Questi effetti si verificano in base all’energia dei fotoni incidenti; cioè per fotoni pocoenergetici l’effetto fotoelettrico è il più probabile, molto meno probabile l’eff Compton,inesistente l’eff coppia. All’aumentare dell’energia aumenta la probabilità dell’eff coppia, e diminuisce quella per l’eff fotoelettrico. Ad es fotoni con più di1,02MeV
50%eff Compton, 50% coppia,0 % fotoelettrico.I 3 meccanismi sopra detti portano sempre alla formazione di un elettrone secondario,il quale è a sua volta in grado di dissipare energia e produrre altre ionizzazioni.La densità media di ionizzazione nei tessuti biologici è di 60coppie di ioni/µm dipercorso per i raggi x, 7,5 coppie/µm per i raggi γ. Con i raggi x convenzionali ilmassimo della dose è depositato alla superficie della porta di ingresso del fascio;invece per i raggi γ prodotti dal Co60, il massimo della dose è deposto a 5mm diprofondità. Utilizzando raggi x con energia maggiore si può progressivamente spostareil massimo della dose più in profondità, con un certo risparmio degli strati superficiali.Il meccanismo di interazione degli
elettron
i è l’urto anelastico: l’interazione a distanzatra il campo elettrico dell’elettrone primario, e il campo elettrico dell’atomo porta aionizzazione. Inoltre si vengono a formare elettroni secondari, terziari….ecc dopo levarie interazioni. La densità di ionizzazione è di 7-9coppi/µm.Le modalità di interazione dei protoni (simile per le particelle α) sono sovrapponibili aquelle degli elettroni, cioè i protoni hanno urti anelastici con gli elettroni degli atomiinducendo ionizzazione. La densità di ionizzazione è di 20coppie/µm, però c’è unaparticolarità; con l’aumentare della profondità la velocità del protone diminuisce, aseguito delle interazioni. Diminuendo la velocità di progressione aumenta la densità diionizzazione, prima in modo lento, poi in maniera brusca (cioè si ha un picco di densitàdi ionizzazione) in corrispondenza del tratto finale del percorso. In breve i protonidanno un picco di ionizzazione quando la loro velocità è più bassa, questo perché abasse velocità diventano più probabili le interazioni con gli elettroni degli atomi.L’evento più probabile per i
neutroni
è la collisione con un nucleo di idrogeno, ilneutrone ne risulta deviato, e il protone che costituisce il nucleo dell’ H viene messo inmovimento e produce numerose ionizzazioni lungo il suo percorso. Se il fascio dineutroni è molto energetico può interagire con nuclei di carbonio e O, liberandoparticelle α densamente ionizzanti. La densità di ionizzazione è di 600coppie/µm.
Azione diretta e indiretta
: l’eccitazione e la ionizzazione di un atomo inducetipicamente la rotture di questo dalla molecola di cui fa parte. Poiché l’interazione traRI e molecola è un evento casuale, la probabilità che ciò coinvolga una determinatamolecola è proporzionale alla presenza di questa molecola nel tessuto irradiato.L’acqua è la molecola più rappresentata nei tessuti, ecco perché rappresenta lamolecola costantemente colpita dalle RI.La molecola di acqua ionizzata va incontro ad una serie di reazioni definitenell’insieme
radiolisi ionizzativa
. Si formano radicali liberi (hanno un elettrone spaiato)come H e OH, che possono danneggiare il DNA. In assenza di O
2
e di biomolecole ( es.irradiazione di acqua pura ), i radicali interagiranno tra loro secondo tutte le possibilicombinazioni producendo “prodotti molecolari”: H
2
O, H
2
e H
2
O
2
, questo ultimofortemente ossidante. Se nel mezzo irradiato è presente, in sufficiente concentrazione,O
2
, questo, per l’elevata elettroaffinità, catturerà radicali H dando luogo allaformazione del radicale HO
2
(ad alto potere ossidante ) Questo è l’effetto indiretto.L’effetto diretto è quando la RI danneggia direttamente il DNA.Per azione indiretta agisce anche la molecola di ossigeno; infatti essa è di per sé ingrado di sottrarre elettroni alle biomolecole formando ROS che possono danneggiare ilDNA o altri componenti della cell. Ciò spiega perché a parità di dose somministratal’effetto biologico indotto è 2-3 volte superiore in presenza di ossigeno (
effettodell’ossigeno
). Quindi l’ossigeno funziona da radio sensibilizzante.