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L'alimentazione secondo la Bibbia

L'alimentazione secondo la Bibbia

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Published by Mimo Natta
Estratto da "La Ruota dell'Esistenza" per quanto riguarda l'alimentazione umana, con alcune aggiunte.
Estratto da "La Ruota dell'Esistenza" per quanto riguarda l'alimentazione umana, con alcune aggiunte.

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Published by: Mimo Natta on Jan 19, 2012
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07/09/2012

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L'ALIMENTAZIONE SECONDO LA BIBBIA
Queste norme alimentari sono estratte dal capitolo
“Alimentazione:quando, quale, quanto”
nel
 
libro
“La Ruota dell’Esistenza”.
Gesù disse:
“Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello chemangerete, nè per il vostro corpo, come vi vestirete. La vita vale piùdel cibo e il corpo vale più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio nel granaio, e Dio li nutre” 
(Lc 12,22-31).
Per quanto riguarda la carne
faccio una riflessione su quanto Diovuol far intendere a coloro che non sono ciechi, sordi e col cuoreindurito, ricordando che nel libro della Genesi, dopo la creazionedell’uomo, disse:
“Ecco, io vi do ogni sorta di erbe che producono seme e che sono sulla superficie della terra, e anche ogni sorta di alberi in cui vi sono frutti che producono seme: essi costituiranno il vostro nutrimento” 
(Gen 1,29). E così avvenne. Nel piano originariodi Dio, secondo la tradizione sacerdotale, il cibo dell’uomo dovevaessere vegetariano. È un modo per presentare la condizione ideale delmondo, in cui non c’è la necessità di uccidere per procurarsi il cibo.Dopo il peccato originale Dio disse:
“Ecco, l’uomo è diventatocome uno di noi, conoscendo il bene e il male. Ora facciamo sìch’egli non stenda la sua mano e non prenda anche dell’alberodella vita, così che ne mangi e viva in eterno” 
. E il Signore Dio lomandò via dal giardino dell’Eden, perché lavorasse la terra dalla qualeera stato tratto. Scacciò l’uomo, e dinanzi al giardino dell’Eden posedei cherubini e la fiamma della spada folgorante per custodirel’accesso all’albero della vita. Perciò l’uomo dopo avere peccatocontro Dio, da immortale divenne mortale.E dopo il Diluvio Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame ein tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi  servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. Soltantonon mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Del 
 
 sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; nedomanderò conto a ogni essere vivente e domanderò conto della vitadell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello” 
(Genesi 9,1-5)
 .
In contrapposizione a Genesi 1,29 ove Dio insegnava una dietavegetariana, diede invece come cibo all’uomo anche ciò che ha vitaanimale.Fu un segno che la situazione dell’uomo era diversa dallacondizione originaria ideale.
“Chi vuol intendere intenda!” 
.
Poi nelLevitico (cap. 11) Dio precisò quali animali era permesso mangiare equali no.Tutte le religioni, che mirano a favorire, per la loro stessa natura,l’evoluzione spirituale dell’uomo, hanno preconizzato o ristabilito larestrizione dell’alimentazione carnea. Che certuni si sentano obbligatia consumarne regolarmente è possibile, ma non devono illudersi suisuoi vantaggi tanto nutritizi che spirituali. La carne non è un alimentodi scelta, ma al contrario, un alimento di rifiuto.Sappiamo infatti che gli animali sono quasi tutti allevati in modoinnaturale e che negli allevamenti si usano antibiotici e anabolizzanti.Le carni rosse, anche quelle classificate magre, sono ricche di grassisaturi, molto dannose per il nostro organismo. Conviene di preferenzascegliere carni bianche: pollo, tacchino o coniglio, peraltro anch'essisoggetti a possibili contaminazioni.
L'alimentazione molto carnea
contribuisce al sorgere di malattiecardiocircolatorie, infarto, obesità, ipertensione e spesso anche ilcancro! Le carni più putrescibili, non solo intossicano, ma degradanolo spirito ed eccitano la sensualità.
 
La carne non è dunque, come sivorrebbe far credere, un alimento necessario: i vigorosi contadini diuna volta ne mangiavano molto poca; essa non è un alimento che dàforza o resistenza: certi atleti non ne consumano quasi, altri per niente, e tutti fanno prova di una resistenza meravigliosa. È a causadel cuore indurito dell’uomo, che Dio autorizzò Noè a nutrirsi dicarne dopo la distruzione col diluvio della razza umana divenutasanguinaria e impura. La vita terrestre ha per scopo la spiritua-lizzazione progressiva dell’essere umano.
 
Volendo, la carne può essere sostituita dalla
soia,
che ha un altocontenuto di proteine.
 
Il porco è stato cancellato dall'alimentazione degli Israeliti e deiMaomettani.
Ricordate nel Vangelo l’episodio di guarigionedell’indemoniato nel paese di Geraseni? (Lc 8,32-33, Mc 5,9-13, Mt8,28). La legione di demoni fatti uscire dall'indemoniato supplicaronoGesù di mandarli in un branco di porci; entrati in essi l’intero brancosi lanciò a precipizio nel lago e affogò! Chi vuol intendere intenda!
Che pensare del pesce?
Il pesce è senz'altro preferibile alla carne percè ricco di olii polinsaturi, protettivi nei confronti delcolesterolo, ed è privo di grassi saturi. Ognuno comunque converràche, in periodi di astinenza, sarebbe bello e buono sopprimere ognicarne, compreso il pesce; anch'esso è un animale che per esseremangiato deve essere ucciso.Si può fare notare che nessuna privazione entra in linea di conto nelghiottone che mangia un'orata o sogliola o ostriche, al posto di una bistecca. Si potrebbe obiettare, in favore del pesce, il fatto che GesùCristo stesso lo moltiplicò per nutrire le folle, e che Egli non ne hamai condannato l’uso. Senza voler esaurire il problema che questaobiezione solleva, è assai facile rispondere: se consideriamo che ilCristo si occupava unicamente del solo dominio spirituale che Egliveniva a stabilire con una invincibile potenza sulla terra, e che questaquestione alimentare al momento non lo interessava, non vediamo perché si dovrebbe prendere il suo atteggiamento di distacco per unconsiglio da usare del tutto incondizionatamente. Noi sappiamo al contrario che Egli è venuto ad insegnare larinuncia, e che la Chiesa nello Spirito di Pìetà-Devozione, ha estesoquesta rinuncia al dominio alimentare coi digiuni e le astinenze.
Bisogna fare una distinzione molto netta tra:1)
ciò che è meglio, preferibile, consigliabile,
2)
ciò che è permesso, tollerato e dunque non condannabile,
3)
da ciò ciò che è rischioso e proibito.
San Paolo
 
scrisse:
“Tutto è permesso,
 
ma non mi lascio dominareda nulla”.
 
Un proverbio dice:
“non tutto è buono ciò che piace”.

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