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2011-09-25 Diari della battaglia

2011-09-25 Diari della battaglia

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Published by mauchiz
Che Guevara
Il grande Sonno
Hokusai
Luis Bunuel
e-memory
Nocciola
Francesco Nuti
Che Guevara
Il grande Sonno
Hokusai
Luis Bunuel
e-memory
Nocciola
Francesco Nuti

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12/22/2011

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LA DOMENICA
DIREPUBBLICA
DOMENICA
25
SETTEMBRE
2011
NUMERO345
Francesco Nuti“Io sono qui:rivoglio il cinema”
L’incontro
MAURIZIO CROSETTI
Il grande sonnoarretratodei pendolari
L’attualità
 VITTORIO ZUCCONI
CULT
La copertina
BACCALARIO E GROSSMAN
Bentornativecchi cartoonCosì le favoleescono dal 3D
Il libro
NADIA FUSINI
L’ambiguitàdel malenel romanzoamato da Bellow
All’interno
L’intervista
 VANNA VANNUCCINI
Uwe Timm“L’epopeadella donnaaviatrice”
La mostra
NATALIA ASPESI
Artemisiaquandola pitturaè vendetta
Il teatro
RODOLFO DI GIAMMARCO
Barberio Corsettirilegge KafkaDagli smsal Castello
 N
egliultimi anni di vita, quando scriveva per
Repubbli-ca
, Carlos Franqui, il fondatore di
Revolucion
, il pri-mo giornale dei
barbudos 
nella Cuba liberata da Ba-tista, ricordava spesso «una cassa di manoscritti delChe» come un tesoro che per onestà si era lasciato sfuggire. Glielaaveva data Fidel Castro alla fine del 1967 dopo la morte di Guevara inBolivia perché si avvalesse di quei quaderni nei suoi libri sulla storiadella rivoluzione cubana, ma lui li aveva consegnati alla vedova, Alei-da March, senza aprirli. Da quella cassa è nata la Fondazione Gue-vara che possiede i diritti di ciò che scrisse il guerrigliero più leggen-dario del Novecento e cura l’edizione dei suoi libri. Quest’anno laFondazione ha mandato in stampa un inedito: gli appunti quotidia-ni di Guevara dei tre anni (1956-58) sulla Sierra Maestra di Cuba conl’esercito ribelle di Fidel, Raul, Camilo Cienfuegos e Huber Matos.
(segue nelle pagine successive)
OMERO CIAI
1957: MAGGIO
S
enza molta fretta, ci mettiamo in marcia. Giunti sulluogo dell’imboscata del giorno prima, ci raggiungeuno dei nostri uomini staffetta che porta un prigio-niero che, secondo alcuni informatori, sarebbe un po-liziotto travestito.Dall’interrogatorio non esce fuori nulla di concreto; lui dice diessere un fidelista e che vuole unirsi a noi.Siamo rimasti imboscati per tutto il giorno e nel corso dellagiornata è sorta una discussione con Fidel perché io dicevo chenon si poteva sprecare l’opportunità di prendere cinquanta o ses-santa guardie in un’imboscata, e lui che non si può attaccare senon una caserma per la forza simbolica che questo comporta.Per cominciare si è pensato di attaccare Uvedo che ha sessan-ta soldati [...].
(segue nelle pagine successive)
ERNESTO CHE GUEVARA
“Un po’ medico,un po’ guerrigliero”
Un ineditoErnestoChe Guevararaccontala suarivoluzione
Diari battaglia
dellaI
   F   O   T   O    R   U   E   D   E   S   A   R   C   H   I   V   E   S
Repubblica Nazionale
 
