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2011-09-11 Il metodo Simenon

2011-09-11 Il metodo Simenon

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Published by mauchiz
Georges Simenon
Benvenuti a Billionaires Road
Naipaul
Terry Gilliam
Mar di Sicilia
Salvatore Accardo
Georges Simenon
Benvenuti a Billionaires Road
Naipaul
Terry Gilliam
Mar di Sicilia
Salvatore Accardo

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07/30/2013

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Genioe regolatezza
In mostraa Bruxellesgli attrezzidel mestiere
dell’inventoredi Maigret 
Metodo
Simenon
DOMENICA
11
SETTEMBRE
2011
 /Numero343
D
omenica 
L
di
Repubblica
l’incontro
Salvatore Accardo, “Rinasco a 70 anni”
GIUSEPPE VIDETTI
cultura
 Naipaul, “Ho avuto un solo maestro”
 V. S. NAIPAUL
l’attualità
Londra, dove vivono i miliardari
ENRICO FRANCESCHINI eJOHN LLOYD
i sapori
Mar di Sicilia, la festa è degli ortaggi
LICIA GRANELLO eFRANCESCO MERLO
le tendenze
Quelle ragazze alla Oscar Wilde
LAURA ASNAGHI
 ANAIS GINORI
D
elsuccesso (grande, ininterrotto) dei libri di Sime-non nessuno dovrebbe stupirsi. Non quelli che l’a-vevano etichettato come «autore commerciale»,tantomeno quelli che, a Simenon ancora vivo(1989), l’avevano già incluso tra i classici del Novecento. Tutto inSimenon pare eccessivo: la produzione, i 700 milioni di libri finoravenduti, le tre mogli (una con gravi problemi psichici), gli amori an-cillari o a pagamento (diecimila, secondo lui), gli amori famosi (Jo-séphine Baker, la lasciò solo perché sottraeva tempo alla scrittura),i cambi di residenza, le capacità lavorative (anche 80 cartelle gior-naliere), il suicidio della figlia Marie-Jo morbosamente a lui legata,gli spietati libri autobiografici.È tutto romanzesco, già dall’infanzia, i genitori in perenne lite,lui che sta dalla parte del padre e mal sopporta la madre.
(segue nelle pagine successive)
BRUXELLES
ottor Philippe Jave, 41 anni, 137bis Bd.Haussmann. Eveline Jave, moglie, 28anni, nata Le Guerec a Concarneau».Luoghi: «Cannes, Nizza, Costa Azzur-ra». Automobile: «Pontiac, beige». Settembre 1956, Georges Sime-non sta per scrivere
 Maigret si diverte 
, il cinquantesimo libro dellafortunata serie. Senza aver ancora pensato né all’incipit né alla tra-ma, prende una busta gialla, formato commerciale. Sul retro an-nota poche informazioni. Nome, età, indirizzo, parentele, peso, al-tezza. Dettagli, tracce. Una scheda segnaletica per ogni personag-gio. Lo ha sempre fatto. Ce n’è una persino per «Jules, François, Amédée Maigret, nato a Saint-Fiacre par Matignon, orfano di pa-dre a diciannove anni, studi (incompiuti) di medicina, alto un me-tro e ottanta, espressione preferita: “Io non credo niente”».
(segue nelle pagine successive)
GIANNI MURA
spettacoli
Terry Gilliam e i cartoon del futuro
MARIO SERENELLINI
Il
   F   O   T   O    R   O   G   E   R   V   I   O   L   L   E   T
 
