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Di Girolamo_Il Racconto

Di Girolamo_Il Racconto

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IL RACCONTO
LA NARRATIO BREVIS
La lirica è distinta dalla narrativa, all'interno di quest'ultima produzione le canzoni di gesta hannouna tradizione propria, così come è indipendente la trasmissione dei romanzi cortesi, mentretroviamo riuniti insieme componimenti brevi di ogni sorta:
exempla
e
 fabliaux
,
lais
e
legendae
,
 fables
e
dits
, ecc. Vi sono vere antologie manoscritte come il
narratif bref 
: il profano confina colreligioso, il serio col comico, il morale con l'osceno, la poesia con la prosa, ecc. Tutto sulla base delcomun denominatore: la
brevitas
. Tutti i testi sono accomunati dalla stessa tipologia retorica della
narratio brevis
. La brevitas è un elemento funzionale a formalizzare il testo: in senso storico, inquanto detta le regole compositive, e in senso tassonomico, in quanto consente di riconoscere ecatalogare i testi così ottenuti. Il testo narrativo può costruirsi secondo tre modalità fondamentalivariamente connesse fra di loro.1)
 La narratio aperta
– mira al massimo di comprensibilità riguardo a ciò che si racconta,annuncia un fatto reale. Importante è l'
ordo naturalis
, lo sviluppo temporale dei fatti. Loscopo è quello di
docere
facendo un uso limitato dell'
ornatus
.2)
 La narratio probabilis
aspira all'ottenimento della persuasione, vuole convincere il pubblico del fatto narrato, che può essere reale o fittizio. Lo scopo è quello di
movere
, digiocare sul lato emotivo dell'udienza, creando la persuasione per mezzo dell'
ornatus.
3)
 La narratio brevis
– si oppone alla
narratio aperta
, mira all'estrema concisione, all'idealedella
 percursio
o alla semplice allusione. La sua comprensione è immediata e nondilazionata nel tempo. Si diversifica dalla
narratio probabilis
poiché raramente è verosimile.Il suo scopo risiede nel
delectare
e non moralistico.La brevitas non è soltanto un fatto misurabile, una quantità, ma anche una durata interiore, unaqualità. Nella sua articolazione si aggiunge una misura psicologica. Il tempo del racconto è vissutocome esperienza intima che tende a sintetizzare il tutto nel suo
 pointe
finale.Direttamente collegata alla brevitas troviamo la linearità: l'azione narrativa segue una progressione lineare nel senso che la fine esaurisce tutte le potenzialità narrative. Niente si pone aldi là del racconto. La fine si pone come sbocco assoluto e non lascia niente di irrisolto.La
delectatio
è l'aspirazione principale della narratio brevis, diventa sempre più quella deldivertire, di intrattenere il pubblico, allontanandolo dalle preoccupazioni. Per ottenere l'effetto didelectatio occorre utilizzare l'ornato retorico e l'
ordo artificialis
.La
vanitas
: la
veritas
della narrazione si identifica alla fine con l'atto stesso di raccontare. Il sensotende a coincidere sempre più con le parole stesse che servono all'affabulazione e non sono dettateda intenti morali o religiosi. Il senso è sempre univoco e concreto, chiaramente indicato efacilmente estraibile dal testo.Dal diverso utilizzo di questi elementi si distinguono l'uno dall'altro i vari generi della narrativa. Igeneri narrativi che stiamo trattando sono posti sotto il segno della marginalità; a prova di ciò è latradizione manoscritta poco prestigiosa e talvolta frammentaria, la scarsissima attenzione chericevono nei trattati di retorica e il fatto che si affidano all'esecuzione estemporanea di menestrelli egiullari. I rimaneggiamenti e gli adattamenti a cui essa ha dato luogo nel corso del suo svilupposono un segno evidente della polivalenza culturale e della vitalità della narrativa dei generi brevi.Alla luce di questa osservazione si constata che la novella è il punto di approdo di questo processodi elaborazione e rinnovamento della narratio brevis romanza.
IL RACCONTO IN FRANCIAIl racconto agiografico 
L'avvento della tradizione narrativa in volgare nel nord della Francia è posto sotto il segnodell'agiografia. Questa direzione iniziale è importante in quanto da una parte la chanson de geste edall'altra il roman saranno fortemente influenzati dal modello agiografico. A designare il racconto
 