LA DOMENICA
s
34
DOMENICA 25 SETTEMBRE 2011
 L’assalto alla caserma, l’imboscata, le discussionicon Fidel Castro, i compagni caduti. Ma anche i dubbi,l’ironia, la noia.
Escono a Cuba per la primavolta i taccuini che Guevara scrissesulla Sierra Maestra, prima della vittoriafinale. Eccoli in esclusiva per “Repubblica”
La copertina
I diari della battaglia
(seguedalla copertina)
F
idel pensa che Casillas (il colonnello che Batista avevamesso al comando del Terzo Distretto Militare Las Vil-las,
ndr 
) sia vicino e ordina l’avanzata in contempora-nea di 80 uomini sul posto. Abbiamo preso posizionequando ci hanno informato che era tutto tranquillo eche le spie erano state catturate. Dopo un po’ sono ar-rivati i prigionieri, un bianco e un nero; il bianco piangeva a caldelacrime. Hanno confessato di aver avuto l’ordine da Casillas di an-dare in giro a scoprire qualcosa. Non suscitavano pena ma ripu-gnanza per la loro vigliaccheria.Gli ordini prevedevano di impadronirci dei posti di guardia e diavanzare sulla caserma per crivellarla di colpi. La mappa della zo-na di combattimento era questa:Con il far del giorno, ci siamo trovati davanti la sgradevole sco-perta che la caserma non si vedeva. Alcuni gruppi hanno sbaglia-to direzione e a un altro avevano dato delle cattive informazioni eil suo gruppo non dominava la caserma come gli avevano detto. Lamia posizione mi permetteva di sparare sulla caserma a una di-stanza di circa 500 metri. Appena dato l’ordine di aprire il fuoco,con lo sparo di Fidel, le mitragliatrici hanno cominciato a crepita-re. La caserma ha risposto al fuoco e in modo abbastanza efficace,come poi sono venuto a sapere [...]. Abbiamo continuato ad avan-zare e 2 che sono corsi verso il batey (villaggi costruiti in mezzo al-le piantagioni di canna da zucchero,
ndr 
) sono sfuggiti al mio Mad-zen. Non avendo più cespugli dietro cui trascinarci, cade accantoa me il vecchio Leal e vado a soccorrerlo, il colpo gli ha trapassatola testa, interessando la massa encefalica all’altezza della circon-voluzione parietale sinistra e non riusciva a muovere la mano de-stra. Gli faccio un po’ d’aria, copro la ferita con un pezzo di carta elo affido a Joel mentre io riprendo il mitra, quasi subito, tuttavia, lacaserma e i posti di guardia si arrendono [...].La battaglia si era svolta così: dopo lo sparo e le raffiche siamoavanzati tutti, meno lo stato maggiore. Lì c’era Julito [Díaz], appo-stato dietro un tronco, quando gli hanno sparato in un occhio ed èmorto poco dopo. Il vecchio Eligio Mendoza, l’uomo pratico del-la zona, si è gettato nella mischia con un fuciletto che gli avevanodato e si è preso un proiettile nel ventre, morendo poco dopo. Jor-ge è avanzato alla testa del suo plotone, ma è stato respinto e si èdovuto buttare in acqua per non farsi ammazzare, “el policía” eradietro di lui e lo hanno ammazzato; nell’avanzata sono stati feritiManals e Quique Escalona al braccio, a una mano e al gluteo de-stro; Anselmo Vega, del plotone di Guillermo, si è fatto troppo
ERNESTO CHE GUEVARA
Quando il medico divenne guerrigliero
OMERO CIAI
“Non abbiamo tempo per seppellire gli eroi”
(segue dalla copertina)
È
il materiale grezzo che servì al Che da manuale per scrivere
La guerra ri-voluzionaria a Cuba
ma che trova la sua forza proprio nell’essere unatestimonianza immediata, concisa, giornaliera sull’avventura nellaSierra Maestra. Così scopriamo un Che Guevara spesso ironico, a volte an-noiato, altre dubbioso. Ma sempre fresco e diretto. Tra le pagine del
