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Il.corriere.della.sera.Ed.nazionale.14.02.2012

Il.corriere.della.sera.Ed.nazionale.14.02.2012

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Roma, Piazza Venezia 5Tel. 06 688281
MARTEDÌ 14 FEBBRAIO 2012
ANNO 137 - N. 37
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821Servizio Clienti - Tel. 02 63797510
In Italia 
EURO1,20
Fondato nel 1876 www.corriere.it
Il romanzo di Piperno / Anteprima
Giannelli
San Valentino Guyana
con un articolo di
Aldo Grasso
alle pagine
36
e
37
Storiedifratelliedifigli
Giudice concede al marito permessi parentali per accudire la figlia malata
QUELLO CHE IL
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ENOVA
di
Roberto Vecchioni
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26
di
Giovanni Caprara
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Regoleincerte,costi,burocraziaGlistranierinoninvestonodanoi
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CasoPontecorvo,l’ultimocapitolo
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essun governo ad ampia ispirazione elitaria puòevitare di fare i conti congli atteggiamenti e icomportamenti dei diversisoggetti sociali, con i loromolteplici interessi particolarie con le loro diversificateemozioni collettive. È questa la congiuntura che sta attraversando il nostrogoverno dei tecnici, di quella nuova e «terza élite», comel’abbiamo recentementechiamata per distinguerla dalla prima (Menichella,Saraceno e altri) che operònell’immediato dopoguerra e dalla seconda (Amato,Ciampi e altri) che gestì la crisi dei primi anni Novanta.
CONTINUAA PAGINA
42
Milano
di
ANGELO PANEBIANCO
di
GIUSEPPE DE RITA
Sedicianniperdisastrodolosoaidueproprietari
di
A. BERTICELLI
e
M.FOCARETE
di
MARCOIMARISIO
I ritardi
LADEMOCRAZIAPUÒANCHEFALLIRE
di
SERGIO RIZZO
di
GIAN ANTONIO STELLA
      P     o     s      t     e      I      t     a      l      i     a     n     e      S     p     e      d .      i     n      A .      P .   -      D .      L .      3      5      3      /      2      0      0      3     c     o     n     v .      L .      4      6      /      2      0      0      4     a     r      t .      1 ,     c      1 ,      D      C      B      M      i      l     a     n     o
L’amoreesige tempo,cadute(e rivincite)
        9       7       7        1        1        2        0        4        9        8        0        0        8        2        0        2        1        4     >
di
GIUSIFASANO
Governo e società
Eternit, condanna storica
N
on rispettano l’alt della polizia locale al parcoLambro di Milano e scappano. Il vigile, dopol’inseguimento, spara: ucciso un cileno di 29 anni
.(Nella foto, rilievi della Scientifica sull’arma)
.
 
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21
Le primarie
Il giudizio di solvibilitàsul debito dell’Italia è peg-giorato di un livello. È il verdetto dell’agenzia Moo-dy’scheieri sera hanuova-mente tagliato il rating suldebito sovrano nazionaleportandolo da A2 ad A3con previsioni negative.Moody’s, che ha tagliato ilrating anche di Spagna ePortogallo, ha peggioratole previsioni per RegnoUnito, Francia e Austria.
Roma 2020.
Il premier Mario Monti, che da giorni valuta i costi e gli incertibenefici in fatto di crescita esviluppo,èorientatoane-gare la garanzia dello Statoalla candidatura di Roma per l’Olimpiade del 2020.Domani è l’ultimo giornoutileper annunciarelacan-didatura che Tokyo, inve-ce, ha già ufficializzato.
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5
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E
13
I dubbi di Monti sull’opportunità della candidatura per Roma 2020
di
A. MANGIAROTTI
Contro CapodichinoIl silenzio del ministero
IllanciodelrazzoVegaUnsuccessoitaliano
«Casalinghe,lavoratricicomelealtr
di
GIOVANNI STRINGA
 
A PAGINA
9
      A      L      D      O      L      I      V      E      R      A      N      I      P      H      O      T      O      M      A      S      I
Il processo di primo grado per le vittime dell’amianto. Un risarcimento di 95 milioni
L
a disfatta di Genova,con i suoi profili netti,autorizza qualchedomanda sulla capacitàdel Pd di capire le realtàche amministra, compresii desideri e le frustrazionidei propri potenzialielettori, determinati anon seguireincomprensibiliequilibrismi sempreanteposti alla necessità. Ealla propria convenienza.Eppure, fin dall’inizio, isegnali c’erano tutti.
