IL GOVERNO MONTI
e il Mezzogiorno
Accordo tra esecutivo e Regioni.
Clima nuovodi dialogo. Non ci saranno altri stanziamenti, marisorse già programmate, da utilizzare perprogetti di interesse strategico
IL MINISTRO PER LA COESIONE TERRITORIALE FABRIZIO BARCA
Via al Piano d’azione Sudla Sicilia avrà 900 milioni
Mobilitati 3,1 miliardi di fondi europei che l’Italia rischia di perdere
LILLO MICELI
P
ALERMO
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Sembrano lontani i tempi in cuii presidenti delle Regioni, soprattuttoquelle del Sud, dovevano quotidianamen-te contestare il governo Berlusconi per ilmancato trasferimento delle risorse diloro pertinenza, dai fondi Fas al cofinan-ziamento dei progetti del programmaoperativo europeo 2007-2013. Eppure,sono passate poche settimane da quandonei lunghi corridoi del ministero dell’Eco-nomia, risuonavano i «niet» di Giulio Tre-monti e le contumelie della Lega di Bos-si nei confronti dei meridionali e dei sici-liani in particolare.Tra il nuovo governo, presieduto daMario Monti, e le Regioni del Mezzogior-no il dialogo è stato immediato. Dialogoche ha consentito di varare il Piano d’a-zione per il Sud che consentirà di mobili-tare risorse pari a 3,1 miliardi di euro; ri-sorse che le Regioni dell’Obiettivo Con-vergenza potranno destinare a progetti diinteresse strategico, come il trasporto fer-roviario e banda larga per consentire unavelocità maggiore agli scambi sul web.Come ha detto lo stesso Monti e ribaditoil ministro della Coesione territoriale, Fa-brizio Barca, non si tratta di nuovi stan-ziamenti, ma di risorse programmate enon utilizzate e che avrebbero rischiato diessere restituite a Bruxelles. Alla Siciliaspetteranno circa 900 milioni di euro,400 milioni della Regione e 500 milionidello Stato, che sono stati destinati al-l’alta velocità ferroviaria Palermo-Cata-nia. Circa 60 milioni di euro, invece, sa-ranno utilizzati per la banda larga. Intan-to, non appena sarà approvata la manovrasu cui il governo ha chiesto la fiducia, al-le Regioni del Sud sarà consentito di sfo-rare il Patto di stabilità per un miliardo al-l’anno per tre anni. Per la Sicilia significacirca un miliardo che potrà mettere inmoto investimenti per almeno 3 miliardidi euro.Così come l’altro ieri, presso il ministe-ro dell’Ambiente è stato raggiunto l’ac-cordo per l’impiego di circa un miliardo dieuro per la realizzazione dei depuratori,reti idriche e bonifiche, lo spirito di colla-borazione anche ieri ha sortito i suoi ef-fetti. Una concertazione che ha visto im-pegnati, oltre i presidenti delle Regionidel Mezzogiorno, i ministri Barca, Passe-ra, Fornero e il sottosegretario Peluffo.Ovviamente, siamo ancora ai primi passi.Però, la partenza lascia ben sperare pertutte le altre richieste messe in campodalla Regione siciliana e che nel passatonon hanno trovato ascolto. Richieste chesaranno ribadite il 27 dicembre quando ilpremier Monti incontrerà il presidenteLombardo. i problemi da risolvere al piùpresto, come ha avuto modo di rilevarel’assessore all’Economia, Gaetano Armao,al presidente Monti, sono diversi: «Ho ri-badito, come d’intesa con il presidenteLombardo, che la Sicilia intende chiude-re nel più breve tempo possibile la tratta-tiva su federalismo fiscale, ritardata dalprecedente governo. Siamo pronti a defi-nire in pieno l’attuazione dello Statuto el’applicazione del federalismo fiscale. Au-spichiamo che questo iter possa essereprecisato a partire dalle prossime setti-mane. In questa prospettiva, abbiamochiesto la riattivazione della Commissio-ne Paritetica che è decaduta insieme conil precedente governo».L’assessore Armao, insomma, spera dipotere portare un po’ di quattrini nellacasse regionali, anche per diminuire lapressione fiscale: l’addizionale Irpef, chesarà aumentata dell’0,32%, arriveràall’1,72% (siamo già all’1,40% per il deficitsanitario); lo 0,32% di aumento previstoper finanziare il trasporto pubblico loca-le sarà destinato solo alle Regioni a Statu-to ordinario. Quindi, noi pagheremo sen-za averne alcun ritorno. Come contro-partita, nei giorni scorsi, l’assessore alleInfrastrutture, Pier Carmelo Russo, hachiesto che i 400 milioni che la Siciliaspende per il trasporto pubblico localenon vengano conteggiati nel Patto di Sta-bilità. Invece, con lo sgravio dell’Irap perle assunzioni, la Regione vedrà diminui-re le proprie entrate.
