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ANCI GIOVANE Municipality Best Practice Beta 3

ANCI GIOVANE Municipality Best Practice Beta 3

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ANCI GIOVANE
11 dicembre 2011Autore: Stefano Ambrosini
Municipality Best Practice
Casi di studio da analizzare replicabili in Italia
 
 
 
1
   M  u   n   i   c   i   p   a   l   i   t  y   B   e   s   t   P   r   a   c   t   i   c   e   |   1   1   /   1   2   /   2   0   1   1
Municipality Best Practice
Casi di studio da analizzare replicabili in Italia
Sommario
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   M  u   n   i   c   i   p   a   l   i   t  y   B   e   s   t   P   r   a   c   t   i   c   e   |   1   1   /   1   2   /   2   0   1   1
Cassinetta di Lugagnano : PGT a Crescita ZERO
Cassinetta di Lugagnano è diventato il primo Comune in Italia a "consumo zero" di aree naturali. I signori delpartito del cemento da queste parti non farebbero affari. La Costituzione italiana applicata alla lettera: la
Repubblica tutela il paesaggio. “Nel 2002 abbiamo detto stop, si recupera solo quel che si è costruito nei secoliprecedenti, le case lasciate all’abbandono e al degrado
-
racconta il sindaco Finiguerra. “Dobbiamo difendere laterra che ci dà il cibo, perché la Lombardia è un grande produttore agricolo”. Così, mentre molti amministratori
intendono la difesa del territorio come la costruzione di argini di cemento, nuove infrastrutture, strade o spazicommerciali, a Cassinetta si punta alle buone pratiche, alla sobrietà, al risparmio energetico, al riuso, alla raccolta
differenziata, all’annullamento delle spese di rappresentanza, al recupero della qualità della vita, alla mob
ilità inbicicletta (tutto il paese è ciclabile).
E lo sviluppo? C’è. Perché Cassinetta, pur non consumando suolo, continua a crescere grazie a tanti nuovi
residenti attratti dalle scelte amministrative e di qualità della vita: dai 1.519 abitanti del 2001 si è passati ai 1.742
del 2005, fino agli attuali 1.892 di aprile 2011. “Non è vero che non costruiamo: riqualifichiamo e recuperiamo
gli edifici che già esistono e che spesso sono inutilizzati
 – 
 
spiega il sindaco. “Certo, non diamo lavoro alle grandi
imprese che usano lavoro precario e fanno progetti che sono identici per Cassinetta, Milano o Gallarate. Ma,
all'opposto, c'è lavoro per le piccole imprese, per gli artigiani che conoscono il lavoro e il territorio”. Il piano
regolatore approvato prevede nuove case realizzate al posto di vecchi edifici industriali, al 20% in ediliziaconvenzionata (economica, soprattutto per famiglie giovani) e per il 5% di edilizia residenziale pubblica (case
"popolari"). Tutto sotto l’insegna della partecipazione popolare, de
lla condivisione delle scelte con i cittadini.Ecco, i cittadini, i suoi elettori, che riacquistano il proprio ruolo civico e non solo quello di consumatori, che nepensano? Danno naturalmente piena fiducia al primo cittadino: eletto con il 50,1% dei voti nel 2002, è stato
riconfermato nel 2007 con il 62,1%, tra l’altro in una tornata elettorale che ha visto una forte penalizzazione per
il centrosinistra, area in cui il sindaco milita da sempre. Anche se oggi non è iscritto ad alcun partito. Anzi, è tra ip
rimi firmatari dell’appello per la Costituente Ecologista Civica e Democratica che vuole realizzare in Italial’esperimento condotto in Francia con Europe Ecologie, che ha raccolto il 16% dei consensi. Il nuovo soggetto
politico ha visto la luce nel corso
di un’assemblea costituente al teatro Vittoria di Roma. Il nome è “Ecologisti eReti civiche” e mette insieme, dal basso e in un processo fortemente partecipativo, Verdi, Costituente ecologista e
sindaci della buona amministrazione.
Città di Transizione: Monteveglio, un percorso di innovazione
Monteveglio, in provincia di Bologna, è la prima Transition Town italiana. Abbiamo incontrato Cristiano Bottone,vicepresidente del nodo italiano della rete di Transizione e tra i fondatori del primo Gruppo Guida a Monteveglio (BO), che ciha raccontato la transizione di questo paesino sui colli bolognesi che è oggi il comune con più ambizioni 'Post Carbon' d'Italia.

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