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E
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Moody’s declassa ancora l’ItaliaOlimpiade, il governo verso il no
Lefibrekillerchenessunohasmaltito
L
e crisi obbligano a bagni di umiltà.Conlapiùgravecri-si dai tempi dellaGrande Depressione si èdissolta,almenotempora-neamente, l’arroganza in-tellettuale con cui in tanti(esperti, governi, autoritàinternazionali), fino a ie-ri, spiegavano il mondo eproponevanoleloroinfal-libili ricette e previsionisul futuro. Le crisi svela-no ciò che resta di solitocelato ma è vero anche intempi più tranquilli: i fat-tori in gioco, fra loro inte-ragenti, sono troppo nu-merosi perché siano pos-sibili spiegazioni «onni-comprensive» nonché af-fidabiliprevisionisulfutu-ro stato del mondo.Soprattutto,restanoim-prevedibili gli esiti dellecontinue influenze reci-proche fra politica e eco-nomia. Ciò non toglie pe-ròchesenonsiconsidera-no quelle influenze reci-proche si capisce poco onulla della crisi in corso.Si pensi al viaggio di Ma-rioMontinegli StatiUniti.Il successo che il nostroprimoministrohaottenu-to nei suoi incontri colmondopoliticoefinanzia-rio americano è stato for-se un balsamo per il no-stro(depresso)umorena-zionale, ma è un fatto chedietro a quel successo c’èla paura americana (e lapaura di Obama alla vigi-liadielezionipresidenzia-liincerte)per l’evoluzionefutura della crisi dell’eu-ro, una crisi i cui esiti nondipendono «solo» dallapolitica, dalle decisionidei governi, ma «anche»dalla politica. Si appoggiaMonti sperando che ciòserva a influenzare positi- vamente,oltrecheilgiudi-zio dei mercati, le sceltefuture dei governi, tede-sco in testa. Nessuno sase e come ciò avverrà.Oppure prendiamo ilcaso della Grecia, ormaipreda di convulsioni vio-lente. All’inizio della crisi,l’incendiogrecopotevaes-sere spento facilmente.Nonlofuperunvetotede-sco, frutto, non di un ca-priccio di Angela Merkel,ma dell’orientamento do-minante nella società te-desca.Itedeschinonvole- vano pagare il prezzo per l’errore,dicuieranocorre-sponsabili, commessoquando la Grecia, senzaaverne i requisiti, fu am-messa nell’Europa mone-taria. Oggi la Grecia è conle spalle al muro. Il suoprobabilissimo fallimen-to promette conseguenzepesanti (di cui la Merkelora si preoccupa) per l’Unione e per la stessasostenibilità del sistemafinanziario. Conseguenzeancor più pesanti riguar-dano la Grecia. Come tut-toil resto, anchele rivolu-zioni sono imprevedibili.Però, nessuno faccia oh!,nessuno assuma un’ariastupefatta, se in Grecia isommovimenti raggiun-geranno una intensità ta-le da minacciare le istitu-zioni democratiche.Nelleanalisidedicateal-la evoluzione della crisieconomico-finanziaria, èspesso poco soddisfacen-te, di rado illuminante, iltrattamentodeifattoripo-litici. Sovente, la politicaè presa in considerazionepiù come un fastidiosoostacolo, fonte di ogni ir-razionalità, che come unacondizione da trattarecon la stessa freddezzaconcuisivalutanolegran-dezze macro-economichee i loro cambiamenti. Ingenere, si ragiona in que-stomodo:primasiidenti-ficanole cose che andreb- bero fatte se la «razionali-tà» prevalesse; poi si ag-giunge che, malaugurata-mente, fattori politici, co-me, ad esempio, le immi-nenti elezioni in vari Pae-si, frenano i governanti,impediscono loro di farele scelte razionalmentecorrette. È un modo sba-gliato di ragionare.
