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Di Girolamo_La Letteratura Didattico Allegorica

Di Girolamo_La Letteratura Didattico Allegorica

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LA LETTERATURA ALLEGORICA E DIDATTICA
L'ALLEGORIA MEDIEVALELa distinzione moderna tra simbolo e allegoria
Lo studio della letteratura allegorica medievale è stato per molto tempo condizionato dadefinizioni arbitrarie dell'allegoria che risalgono al romanticismo e poco ha a che fare con la teoriamedievale. La identificazione, esposta da Goethe, del simbolo con il poetico, e più in particolarecon la poesia romantica, conduce a una svalutazione dell'allegoria, vista come un procedimentofreddo e astratto, estraneo alla creazione artistica (Hegel). Huzinga, grande studio dell'allegorismomedievale come Lewis o Auerbach, spiega: l'allegoria è simbolismo proiettato versol'immaginazione superficiale, è l'espressione intenzionale, e con ciò anche lo svuotamento delsimbolo, la riduzione di un grido appassionato ad una frase grammaticalmente corretta. Però nelmedioevo l'allegoria non s'identificava con la personificazione di idee astratte, ma essa non venivanemmeno distinta dal concetto di simbolo. Allegoria la si può definire come figura retorica checonsiste nel far intendere qualcosa di diverso da ciò che si dice. Il concetto di allegoria raccoglie inse ogni forma di simbolismo.
Allegoria pagana e allegoria cristiana
L'allegoria cristiana si definisce per opposizione ai principi e ai metodi dell'allegoria pagana. Ilfilone principale di questa tradizione allegorica è costituito dall'interpretazione in chiave filosoficadelle narrazioni mitologiche; il massimo esponente tardo antico di questa tradizione, Macrobio,scrive nei suoi
Commentarii in somnium Scipionis
che in alcune narrazioni favolose il soggetto si basa su un solido fondo di verità che si manifesta con trovare immaginose. La scienza delle cosesacre viene enunciata sotto il velo dell'allegoria. San Paolo nella
 Lettera ai Galati
scrive che le duemogli di Abramo (una schiava e una donna libera) sono le due alleanze: Agar rappresenta laGerusalemme attuale, che si trova in stato di schiavitù; Sara è la Gerusalemme celeste, la madre deicristiani. Compiendo un ulteriore passo si arriva a stabilire che Agar, la Gerusalemme terrestre, laSinagoga, la Legge data sul Sinai, il Vecchio Testamento; Sara, donna libera, Gerusalemme celeste,la Chiesa, il Nuovo Testamento. Come scrive Auerbach, questa interpretazione tipologica o figurale,implica una conoscenza del significato e dei risultati ultimi della storia umana. Per spiegare ilsignificato di un solo fatto storico, l'interprete deve ricorrere alla proiezione verticale di questo fattosul piano del disegno provvidenziale.
Allegoria in factis e allegoria in verbis
L'allegoria puramente è ampiamente usata nella Bibbia (similitudini, immagini poetiche, paraboleecc.). Beda il Venerabile puntualizza che a volte l'allegoria è a volte nei fatti, a volte nelle parolesoltanto. A differenza dell'allegoria in factis, che fa di un evento la prefigurazione di un eventosuccessivo, l'allegoria in verbis è solo un'immagine, una metafora, una somiglianza fittizia. Nellatendenza cristiana tende a privilegiare il primo tipo di allegoria che culmina nel pensiero di SanTommaso:
infima inter omnes doctrinas
, egli definiva così la poesia. Giovanni Scoto, esponente delneoplatonismo cristiano, rivaluta l'allegoria in verbis identificandola al symbolon dionisiano ericollegandola alla concezione del cosmo come manifestazione di Dio nella quale le realtà superiorisi fanno conoscere a noi sotto forma di rivelazione simbolica. L'allegoria diventa il linguaggio proprio dello gnostico; mentre l'allegoria in factis corrisponde a un grado di conoscenza ancora parziale e indiretto. Scotto scrive: come l'arte poetica scrive una dottrina morale o fisica per mezzodi finzioni favolose e di similitudini allegoriche, così la teologia adatta la Sacra Scrittura, per mezzodi immagini fittizie, alla perfetta conoscenza delle realtà tangibili.
Il libro della Natura
San Paolo insegna: ciò che Dio ha di invisibile si rende visibile all'intelletto attraverso le sueopere. Di qui la metafora corrente del libro della Natura, che divenne un vero e proprio topos a partire dal XII sec. Tutto il mondo sensibile è come un libro scritto dalla mano di Dio, le singolecreature sono come figure istituite dalla volontà di Dio. Come un analfabeta quando vede un libro,ne scorge i segni, ma non ne capisce il testo, così l'uomo animale che non capisce le cose divine e
 
