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Radioterapia

Radioterapia

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04/09/2013

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Radio terapia
La radioterapia è una branca della medicina che si interessa dell’uso delle radiazioniionizzanti nel trattamento delle malattie neoplastiche, ma anche non neoplastiche. Noiparleremo di radiobiologia (essa studia l’interazione delle radiazioni ionizzanti –RI- eesseri umani, e come questa possa essere utilizzata in radioterapia), radioprotezione,e radioterapia (apparecchiature e tecniche). Le radiazioni elettromagnetiche hannouno spettro continuo, e variano per la lunghezza d’onda ), la frequenza (f) el’Energia che trasportano (E). E ed f sono direttamente proporzionali; λ è inversamenteproporzionale ad E ed f (se diminuisce λ allora aumentano f ed E).
Tipi di radiazioni ionizzanti
: si distinguono RI
elettromagnetiche
(raggi X e γ) e ri
corpuscolate
(particelle cariche come elettroni [o particelle β], protoni, particelle α[costituite da 2protoni e 2neutroni], oppure fasci di neutroni, oppure ioni leggeri cioènuclei di carbonio, neon, silicio, o argo. La differenza tra raggi x e γ risiede nella loroorigine, infatti i primi originano da un tubo a raggi X, oppure da acceleratori lineari cheproducono i cosidetti raggi x ad alta energia, i secondi vengono emessi dal nucleo dielementi spontaneamente radioattivi (radium), o resi artificialmente tali (isotopiradioattivi come Co
60
): l’emissione di energia rappresenta la modalità attraverso cui ilnucleo eccitato si libera dell’energia in eccesso. Le radiazioni corpuscolate originanodal decadimento radiattivo; il decadimento, si verifica quando un elemento non ha lostesso numero di protoni e neutroni, ciò lo rende instabile e causa l’emissione diparticelle atomiche.L’interazione delle ri con la materia riconosce tre fasi: la
fase fisica
(10
-18
10
-12
sfenomeni di ionizzazione ed eccitazione), la
fase chimica
(10
-10
– ore azione diretta edindiretta), e la
fase biologica
(ore-anni lesioni del materiale genetico, alterazionimetaboliche).
Interazioni RI-materia
: Nella collisione con la materia le radiazioni cedono tutta oparte dell’energia alle molecole ed agli atomi che la assorbono, con conseguenze chevariano a seconda della quantità di energia da esse ceduta ed assorbita dagli atomibersaglio. Sulla base di queste osservazioni le radiazioni vengono divise in eccitanti(con energia inferiore a 10eV e l’energia ceduta è inferiore a quella necessaria adespellere dall’atomo uno dei suoi elettroni di valenza) ed in ionizzanti (con energiasuperiore a 10eV dove l’energia ceduta supera quella di legame e l’elettrone divalenza viene espulso dall’atomo che diviene uno ione positivo); radiazioni conenergia inferiore a 1eV hanno solo un effetto termico sui tessuti.I
raggi x e γ 
cedono energia alla materia attraverso 3 meccanismi:-
Effetto fotoelettrico
il fotone incidente cede tutta la sua energia ad un elettrone diun orbita più interna; il fotone scompare, e l’elettrone viene fuori dall’atomo con unacerta energia cinetica. Ciò causa ionizzazione.-
Effetto Compton
il fotone cede all’elettrone urtato (di solito posto nelle orbite piùesterne) solo parte della sua energia; il fotone continua il suo cammino deviato e conminor energia, l’elettrone viene espulso con una certa energia cinetica.-
Effetto coppia
si verifica solo per fotoni con energia superiore a 1,02MeV checolpiscono il nucleo liberando un elettrone negativo e uno positivo (detto anchepositrone il quale poi colpendo un elettrone da origine a due raggi γ perpendicolari di511KeV ciascuno ).
 