CONTINUA A PAGINA
42
«L
ecasalinghesonola- voratrici come tuttele altre». Il giudice parte da unprincipiospessoignora-to: la donna che si prendecura dalla casa e dei figli è,per definizione giuridica,una «lavoratrice non di-pendente». Ma poiché nonè dipendente e non ha di-ritto a stop concede al ma-rito permessi parentali per accudire la figlia malata.
A PAGINA
24
Sentenza storica per l’Eternit.Alprocessoperlemigliaiadivit-time dell’amianto, il TribunalediTorinohacondannatoa16an-niciascuno ilmiliardariosvizze-ro Stephan Schmidheiny e il ba-rone belga Louis De Cartier.
L’accusa.
I due fondatori della multinazionale sono stati con-dannati per disastro doloso eomissione dolosa di misure an-tinfortunistiche. Disposto un ri-sarcimento di 95 milioni.
Le lacrime.
In aula alla lettura della sentenza grida, lacrime eapplausi. I numeri emersi dalprocesso indicano 1.830 mortiper aver respirato il micidialepolverino d’amianto e altre1.027particiviliperpersonecol-pite da asbestosi o altri mali.
ALLE PAGINE
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L’attrice Caterina Deregibus, nata a Casale Monferrato, ascolta la lettura della sentenza
InseguimentotragicoVigilesparae uccide
A
distanza di vent’annidalla messa al bandodella sua produzione,quanto amianto c’èancora in Italia? Lastorica condanna diTorino pone unadomanda angosciosa. Il ricercato specialeè una fibra killer cheogni anno fa ammalareoltre tremila persone.
ALLE PAGINE
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E
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S
e ogni Provincia vuole un aeroportointernazionale, perché impedire aGrazzanise di sognare? Oggi al Consiglioregionale della Campania i sostenitori delprogetto in provincia di Caserta giocheranno il tutto per tutto, nel tentativodi averla vinta.
 
A PAGINA
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C
ondannata la preside di un liceo di Messina: usava un bidello come autistae cavalier servente. La dirigente è ancora lì, gli insegnanti che hanno testimoniato controdi lei hanno dovuto andarsene. Come pensa,lo Stato, di spiegare ai ragazzi che occorrerispettare le regole? 
 
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italia: 515249535254
Codice cliente:
 
2Primo Piano
Martedì14 Febbraio 2012
Corriere della Sera 
Bandito nel 1992, è in oltre 30 milioni di tonnellate di materialiUna Commissione doveva seguire le bonifiche: è decaduta
Non tutte le Regioni hanno fornito la mappa del rischio
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ELENO C’È
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MALTITO
Il dossier
Le cifre
È una sentenza che si può definire davvero storica, sia per gli aspettisociali che per quelli tecnico-giuridici
 
Renato Balduzzi
,
ministro della Salute
LiedholmDall’altoCondannati
Risarcimenti per 95 milioni. Il ministro: sentenza storica
«La miafamigliadecimata:7 vittime»
DAL NOSTRO INVIATO
