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FaD e apprendimento in rete: nuovi modelli per la formazione del futuro

FaD e apprendimento in rete: nuovi modelli per la formazione del futuro

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Published by Eleonora Guglielman
Tratto da: Learning Audit. Auto-valutazione per l’istruzione e la formazione nell’era della conoscenza, a cura di Marco Guspini, Roma, Anicia, 2003, pp. 69-111.
Tratto da: Learning Audit. Auto-valutazione per l’istruzione e la formazione nell’era della conoscenza, a cura di Marco Guspini, Roma, Anicia, 2003, pp. 69-111.

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Tratto da:
 Learning Audit. Auto-valutazione per l’istruzione e la formazione nell’era dellaconoscenza
, a cura di Marco Guspini, Roma, Anicia, 2003, pp. 69-111.Capitolo terzo
FaD e apprendimento in rete: nuovi modelli per la formazione del futurodi Eleonora Guglielman
3.1 Tecnologie dell’educazione e formazione a distanza
Nel secolo appena trascorso abbiamo assistito a uno sviluppo delle tecnologie della comunicazioneche ha mutato i mezzi e le modalità di trasmissione del sapere, coinvolgendo nella trasformazione lascuola, le altre agenzie formative e tutti i processi educativi e culturali; il campo della formazione adistanza (FaD) è stato quello maggiormente toccato dall’ avvento di Internet e delle reti ISDN, ledorsali a fibre ottiche a larga banda e la tecnologia
wireless
su satellite. Oggi la telematica, comepossibilità di interazione in tempo reale e di condivisione e accesso a risorse remote, appare uncampo emergente nell’ambito delle tecnologie educative, in particolare per le esigenze dellaformazione continua, della riqualificazione e della flessibilità professionale, dove i processi diapprendimento si svincolano sempre di più dai luoghi e i tempi dell’educazione tradizionale.La formazione a distanza ha origine nel XIX secolo, e nella sua forma rudimentale iniziale (sistemiFaD di prima generazione
1
) si limita alla distribuzione di materiale didattico attraverso lacorrispondenza, con uno scambio tra docente e allievo limitato alla correzione degli elaborati: inpratica, una forma di autoapprendimento assistito. Nella seconda metà del secolo successivo sisviluppano i sistemi di FaD di seconda generazione, basati sulla multimedialità, che fanno ricorso amateriali cartacei e audiovisivi, in qualche caso all’uso di computer, e l’ausilio di comunicazionitelefoniche; nel 1969 viene inaugurata la prima Università per corrispondenza, la Open Universitydi Londra, un’istituzione destinata ad avere grande successo e diffusione in tutto il mondo. In questeprime due fasi l’apprendimento è visto come processo individuale e non socializzante, con unmarginale ricorso all’assistenza del
tutor 
. La FaD si presenza a tutti gli effetti come un sistemaeducativo, con alcune caratteristiche di base: la separazione fra chi eroga la didattica e l’utente; lapresenza di un’organizzazione didattica che supporta il percorso, organizza i materiali e struttura gli
1
I tre modelli di formazione a distanza di prima, seconda e terza generazione, cui qui si fa riferimento, corrispondono atre momenti storici dello sviluppo tecnologico, rispettivamente produzione, distribuzione e comunicazione. I primi duesi caratterizzano per la produzione e distribuzione di materiali per l’insegnamento e apprendimento agli studenti, mentrela comunicazione con gli insegnanti è scarsa e quella fra studenti pressoché inesistente; nel terzo appare l’idea dicomunicazione e di apprendimento come processo sociale. Cfr. S. Nipper,
Third Generation Distance Learning and Computer Conferencing
, in R.D. Mason, A.R. Kaye (eds),
 Mindweave: communication, computers and distanceeducation
, Oxford, Pergamon Press, 1989, pp. 63-64.
 
 
interventi, la valutazione
in progress
e la certificazione finale, a differenza di quanto accade nellostudio privato; l’uso di mezzi tecnici che collegano insegnante e studente; la possibilità dicomunicazione a due vie; la possibilità di incontri in presenza; la partecipazione di una formaindustrializzata di istruzione
2
. Le tipologie di FaD più ricorrenti sono riconducibili a tre modelli dibase:1.
 
l’autoapprendimento assistito (centralità del soggetto, destinatari adulti, ruolo del
tutor 
comeaiuto, consulente e valutatore, tecnologie come strumento di comunicazione);2.
 
classe virtuale, che ricrea il modello dell’aula tradizionale (centralità del docente, chetrasmette i contenuti e coordina l’intervento, tecnologie come strumento di comunicazione);3.
 