Questi effetti si verificano in base all’energia dei fotoni incidenti; cioè per fotoni pocoenergetici l’effetto fotoelettrico è il più probabile, molto meno probabile l’eff Compton,inesistente l’eff coppia. All’aumentare dell’energia aumenta la probabilità dell’efcoppia, e diminuisce quella per l’eff fotoelettrico. Ad es fotoni con pdi1,02MeV
50%eff Compton, 50% coppia,0 % fotoelettrico.I 3 meccanismi sopra detti portano sempre alla formazione di un elettrone secondario,il quale è a sua volta in grado di dissipare energia e produrre altre ionizzazioni.La densità media di ionizzazione nei tessuti biologici è di 60coppie di ioni/µm dipercorso per i raggi x, 7,5 coppie/µm per i raggi γ. Con i raggi x convenzionali ilmassimo della dose è depositato alla superficie della porta di ingresso del fascio;invece per i raggi γ prodotti dal Co60, il massimo della dose è deposto a 5mm diprofondità. Utilizzando raggi x con energia maggiore si può progressivamente spostareil massimo della dose più in profondità, con un certo risparmio degli strati superficiali.Il meccanismo di interazione degli
elettron
i è l’urto anelastico: l’interazione a distanzatra il campo elettrico dell’elettrone primario, e il campo elettrico dell’atomo porta aionizzazione. Inoltre si vengono a formare elettroni secondari, terziari….ecc dopo levarie interazioni. La densità di ionizzazione è di 7-9coppi/µm.Le modalità di interazione dei protoni (simile per le particelle α) sono sovrapponibili aquelle degli elettroni, cioè i protoni hanno urti anelastici con gli elettroni degli atomiinducendo ionizzazione. La densità di ionizzazione è di 20coppie/µm, però c’è unaparticolarità; con l’aumentare della profondità la velocità del protone diminuisce, aseguito delle interazioni. Diminuendo la velocità di progressione aumenta la densità diionizzazione, prima in modo lento, poi in maniera brusca (cioè si ha un picco di densitàdi ionizzazione) in corrispondenza del tratto finale del percorso. In breve i protonidanno un picco di ionizzazione quando la loro velocità è più bassa, questo perché abasse velocità diventano più probabili le interazioni con gli elettroni degli atomi.L’evento più probabile per i
neutroni
è la collisione con un nucleo di idrogeno, ilneutrone ne risulta deviato, e il protone che costituisce il nucleo dell’ H viene messo inmovimento e produce numerose ionizzazioni lungo il suo percorso. Se il fascio dineutroni è molto energetico può interagire con nuclei di carbonio e O, liberandoparticelle α densamente ionizzanti. La densità di ionizzazione è di 600coppie/µm.
Azione diretta e indiretta
: l’eccitazione e la ionizzazione di un atomo inducetipicamente la rotture di questo dalla molecola di cui fa parte. Poiché l’interazione traRI e molecola è un evento casuale, la probabilità che ciò coinvolga una determinatamolecola è proporzionale alla presenza di questa molecola nel tessuto irradiato.L’acqua è la molecola più rappresentata nei tessuti, ecco percrappresenta lamolecola costantemente colpita dalle RI.La molecola di acqua ionizzata va incontro ad una serie di reazioni definitenell’insieme
radiolisi ionizzativa
. Si formano radicali liberi (hanno un elettrone spaiato)come H e OH, che possono danneggiare il DNA. In assenza di O
2
e di biomolecole ( es.irradiazione di acqua pura ), i radicali interagiranno tra loro secondo tutte le possibilicombinazioni producendo “prodotti molecolari”: H
2
O, H
2
e H
2
O
2
, questo ultimofortemente ossidante. Se nel mezzo irradiato è presente, in sufficiente concentrazione,O
2
, questo, per l’elevata elettroaffinità, catturerà radicali H dando luogo allaformazione del radicale HO
2
(ad alto potere ossidante ) Questo è l’effetto indiretto.L’effetto diretto è quando la RI danneggia direttamente il DNA.Per azione indiretta agisce anche la molecola di ossigeno; infatti essa è di per sé ingrado di sottrarre elettroni alle biomolecole formando ROS che possono danneggiare ilDNA o altri componenti della cell. Ciò spiega perché a parità di dose somministratal’effetto biologico indotto è 2-3 volte superiore in presenza di ossigeno (
effettodell’ossigeno
). Quindi l’ossigeno funziona da radio sensibilizzante.
 