TORINO — Chissà quando èiniziatotutto.Quandoseneso-no resi conto, che morivano enessuno poteva dirsi al sicuro.Forse è stato nel 1953, quando venne registrato il primo mor-todi mesotelioma,anche seal-lora non si chiamava così. Op-pure nel 1969, quando in via Roma, la strada che attraversa il centro di Casale Monferrato,se ne andarono in sette nel gi-ro di pochi mesi, allo stessomodo, annegati dall’acqua neipolmoni, gonfi della morfina chetentavadiattenuareildolo-re.Nella tribuna che accoglie ifamiliari se lo chiedono in tan-ti, mentre il giudice GiuseppeCasalbore legge l’elenco delle vittime e dei parenti, figli, ni-poti, coniugi, che hanno dirit-to al risarcimento per quel chehanno patito. Alle 13.20 è stata pronunciata la prima parola della sentenza, quel «colpevo-li» accolto da sospiri, da sin-ghiozzi trattenuti. Ma l’elencodi nomi e cognomi va avantiper tre lunghe ore, ognuno diessivienescanditoconparteci-pazione, quasi unomaggio po-stumo. In quella litania c’èl’enormità di questa vicenda,dello stabilimento Eternit cheha provocato la morte di mi-gliaia di uomini e donne, nonimporta se lavorassero in fab-bricaovivessero nellevicinan-ze.Adesso sappiamo che sonostatiuccisidaunacondottado-losa,unmodo giuridicoperdi-re cinica e premeditata, decisa da dirigenti che hanno consa-pevolmente messo il profittodavantiallasalutedeilavorato-ri e degli abitanti delle cittàche ospitavano le loro aziende.«Una sentenza che senza enfa-sisipuòdavvero definirestori-ca» dice il ministro della Salu-te Renato Balduzzi. «Ma la bat-taglia contro l’amianto conti-nua, nell’impegno delle istitu-zioni e dei cittadini». Il baronebelga Louis De Cartier e il ma-gnate svizzero Stephan Schmi-dheiny, i due proprietari della multinazionale dell’amianto,non sconteranno un solo gior-no dei 16 anni di reclusione aiquali sono stati condannatiperdisastro ambientale dolosoe omissione dolosa di cauteleantinfortunistiche.Ma era nel conto, non è per questo che sono arrivati qui in1.500 da Casale e da Cavagno-lo,Rubiera eBagnoli,lealtre fi-liali italiane di Eternit. Neppu-re per i risarcimenti, che sonostati riconosciuti per un totaledi 95 milioni di euro. Sembra-no tanti ma sono solo l’inizio,perché fissati sotto forma diprovvisionale, una sorta di an-ticipo che si potrà riscuoterenel caso il procedimento civilenon assegni cifre ritenute sod-disfacenti, quasi una assicura-zione sul futuro. La gente chesièsvegliataall’albaperarriva-re qui da Casale Monferratochiedeva altro. Voleva giusti-zia,intesacome riconoscimen-to della propria storia e dellepropriesofferenzedapartedel-lo Stato.E in quell’elenco intermina-bilesonosfilatiivoltidelleper-sone che non ci sono più, unmosaico di dolore che si com-poneinunastoriafolleesispe-ra irripetibile. I numeri nonspiegano, non dicono, 1.830mortiperaverrespiratoilmici-diale polverino d’amianto, al-tre 1.027 parti civili per perso-ne colpite da asbestosi o altrimali.«Mio marito era bellissimo»dice Giuseppina, moglie diRenzoPivetta,chepertrent’an-ni ha confezionato camicieben lontano dalla fabbrica, e ilprimo maggio 2008 stava ta-gliando l’erba nella sua casa diTerruggia quando sentì man-cargli il fiato. Morì 27 giornidopo.«Almeno hafatto infret-ta,sièrisparmiatotormentiin-finiti». Accanto a lei c’è un’al-tra signora che le tiene strettele mani e piange di nascosto. ÈMaria, la figlia di Luigi Giache-ro, che faceva la maschera nel vecchio cinema Politeama, poidivenne vigile e quando scoprìdi avere il male dentro passò iltempocheglirestavaa guarda-re gli astri dal telescopio sulbalcone. «Credo che cercasseun perché nelle stelle, ma sen’è andato senza trovarlo».C’era Giuliana, sorella diPier Carlo Busto detto Pica,che aveva 33 anni e ogni sera dopo il lavoro in banca andava a correre sugli argini del Po,senza sapere, e come poteva,chefosseroimpestatideglisca-richidell’Eternit.Morìallavigi-lia di Natale, nel 1988, senza mai aver potuto prendere inbraccio la sua Valeria, che ave- va appena due anni. Sui mani-festilistatialuttolafamigliafe-ce scrivere: «L’inquinamentoda amianto ha tolto Pier Carloall’affetto di chi lo amava», efu uno schiaffo in faccia a una città dove quelle morti veniva-no coperte dal silenzio, perchéla realtà faceva troppa paura.