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Appunti Radiologia

Appunti Radiologia

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Published by KaterineMari
Appunti di radiologia, facoltà di medicina e chirurgia.
Appunti di radiologia, facoltà di medicina e chirurgia.

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DIAGNOSTICA per IMMAGINI: tecnicheradiologiche
Raggi X.
Per produrre raggi X occorre: una sorgente di elettroni, unaforza che li acceleri e un bersaglio che li freni.Il tubo di Coolidge è un’ampolla di vetro in cui è creato ilvuoto ed è internamente composto da una spiralina ditungsteno (catodo) portata all’incandescenza per effettotermoelettrico (Edison) che libera elettroni, che vengonoaccelerati in linea retta da una d.d.p. e che vanno a colpirel’anodo dove vengono frenati: l’energia cinetica degli elettroni si trasforma nel 99% incalore e nell’1% in raggi X. Questi raggi X possono essere distinti in raggi “difrenamento” con distribuzione dello spettro continua, e raggi “caratteristicidegliatomi dell’anodo (rame o tungsteno) che hanno uno spettro discontinuo. Siccome peròil 99% dell’energia è sottoforma di calore, l’anodo è stato fatto ruotare perraffreddarlo. Si può quindi modellare il fascio di raggi X a seconda delle esigenzeaumentando l’intensità di corrente che passa nella spiralina (maggior flusso di raggi X)o aumentando la d.d.p. con raggi X più carichi di energia e quindi più duri.Proprietà dei raggi X:
1.
La probabilità di interazione con la materia è tanto minore quanto maggiore èl’energia fotonica.2.La probabilità di interazione con la materia è tanto maggiore quanto maggiore è lostrato di materia attraversato.3.La probabilità di interazione con la materia dipende dal numero atomico medio deltessuto.4.All’atto dell’interazione con la materia cedono energia inducendo ionizzazioni edeccitazioni.5.Inducono fluorescenza in certi materiali e sono in grado di impressionare lepellicole fotografiche.I tre meccanismi fondamentali di interazione nei tessuti biologici dei raggi X di energiacorrispondente a quella usata in radio diagnostica sono: effetto fotoelettrico (ilprincipale), effetto Compton, creazione di coppia.I rischi nell’uso dei raggi: possono dare un danno somatico, danno genetico(trasmesso alla progenie) e danno in gravidanza (molto sensibile il feto tra 15° giornoe 7 settimana, periodo dell’organogenesi: esiste la regola dei 10 giorni). Seaccidentalmente una donna è esposta a raggi X si decide di interrompere lagravidanza se ha assorbito più di 100-150mSv di radiazioni. A livelli di dose diradiazione in gioco in radiodiagnostica, gli unici tipi di danno somatico che hanno unacerta probabilidi evenienza sono l’induzione di una leucemia o di un tumoremaligno. Questi eventi sono del tipo tutto o nulla, nel senso che si manifestano con lapiena intensità espressiva o non si manifestano affatto.
Immagini radiologiche tradizionali.
I raggi X raccolgono informazioni sulle struttureattraversate e bisogna considerare:
Fascio incidente:
caratterizzato dal fatto che in ognisuo punto il flusso di raggi X è costante (omogeneo), lasua propagazione genera un cono nello spazio (equindi l’immagine radiologica può essere ingrandita) e
1
 
allontanandosi dall’anodo, il flusso fotonico diminuisce in ragione del quadratodella distanza (occorre valutare bene quindi la distanza focale).
Oggetto esposto:
può essere considerato composto da infiniti piani sovrapposti,ortogonalmente disposti rispetto alla direzione di propagazione del fascio incidente.L’assorbimento di raggi X è funzione del numero atomico medio e della densitàelettronica.
Fascio emergente:
il flusso è disomogeneo perché c’è stata rimozione di raggi X ereca l’immagine formatasi a seguito della rimozione dei fotoni da parte di tutte lestrutture incontrate.(il fotone assorbito per effetto fotoelettrico scompare dal fascio: in corrispondenzadella sua traiettoria si avrà un vuoto fotonico nel fascio emergente. Un vuoto analogosi creerà anche per l’effetto compton, ma il fotone diffuso, se non verrà eliminato conqualche accorgimento, andrà ad aggiungersi, nel fascio emergente, con traiettoriaobliqua rispetto a quella originaria, in punti non di sua competenza, inducendo unadistorsione di fedeltà dell’immagine primaria. (problema ovviato dall’utilizzo dellegriglie antidiffusione).L’occhio umano non vede i raggi X e quindi sono necessari dei metodi di“visualizzazione”: radioscopia e radiografia.La
radioscopia tradizionale
sfrutta il fenomeno della fluorescenza: l’energia dei fotoniX, assorbita da opportuni materiali detti “fosfòri” (come platinocianuro di bario), ècommutata in energia di fotoni luminosi. Quindi uno schermo fluorescente perradioscopia è formato da uno strato di cristalli di fosfòro a sua volta ricoperto da vetrocontenente piombo per proteggere l’osservatore; l’immagine va osservata in ambientebuio. Come si vedono le immagini radioscopiche? L’osso è nero e l’aria bianca. Questoperché l’osso assorbe molti raggi X mentre i gas quasi nulla e sullo schermo ci saràmassima fluorescenza per i fotoni che hanno passato l’aria e pochi per quelli chehanno passato l’osso. Si osservano immagini esattamente inverse alla radiografia.Oggigiorno è possibile sfruttare l’evoluzione tecnica della radioscopia conintensificatore di luminosità che permette di osservare anche in condizioni diurne. Iprincipali difetti della radioscopia tradizionale sono: immagine assai tenue che inducead una visione crepuscolare con necessità di preadattamento dell’occhio al buio,risoluzione bassa, dose di radiazione elevata al paziente e dose di radiazione nontrascurabile al radiologo.La
radiografia tradizionale
sfrutta la capacità dei raggi X di impressionare le pellicolefotografiche. La parte sensibile della pellicola è formata da cristalli di bromurod’argento su acetato di cellulosa: per effetto dei raggi X l’AgBr si decompone liberandoargento metallico opaco alla luce (e produce quindi una immagine latente che vienepoi sviluppata). Per potenziare il fenomeno risparmiando al paziente radiazioni si puòinserire la pellicola radiografica tra due schermi fluorescenti (metodo radioscopico conossisolfuro di gadolinio) che potenziano e rinforzano la pellicola.Lo sviluppo della pellicola consiste nella riduzione completa dell’AgBr che ha interagitocon i raggi X conferendo un intenso colore nero e poi fissaggio per solubilizzazionedell’AgBr residuo: la pellicola fotografica è così annerita laddove molti fotoni hannocolpito la pellicola (e quindi hanno attraversato il corpo, come per l’aria) e quasitrasparente laddove pochi fotoni hanno colpito la pellicola (come per l’osso).Per migliorare l’immagine occorre ricordare che è preferibile una grande distanzafocale (riduce l’ingrandimento proiettivo), un basso tempo di esposizione (riduce lasfumatura “cinetica”) e l’uso di una griglia antidiffusione che riveli solo i fotoniperpendicolari e non quelli obliqui generati per effetto Compton.La riproduzione tonale in radiografia è inversa a quella radioscopica. 5 gradazioni:tonalità aerea = nerotonalità adiposa = grigio scuro
2
 