GIOVANNI CIANCIMINO
P
ALERMO
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I politici ora prigionieri delconservatorismo, orastrategicamente e senza convinzioneaperti alle riforme più audaci. Maappena si tenta di passare dalleparole ai fatti scattano lecontraddizioni. Come incommissione Affari Istituzionali.Nodo da sciogliere: il ddl delcapogruppo Pd Cracolici per ilrecepimento della norma nazionalecon cui di fatto vengono rese inutilile Province, con la cancellazionedelle giunte e il ridimensionamentodei consiglieri che verrebbero eletticol sistema di secondo grado. Nel ddlCracolici, in più, si prevede lariduzione dei consiglieri comunali el’abolizione delle circoscrizioni. E,già, nei giorni scorsi si era messo ditraverso Lino Leanza (Mpa): «Nonfarò passare il ddl Cracolici». Restavada capire se fosse una posizionepersonale o del Mpa. Nel secondocaso sarebbe stata guerra nellamaggioranza. E, alla luce di quanto siè verificato ieri in commissione èguerra: il ddl è stato bloccato.Secondo Raffaele Lombardo, «è unamateria complessa, serve unapprofondimento fra il governo e leforze politiche, organizzeremo unatavola rotonda». E, «per le provincedobbiamo decidere se recepire lenorme nazionali o creare libericonsorzi. Sono dell’idea che si debbaattuare il decentramentoassegnando nuovi compiti allecircoscrizioni e tagliano i gettoni».Pronto l’avvertimento di Cracolici,maggiore azionista dellamaggioranza: «C’è chi pensa che piùsi prende tempo, meglio è. Ma chista attuando la tecnica delgalleggiamento, non capisce chesarà lui il primo ad affondare». Unmessaggio che, tradotto dalpolitichese, dà la sensazione che ilgrande amore Pd-Lombardo sia incrisi. Benché, dopo l’arsenicoCracolici propini l’agrodolce:«Apprezzo lo sforzo di mediazionedel presidente Lombardo, ma laverità è che in questo momento nonc’è un accordo nella maggioranza».Seppur, per altri motivi, non è dameno Roberto De Benedictis (Pd):«La nomina del signor SebastianoDell’Albani a presidentedell’Autoporto di Melilli è l’ultimagoccia che fa traboccare il vaso dellasopportazione di una gestionemiseramente clientelare con cuiLombardo sta amministrando laRegione, tra l’altro con risultatiproporzionalmente miseri». Anchese poi prende atto che lo stessoLombardo gli abbia detto di averfermato la nomina, ma attende «unchiarimento complessivo fra ilpresidente della Regione ed ilgruppo Pd, che non può piùcontinuare a svolgere un’attivitàlegislativa a cui fa seguito unagestione del governo personalistica efallimentare».l ddl Cracolici ha il sostegnodell’Udc:«Soppressione dellecircoscrizioni e riduzione deiconsiglieri comunali? Siamoassolutamente d’accordo», diceGiulia Adamo, che però sulleProvince preferisce la soppressione ela creazione di liberi consorzi.No di Giuseppe Arena (Mpa) al ddlCracolici, che presenteràemendamenti «per sopprimere i trearticoli che lo compongono».Un ulteriore distinguo arriva da Fli.Alessandro Aricò: «Siamo per lacancellazione immediata delleProvince, ma comuni e circoscrizioninon si toccano».Le divisioni nella maggioranzasuscitano reazioni dell’opposizione.Vincenzo Vinciullo (Pdl): «Quando simetteranno d’accordo neriparleremo». Rudy Maira: «Sui taglial numero di consiglieri ed assessoriin comuni e province, esprimiamo lanostra contrarietà». Grande Centro:«Se si pensa che le Province sianoinutili, se ne proponga l’abolizione».Un dibattito che va al di là del ddl. Dacapire cosa ci sia dietro l’angolo deimessaggi tra esponenti di primopiano della maggioranza.