«Nonesistecontropartita—di-ceGiuliana—perunvuoto co-sì grande. Ma da oggi è proibi-to inveire contro il fato. La col-pa è di persone che da oggipossiamodefinire come crimi-Nel giorno di una sentenza storica nella battaglia all’amianto la doman-da si impone: «A distanza di vent’an-ni dalla messa al bando della sua pro-duzione quanto ce n’è ancora in Ita-lia? Soprattutto: dove?». Il ministerodell’Ambientenonhadubbi:«Lafoto-grafia è stata scattata dall’Ispra, i datichiedeteli a loro». L’Istituto superioreper la protezione e la ricerca ambien-tale rimpalla però la competenza alministero: «Sono loro ad avere il qua-drodella situazione. Forse l’IstitutodiSanità».Maanche l’Iss rimandaadal-tri: «Forse il Cnr, forse...». Se non fos-se che il ricercato speciale è la fibra killer che ogni anno fa ammalare ol-tre tremila persone (poco meno della metàmuoionodi mesotelioma),lagi-randola di telefonate potrebbe averedel comico. Ma invece spiazza, indi-gna e insieme fa capire all’istante una cosa: che l’Italia della prima condan-na al mondo a 16 anni di reclusioneper disastro doloso non ha una cabi-na di regia e nemmeno una strategia per combattere l’amianto. Da undicimesi è addirittura decaduta l’ex Com-missione nazionale che per leggeavrebbe dovuto governare il passag-gio da un’Italia pesantemente conta-minata a un’Italia completamente bo-nificata.
La messa al bando
LestimediconochenelnostroPae-seci sonoancoratrai30ei40 milionidi tonnellate di materiali contenentiamianto.Magazzini,tetti,tettoie.Qua-si83milachilometridicondotteinter-rate per il trasporto di acqua e gas. Ilprimo Paese che ha messo al bando la fibra killer è stata l’Islanda nell’83. InItalia la sua produzione è stata vietata nel 1992 con la legge 257. Un provve-dimento che ha imposto alle Regioniilcensimento dei siti contaminati. Ma aoggiquellafotografianonèstataan-cora completata: «Regioni come la Si-cilia e la Calabria non hanno ancora trasferito la loro mappatura», diconodal ministero dell’Ambiente. «Altrecome la Campania e la Puglia hannoeffettuato un censimento solo parzia-le».Maanchetra quellechehannoot-temperato a quanto previsto dall’arti-colo 10 della 257 (la Lombardia ha di-chiarato l’ambizioso obiettivo di di- ventare amianto-free dal 2015) ci so-no forti differenze: «Manca il coordi-namento,nonsisaesattamentequan-to amianto c’è ancora in giro, quantoèstatosmaltito»,affermaLorenzaFiu-mi, responsabile dell’Istituto sull’In-quinamento Atmosferico del Cnr. «Idati raccolti dalle Regioni sono diso-mogenei, i sistemi di monitoraggioutilizzati i più diversi: dall’invio deiquestionari fino al telerilevamento».Con il telerilevamento lei ha appena coordinato la caccia alle coperture incemento amianto, il noto Eternit, nel-lezonepiùarischiodel Lazio:«Sucir-ca mille chilometri monitorati abbia-mo individuato quasi un milione e700 mila metri quadrati di coperture,2.966 siti, il 53% con una superficietra i 100 e 500 metri quadrati». Quasitremila siti su una superficie pari al4,7% di tutto il Lazio. E il resto?