tonalità parenchimatosa = grigio mediotonalità ossea = grigio chiarotonalità metallica = bianco
La radiologia digitale.
Oggi giorno molto importanti sono diventate le tecniche digitali, che rendono possibilimolteplici elaborazioni delle immagini radiologiche e la semplicità organizzativa egestionale.. Parametri delle immagini digitali sono il
voxel
(elemento unitario divolume corporeo deciso dall’operatore) e il
 pixel
(elemento unitario dell’immaginedigitale dove la gradazione di grigi è uniforme); l’immagine digitale è quindirappresentata da una matrice numerica. La risoluzione spaziale di un’immaginedigitale è in rapporto inverso alla dimensione del pixel: quanto più è piccolo questo etanto è maggiore è la risoluzione. Si definisce
 profondità del pixel
il numero di bitutilizzati per rappresentare i possibili valori della variabile in oggetto (scala di grigi). Tutti i sistemi digitali utilizzano sempre raggi X, e sono costituiti da: tubo da raggi X,sistema di rivelazione (che converte i raggi X in un’energia più gestibile), sistema diregistrazione e sistema informatico di visualizzazione e archiviazione.In radiologia convenzionale la pellicola svolge simultaneamente la funzione dirilevatore e di visualizzatore mentre nella radiologia digitale le due funzioni vengonoseparate.La radiografia moderna con tecniche digitali si basa su due importanti varianti:
Radiografia computerizzata (CR)
: è una modalità di ricostruzione di immaginiradiografiche digitali che utilizza un sistema passivo a cassette mobili. La partesensibile è costituita da un sottile strato di fosfòro (flurobromuro di bario attivatocon europio) contenuta in una cassetta di alluminio; i raggi X inducono alterazionidel reticolo cristallino del fosfòro con immagini che rimangono intrappolate. Lacassetta è inserita nel lettore di immagini che “legge” con un fascio laser e poi lapiastra viene quindi risettata mediante esposizione a luce di sodio ad alta intensità.È un sistema compatibile con le apparecchiature radiografiche tradizionali ma nonrisolve l’impegno del tecnico radiologo di posizionare la cassetta e far procedere lastessa nelle varie fasi di lettura.
Radiografia digitale (DR)
: è una modalità di acquisizione diretta che non fa uso dicassette radiografiche poiché il detettore è in grado di convertire l’energia deifotoni X in segnale digitale (grazie al silicio o selenio amorfo) utilizzandocondensatori che convertono l’energia luminosa direttamente in segnale elettrico equindi digitale.Fattori che influenzano la qualità dell’immagine radiologica:-la dimensione della macchina focale del tubo da raggi X si ripercuote sulladefinizione di ciascun punto dell’oggetto attraverso l’induzione di un effettopenombra-l’aumento della distanza focale contribuisce simultaneamente a ridurrel’ingrandimento proiettivo e lo stesso effetto penombra con conseguentemiglioramento della definizione
-
la griglia antidiffuzione consente l’eliminazione dei fotoni diffusi per l’effettocomptonl’anatomia umana normale riconosce 3 piani fondamentali di riferimento: il piano
sagittale
(rispetto al quale le strutture corporee si troveranno a sinistra o a destra), ilpiano
frontale
(rispetto al quale si troveranno anteriormente o posteriormente, il piano
trasversale
(rispetto ai quali si troveranno cranialmente o caudalmente)ogni proiezione radiologica è il risultato di rapporti definiti tra il fascio di radiazione e ipiani corporei. Questi rapporti si definiscono
incidenza
.
Mezzi di contrasto nella radiologia tradizionale.
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