agiografico è prassi servirsi del termine
legenda
, col quale si vuole indicare si la
 passio
del martiresia i
miracula
(le prove di santità) sia la
translatio
. Legenda sintetizza il tradizionale trittico di vita,morte e miracoli. Occorre operare una distinzione fondamentale tra
 passiones
e
vitae sanctorum
.L'
 Imitatio Christi
si può verificare in due modi: il santo imita la morte di Cristo, e abbiamo la passio; imita la sua attività didascalica, e abbiamo la vitae sanctorum. Nel primo caso si ha unanetta contrapposizione fra storia terrena e storia divina, che trova nel sacrificio della croce la suarisoluzione finale. Nel secondo caso si ha un iter formativo che porta alla graduale scoperta deivalori celesti e al conseguente abbandono delle cure mondane. Il cristianesimo si è già affermato, seall'inizio il santo è un guerriero che combatte sino alla morte per l'affermazione dei valori cristiani(S.Giorgio), ora la funzione fondamentale del santo è quella di stabilire un
 pattern
dicomportamento degno di essere imitato. Il santo è coinvolto direttamente nel processo di
conversio
umana dal peccato alla grazia e deve essere una guida da imitare, come lo è Cristo. Un sottotipodelle Vitae Sanctorum possono essere considerate le
Vitae Patrum
. Gli eroi di queste narrazionisono gli anacoreti, quegli uomini e quelle donne che a partire dal III secolo cominciarono ad abitarei deserti dell'Egitto, della Siria e della Palestina, per poter sfuggire ai pericoli della vita mondana. Nella vita eremita il santo ingaggia una lotta spietata da una parte il corpo, che viene umiliato, edall'altra con il diavolo, le cui apparizioni rappresentano la tentazione quotidiana di tentazioni dasuperare. Il primo autore latino a trattare queste avventure spirituali è san Girolamo e lui stesso sirecò nel deserto di Calcide in Siria per sconfiggere in sé l'
homo vetus
ciceroniano.
 Il miraculum
, prima di costituirsi genere narrativo, forma la documentazione necessaria sullaquale il processo di canonizzazione può essere avviato. Il miraculum assume funzioni diverse:inserito nella passio tende a dimostrare dove risiede la verità; associato alla vita esso ha lo scopo dirivelare il livello di eccezionalinel servizio divino raggiunto dal santo. Il significato delmiraculum presenta una serie di esempi per mezzo dei quali si edifica l'anima del cristiano inrapporto a qualche punto dottrinale fondamentale, come la realtà della comunione. Il miraculumillustra dunque un mistero della fede cristiana. A partire dall'XI secolo in Inghilterra e in Franciacominciano ad apparire le collezioni di
Miracula Beatae Virginis
. I leggendari costituiscono il patrimonio agiografico cristiano redatto nelle grandi abazie. Costruiti in base a principi tassonomicirigorosi: ordinamento temporale
 per circulum anni
, quello gerarchico, per cui i santi vengono divisi per categorie. Lo scopo di questi leggendari è quello di storicizzare l'ingente materiale agiografico,e quindi di gerarchizzarne i valori. Si prefissano due obbiettivi: pastorale, in quanto mirano a prefigurarsi come strumento di consultazione per predicatori, e propagandistico spirituale. Spessoanonimi e per questo frutto di manipolazioni continue danno vita nel corso del XIII secolo alle
 Legendae novae
: la loro caratteristica è quella della firma dell'auctor presentandosi come libri veri e propri, opere organiche e omogenee in una prospettiva interpretativa unica. La più importante è laLegena aurea di Iacopo da Varazze. Seguendo i dettami della brevitas, che permette lacondensazione del significato e della narrazione, la singola vita, il miraculum particolare, ciappaiono come tessere di un grandioso piano divino di salvazione universale. Il nuovo auctor,chierico o giullare, nel riprendere la tematica legendaria latina, tenta di attualizzarla secondo i gustidel suo uditorio. Per fare ciò deve attrarre la'ttenzione del suo pubblico mediante un raccontorecitabile nello spazio di una seduta. Man mano che l'agiografia evolve questo racconto rispondesempre più a esigenze di evasione letteraria. A questo punto la legenda viene a congiungersi allealtre forme profane della narratio brevis, come il fabliau e il lai, preannunciando la nuova formanarrativa della novella.L'opposizione passio/vita caratterizza la produzione agiografica in lingua d'oil. Il metro è il disticodi actosyllabes a rima baciata. Il meraviglioso religioso entra in concorrenza con il meraviglioso profano. Trovano spazio anche le altre forme agiografiche latine: la Vitae Patrum e il miraculum,caratteristica di questi generi è il passarsi l'un l'altro i materiali narrativi. L'azione dei miracles puòessere ricondotta secondo il seguente schema:1)il protagonista commette un peccato2)intervento salvifico della Vergine contro le forze del male3)ufficiale riconoscimento della realtà del miracolo e pubblico rafforzamento della fede
 