Quanto e dove
Ecco così che i numeri vent’annidopo la messa al bando dell’amiantosono parziali, sottostimati, comun-que l’indicatore di una battaglia piùpersa che vinta. Uno su tutti: sono27.000 i siti segnalati dalle Regioni a Roma (quasi la metà solo dalle Mar-che),320quelliparzialmentebonifica-ti. Le banche dati degli enti locali so-no più ricche ma contengono datisempredisomogenei.C’èchihacensi-to solo edifici dismessi, chi solo lescuole:2.400intuttaItaliarimastepe-rò orfane dal 2010 del finanziamentoperbonificarle.Pocheleabitazionipri- vate, figuriamoci le migliaia di tettoieche ormai fanno parte del nostro pae-saggio rurale. Ci sono poi le grandiaree industriali: dei 57 siti più conta-minati di interesse nazionale, cinquesopportanouninquinamentoesclusi- vamentedaamianto:«CasaleMonfer-rato, certo — dicono dall’Iss —, ma anche la miniera di Balangero, la Fi-bronit di Bari, Broni, Biancavilla per inquinamento naturale». Legambien-temetteinfilainumeridiquestigran-di siti: «Un milione di metri quadratidi coperture di edifici privati a CasaleMonferrato, 45 milioni di metri cubidipietriscodiscartocontaminatonel-la miniera di Balangero, 90 mila metricubi di fibre varie contenute nell’exstabilimento Fibronit di Bari, 40 mila i sacchi speciali contenenti rifiuti d’a-miantoprodottifinoadoggiconlabo-nifica di Bagnoli». Ma il problema ve-ro, insiste il ministro dell’AmbienteCorradoClini,«chenonostantel’impe-gno del ministero e le ingenti risorseimpiegate(circa50milionidieuroso-lo nelle aree industriali più inquina-te), non abbiamo ancora una mappa-turacompletadeisitichedevonoesse-rerisanati.Sitrattadidecinedimiglia-ia di realtà, dalle più piccole alle piùgrandi, e per le quali il monitoraggioavviato con le Regioni non è stato an-coraconcluso».IdatiAssobetonparla-nodi12milioniditonnellatedicoper-
PaoloLiedholm, nipotedel grande Nils che allenòMilan e Roma, è qui perla mammaGabriellaSu circa mille km monitoratinel Lazio, quasi un milione e700 mila metri quadrati dicoperture in cemento amianto
La storia
Sono 27.000 i siti segnalatidalle Regioni (quasi la metàsolo dalle Marche), 320quelli parzialmente bonificati
Ambiente
La condanna
Il barone belga Louis DeCartier e il magnatesvizzero StephanSchmidheiny
Duemilamorti perl’EternitSedicianniai proprietari
TORINO — Carla Baggio(foto sopra) viene da Casale. Non ha saltato una sola udienza del processo:«Non ho più nessuno, indieci anni mi sono mortitutti. Nella mia famiglia sene sono andati in sette».Per ciascuno sempre la stessa diagnosi:mesotelioma pleurico. «La mia vita — spiega — èstata una continua "via crucis", altro non ho fattoche assistere i miei malati.E quella malattia, per chila contrae, è qualcosa diterribile e di umiliante.Prima è toccato ai mieisuoceri, poi ad alcunicugini, infine a miomarito che era il piùgiovane di tutti». Unuomo morto a 61 annisenza mai avere lavoratonello stabilimento: «Aveva il papà e la mamma cheerano operai lì. Lui da ragazzino portava il pastoai genitori, all’Eternit ciandava una volta algiorno. Così facevanoanche altri bambini,incaricati del trasporto del“baracchino”. Alla fine sisono ammalati tutti». Infabbrica rimanevanopoco, «ma tanto è bastato.Poi si fermavano fuori a giocare tra loro —continua la donna —.Quel luogo era un puntodi riferimento per lefamiglie. A volte, miraccontava mio marito, ibambini rimanevanodavanti ai capannoni finoa sera, quando uscivano igenitori». Per Carla Baggiola sentenza non cancella ildolore e le sofferenze:«Ma questo processo èstato un bene, perchéfinalmente si è parlato dicosa è accaduto ai nostricari e si sono individuatele responsabilità.Seguendo tutte le udienzeho appreso che ci sonoalcuni Stati del Brasile edell’Africa dove l’amiantoè ancora in lavorazione.Mi vengono i brividipensare a cosa puòaccadere alle persone chelavorano in quellefabbriche».
M. Bar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La lettura
Il presidente Giuseppe Casalbore legge il verdetto
(Reuters)
italia: 515249535254
Codice cliente:
 
3Primo Piano
Corriere della Sera 
Martedì14 Febbraio 2012
DAL NOSTRO INVIATO
TORINO —
Raffaele Guariniello aveva unaespressionetriste.Comeseavesseper-so, e invece stava ascoltando la sentenza chesancisceunadellesuepiùgrandivitto-rie processuali. «Era malinconia, piutto-sto».