Tagli alla politicasale la tensionetra Pd e Lombardo
IL NO AL DDL CRACOLICI
IL CAPOGRUPPO PD, CRACOLICI
O
GLI OBIETTIVI E LE DOTAZIONI DELL’INTESA
Gli assi: scuola, ferrovie, web, lavoroCt-Pa, previsti nuovi finanziamenti
Creditod’imposta persostenere erilanciarel’occupazione
R
OMA
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Ecco cosa prevede l’accordo raggiunto ieri tra il governo ele Regioni.L’intervento si rende necessario al fine di utilizzare interamen-te i fondi strutturali, concentrando gli investimenti in tre settori adalto impatto socioeconomico (scuola, ferrovie e agenda digitale),e di sostenere l’occupazione dei lavoratori svantaggiati. Vengonoriallocati complessivamente 3,1 miliardi di euro. In particolare:- la riprogrammazione all’interno dei Programmi regionali di1,5 miliardi di euro. Così divisi: scuola, 974 milioni di euro; agen-da digitale, 423 milioni di euro; credito per l’occupazione, 142 mi-lioni di euro;- la costituzione di un Fondo da 1,6 miliardi di euro a favore diinvestimenti su reti e nodi ferroviari, che porta a circa 6,5 miliar-di di euro l’insieme dei finanziamenti per le ferrovie nel Sud.
SCUOLA
La ridefinizione dei Programmi operativi regionali (Por) in te-ma di istruzione persegue una serie di obiettivi.
1. Orientamento al lavoro:
sviluppare negli studenti la consapevo-lezza delle proprie attitudini, potenzialità e capacità attraversoesperienze concrete: tirocini in azienda della durata media di duemesi.
2. Lingue straniere:
migliorare le competenze nella lingua stranie-ra, sviluppando al contempo la capacità di adattamento in diver-si ambienti e contesti culturali durante periodi di studio all’estero.
3. Successo formativo:
ridurre il fallimento formativo e la disper-sione scolastica tenendo in considerazione e coinvolgendo il con-testo territoriale di riferimento con progetti di azione educativa inaree di esclusione sociale e culturale particolarmente grave, ancheattraverso la valorizzazione delle reti esistenti.
4. Scuola come spazio collaborativo, flessibile e dinamico:
miglio-ramento delle strutture, delle attrezzature, delle reti e delle tecno-logie atte a fornire alle scuole gli strumenti per divenire luoghi do-ve i saperi possono costruirsi in spazi collaborativi, flessibili e di-namici.Contestualmente verrà rafforzato il Piano operativo nazionale(Pon), con particolare riferimento ai seguenti campi di azione:1) conoscenze e competenze irrinunciabili per innalzare il livellodi apprendimento degli studenti,2) orientamento formativo.
RETI FERROVIARIERisultati attesi.
L’obiettivo è di migliorare la mobilità a lunga, me-dia e breve percorrenza sulla rete ferroviaria del Sud, oggi caratte-rizzata da tempi elevati e da condizioni di disagio nel servizio ditrasporto. Il Piano di azione coesione si prefigge di avviare o com-pletare alcune scelte strategiche per la modernizzazione della re-te ferroviaria anche tenendo conto degli obiettivi fissati. Con gli in-terventi tecnologici a più rapida realizzazione (36/48 mesi), si con-seguiranno i primi benefici di miglioramento nei tempi di percor-renza. Gli interventi infrastrutturali con tempi lunghi (fino a 10 an-ni) consentiranno di costruire un quadro di certezze per il futuro,rilevante per le realizzazioni di importanti relazioni ferroviarie conricadute positive per cittadini e imprese.Per raggiungere questi risultati, sono stati individuati d’intesa fragoverno e Regioni alcuni assi prioritari d’intervento: asse Catania-Palermo, asse Napoli-Bari, nodo di Bari e tratte adriatiche, asse Ta-ranto-Sibari-Gioia Tauro, asse ionico e rete ferroviaria sarda. In ba-se ad una recuperata logica di programmazione unitaria, perognuno di questi assi i nuovi interventi da finanziare sono statiidentificati in modo da completare (in tutto o in parte) i finanzia-menti già disponibili dal Fondo sviluppo e coesione (delibera Ci-pe 62/2011), dal Programma operativo nazionale o da fonti di fi-nanziamento ordinario.Il finanziamento degli interventi identificati viene realizzato attra-verso la riduzione del tasso di co-finanziamento dei fondi comu-nitari per un importo complessivo pari a 1.620 milioni di euro. Inparticolare vengono destinati nuovi finanziamenti a:
Campania -
variante Cancello-Napoli, tratta Cancello-Frasso Tele-sino, Traccia-Napoli e acquisto di materiale rotabile;
Puglia -
nodo di Bari e raddoppio Lesina-Ripalta;
Sicilia -
linea Catania-Palermo;
Sardegna -
ammodernamento e velocizzazione rete sarda (oltre acollegamenti stradali necessari a superare le condizioni di parti-colare isolamento della Regione);
Calabria -
elettrificazione dorsale jonica.Questi interventi si aggiungono a precedenti finanziamenti delFondo sviluppo e coesione per 830 milioni di euro e ad altri finan-ziamenti nazionali per 4.221 milioni di euro.Complessivamente vengono mobilitate risorse per circa 6,5 miliar-di di euro.