Diario de un combatiente 
(titolo che aveva scelto lui stesso per i quaderni) troviamo dalracconto del disastroso sbarco del Granma, il 2 dicembre del ’56, al battesimodel fuoco, fino alla trasformazione di Guevara da medico — motivo per cui Fi-del Castro l’aveva ammesso tra i ribelli ma ruolo che gli stava strettissimo — acomandante guerrigliero. E c’è tutta la complicata relazione con Castro cheall’inizio lo guarda con sospetto (era stato Raul a convincere il fratello a por-tare «l’argentino» sul Granma) e tarda a riconoscerne i meriti di combattente. Annota per esempio il Che dopo l’assalto a una piccola guarnigione dell’eser-cito di Batista: «Ancora una volta dovevo mutare ruolo, da soldato a dottore,cosa che nei fatti consisteva in poco più che lavarmi le mani». All’inizio il Che si lamenta per la distribuzione delle armi perché a lui toc-cavano sempre quelle meno efficienti e dopo quattro mesi nella Sierra ripor-ta nel suo
Diario
che Raul aveva proposto di promuoverlo da «medico» a«commissario politico» ma che «Fidel si oppose». Poi le cose cambiano finoal giorno in cui durante una nuova distribuzione di armi scopre che avrà unamitragliatrice Madsen (“Madzen” nei diari) e ricordandolo annoterà più tar-di: «In questo modo feci il mio debutto come combattente a tempo pieno,perché fino ad allora ero stato un combattente part-time e la mia maggioreresponsabilità era stata quella di medico della truppa. Ero entrato in un altrolivello».Ci sono episodi comici, come quando racconta di essere scappato agambe levate davanti a una sentinella nemica che gli sparava contro: «Corsia una velocità mai raggiunta prima». E c’è uno degli episodi più famosi dellarivoluzione cubana: l’intervista di Fidel Castro a Herbert Matthews del
 New York Times 
. All’epoca Matthews era uno stimato inviato di guerra che avevamesso alla prova le sue capacità su molti fronti, ma Castro riuscì a ingannar-lo facendogli credere di essere alla guida di un esercito di ribelli quando —nel marzo del ’57 — i
barbudos 
sulla Sierra Maestra erano poco più di una ven-tina di uomini. Guevara, colto da una crisi d’asma, non partecipò all’intervi-sta ma prese nota brevemente del «colpo mediatico» di Fidel.Le note giornaliere del
Diario
arrivano fino al 3 dicembre 1958, poche set-timane prima della battaglia di Santa Clara che, diretta personalmente dalChe, fu l’episodio decisivo per convincere Batista alla fuga il primo gennaiodel 1960. Ma mancano due quaderni che coprivano nove mesi dall’agosto del’57 all’aprile del ’58. E, soprattutto, ci sono alcune censure editoriali. In parteinspiegabili perché l’originale del
Diario
venne fatto leggere negli anni No-vanta dalla vedova di Guevara al giornalista americano Jon Lee Anderson chene riportò stralci nella sua biografia del Che. Almeno un paio di passaggi ta-gliati in questa edizione del
Diario
si possono leggere nel libro di Anderson. Ilprimo riguarda l’esecuzione di Eutimio Guerra, un contadino che faceva daguida ai ribelli ma che si rivelò una spia dell’esercito batistiano. Il secondo èun’annotazione ironica del Che su una graziosa ragazza militante del “26 lu-glio”, il movimento clandestino che appoggiava la guerriglia nelle città.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Che
I Posti di guardiaII Batey III CasermaIV Impiantidella Società Babún1 stato maggiore2 plotone di Raúl3 plotone di Almeida4 e 5 plotonidi Jorge e Guillermo6 e 7 Avanguardiae Retroguardia8 plotone di Crescencio9 Io con la mitragliatriceMadzen
Repubblica Nazionale
 