Nel suo ufficio al settimo piano della procura ormai vuota, adesso che scendela sera ci si può anche lasciare andare, ètempo di bilanci. «Questa potrebbe esse-re stata la mia ultima udienza» dice. Poipassa ad elencare, uno per uno, i pubbliciministeri della sezione reati ambientalida lui creata. «Gente che sa come portareavanti il nostro lavoro. Io, invece, sonostanco. L’età per la pensione ormai l’horaggiunta da cinque anni. Questo proces-so è un punto d’arrivo, e dopo nonriesco a immaginare altro. Il miosogno è sempre stato una procura nazionale che si occupi di sicurez-za sul lavoro, anche se mi rendocontoche inItalianonsiamoanco-ra pronti per una cosa del genere.Non chiedo nulla, ma credo cheforsesiaarrivatoilmomentodila-sciare la magistratura. Più di co-sì non riesco a fare».
La stanchezza salta sempreaddosso all’improvviso, e isuoi agguati coincidono conlesvolteimportanti.Maève-ro che il procuratore più temutodalle aziende italiane, e non soloquelle, ha sempre pensato alle in-chieste sul rogo della Thyssen e aimorti d’amianto come alle sue pie-tre miliari che condensavano i suoiquarant’anni di esperienza in magi-stratura. «Guardi che io sono di Fru-garolo» ha detto ieri a un giornalista franceseche lo stavadefinendo«magi-strato torinese». C’è molto di Guariniel-lo in questa pignoleria al confine con unnarcisismo che spesso gli è stato rimpro- verato come un peccato capitale. La so-stanza è ben altra. Effettivamente nato nel1941 in questo paese dell’alessandrino, fi-glio di un sarto di origine salernitana, ha studiatoallostoricoliceoD’AzegliodiTori-no, si è laureato con Norberto Bobbio eGiovanni Conso, e da allora ha scelto da fare carriera su una strada scoscesa e benpoco frequentata.Era in magistratura da appena due anniquando,5agosto1971,autorizzòsopralluo-go e perquisizione negli uffici della real ca-sa Fiat, che generarono il celebre processosulle schedature dei lavoratori. Vennero leprime inchieste sull’amianto, sulle fabbri-che dei tumori, quelle sul doping sportivo.Haperso, ha vinto, è stato dipintocome unmagistrato esibizionista, quando inveceeral’unicoadoccuparsi dicertireati. Ades-so, dopo la doppietta Thyssen-Eternit, c’ètanta gente che ha smesso di ridere.«Le condanne di oggi e quella delloscorso aprile all’amministratore delegatodella multinazionale tedesca sono il fruttodi un metodo nuovo che sta diventandogiurisprudenza. Abbiamo scelto di conte-stare il dolo in entrambe queste vicende,perché non ci siamo fermati all’accerta-mento delle colpe, come quasi sempre ca-pitava nei procedimenti sulle morti bian-che. Ci siamo interessati della politicaziendale sulle sicurezza, facendo leva suindagini condotte come se si trattasse diqualunque altro caso di quella che voichiamatecronaca nera. E sono saltate fuo-ri le responsabilità. La mia speranza è chequesto metodo divenga una consuetudi-ne». Anche queste ultime parole sanno dicongedo. Ma resta comunque qualchedubbio sulle sue reali intenzioni. Ieri alleotto e mezza di sera Raffaele Guarinielloera ancora in ufficio.