AGENDA DIGITALE
La sfida «agenda digitale» ambisce allo sviluppo socioeconomi-co del territorio del Mezzogiorno mediante importanti investi-menti in infrastrutture di comunicazione elettronica, con i seguen-ti obiettivi:
1. Azzeramento del digital divide:
incremento della velocità di ac-cesso a Internet ad almeno 2 Mbps per tutti i cittadini e le impre-se del Sud entro il 2013, grazie al Piano banda larga realizzato dalministero dello Sviluppo economico a cui hanno aderito tutte leRegioni del Mezzogiorno.
2. Adeguamento competitivo dell’accesso a Internet per cittadinie imprese con le reti di nuova generazione:
incremento della velo-cità di accesso a Internet oltre 100 Mbps per il 50 percento dei cit-tadini e almeno 30 Mbps per tutta la popolazione entro il 2020.Vengono avviati investimenti nelle reti di nuova generazione per254 milioni di euro da parte di Calabria, Basilicata, Sicilia, Sarde-gna e Molise (che si vanno ad aggiungere ai 288 milioni di euro giàimpegnati dalle stesse Sicilia e Sardegna, nonché dalla Campania).Con queste risorse per il Sud si dà il via operativo al piano Agen-da digitale Italia 2020.
OCCUPAZIONE
L’obiettivo è di dare nuove opportunità ai lavoratori svantaggia-ti (disoccupati di lunga durata, donne residenti in aree a bassa oc-cupazione femminile, giovani inoccupati) e molto svantaggiati (di-soccupati di più lungo periodo) di entrare nel sistema produttivoin questa fase di grave difficoltà del ciclo economico. Si tratta di la-voratori che tendono ad essere discriminati nella scelta da partedelle imprese, per condizioni personali o di contesto. Il Piano of-fre l’opportunità di riequilibrare questo svantaggio. Questo risul-tato viene perseguito attraverso l’introduzione di un credito d’im-posta per le imprese del Mezzogiorno, pari al 50% del costo sala-riale di un anno per ciascun lavoratore svantaggiato assunto dal-le imprese delle Regioni coinvolte. Per i lavoratori molto svantag-giati il credito di imposta è esteso a due anni. Per il credito all’oc-cupazione vengono al momento messi a disposizione dell’inter-vento 142 milioni di euro. L’utilizzo dello strumento verrà sotto-posto a attento monitoraggio, per verificarne il tiraggio e l’oppor-tunità di assegnargli ulteriori finanziamenti.
L’ASSESSORE ALL’ECONOMIA GAETANO ARMAO
L'accordo tra Governo e Regioni meridionali
Regioni interessate: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia; hanno aderito: Abruzzo e Molise
FONDI STRUTTURALICOMUNITARI(miliardi di euro)
SCUOLAFERROVIEAGENDA DIGITALEOCCUPAZIONE
Nuova distribuzione degli investimenti al Sud
(milioni di euro)
Programmiregionali
(dariprogrammare)
Fondo per retie nodi ferroviari
(da costituire)
OBIETTIVI
1,51,6
6.500
(con i 4.900già stanziati al Sud)
974423142
orientamentoal
lavoro
più
linguestranieremeno bocciature
e abbandonipiù
attrezzature
e nuove tecnologieformazione dei
docenti
rinforzi per
alunnidi basso livello
scelta informatadel
tipo di studiomigliore mobilità
a lunga, media e brevepercorrenza al Sudasse Catania-Palermo,asse Napoli-Bari,nodo di Bari e tratteadriatiche,asse Taranto-Sibari-Gioia Tauro,asse jonico,rete ferroviaria sardascelta di
interventiprioritari
:velocità di accesso aInternet ad almeno
2 Mbps per tuttientro il 2013
velocità di accessooltre 100 Mbps peril 50% dei cittadinie
almeno 30 Mbpsper tutti entro il 2020
creazione di
Data Center
, integratinelle
Reti di nuovagenerazione
dare
nuoveopportunitàai lavoratorisvantaggiaticredito d'impostaper le aziende
:50% del costo salarialedi un anno per ciascunlavoratore svantaggiatoassunto (2 annise il lavoratoreè un disoccupatodi lungo periodo)
LA SICILIA
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ATTO
VENERDÌ 16 DICEMBRE 2011
2.