s
35
DOMENICA 25 SETTEMBRE 2011
nostra raffica di mitragliatrice ha provocato la replica degli uomi-ni della caserma, e Nano è caduto ferito a morte alla testa. Acuñaera con noi e mentre andava a soccorrere Leal è stato ferito alla ma-no e al braccio destri, allora si è trascinato per uscire dalla linea difuoco e trovandosi davanti Almeida ferito lo ha portato con sé finoalla retroguardia. Il plotone di Crescencio non è quasi intervenu-to per il fatto che la mitragliatrice non ha funzionato: si trovava nelposto migliore per attaccare la caserma. Quando gli uomini si so-no arresi, [Víctor] Mora e Vitalio [Torres], dell’avanguardia, hannocatturato il soldato che ci sparava addosso e con il prigioniero sia-mo andati a prendere il medico e il suo aiutante; dopo avergli affi-dato i feriti ho proceduto a perlustrare il batey dove ho trovato al-
© RIPRODUZIONE RISERVATA
tre due guardie. I loro feriti sono stati 19, i morti 12, oltre a 14 pri-gionieri, se si considera che erano 51 esclusi i sanitari, si ritiene chesiano scappate 6 guardie. La cosa stupefacente nel corso della bat-taglia che è durata 2 ore e tre quarti è che nessun civile è stato feri-to. In serata ho potuto prendermi cura dei feriti e dormire che erail mio più grande desiderio [...].
1958: Luglio
Si è dato ordine a tutti gli uomini perché si preparino a scendereperché alle 6 è terminata la tregua. Raúl rimarrà sulla Maestra coni suoi uomini e Fonso, tutti gli altri piomberanno su Las Vegas [deJibacoa], appoggiati da 30 uomini di Camilo che si troverà in un po-sto intermedio per attaccare Las Vegas o i rinforzi di Santo Do-mingo. È andato tutto storto perché gli uomini non si sono attenutiagli ordini e sono rimasti a metà strada o qualcosa del ge-nere e infatti non si sono potuti trovare. Il messaggero chedoveva fare da contatto con Camilo non si è degnato di sve-gliarmi e si è addormentato tranquillamente.Il piano d’attacco a Las Vegas è il seguente:
GLI APPUNTI
Nella paginaa sinistra,gli “Ordini Militari”che Fidel Castroscrisse al Cheriguardoalla battagliadi Las VillasIn questa pagina,esempi del diariodel Che. Dall’altoin basso,un manifestodi accusa del Chee di Ciefuegos;le prime paginedi
Patria
e di
Milicianos
IL LIBRO
Sotto,la copertinadi
Diariode uncombatiente
da cui sonotrattequesteimmagini
I = Minas de FríoII = Vegas1 = Guajiro 82 = Manuel 63 = Silva 154 = Joel 185 = Io 186 = Laferté 207 = Camilo 30Tratteggiate = sentieriDoppie = fiume JibacoaFrecce = direzionedelle nostre forzeavanti ed è stato abbattuto, morto. Luis Crespo è venuto dallo sta-to maggiore per aiutare e siamo riusciti a sterminare il posto diguardia quando ormai non faceva quasi più resistenza. Sul postosono rimasti tre uomini, il quarto è uscito di corsa ed è stato colpi-to e ucciso sulla spiaggia. Almeida è avanzato con i suoi uomini sulposto di guardia e anche loro hanno ucciso 3 uomini, ma ce n’eraancora qualcuno che ha fatto molte vittime provocando un allar-me perché i nostri credevano che a sparare fossero i nostri com-pagni. Raúl (Castro, fratello di Fidel,
ndr 
) ha separato il suo ploto-ne e Nano [Díaz] è stato mandato in basso con la mitragliatrice. Èarrivato quasi fino alla caserma con il suo treppiedi e quando que-sta si è arresa ha proseguito con la pistola. In quel momento una[...] Arriva un messaggio che chiede un medico, perché Danielha una brutta ferita. Ho passato il messaggio a Las Vegas e sono an-dato di corsa con quello che avevo a portata di mano per riuscire avedere solo il suo cadavere. Daniel era morto per la ferita causatada un mortaio nello stomaco, era di 10 centimetri ma si sarebbepotuto salvare se avesse avuto delle cure immediate. L’imboscataera viziata da vari errori gravi ma aveva lasciato un saldo di 16 sol-dati morti e altrettanti gravemente feriti da una mina. Gli uominisi sono affrettati per andare a cercare le guardie e un mortaio hacolpito Daniel; c’è stato un momento di confusione e lui è rimastosolo con il suo piccolo gruppo, ferito, e ha dovuto passare per unavia crucis fino alla morte, qualche ora dopo. Delle profonde diver-genze ideologiche mi separavano da René Ramos (detto Daniel,
ndr 
) ed eravamo nemici politici, ma ha saputo morire compiendoil suo dovere, in prima linea e chi muore così lo fa perché sente unimpulso interiore che io gli avevo negato e che ora rettifico. Senzaaver tempo per il lutto, proseguiamo per Las Mercedes, organiz-ziamo un assedio, senza sapere con sicurezza se ci sono o no leguardie.
Traduzione di Luis E. Moriones (da
Diario de un combatiente
, © 2011 Aleida March y el Centrode Estudios Che Guevara, © 2011 Ocean Press y Ocean Sur)
Repubblica Nazionale

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