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Contro la crisi la sfi da di Strasburgo

Contro la crisi la sfi da di Strasburgo

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4
4-10 febbraio 2012
Europa
I
l Parlamento europeo, a metà della legislatura iniziatanell’estate
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, seguendo una prassi consolidata, ha rinno-vato i suoi vertici. Alla presidenza dell’Assemblea di Strasburgoè stato eletto il tedesco Martin Schulz, del gruppo dei socialistie democratici, che rimpiazza il polacco Jerzy Buzek, del grup-po dei popolari europei. Il mandato di Schulz si concluderà nel
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, alla
ne di questa legislatura.L’Assemblea ha eletto anche i
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vicepresidenti. Per questinon è obbligatorio, come per la presidenza, il “cambio dellaguardia”. Questo signi
ca che chi ha ricoperto questo incariconella prima metà della legislatura può essere rieletto anche perla seconda. Così è stato per i due vicepresidenti italiani uscenti:Gianni Pittella, del gruppo S&D, anche stavolta il più votato fragli eletti (
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voti), e Roberta Angelilli, del gruppo PPE, sestaper numero di voti (
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).Roberta Angelilli, romana,
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anni l’altro ieri, è al suo quar-to mandato europarlamentare. È stata eletta la prima volta nel
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, poi nel
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, nel
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e nel
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. Fa parte del gruppo delPartito popolare europeo.Dal
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è rappresentante del Parlamento europeo al Forumeuropeo per i diritti dei minori. Dal
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è delegata del sindacodi Roma sempre per i diritti dei minori.
o.b.
“P
er la prima volta dalla sua fondazione il fallimentodell’Unione europea non è più un’ipotesi irrealistica”.Nel suo breve discorso pronunciato appena eletto alla presi-denza dell’Europarlamento, Martin Schulz non ha nascosto lasua forte preoccupazione per il destino dell’Europa. “Il cui pro-getto comune, che per decenni è stato evidente e coronato dasuccesso, è ormai compromesso”
,
ha aggiunto.Nato
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anni a Hehlrath, piccolo centro tedesco della Rena-nia Settentrionale/Vestfalia al con
ne con l’Olanda e il Belgio, apochi chilometri da Aquisgrana (oggi Aachen), residenza di Car-lo Magno e nella cui cattedrale furono incoronati
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imperatoridel Sacro Romano Impero, Schulz potrebbe anche apparire unpredestinato a guidare l’istituzione che rappresenta cinquecen-to milioni di europei.Certo è che Martin Schulz – che dal
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siede all’Europarla-mento dove dal
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è stato presidente del gruppo socialistaprima e dell’Alleanza dei socialisti e democratici
no a qualchegiorno fa – intende difendere ad oltranza il ruolo e le preroga-tive di questo organo dell’Unione, “l’unico direttamente elettodai cittadini”, di fronte al “moltiplicarsi dei vertici dei capi di go-verno” che tendono “ad escluderlo in larga misura dal proces-so decisionale europeo”.
o.b.
Vicepresidenti confermati
Nuova sfida
Il presidente Schulz
“Preoccupato”
Contro la crisila sfidadi Strasburgo
Intervista
– Eurodeputato Gianni Pittella
Agricoltura: in calo i posti di lavoro
Di tanto si sono ridotti i posti di lavoro nel settore agricolo inEuropa fra il 2000 e il 2009. Le statistiche segnalano inoltrel’invecchiamento degli agricoltori europei:solo il 6% hanno meno di 35 anni.
-
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%
“P
iù Europa e non meno Europa. Questaè la strada per scon
ggere la specu-lazione contro l’euro e per rilanciarel’economia. La strada percorsa sinora con sempremaggiore determinazione e crescente spirito uni-tario dall’Europarlamento, unico organo dell’Unio-ne europea eletto direttamente dai cittadini. Lastrada che l’Assemblea di Strasburgo dovrà conti-nuare a percorrere nei prossimi due anni e mezzoper stimolare la crescita e ra
orzare ulteriormen-te l’integrazione economica,
nanziaria e
scale,creando così le condizioni per approdare a unavera Unione politica”.Gianni Pittella, lucano di Lauria, al suo terzomandato da europarlamentare, appartenente algruppo dell’Alleanza dei socialisti e dei democra-tici, il mese scorso è stato confermato primo vi-cepresidente dell’Assemblea di Strasburgo ancheper la seconda metà della legislatura. E, in questaintervista alla “Gazzetta dell’Economia”, parla del-le s
de che l’UE è chiamata ad a
rontare oggi enel prossimo futuro, oltre che delle prospettiveche le politiche europee possono o
rire alle no-stre regioni meridionali.