Le RI a bassa DI agiscono più per fenomeni indiretti che diretti, opposto per quelle adalta DI.
Grandezze fisiche e unità di misura:
1.DOSE di ESPOSIZIONE: serve a misurare la dose in aria prima che arrivi al paziente,si utilizza il Roengter come cariche elettriche che si generano nell’unità di massa(nella pratica 1 R = 1C/1Kg di aria).2.DOSE ASSORBITA: è la quantità di energia erogata per unità di massa di tessutoindipendentemente dal tipo di radiazione. 1 Gray (Gy) = 1 Joule/Kg. Di solito inradioterapia si da una dose di 70Gy dilazionata in più sedute3.DOSE EQUIVALENTE: è il prodotto della dose assorbita per il fattore Q. Esprime lacapacidi indurre un danno biologico equivalente da parte di radiazioni condiverso LET. 1 Sievert (Sv) = 1Gy*Q. Il
fattore qualitativo
“Q” permette il confrontodegli effetti di radiazioni con stessa energia ma con LET diversi (per i raggi alfa è20 volte più grande di quelli X e gamma).4.LET: è la capacidi trasferire energia delle radiazioni, ovvero il numero diionizzazioni per unità di percorso che è conseguenza della densità di ionizzazione.1 LET=1J/mATTIVITA’ RADIOATTIVA: misurata in Bequerel (1 Bq=1 disintegrazione al secondo) main passato misurata in Curie (1Ci=3,7*10
10
Bq).
Effetto biologico
: a parità di dose somministrata, l’effetto biologico indotto varia inbase al tipo di RI. Le radiazioni a bassa DI (x,γ, elettroni) distribuiscono le ionizzazioniin maniera sparsa, spesso non riuscendo a localizzarle nel bersaglio; sono però moltosensibili al potenziamento indotto dall’O2. Le RI a alta DI (neutroni, protoni)concentrano le ionizzazioni nello spazio, e non sono sensibili al potenziamento indottodall’O2.L’efficacia biologica è espressa in forma relativa a una radiazione di confronto:EBR (efficacia biologica relativa)
efficacia biol della radiazione considerata/ EB dellaradiazione di riferimento.La radiazione di riferimento è quella γ del Co60. Ad es i protoni EBR 2. L’EBR varia inbase alla dose, al frazionamento, allacomposizione del fascio (energia e numeroatomico della particelle), alla profondità, e altessuto (dipende dalla capacità di riparazione deltessuto).Un altro parametro biologico che vieneconsiderata è il LET (linear Energy transfer):energia trasferita per unità di percorso, misuratain J/m. Il LET può essere concettualmente assimilato alla DI.Oltre un certo LET l’EBR non aumenta più, anzi diminuisce; questo perché la cellmuore (schema qui sopra).Il danno causato dalle RI può essere letale, sub letale (può essere riparato dai sistemienzimatici che agiscono sul DNA; lo stesso tipo di danno può essere subletale in unacellula normale che ripara il DNA normalmente e letale in una cellula tumorale che nonè in grado di riparare il danno.), o potenzialmente letale (danno che in una cellulanormale sarebbe letale ma che non lo è più in particolari condizioni metaboliche (comel’ipossia e l’ipometabolismo). La morte della cell può avvenire per morte mitotica(danni ai cromosomi come delezioni, duplicazioni, ponti tra cromosomicompromettono la mitosi inducendo la morte della cell. è l’evento più frequente),apoptosi (danni a carico del DNA o di altre strutture cell attivano l’apoptosi prima chela cell si dividi. Nei tessuti irradiati è responsabile del 10% delle morti cell), necrosi.

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