vede soltanto l'aspetto esteriore, ma non capisce il reale significato. Colui che è spirituale è invecein grado di cogliere la sapienza del Creatore. Vi sono due grandi libri: quello della Scrittura e quellodella Natura. San Bonaventura ricorda che dopo il peccato di Adamo, il libro della Natura si è fattoquasi muto e indecifrabile per gli uomini, ai quali non manifesta più in tutto il suo splendorel'onnipotenza di Dio; di qui la necessità di un secondo libro, quello della scrittura, che serve dacommento del primo ormai offuscato, che ne deve rivelare i sensi occulti e metaforici restituendo latrasparenza.
I MODELLI LATINIL'allegorismo tardoantico
Negli scrittori cristiani emerge una viva attenzione nei confronti della vita morale, dell'interioritàumana, le cui oscure pulsioni necessitano di una rappresentazione concreta. Uno degli schemifondamentali della letteratura allegorica medievale è quello della psicomachia. La sua primarealizzazione letteraria è un poema in esametri di Prudenzio, la
 Psychomachia
del V secolo in cuivengono descritti combattimenti fra le virtù e vizi e tutto si conclude con l'edificazione delsimbolico tempio dell'anima. La tematica e lo stile del poema sono quelli dell'epica classica e nonmancano scene di massacri e violenza. Vi è un duplice livello interpretativo: psicologico e storico; aun primo livello si tratta del conflitto tra vizi e virtù che si combatte dentro di noi, a un secondolivello di quello fra Cristo e Satana, ossia tra fede ed eresia.Di qualche decennio posteriore è il
 De nuptiis Philologiae et Mercurii
di Marziano Capella, digrande fortuna in tutto il Medioevo. È un prosimetro in cui l'illustrazione delle sette arti liberali(grammatica, dialettica, retorico; geometria, aritmetica, astronomia e musica) è inclusa in unacornice allegorica di ispirazione neoplatonica: le nozze celebrate nel Palazzo di Giove tra Mercurioe Philologia. Le nozze rappresentano in realtà l'unione tra
 sapientia
ed
eloquentia
.Tra i precursori dell'allegorismo medievale va annoverato anche lo scrittore cristiano Boezio,ministro del re Teodorico, e la sua
Consolatio Philosophiae
(prosimetro in cinque libri). Dopo aver scacciato le Muse che lo circondavano, Filosofia lo conforta affrontando i temi della Fortuna, presentata in forma personificata (II libro), del bene e del male (III e IV libro) e del rapporto fralibero arbitrio e prescienza divina (V libro). Lo scritto appare come un corso di metafisica platonica.
I poemi allegorici latini del XII secolo
Solo nel XII secolo la scrittura allegorica ricevette nuovo impulso da alcuni poeti-filosofi, comeBernardo Silvestre e Alano di Lilla. Rifacendosi anche sul piano formale a Marziano e Boezio, essioperano una sintesi fra allegorismo filosofico ed esegesi cristiana della Bibbia. Bernardo: l'allegoriaè una forma espressiva che in forma di narrazione storica, cela una verità diversa da quella che sicomprende esteriormente. L'integumento è una forma espressiva che racchiude una veritàcomprensibile. L'allegoria riguarda la pagina divina, l'integumento la filosofia. Dante formulerà ladifferenza tra “allegoria dei teologi” e “allegoria dei poeti”.Opera di rilievo è la
Cosmographia
di Bernardo Silvestre, il quale scrive anche
Commento aMarziano Capella
e una spiegazione allegorica dei primi sei libri dell'Eneide. La Cosmographia èdivisa in due libri:
Megacosmus
e
Microcosmus
. Quelle di Bernardo Silvestre sono delle sempliciastrazioni filosofiche, le cui azioni illustrano le fasi del processo cosmogonico. Nei capitoli finalidel Macrocosmus il discorso allegorico si vivacizza con la variopinta descrizione delle diversespecie animali, dei fiumi, dei boschi, delle erbe: un quadro paradisiaco che si ritroverà anche inmolte allegorie romanze.Importanti sono il
 De planctu Naturae
e l'
 Anticlaudianus
di Alano di Lilla. Il primo presentafinalità essenzialmente morali, si narra di come Natura si lamenti dei vizi umani; più ricca earticolata risulta la struttura allegorica del secondo, ritratto polemico di un campione del male. Sidescrive la creazione da parte di Natura di un uomo perfetto e divino in grado di rimediare alladepravazione del genere umano. Le forze infernali scatenano una psicomachia, uno scontro tra Vizie Virtù, con il quale si conclude il poema. Allegoria famosissima è quella del carro costruito dallesette arti liberali con il quale Prudenza guidata da Ragione, prima, e Teologia, poi, sale attraverso le
 
