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Vittorio Sereni 1913

Vittorio Sereni 1913

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Vittorio Sereni 1913 - 198331/05/200713.58.00
Portato ad esempio x la libertà di composizione, l’accomunanza di pensieripersonali ed esperienze storiche ed una trama di questioni umane.FRONTIERA 1941: parla della fine della giovinezza traendone segnali dalpaesaggio nativo (Luino, sul Lago Maggiore) e dalla natura. E’ un idilliomalinconico che avverte il cambiamento delle stagioni.DIARIO D’ALGERIA 1947: parla della reclusione di Sereni nei campi diconcentramento dell’Africa del Nord da parte degli inglese. L’io passa dalraccontare la propria vicenda al vedere la vita come immobile ed esclusadalla storia.GLI STRUMENTI UMANI 1965: inizia la grande poesia di Sereni.La sua lingua si libera di ermetismi e petrarchismi, è una poesia inclusiva,che accoglie tutto dentro di sé.In una
lettera del ’61
dice che non ha una verità da trasmettere, ma deiconti da saldare con l’esperienza, vuole dare testimonianza dell’esistenzaall’interno della poesia.Una prima conseguenza di ciò fu l’uso di una lingua vicina al parlato.Il soggetto di tutto questo è un debole, sempre ostaggio di qualcuno,indifeso.Questa poesia è sensibile a 2 cose:-Il dialogo con i morti;-La natura, che interagisce, non fa solo da sfondo alle azioni umane.STELLA VARIABILE 1981: questi temi, arboreo e dei morti, si legano adaltri, come le piante che danno un’idea di movimento ai confini di un’altradimensione.Il dialogare con i morti non serve solo al bisogno di un colloquio che vaoltre la scomparsa (come in
Niccolò
) ma l’io del poeta è coinvolto, tantoche si sente “trapassante”, si paragona ai morti sostituendoli e non credeall’identificazione come possibile patria.In un periodo in sui ci si sente impossibilitati a tramutarsi in storia, ilsenso di partecipare al male impone l’allontanamento da sé stessi.
 
Sereni arriva all’indelebile colore del vuoto e al nulla con parole chetolgono dall’esistenza l’oggetto che nominano e con la semplificazionenegativa dei rapporti temporali che non fa sperare in un futuro digiustizia.Questi ultimi 2 libri ci danno un’idea di poesia diversa, basata sul dialogodi confronto con visi e voci, senza lirismo e tradizioni della letteratura.
“Sulla strada di Zenna”
Figure animistiche della natura.Il poeta vive i vari mutamenti naturali dei paesaggi, ma sempre restandoin macchina.-senso realistico-senso simbolico “
Piante turbate
”: mosse dal vento, ma anche perché sembrano sulpunto di consegnare dei messaggi provenienti dall’io stesso del poeta. “
Estate dei miei anni
”: estate della sua maturità. Fa un’autocritica, siriferisce a Frontiera, dove parlava di una situazione che ormai sentelontana. Il tema del ritorno è trattato come impossibilità di essere felice.Il poeta avverte la transitorietà della propria esistenza, di fronte apaesaggi che invece sono sempre uguali
sentimento di disperazione edolore.Elementi di cultura e civiltà contadine, del passato, perché immutabili:-“strumenti umani”: contadini, legati al fabbisogno, alla necessità,sono capitalistici.-“buttare la lenza”: della speranza, cosicché qualcuno possarealizzare questa speranza, che però è buttata a vuoto nei secoli, èuna cosa che perdura nel tempo.-“scarse vite”: immutate, sempre lì.Questi elementi segnalano il privilegio dell’io del poeta che si muove, maquesto privilegio è pagato con la transitorietà.L’immobile rinfaccia al poeta la sua esistenza di mobilità e questo fapensare che le “piante mutate” non siano solo mosse dal vento, ma che cisia un significato più profondo. “
braccia che si agitano
”: mani delle persone morte che appartengono aquella civiltà contadina ormai sorpassata.Il movimento non è fatto dal protagonista, come nei poemi omerici, masono gli scomparsi che cercano di avvicinarsi al vivente.
 
Spesso le ombre rinfacciano dei torti ai sopravvissuti, anche qui glirinfacciano di essere lì, ma di potersene anche andare, mentre loro nonpossono. “
pietà x le turbate piante evocate
”: in maniera realistica non hasenso, mentre in quella animistica “evocate” è un verbo composto cheetimologicamente significa “chiamare fuori”, cioè per un momento questepiante si sono trasformate simbolicamente negli scomparsi.In poesia la pianta è l’unica cosa che non può muoversi, perché confittanei luoghi. “
sonni enormi
”: dimensione della fine dove sono congelati gli strumentiumani, è la morte di un’intera civiltà.
“Il muro”
Non si capisce se stia sognando o sia cosciente.E’ quasi a Luino, lungo il muro dei morti, c’è un’interrogativa: quantotempo è passato, ricorda con una donna mentre erano insieme, glisembra impossibile che vi sia stato un tempo dove si camminava dafidanzati lungo il cimitero, ma la vita prosegue. “
Quelli che vivono
”: incontro di calcio di sera fra 2 squadrette locali,rasente al cimitero, questa è la “nuova gioventù”.Sente l’animazione delle foglie perché il tempo cambia e peggiora, oppuresi animano perché stanno annunciando qualcosa di nuovo, un’apparizione.E’ il vento che sta nelle fronde e nella polvere che si alza, ma luiinterpreta questi movimenti come se li facessero i morti per rabbia controquelli che giocano vicino al camposanto.La prima reazione del vivo è quella di difendersi, “puerilmente”, perché indifficoltà è inferiore psicologicamente, chiama infatti il padre.Il padre colloquia con lui, dicendogli che è carità pelosa, finge cioè unamore che in realtà è egoista, disinteressato. “
in gloria
”: ambigua, espressione popolare che significa essere ubriachi.La realtà non va sottoposta ad interpretazione, bisogna accontentarsi diaccettare le cose.Anche in questo caso l’ombra scopre l’io del poeta, rasserenandosi,trasmettendogli un po’ di saggezza, cioè l’accettazione della vita cosìcom’è.
“Niccolò”
Dedicata a Niccolò Gallo, un critico letterario, collaboratore editoriale. Morìnel 1971.

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