«D
Repubblica Nazionale
 
34
LADOMENICADIREPUBBLICADOMENICA
11
SETTEMBRE
2011
Il metodo Simenon
Una busta gialla per l’identikit del personaggio. Il calendariosu cui sbarrare le giornate di lavoro. E poi thermos, inchiostro,tabacco.
Ferri del mestiere e feticci
usati da uno degli autori più prolifici della storia della letteratura. Ora in mostraa Bruxelles per celebrare un genio tutt’altro che sregolato
(seguedalla copertina)
A
lla vigilia di ogni romanzo,lo scrittore ripete gli stes-si, precisi gesti. Un rito,un’ossessione. La bustagialla è uno dei feticci del-la sua meticolosa prepa-razione, insieme ad altri oggetti. L’im-mancabile pipa, il thermos, delle matitetemperate, e “Tiki”, una scimmietta diebano che lo scrittore accarezza sulla te-sta. Cimeli che saranno esposti in unagrande mostra — “Georges Simenon,percorso di uno scrittore belga” — che s’i-naugura tra qualche giorno a Bruxellesnel nuovo Museo delle Lettere e Mano-scritti. Un omaggio al più famoso autoredel Paese: Simenon è nato nel 1903 a Lie-gi, dove inizia la sua breve carriera dagiornalista. I documenti, alcuni inediti,rievocano il prodigioso talento delloscrittore — l’esposizione contiene anchei messaggi d’ammirazione del premioNobel André Gide — e i segreti della suainconfondibile prosa. «Il mio stile è scial-bo — diceva Simenon — ho lavorato tan-to per arrivarci…». E ancora: «Non scrivo:Pioveva a dirotto. Scrivo: Maigret era fra-dicio».Dietro alle piccole abitudini, quasi in-significanti, si nasconde il mistero del-l’Officina Simenon. Genio e regolatezza,un combinato rarissimo. Due, tre, persi-no quattro romanzi all’anno. Quasi mez-zo secolo di produzione ininterrotta. Unodegli autori più prolifici della storia dellaletteratura. Gli esperti litigano tuttora persapere quanti libri abbia scritto: secondol’ultimo calcolo, sarebbero 431, tra ro-manzi, racconti e testi autobiografici, mal’autore aveva utilizzato anche decine dipseudonimi di cui si è perso il conto. Unappetito insaziabile. Collezionava ma-noscritti come le donne, talvolta unendole due cose insieme, miscela indispensa-bile alla sua creatività.Il momento che precede il lavoro discrittura è devastante. Una tormentatamanovra di avvicinamento. Simenon in-contra prima un personaggio, ricrea ilsuo universo, quella famosa «atmosfera»che tanto gli è cara. Basta una stagione, unodore, un’impercettibile sensazione. Lastoria, in fondo, è solo un pretesto. In que-sta fase, la sua famiglia assiste a una sortadi trasfigurazione. Lo scrittore gaudentediventa grigio in volto, improvvisamentemalmostoso, febbricitante, intrattabile.«Sta covando un’influenza», pensa la pri-ma volta Denyse, la moglie canadese emadre di tre dei suoi quattro figli. No, stacovando un libro. Simenon sparisce, par-te a bordo della sua Bmw oppure cammi-na per le strade come un ossesso. Prendeappunti. «Ha incominciato presto ad an-notare piccole cose come il titolo del ro-manzo, il disegno di una casa» ricorda ilbiografo Pierre Assouline, giornalista a
Le  Monde 
e autore di un
 Autodizionario Si-menon
. Per scegliere il nome dei perso-naggi sfoglia l’elenco telefonico. «La scel-ta — continua Assouline — dipende dal-la sonorità oppure dal caso». Selezionacentinaia di nomi, indirizzi. Rilegge a vo-ce alta, fino alla folgorazione. Sulla scri-vania, apre piantine di città, consultaorari delle ferrovie. «Il rituale delle bu-ste gialle è cominciato per caso, masiccome era feticista e superstizioso,temeva che senza ripeterlo sarebberimasto in panne».Poi arriva il giorno. Simenon è fi-nalmente pronto a scrivere. Entrain un altro mondo. Vietate le visi-te, il telefono è staccato. Finestree persiane chiuse, lavora solocon luce artificiale. «Nessun in-cidente deve disturbarlo —racconta il biografo francesePrima di ogni romanzo favenire un medico per visita-re lui e tutta la sua famiglia».Una volta il figlio Pierre siammala mentre Simenonsta scrivendo il quarto ca-pitolo di un romanzo. Ilpadre è costretto a inter-rompersi. Non ricominciapiù, butta al macero il manoscritto.La giornata tipo comincia alle 6,20. Loscrittore fa una doccia fredda, preparauna bevanda calda da solo in cucina. Alle6,30 è già rinchiuso nel suo ufficio. Si por-ta un thermos con vino, whisky, tè o caffèa seconda del momento. Sulla scrivaniaha la collezione di pipe. Almeno otto de-vono essere riempite con la speciale mi-scela di tabacco ordinata alla Dunhill. «A riposo o al lavoro, dalla mattina alla sera:Simenon ha fumato dai suoi diciassetteanni fino alla morte» racconta Assouline.In un astuccio di pelle rossa tiene una de-cina di matite temperate. Simenon hasempre usato la macchina da scrivere,
 ANAIS GINORI
tranne nell’ultimaparte della sua vita,ma anche questo è ungesto scaramantico. Fuori dalla porta èappeso il cartello «
Do not disturb
», un al-tro dei suoi feticci, forse il più scontato.Il programma di scrittura procede al-l’interno di una rigida gabbia temporale.Tutto è segnato su un calendario. Un ca-pitolo al giorno. Tre ore di scrittura almassimo. Alle 9,30 esce dal suo ufficio, so-spende il lavoro fino all’alba successiva.
Schede, matite e pipeè la fabbrica dei Maigret
1
la copertina
Repubblica Nazionale
 