apprendimento collaborativo in rete, fondato su un gruppo di pari che interagisce econdivide esperienze e conoscenze (
tutor 
come animatore, utenza scientifica, tecnologiecome ambiente integrato di apprendimento)
3
.La terza generazione di sistemi FaD è caratterizzata, al contrario delle prime due, da un alto gradodi interazione fra i partecipanti al processo educativo, tramite la strutturazione in rete e lacostituzione di comunità di apprendimento resa possibile dalle tecnologie telematiche e dai corsi
online
, oltre all’alta flessibilità e la possibilità di personalizzazione dei percorsi formativi. I sistemicosì sviluppati permettono la condivisione di risorse e dati, oltre a facilitare la comunicazioneintegrata e l’implementazione di risorse informative e umane, e i primi sistemi di teleconferenzasegnano l’avvio di una sperimentazione didattica in ambiti formativi aziendali e istituzionali. Larete viene dunque a rappresentare, anche come metafora, il luogo in cui non esiste una gerarchia oun centro dominante, ma tutti i nodi sono connessi l’uno con l’altro in un rapporto paritetico
4
.Oggi si sente sempre più spesso parlare di “
e-learning
di seconda generazione” come nuovoparadigma formativo, le cui caratteristiche salienti possono essere così riassunte:
 
superamento della fase sperimentale e messa a regime delle attività di formazione
on line
;
 
maturità del mercato, pronto ad accogliere le nuove modalità formative, e conseguentementeruolo non più marginale dell’
e-learning
rispetto alla formazione tradizionale; certificazione inbase a standard internazionali;
 
ampie popolazioni di utenza, rispetto ai gruppi ristretti di clienti della
 prima generazione
;
 
offerta basata su corso personalizzati;
 
apprendimento cooperativo e comunità delle pratiche;
2
D. Keegan,
Principi di istruzione a distanza
, Scandicci (Firenze), La Nuova Italia, 1994.
3
Cfr. Cerfad,
Guida alla qualità nei servizi di erogazione e supporto della formazione a distanza
, Bologna, 2000, pp.12-15.
4
La rete come metafora è il «crocevia profondo della nostra epoca, in cui si rispecchiano la crisi diffusa degli aspettisequenziali-lineari e l’aspirazione a forme di organizzazione sociale e cognitiva più aperte e flessibili». A. Calvani,
 Manuale di tecnologie dell’educazione
, Pisa. ETS, 1995, p. 51.
 
 
completa multimedialità in rete, resa possibile grazie alle tecnologie odierne e all’estremavelocità di trasmissione dati;
 
promozione sistematica a livello aziendale.Al superamento del modello di autoistruzione si accompagna un’offerta formativa più complessa edifferenziata, con corsi a struttura modulare e articolata, in piattaforme integrate di nuovaconcezione
5
.Nella gestione della didattica la telematica può contribuire in modo significativo in termini didistribuzione del materiale didattico, distribuzione della risorsa docente, controllo a distanza delprocesso di apprendimento e valutazione dei risultati. La semplificazione dell’accesso alleinformazioni organizzative e all’automazione dei processi gestionali ha permesso il potenziamentodi energie e risorse in molte agenzie formative, fra cui le Università, che hanno introdotto servizi
online
sul piano amministrativo
6
e sul piano didattico. In Italia l’insegnamento-apprendimento in rete(
e-learning
) è ormai decollato, e si stanno avviando con successo numerose iniziative da parte discuole, Università, istituti e aziende pubbliche e private
7
.
3.2 La FaD nel quadro istituzionale italiano ed europeo
Nello scenario di un nuovo modo di intendere la formazione come attività continua e permanentelungo tutto l’arco dell’esistenza, la FaD appare una risposta alla necessità di una modalità formativaaperta, flessibile e personalizzata. Nel 1991 la Commissione delle Comunità Europee ha definitoquesti principi nel
 Memorandum sull’insegnamento aperto e a distanza nella Comunità Europea
:«Il raggiungimento degli obiettivi suddetti (…qualificazione dei lavoratori esistenti e di nuovaimmissione sul mercato del lavoro, accesso di gruppi sottorappresentati, sinergia fra istruzione,formazione e vita economica) richiede strutture più differenziate, più aperte e più flessibili diistruzione e di formazione. Queste strutture vanno progettate in conformità alle esigenze degliutilizzatori e devono essere adattabili al loro lavoro, alle loro condizioni sociali e educative.
5
Cfr. F. Garbolino, S. Bronzino,
 Il passaggio dalla prima alla seconda generazione di e-Learning. L’esperienza di Isvor Fiat 
, “Professionalità”, n. 64, luglio-agosto 2001.
6
Ne è un esempio il libretto
on line
, che certifica le competenze e i crediti acquisiti documentando il percorso formativodello studente e favorisce, in linea con le normative comunitarie, l’integrazione con altre istituzioni e il trasferimentoverso altri sistemi formativi; tutto ciò oltre all’evidente vantaggio di alleggerire le procedure amministrative eabbreviare i tempi burocratici.
7
In Europa esiste, dal 1987, l’Associazione Europea delle Università a Distanza (EADTU); in Italia le prime esperienzedi didattica universitaria in rete sono sorte alcuni anni fa ad opera di due consorzi, il CUD e il Consorzio Nettuno.Attualmente tutte le Università sono dotate di un portale Internet e molte di esse offrono la possibilità di frequentarecorsi
on line
(il numero di Atenei che offrono didattica in rete cresce di anno in anno). Fra le prime esperienzeinteressanti della scena italiana citiamo quella di
 Learning on line
(del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e dellaFormazione dell’Università di Torino); il Sistema Orfeo di Educazione degli Adulti, nell’area di ricerca dei sistemiinformativi dell’Isfol; il progetto pilota
Polaris
, una collaborazione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l’IstitutoTecnologie Didattiche del CNR, da molti anni attivo nel campo.

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