M. Ima.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
Il magnate
svizzero
Stephan Schmidheiny, 65 anni, svizzero
(foto Ansa)
, è statocondannato a 16 anni di reclusione con il barone belgaLouis De Cartier De Marchienne, 91 anni. Fondatori dellaEternit, rispondevano di omissione dolosa di cautelee disastro doloso. Non erano in aula ma i lorolegali hanno annunciatoricorso in appello
Risposta di giustizia esemplare al problema dellatossicità dell'amianto
 
Giorgio Demezzi,
sindaco di Casale Monferrato
 Il problema vero è che non abbiamo ancora una mappaturacompleta dei siti da risanare
 
Corrado Clini,
ministro dell’Ambiente
Il procuratore
La toga più temuta dalle aziende
nali».Paolo Liedholm, nipote delgrande Nils che allenò Milan eRoma, è qui per la mamma Ga-briella,che eranatanelquartie-reRonzone, dove c’era lostabi-limento Eternit, e da giovanegiocava a pallavolo sulle stradelastricate dal polverino d’a-mianto che l’azienda regalava,«generosamente» è scritto nel-l’atto di donazione, alla città.«Credo che questa sentenza serva soprattutto da monito»dice. «Mai più, non deve acca-dere mai più». Non ci sono fra-si epiche o da scolpire nel mar-mo, tra queste persone sempli-ci travolte da un male invisibi-le, colpevoli solo di essere cre-sciute nella città segnata da una maledizione portata dagliuomini. Era importante esser-ci, era importante che qualcu-no dicesse che è successo dav- vero.Neppure Romana BlasottiPavesi ricorda quando tutto ècominciato. Si è tenuta dentrole lacrime per trent’anni, leiche ha perso il marito, la figlia,la sorella, un nipote e un cugi-no.Dopo, ha sempre detto, do-po piangerò. Non c’è riuscita,invece, perché il dolore ti pro-sciuga, ti trasfigura. «Vedremoancora tanti amici morire e ab-biamo ancora tanta rabbia etanta strada da fare». Nell’ulti-mo anno a Casale Monferratosono morti in 58. Un’altra deci-nadipersoneèormaiaglisgoc-cioli delle cure palliative. Nes-suno ricorda come è comincia-ta la maledizione, nessunopuò dire quando finirà.
Marco Imarisio
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ture in cemento amianto, 1,2 miliardidi metri quadrati che dovranno esse-re sostenute nell’arco di cinque-diecianni con costi vicini ai 25 miliardi dieuro.
I costi della bonifica
Perché a rendere fallimentare la battaglia contro l’amianto ci sono an-che gli elevati costi dello smaltimentoela mancanza di discariche. Per la bo-nificadi100metriquadratidicopertu-reinamianto, diconodal Cnr, sispen-dono 4.000 euro. Solo per un cassonedell’acqua 800 euro. «La colpa è delfatto che solo il 40% è smaltito in Ita-lia,ilrestovaall’esterofacendolievita-re i costi», spiega Stefano Silvestri,igienistaindustriale per l’epidemiolo-giaemembro delgruppodilavorona-zionale decaduto la scorsa primavera.Il gruppo, che ha preso il posto della Commissione Amianto istituita dal-l’articolo 4 della 257/92, era stato isti-tuito con decreto nel 2008. «A questopunto serve una svolta e un impegnodella politica», dice Silvestri. «Abbia-mo calcolato che, ad esempio, in To-scana ci sono 2,5 tonnellate di mate-riali da smaltire, al ritmo di 20 mila l’anno civorrebbero cent’anni per bo-nificaretutto.Perchéallora nonlascia-restare icensimenti (il telerilevamen-to ha costi proibitivi) e trasformare icittadini che hanno manufatti inamianto in segnalatori di se stessi?».La strada indicata è unica: «Favorirelo smaltimento abbattendo i costi.Contrattando con le ditte i tariffari:un’impresa dovrebbe avere interesseafare indiecianniillavoroche tredit-tefarebberoin cento.Ilcittadinoinve-ceasmaltire abassocosto unmateria-le che col passare degli anni diventa più pericoloso: si prenota per la boni-fica, intanto dice quanto ne ha e dove.Esipianificano le discariche».Per tut-to questo Silvestri sottolinea la neces-sità di una nuova legge: «Dopo il di- vieto della produzione dell’amianto,una norma che vieti il suo utilizzo».Magariconscadenzaal2022.Trent’an-ni dopo la messa al bando. Non poco.
Alessandra Mangiarotti
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La vittoria di Guariniello«Più di così non possoForse è l’ora di lasciare»
In aula
A sinistra l’esultanza dei parentidelle vittime dell’Eternit alla letturadella sentenza di condanna dei proprietaridell’azienda, della quale i familiari decedutierano dipendenti. Scene di gioiae di pianto in un’aula gremitaIn alto, i minatori francesi e la commozionedi una signora. Assenti gli imputati
Accusa
Il pm Raffaele Guariniello
(Di Marco)
italia: 515249535254
Codice cliente:

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