LADOMENICADIREPUBBLICA
35
DOMENICA
11
SETTEMBRE
2011
ci rosse — il suo tour de force — co-minciano giovedì 6 settembre e fi-niscono il giovedì 13. Ora e subito. Ilrapporto con la scrittura non prevedepause, né rinvii, l’unico limite è fisico.«Quando scriverà finalmente un granderomanzo?» chiedevano giornalisti e let-tori. «Non potrei mai resistere» risponde-va Simenon.Nel settembre 1956 è nella sua villaGolden Gate a Cannes. Il romanzo — 184pagine nell’edizione originale del 1957 —comincia e finisce in otto giorni. Dal 24 al26 settembre annota le croci blu, per lecorrezioni. Il sabato successivo, Simenonha già segnato un appuntamento a pran-zo con Jean Cocteau e Pablo Picasso. Ètornato in sé. Un uomo guarito, libero,ma solo per poco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
1.IL CALENDARIO
Per
Maigret s’amuse
(il titolo dell’opera a cui stavalavorando è appuntato sulla sinistra del calendario Pan Am) Simenon aveva previsto otto giorni per la scrittura(segnati con croci rosse) e tre per le correzioni (croci blu)Il libro andava concluso entro il 29 settembre:per quel sabato (già cerchiato) lo scrittore aveva fissatoun appuntamento a Nizza con Cocteau e Picasso
2.LA BUSTA GIALLA 
Prima ancora di avere una trama precisa in testa,annotava sul retro di una busta gialla le informazioni(nome, età, segni particolari) su ogni personaggio
(seguedalla copertina)
 N
on è un caso che, appena morto il pa-dre, Simenon decida di buttarsi nelmare aperto. Addio Liegi, si va allaconquista di Parigi. Ha vent’anni, non badaai sacrifici, ha anche una discreta faccia to-sta e la fortuna di incontrare Colette, che inquel 1923 è responsabile delle pagine lette-rarie a
LeMatin
. Gli dice: «Troppa letteratu-ra, la gente in metrò vuole storie, non lette-ratura. Asciugare, tagliare». Lui le dà retta eil 27 settembre del ’23 esce
Le petit idole 
, pri-mo racconto accettato. Da allora la vita saràpiù facile. Andrà ad abitare in Place des Vo-sges (sia pure senza acqua corrente).Non erano dalla sua parte gli accademici,ma qualche grande penna sì. Céline: «Ci so-no scrittori che ammiro moltissimo. Il Si-menon dei
Pitard 
, ad esempio, bisognereb-be parlarne tutti i giorni». Ancora di più An-dré Gide. Li aveva messi in contatto l’edito-re Gallimard. Gide avvicina
La vedova Cou-derc 
allo
Straniero
di Camus e scrive a Sime-non: «Trovo che il suo libro si spinga moltooltre, pur senza averne l’aria e quasi inav-vertitamente, il che coincide con il livellopiù alto dell’arte».In quel «quasi inavvertitamente» c’è for-se una chiave di comprensione. Simenon sisdoppia, c’è quello della quantità e quellodella qualità. Lo ribadisce lo stesso Sime-non in un’intervista del 1955, quando
The Paris Review 
lo raggiunge nella sua casa diLakeville, Connecticut. «La mattina scrive-vo per mangiare, la notte per me. Non pen-savo ai lettori». È l’ossessione del grande ro-manzo, che crede di esorcizzare con
Pedi- gree 
, autunno ’40. Dal castello di Fontenay-le-Comte scrive a Gide (chiamandolo comesempre «Mio caro maestro»): «Partirò dal1903 per una chanson de geste di gente nor-male, quelli che fanno quello che gli si dicee si muovono senza sapere dove vanno». Gi-de legge la prima stesura e non è tenero:«Toccante ma confuso. È con le migliori in-tenzioni che si fa cattiva letteratura». Sime-non ha l’umiltà di tornare a lavorare un an-no intero su
Pedigree 
, che uscirà nel dopo-guerra. Era abituato a scrivere un romanzoin undici giorni in totale isolamento dopo ilsolito rito: gli elenchi telefonici per sceglie-re nomi e cognomi, le piantine delle città, legrandi buste gialle per gli appunti-base.Dopo la frustata del «toccante ma confuso»Gide non aveva smesso di spronarlo: «Sonoamorevolmente desideroso di farla cono-scere meglio. Lei vive su una falsa reputa-zione (esattamente come Baudelaire eChopin). Lei è molto più importante diquanto comunemente si crede».Bulimico anche come lettore, Simenonin gioventù non s’era negato nulla: Gogol,Dostoevskij, Conrad, Stevenson, Kafka,Balzac, Flaubert, Dumas, Hugo. Da adultos’era dichiarato «figlio