sfere celesti per chiedere l'aiuto di Dio.
LA LETTERATURA DIDATTICA E ALLEGORICA IN FRANCESEDitattica religiosa e profana
Non tutta la letteratura didattica francese del Medioevo si riveste di forme allegoriche. A partiredalla metà del XIII secolo incominciano a fiorire anche i manuali di dottrina religiosa, come
 Lalumière as lais
di Pierre de Peckham. Sul versante della didattica mondana presentano un notevoleinteresse le opere che trattano degli stati del mondo: i tre ordini o classi in cui si ripartiva la societàsecondo uno scema corrente del pensiero politico medievale: quelli che pregano (oratores), quelliche combattono (bellatores), quelli che lavorano (laboratore). Ben presto queste opere assumono uncarattere satirico e sempre più cresce la distanza fra realtà effettiva dai modelli. Vi è un'abbondante produzione trattatistica, rivolta a particolari classi o categorie sociali, che intende fornire principi dicomportamento e di morale. La trattatistica profana di maggiore interesse è sicuramente quella cheaffronta la tematica amorosa. Essa si ispira principalmente ai due poemetti teorici di Ovidio (
 Arsamandi
e
 Remedia amoris
) e al maggior trattato medievale in materia, il
 De Amore
di AndreaCappellano. Le opere più originali sono i trattati sull'amore dello scrittore e scienziato piccardoRichard de Fournival (1201 – 1260). Il
Consaus d'amours
descrive i vari tipi di amore e vienedescritto in particolare quello terreno; il
Commens d'amours
è un breve manuale di seduzione econversazione galante.
I Bestiari
Nel campo della didattica scientifica spiccano i trattati dedicati alla descrizione degli animali, i bestiari. È uno dei generi emblematici della letteratura medievale. La sua origine risale ad unopuscolo greco del II o III secolo, il
 Fisiologo
. La conoscenza della natura nasce in funzione dellaBibbia, come viene esposto nel vero e proprio programma di cultura cristiana che il Medioevoereditò dal
 De doctrina christiana
di sant'Agostino. Il più antico bestiario romanzo è quello in versidel poeta anglonormanno Philippe de Thaon (1121). Importante è il
 Bestiaire divin
di Guillaume leClerc che contiene numerosi spunti allegorici, notevolmente amplificati rispetto alla fonte (ilFisiologo). In prosa sono redatte le due versioni del
 Bestiaire
di Pierre de Beauvais: la versione breve da 38 capitoli è antecedente rispetto a quella lunga di 71, quest'ultima comprende anchedescrizioni di mostri mitologici come Argo e le arpie. Da citare il brillante e raffinato
 Bestiaired'amours
composto nel 1250 da Richard de Fournival: le nature tradizionali sono sminuzzate ediluite in un discorso vero e autorevole che consiste in una supplica rivolta da un amante noncorrisposto alla sua dama. Richard voleva conferire al ragionamento amoroso la solidità di undiscorso vero e autorevole. Non si esclude una sottile intenzione parodistica nella proiezione dellafenomenologia amorosa bestiale nei confronti dei solenni rituali della fin'amor. Siamo in un climaanticortese come quello che si respira nella seconda parte del
 Roman de la Rose
.
Il
 Roman de Renart 
Indipendente da quella dei bestiari è la letteratura favolistica che ha come protagonisti gli animalie i cui modelli classici sono Esopo e Fedro. Ad essa appartengono gli
 Isopet 
(raccolte). Ilcapolavoro di questa narrativa è il
 Roman de Renart 
, una collezione di racconti in versi (
branches
)originariamente indipendenti in cui sono narrate le avventure della volpe Renart e di altri animalicome il lupo Isengrin, il leone Noble, il gatto Tibert ecc. Le storie sono unite mediante riferimentiintertestuali. Sotto certi aspetti le figure del Roman de Renart si avvicinano al modello della personificazione allegorica. La sua ispirazione è di carattere realistico: esso ci offre unarappresentazione della società e della psicologia umana priva di qualsiasi orpello idealistico. Lamaschera animale è specchio degli impulsi più radicali e inconfessabili che stanno alla base delleazioni umane: la fame, il sesso, la violenza. Emerge una satira nei confronti delle istituzionireligiose e sociali. Da notare la presenza di parodia di quei generi che avevano sublimato la realtàeffettiva come la canzone di gesta e il romanzo cortese.
La poesia allegorica
I primi esempi di poesia allegorica in francese risalgono alla fine del XII secolo. Le opere più

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