avvio a unariforma equa del welfare sociale.
«Riforma welfareno alla delegaassistenziale»
IL TERZO SETTORE
Cibo gratis ai poveri, via libera dell’Ue
B
RUXELLES
.Il Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue - perl’Italia, Mario Catania - ha dato il via libera definitivo, ieri aBruxelles, al programma alimentare europeo che distribuiscecibo gratis ai poveri e alle famiglie in difficoltà, per gli anni2012 e 2013. La decisione è stata assunta con un voto amaggioranza qualificata. Infatti, dopo l’accordo politicoraggiunto lo scorso 14 novembre dai ministri dell’Agricolturadell’Ue, ora è stato possibile superare l’ultimo ostacolo, ossiauna dichiarazione della Commissione europea che tieneconto dei Paesi membri - Olanda, Danimarca, Regno Unito,Svezia e Repubblica Ceca - che restano contrari alla misura.«Esprimo una grandissima soddisfazione per l’esito di questolungo negoziato che ci ha portato a sbloccare il regime aiutiagli indigenti», ha commentato il ministro Catania. Di quasiun miliardo di euro i fondi Ue già stanziati per il programmaeuropeo degli aiuti alimentari ai poveri e alle famiglie indifficoltà per i prossimi due anni. Catania ha ricordato che ladistribuzione del cibo gratis ai povero «è stata negli ultimimesi una delle priorità dell’Italia e il fatto che la situazione sisia ora sbloccata definitivamente» è di grande conforto,anche per coloro che in Italia attendevano questo esito, checomporta oltre 100 milioni di aiuti alimentari agli indigenti inItalia, distribuiti attraverso le organizzazioni caritatevoli».Catania ha tuttavia precisatodi non essere soddisfatto delladichiarazione rilasciata dalla Commissione Ue (cheaccompagna la decisione, ndr), dove si prende nota a piùriprese dell’esistenza di un certo numero dipaesi contrari alla prosecuzione del regime,mentre si dovrebbe ricordare «che c’è unnumero ancora superiore di Paesi che alcontrario auspica una prosecuzione delregime. In quella dichiarazione mi sembraquasi adombrare una rinuncia, da parte dellastessa Commissione, al potere di proposta cheil Trattato le assegna». Voglio sperare - haproseguito Catania - «che non sia intenzionedella Commissione Ue rinunciare a questopotere sovrano che il sistema le conferisce». Ilministro ha comunque annunciato «di starevalutando con altri Stati membri l’opportunitàdi una dichiarazione che torni a precisare comemolti Paesi del Consiglio agricolturaconsiderino non solo opportuno, ma necessario, prosecuireun regime di aiuti agli indigenti anche dopo il 2013».
APPROVATO A BRUXELLES IL PROGRAMMA ALIMENTARE EUROPEO PER GLI ANNI 2012 E 2013
LA SICILIA
VENERDÌ 16 DICEMBRE 2011
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