di Gogol e, poi, di Do-stoevskij». Già nel ’38 aveva detto: «Il ro-manzo è l’uomo nudo e l’uomo vestito,l’uomo di tutti i giorni ma soprattutto l’uo-mo alle prese con il suo destino».Questo rende atemporali le sue storie:funziona così, da Eschilo in qua. E le rendeappetibili per il grande schermo. Una cin-quantina di film è ispirata da scritti simeno-niani, con registi del calibro di Renoir,Carné, Duvivier, Delannoy, Autant-Lara, Verneuil, Melville, Granier-Defferre, Ta-vernier, Chabrol. Si può non credere a Si-menon quando afferma di scrivere il primocapitolo senza sapere cosa scriverà nel se-condo e tantomeno nell’ultimo. Oppurecredere alla pratica del
déplacement 
, quellaspecie di trance che lo portava via da sé percalarlo nei suoi personaggi. Era e resta unclassico, e consapevole: «Quel che nei mieiromanzi i lettori chiamano atmosfera è im-pressionismo». E ancora: «Avete presenteuna mela dipinta da Cézanne? Tre tocchi ec’è tutto: il colore, il peso, la polpa. Vorreiche le parole che uso avessero il peso dellemele di Cézanne». Ha calcolato di non averusato più di duemila parole. Quando rive-deva un testo a cui teneva era un gran lavo-ro di cancellatura: «Via gli avverbi, gli agget-tivi superflui, le parole letterarie, come cre-puscolo. Via le frasi che suonano troppo be-ne, e che chiamo versi bianchi». Una gran-de scrittura, come il piatto di un grandechef, raggiunta eliminando, non aggiun-gendo. L’alta letteratura ottenuta con lasoppressione degli artifici letterari. Grazie,Colette. E la parola che Simenon s’inibiva(crepuscolo) è ben lontana, giustamente,dalle sue opere.
Il crepuscolo può attendere
GIANNI MURA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nove giorni, nove capitoli. Intenso e defi-nitivo. Il decimo giorno il libro è termina-to. «Con lui, il primo getto è anche l’ulti-mo — racconta Assouline — La sua cor-rettrice, Doringe, fa solo una rapida ripu-litura delle bozze». Ogni volta che termi-na un romanzo, ricorda il biografo, Sime-non prende il pacco di fogli e,scuotendolo davanti ai suoi figli, dice:«Faccio cadere gli avverbi». Sul calenda-rio della compagnia Pan Am utilizzatoper la scrittura di
 Maigret si diverte 
le cro-
LE FASI
Simenons’avvicinavaalla scritturadi un nuovolibro attraversofasi e abitudiniconsolidate
L’ISPIRAZIONE
Per trovarel’ispirazioneesce di casaper lunghi giriin auto(una Bmw)o lunghepasseggiatea piediPrende appunti
I PERSONAGGI
Per trovarei nomi sfoglial’elencotelefonico,selezionanomi e indirizzi,li rileggea voce alta
I LUOGHI
Sulla scrivaniaapre piantinedi città e oraridei treni
L’ORA X 
Tutto è prontoper scrivere:vieta le visite,staccail telefono,lavora con luceartificialePrima di iniziaresottoponela famigliaa visita medica
LA PRODUZIONE
Simenon si alzaalle 6,20 Alle 6,30è nel suo studiocon un thermosNe usciràalle 9,30. Ognigiorno scrivein mediaun capitolo
LA SCRIVANIA 
Pipe caricate,astucciodi pelle rossacon matitetemperate,scimmiadi ebano: alcunidegli oggettiimmancabilisulla scrivaniadi Simenon
4.I MANOSCRITTI
L’Auberge d’Ingrannes
è uno dei suoi rarimanoscritti. Fu con Maigret che Simenoniniziò a scrivere direttamente a macchina;prima di allora per ogni capitolo facevaun brogliaccio a mano che poi ricopiava
3.LA SCHEDA SEGNALETICA 
Quella di Maigret recita così: «capelli castani»,«forte e potente», «fuma la pipa». Espressionepreferita: «Io non credo niente»
           F           O            T           O 
             M             U            S               É             E             D             E            S             L             E             T             T             R             E            S             E             T             M            A             N             U            S            C             R             I             T            S            /             B             R             U             X             E             L             L             E            S
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Repubblica Nazionale

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