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Articolo Esse2010

Articolo Esse2010

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Published by mmaths
L’uso massiccio del personal computer e delle stampanti ci pone quotidianamente di fronte a una serie di caratteri tipografici che spesso utilizziamo senza renderci bene conto da dove essi derivino e come siano stati progettati...

Articolo di Franco Nuzzi e Giuseppe Pontrelli, già apparso su Archimede.
L’uso massiccio del personal computer e delle stampanti ci pone quotidianamente di fronte a una serie di caratteri tipografici che spesso utilizziamo senza renderci bene conto da dove essi derivino e come siano stati progettati...

Articolo di Franco Nuzzi e Giuseppe Pontrelli, già apparso su Archimede.

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115
 Archimede
20103
ARTI    C OL O
L’uso massiccio del personal computer e delle stampanti ci pone quotidianamentedi fronte a una serie di caratteri tipografici che spesso utilizziamo senza renderci be-ne conto da dove essi derivino e come siano stati progettati. In realtà, quando scri-viamo sul PC, i caratteri sono già codificati nel software che adoperiamo, e forseignoriamo che è stato necessario definire e progettare un algoritmo al fine di realiz-zare quella particolare figura geometrica che risponde al nome di una data letteradell’alfabeto, di un numero o di un altro segno.Sappiamo fin da ragazzi che mentre scriviamo la penna traccia linee di variogenere costituite essenzialmente da tratti rettilinei e da curve le cui caratteristi-che distinguono un font da un altro. Generalmente le tecniche per realizzare ta-li curve consistono nel fissare un certo numero di punti e nel tracciare la curva«migliore» che possa interpolarli in base a opportuni criteri matematici che pos-sono specificare la sua regolarità, la curvatura o altre caratteristiche di un datocarattere.Nella moderna tipografia digitale viene introdotto il concetto di
metafont
: an-ziché costruire una volta per tutte un insieme di linee per ogni carattere tipografi-co, si sceglie di definire una curva come un oggetto che dipende da uno o più para-metri, attraverso i quali si possono ottenere quelle variazioni che caratterizzano ivari tipi di font.In questo lavoro cercheremo di introdurre tale concetto applicandolo alla co-struzione della lettera esse, la cui forma particolarmente sinuosa ha fornito da sem-pre materia di studio dal punto di vista tipografico. A tal fine useremo concetti ma-tematici abbastanza semplici, basati sulla geometria analitica e quindi alla portata diuno studente di scuola superiore, che potrà quindi vedere questa materia applicataalla determinazione di qualcosa di tangibile e magari provare a cimentarsi nella pro-gettazione di nuove forme tipografiche.La nostra storia ha inizio alcuni secoli fa, quando nel 1517 il tipografo italiano Fran-cesco Torniello pubblicò un alfabeto fornendo dei metodi geometrici per tracciarele lettere usando le tecniche e gli strumenti dell’epoca, cioè riga e compasso. È inte-ressante tradurre la costruzione che egli realizzò per la lettera
esse
, nel linguaggiodella geometria analitica [1].Si comincia con il definire una griglia suddivisa in 9
×
9 quadrati unitari, i cui pun-ti possono essere rappresentati con le usuali coordinate cartesiane (
 x
,
 y
) con 0
 x
9e 0
 y
9. Nel lavoro di Torniello il contorno della
esse
è definito da 14 punti base
TIPOGRAFIA DIGITALE: CURVEE LINEE SOTTO GLIOCCHIDI TUTTI
1.LA 
ESSE 
DI FRANCESCO TORNIELLO
 
P
i
(
 x
i
,
 y
i
) attraverso i quali verranno tracciati archi di circonferenza e segmenti cheandranno a delineare il contorno della figura. In tabella è descritta la procedura perdelineare il contorno della figura. Si osservi che in qualche caso i punti base sono ri-cavati dalle particolari condizioni geometriche poste alla costruzione.
Punti base Dati ausiliari Procedura
P
1
(4.5, 9)Centro
C
1
(4.5, 5.5), raggio
1
= 3.5Arco
C
1
,
1
da
P
1
fino a
P
2
(6,
 y
2
)Quindi
 y
2
8.66
P
2
(6, 8.66)
P
3
(6.5, 8.5)
C
2
(6.5, 9),
2
= 0.5,
Q
(7, 9)Arco
C
2
,
2
da
P
3
a
QP
4
(6, 7) Segmento
P
4
P
5
tangente all’arco
C
2
,
2
in
P
5
. Si determina
P
5
(vedi problema)
P
5
(6.94, 8.76)
P
6
(4, 9)
C
3
(4, 7),
3
= 2 Arco
C
3
,
3
da
P
6
a
P
7
(3,
 y
7
) con
 y
7
< 7Quindi
 y
7
5.27
P
7
(3, 5.27)
P
8
(5, 4)Segmento
P
7
P
8
P
9
(3.5, 6)
C
4
(4.5, 7.12),
4
= |
C
4
P
9
| Arco
C
4
,
4
da
P
4
a
P
9
P
10
(6, 4.5)Segmento
P
9
P
10
P
11
(3, 0.5)
C
5
(4.5, 2.5),
5
= 2.5 Arco
C
5
,
5
da
P
10
a
P
11
P
12
(1.87,
 y
12
)
C
6
(2.5,
 y
),
6
= 1 Arco
C
6
,
6
da
P
11
a
P
12
Quindi
 y
–0.37
 y
12
= 0.41
P
13
(4.5,
 y
13
)
C
7
(4,
 y
),
7
= 2 Arco
C
7
,
7
da
P
8
a
P
13
Quindi
 y
= 2.27 e
 y
13
= 0.33
P
14
(
 x
14
, 2)
C
8
(4.5,
 y
),
8
= 2 Arco
C
8
,
8
da
P
13
a
P
14
Quindi
 y
2.33 e
 x
14
2.53
P
14
(2.53, 2)Segmento
P
12
P
14
Dalla costruzione di Torniello non si evince quale curva debba collegare
P
1
a
P
6
e
P
2
a
P
3
anche se in prima approssimazione si può tracciare un segmento in en-trambi i casi. La
esse
così come realizzata da Torniello è illustrata in Figura 1, men-tre in Figura2 è riportata quella da noi ottenuta con il software
Mathematica.
116
 Archimede
20103
    A    R    T    I    C    O    L    O
 
117
 Archimede
20103
ARTI    C OL O
La costruzione del punto
P
5
può servire per discutere un problema di geometriaanalitica. Data una circonferenza di raggio
centrata nell’origine
O
degli assi e as-segnato un punto esterno
P
4
(–
, –
h
), chiediamo di determinare le coordinate delpunto
P
5
(
 x
,
 y
) in modo che il segmento
P
4
P
5
risulti tangente alla circonferenza in
P
5
(Figura 3). Si osservi dalle Figure 1 e 2 che l’altro segmento di tangente risulta paral-lelo all’asse
 y
, cosa che semplifica l’impostazione e la soluzione del problema. Tutta-via, in un contesto più generale, il punto
P
4
può essere in una generica posizione.
        2
   2
1
6 123541597810171412111613
Figura
1
– La esse di Torniellocon i relativi centri e raggidei vari archi
 P 
 3
(–
r,
0)
 P 
4
(–
r,
h
)
 P 
5
(
 x, y
)
O
Figura
3
Figura
2
– La versione implementatacon
Mathematica 
con i 14 puntidi controllo
12
   3
   1   2
   2
   1   2
21
12

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