Emerge subito la differenza fondamentale del miracle rispetto agli altri generi: l'imperfezione del protagonista, il quale è un peccatore quindi più immediata identificazione con il pubblico.L'intervento soprannaturale diventa meno prevedibile e scontato; il miracle mostra da questo trattola sua propensione ad offrirsi come puro divertimento narrativo, a presentarsi come una sorta difiabesco religioso. I Vies des Peres, racconti agiografici ispirati alle Vitae Patrum, si caratterizzano per il loro schema fisso che include un prologo dottrinale, narrazione vera e propria e un epilogomoralistico; essi sono dunque inquadrati in una struttura ancora pedagogica.
Il racconto esemplare 
Il racconto agiografico si compone dunque di
 facta
(vita, morte e miracoli) e di
dicta
(sentenze)eccezionali. Le raccolte di exempla possono essere dunque considerate come delle grandienciclopedie di consultazione per situazioni analoghe a quelle sottintese nel racconto esemplare.Dall'imitatio della vita intera del santo, che è a sua volta imitatio Christi, si passa all'imitatio particellare della santità, in funzione di guida nel comportamento dell'uomo in itinere, ancoracoinvolto nell'esperienza terrena. L'accesso all'exemplum avviene sempre collettivamente e pubblicamente tramite l'amoelia e la predica. La ragione storica del revival dell'exemplum stanell'ascesa degli ordini mendicanti, dei francescani e dei domenicani; la cui occupazione principaleè la predicazione della parola di Cristo al popolo nella lingua del popolo. L'attività predicatoria involgare dà vita all'exemplum rendendolo una forma narrativa attuale; il fatto che fosse affidataall'oralità determina la perdita quasi totale per noi di questo genere. Le
reportationes
sono leregistrazioni della viva voce del predicatore ma sono solitamente in latino. Solo verso la fine delXIV appaiono reportationes in volgare. Possiamo tentare di far affiorare la veste linguistica e lacoloritura stilistico-retorica aiutandoci con i sermoni mescidati, scritti cioè in una lingua ibrida fra illatino e il volgare, di gran moda nel XIV secolo. Gli studi di Jacques Le Goff sull'exemplum portano a considerare quest'ultimo come un genere crrefour, non solo perché esso media vari livelliculturali e sociali, elitari e popolari, ma anche perché ci offre l'immagine completa della culturamedievale. Un'idea su quella che poteva essere la performance orale di una predica è possibilefarcela attraverso lo studio delle
 Artes praedicandi
.Umberto di Romans, dell'ordine domenicano, ha colto l'essenza e il significato dell'exemplummedievale; il quale avverte che non tutti dovrebbero servirsi di exempla nelle loro prediche se nonsono impossesso dell'ars narrandi (centrale nel progetto di indottrinamento religioso). Gli exemplavanno rivolti ai
minoris intelligentiae
e non ai
altae sapientiae
. I tratti distintivi dell'exemplum sono: a) A
uctoritas
: la fonte delle informazioni deve essere autorevole (Umberto fornisce unaclassificazione di tali fonti depositarie dell'assoluta verità. b)
 Brevitas
: il racconto dev'essere breve efunzionale ad un insegnamento dottrinale. c)
Veritas
: il racconto dev'essere dato come veridico;l'exemplum deve approdare alla persuasione sulle verità ultime della fede → il
 sensus
dev'essereunivoco. d)
 Delectatio
: bisogna intercalare gli exempla, come in un convivio si alternano i vassoi dicibo; è l'alternanza degli exempla che genera il piacere dell'uditorio eliminando la monotonia dellacatachesi.Dal punto di vista strutturale due elementi sono fondamentali nella costruzione degli exempla:1)la
narratio
si deve riferire a un fatto o un detto memorabile accaduto a un uomo degno diessere imitato2)il
 sensus
sviluppa la lezione che si estrae dalla narratio a conclusione o anche a introduzionedel racconto; nelle raccolte esso manca e questo elemento è affidato all'interpretazione personale del predicatore. Il sensus da spirituale si trasforma in mondano e artistico: sifinisce per ricercare solo la bella parola: processo di letterizzazione dell'exemplim e la suaevoluzione verso una forma narrativa vuota come la novella. Il verbum acquista coscienzadella sua validiartistica e della sua autonoma capacità di attirare l'attenzione l'exemplum viene sempre meno raccontato per insegnare e sempre più per intrattenere.Conseguentemente all'evoluzione del sensus si allargano le fonti su cui l'exemplum poggia, lafonte scritta si trova ad affrontare la concorrenza di quella orale e l'auctoritas libresca vienesoppiantata dall'auctoritas folklorica. La distinzione fra exemplum (racconto universale) e aneddoto(racconto personale) viene abolita.

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