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Cesare Battisti

Cesare Battisti

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02/03/2012

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Fabio Filzi
(Pisino20 novembre 1884   – Trento 12 luglio 1916) fu unavvocato  irredentista italiano. Nativo di Pisino, iniziò gli studi a Capodistria, proseguendoli poi a Rovereto. Nel 1904assolse il servizio militare di leva aSalisburgo e fu congedato, in seguito aduninchiesta, con la sigla P.U.(politicamente sospetto). Entusiastairredentista, si impegnò alacremente per sostenere la causa dell’italianità deiterritori irredenti, arrivando a subire provvedimenti giudiziari in seguito adun discorso in qualità di Presidentedella Società di studi trentini. Nel 1910conseguì la laurea in Giurisprudenza presso l’università di Graz. Il 2 agosto 1914 partì per Innsbruck come soldato semplice, ma inseguito a visite mediche per disturbi che si era volutamente procurato, fu dichiaratomomentaneamente inabile e riuscì a farsi ricoverare per qualche giorno presso l’Ospedale diBolzano. Dimesso, ottenne una licenza di 10 giorni nel corso della quale organizzò con alcuni amici(Bertolini, Gerosa e Farinati) la diserzione e la fuga verso l’Italia. Lasciò Rovereto la sera del 15novembre. Il 16 giugno 1915 presentò domanda di arruolamento nell’esercito italiano ed in ottobrefu nominato sottotenente presso il 6° Reggimento Alpini, nella compagnia comandata da CesareBattisti. Il 10 Luglio 1916, Filzi e Battisti vennero catturati sul monte Corno, durante la battaglia per la sua conquista. Tra due ali di folla inferocita, vennero trasferiti entrambi tra insulti e sputi alcarcere di Trento. Sottoposti al giudizio di una Corte Marziale furono giudicati colpevoli di altotradimento e condannati a morte per impiccagione. La sentenza fu eseguita la sera del 12 luglio1916 nella fossa del Castello del Buon Consiglio di Trento. Le spoglie di Fabio Filzi giacciono nelSacrario Militare di Castel Dante, a Rovereto.
 
Francesco Baracca
(Lugo,9 maggio1888–  Nervesa della Battaglia,19 giugno 1918) è stato unasso dell'aviazione  italiana e medaglia d'oro nella prima guerra mondiale. Siformò alla Scuola Militare di Modena, corpo della Cavalleria, passando in aviazione nel 1912. Dopo lo scoppio dellaguerra, entrò ripetutamente in azione nella seconda metà del1915. Il 7 aprile 1916 ottenne la sua prima vittoria, su unAviatik biposto. Il suo primo abbattimento venne effettuatosopra il cielo diGorizia: dopo vari minuti di ingaggio riuscì a portarsi con unacabratain coda al velivolo avversario che,ricevuti 45 colpi, non ebbe scampo e precipitò. Baraccamostrò ben presto quale fosse la sua concezione del duelloaereo, infatti in quell’occasione atterrò subito nei pressi delloschianto per sincerarsi delle condizioni del pilota nemico econgratularsi con lui per il combattimento. Questo gesto da parte di Baracca non fu isolato, in quanto egli sosteneva
«èall'apparecchio che io miro, non all'uomo»
. L'ultimoabbattimento fu aBorgo Malanottenei pressi diTezze di Piave, mentre stavano arrivando le truppe austriache, tanto che le retroguardie italiane in ritiratasegnalarono al pilota di non scendere a visionare l'aereo abbattuto, dato l'imminente arrivo delnemico. Il 19 giugno 1918 precipitò con l'aereo in fiamme, nel corso di una missione dimitragliamento a bassa quota, sopra Colle Val dell'Acqua, sulMontello(tra Nervesa della Battaglia  eGiavera del Montello). Fu abbattuto probabilmente da un colpo di fucile sparato da terra, mentrecon il suoSPAD S.VIIsorvolava letrincee austriache. Tuttavia persistono molti punti oscuri sulle cause della sua morte. Nei 63 combattimenti a cui prese parte, Baracca ottenne 34 vittorie. E’sepolto a Lugo, sua città natale.
 
 
Ettore Uicich
Ettore Uicich (Pisino – Piedimonte del Calvario 19 luglio 1915) . Nativo di Pisino, fu un ferventeirredentista e sostenitore dell’italianità dell’Istria. Il 27 luglio 1915 gli venne inviata la cartolina precetto con la quale veniva convocato alla fortezza di Punta Cristo a Pola per l’arruolamentonell’esercito austro-ungarico. Tuttavia Ettore si era già dileguato. Prima di lasciare la sua città,sotterrò come pegno di fede e di speranza una bandiera tricolore, da lui gelosamente custodita in un posto che gli sembrava sicuro, e cioè sotto ad una pila per l’olio collocata tra due case in unastradina secondaria dietro il corso di Pisino. Disse addio agli amici con i quali aveva condiviso tante battaglie , ed uno di essi dopo averlo salutato alla stazione, disse: “Di lui parlerà la storia”. Avevaragione. Ettore Uicich arruolatosi volontario dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia cadde sulMonte Podgora il 19 luglio 1915, durante l’omonima battaglia, guadagnandosi la medagliad’argento alla memoria. Dopo il suo sacrificio, gli amici rimasti a Pisino si accorsero cheinfiltrazioni d’acqua stavano per danneggiare la preziosa bandiera, ed in una nebbiosa notte diottobre del 1916 tre di essi scavarono sotto la pila e recuperarono la cassetta già corrosa per l’umidità. Eludendo la sorveglianza dei gendarmi, sostituirono la cassetta e la sotterrarono in unluogo sicuro. Quella bandiera doveva rivedere la luce e l’8 Novembre 1918, all’arrivo dei bersaglieri a Pisino, fu esposta sulla casa di Ettore Uicich, ammantata di tricolori. Ora è custodita, prezioso cimelio, nel Museo del Risorgimento di Modena.

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