Onorevole, come può intervenire il Parlamentoeuropeo per contribuire a superare la grave crisieconomica e
nanziaria che l’Europa sta attraver-sando?
“Il Trattato di Lisbona, in vigore da due anni,ha ra
orzato il ruolo del Parlamento, eletto diret-tamente dai cittadini dei
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Paesi membri, attri-buendogli una posizione di parità con il Consiglio,l’organo dove sono rappresentati gli Stati. L’ap-provazione delle leggi europee è a
data quindia entrambi gli organi. E quindi in tutte le scelte,comprese quelle relative alla crisi, la volontà deicittadini pesa di più”.
Il Parlamento sinora ha sfruttato questa oppor-tunità?
“Certo. Ha ascoltato la voce dei cittadini e ha di-feso strenuamente i loro bisogni in uno spirito uni-tario che sempre più spesso ha bloccato le spintedisgregatrici degli euroscettici e dei particolarisminazionali”.
E ora, più in particolare, l’Assemblea di Stra-sburgo può suggerire una ricetta per respingerel’attacco all’euro?
“Innanzi tutto può rimediare al grave errore diaver costruito un tetto (la moneta) senza le fonda-menta. E dunque ora è necessario che alla rispostadi emergenza alla crisi si accompagni una rispo-sta politica attraverso l’emissione di eurobond odi project bond e la tassazione delle transazioni
nanziarie. Con il ricavato si potrebbe
nanziareun piano europeo per la crescita e ra
orzare ladotazione
nanziaria destinata alla politica di co-esione. L’emissione dei bond e la tassazione sulletransazioni avrebbero il duplice e
etto di allenta-re la tensione sui mercati
nanziari e di rilanciarel’economia reale e l’occupazione”.
Quali altre iniziative può sostenere l’Europarla-mento per condurre l’Europa verso il risanamen-to
nanziario?
“L’Europa deve correre in fretta ai ripari con po-che e chiare mosse: creare un agenzia di rating euro-pea alla quale devono far riferimento per legge tuttigli enti pubblici e privati del continente, trasformarela Bce in un istituto di ultima istanza per tagliare leunghie alla speculazione eliminando il rischio de-fault. Ra
orzare inoltre il bilancio dell’Unione chedeve essere alimentato da entrate proprie certe, co-me quelle derivanti dalla tassazione delle rendite
-nanziarie. E raddoppiare subito il fondo salva-Stati.”.
E per rilanciare la crescita?
“Proporre e sostenere misure che faccianoripartire immediatamente l’economia. E quindiinvestimenti nelle infrastrutture
siche e virtuali,nella ricerca, nel sapere, nell’innovazione, a soste-gno delle famiglie e delle imprese”.
Ma come si potrà sostenere il Mezzogiorno,che sta già pagando caro gli e
etti della crisi eco-nomica?
“Paradossalmente il Sud del Paese è l’area cheoggi dispone di cospicui capitoli di investimento acui attingere tra i
nanziamenti europei. Per l’Italiaè l’unica grande occasione per invertire in brevetempo il trend della recessione e incentivare lo svi-luppo a tassi considerevoli. Poiché il Mezzogiornooggi rappresenta, proprio a causa della passataarretratezza e inutilizzazione delle risorse econo-miche e umane, lo spazio economico e sociale sulquale puntare per rimettere in marcia l’Italia”.
Ma come conciliare queste opportunità con l’i-dea, che si fa strada a Bruxelles, di tagliare i fondidella politica di coesione per quei Paesi che sforanoi parametri (rapporto de
cit/Pil e quello fra il debitopubblico e lo stesso Pil)
ssati dal patto di stabilità?
“Ci stiamo battendo perché questa previsioneesca dalla trattativa o che comunque venga ricon-
gurata in funzione di parametri più ragionevoliche tengano conto delle ragioni di incentivare lacrescita, oltre che del rigore”.
Se, come lei auspica, si riuscirà a scongiurareil rischio di un taglio dei fondi europei, quali do-vranno essere le priorità per il rilancio del Sud?
“La crescita dell’occupazione resta una prioritàassolta. Ma per realizzarla servono idee e proget-tualità, a cominciare da un’infrastrutturazione chemigliori le possibilità per le regioni meridionali di ‘co-municare’ con le altre regioni italiane ed europee”.
Soltanto italiane ed europee?
“Certo che no. Bisognerà puntare con decisionesulle relazioni con l’altra sponda del Mediterraneopoiché i tra
ci di persone e beni nella nuova geo-gra
a del mondo passano davanti alle nostre coste.In questo scenario il Mezzogiorno potrebbe ricopri-re un ruolo importante, ad esempio, per la logistica;che non vuol dire solo trasporto, ma signi
ca anchelavorazione di materie prime e di semilavorati sulnostro territorio. Oggi le navi che attraversano ilMediterraneo si fermano in Spagna o in Portogal-lo dove trovano le infrastrutture e l’assistenza chein Italia mancano. Quanto prima andranno perciòrealizzate infrastrutture indispensabili nei porti diNapoli, Salerno, Gioia Tauro, Brindisi, Taranto e Bari.Non c’è futuro per il Mezzogiorno se non in strettorapporto con il sogno di un Mediterraneo che devetornare a essere un’area di pace, di democrazia e dicollaborazione tra i popoli”.
ORESTE BARLETTA
GIANNI PITTELLA

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