Welcome to Scribd. Sign in or start your free trial to enjoy unlimited e-books, audiobooks & documents.Find out more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
N28mar09

N28mar09

Ratings: (0)|Views: 0|Likes:
Published by Maurizio Conte

More info:

Published by: Maurizio Conte on Feb 14, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/18/2014

pdf

text

original

 
LA VOCE DELLA NOSTRA GENTE
N° 28 - MARZO 2009
TO DEL NORD
LEGA NORD
 
Editoriale di
Maurizio Conte
“Gli ultimi fattiavvenuti presso laStazione di Pado-va venerdì 27 feb-braio, dove icomponentidell’Associazione“Veneto Sicuro”,mentre erano im- pegnati in un pre-sidio pacifico a tutela della sicurezzadegli utenti delle Ferrovie dello Stato,sono stati aggrediti da un quindicinadi esponenti del Centro Sociale Pedroguidati da leader Max Gallob, confer-mano ancora una volta che, ogniqual-volta il Movimento politico della LigaVeneta - Lega Nord Padania di Pado-va si accinge ad organizzare una qual-siasi manifestazione, si vede costrettoad essere difeso fisicamente dagli at-tacchi dei sopraccitati disobbedienti.Questa situazione, oramai incancreni-ta, nonostante gli sforzi della Digosche fotografano, identificano e denun-ciano gli autori di questi atti (che ven-gono immancabilmente scagionati dalGiudice di turno) contrasta con il di-ritto fondamentale di ogni cittadino,costituzionalmente garantito, di aderi-re ad un partito e di svolgere la relati-va attività politica sul territorio. Tuttele manifestazioni della Lega Nord,compresa quella riferibile a “VenetoSicuro”, sono sempre state preventiva-mente comunicate ed autorizzate dallaQuestura di Padova che, visto il pe-sante clima padovano di contrapposi- zione politica, procede naturalmente atutelare i Militanti della Lega Nord,mentre l’immancabile contromanife-stazione dei centri sociali si svolge no-nostante la mancata autorizzazionedella Questura stessa. La situazione èdavvero insostenibile.”
Maurizio Conte
Consigliere Regionalecontem@consiglioveneto.it
Lwwwvisita il mio sito:
www.maurizioconte.it
 
Applausi, brindisi e strette di ma-no. La soddisfazione per il pas-saggio storico è incontenibile.Alle 19.30 del 24 marzo 2009l’aula di Montecitorio dice si aldisegno di legge sul Federalismofiscale (319 voti favorevoli, 195astenuti e 35 contrari). “Ormai èfatta - dice ilministro per leRiforme, Um-berto Bossi -ora manca unsolo passaggioal Senato. Inquesti ultimigiorni il con-fronto con l’opposizione è statoproficuo, il dialogo, fatto su temiconcreti, ha prodotto notevoli ri-sultati”. Un rapporto questo, tenu-to costantemente dall’altra ruotadel tandem, dal ministro per laSemplificazione normativa che hacurato il dossier sul federalismofiscale fin dall’inizio, cucendo ericucendo, smussando e trattandoper portare a casa un disegno dilegge che non duri per una solalegislatura ma che abbia un respi-ro più ampio. Un lavoro che haconvinto quelli che inizialmenteerano i più restii. Il PD ha mante-nuto la sua astensione, mentre ilpartito di Antonio Di Pietro haaddirittura votato a favore. Gliunici voti contrari sono arrivati dai centristi di Casini. Ma Bossi nonsembra preoccuparsene granchè:“l’Udc pensa solo a prendere votidi chi è contro il federalismo”.Una posizione irragionevole, tan-to da mettere a rischio le alleanzeper le amministrative? “Vedremo- risponde Bossi– E’ una questio-ne di numeri e noi i numeri li ab-biamo”. Interviene poi il ministrodell’Interno, visibilmente com-mosso: “Sono molto soddisfatto,è una delle pagine più belle dellamia vita politica. Questo 2009 èun anno molto particolare. Il si alfederalismo fiscale arriva esatta-mente 30 anni dopo il mio primoincontro con Bossi, nel 1979. Cen’è voluto di tempo perchél’intuizione di Bossi si concretiz-zasse, ma ora ce l’abbiamo fatta”.Anche Berlusconi è presente: “Èun nuovo passo sul cammino del-la modernizzazione dello Statoche ci permetterà di diminuirel’evasione fiscale e quindi la pres-sione fiscale”. Nella sede dellaLega Nord, a Montecitorio, lebottiglie di prosecco vengono ac-catastatevuote, sultavolo. Bossi,Maroni, Cal-deroli sonolì, con i de-putati e tutti imembri dellostaff. Dopoanche con ilministro dell’Economia, che sem-bra quasi lamentarsi: “Ora - dicescherzando - sono problemimiei”. L’Italia compie un passoverso la modernità , il Nord versola libertà. E gli artefici di questo, ileghisti, possono gioire. “Oramaiè fatta”.
(la Padania, 25-03-09)
 
FEDERALISMO FISCALE
PAGINA 2
SPESA STORICA
Assicura autonomia di entrata e di spesa di comuni, province,città metropolitane e regioni garantendo i principi di solidarietàe di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente ilcriterio della spesa storica.Fissa i principi fondamentali del coordinamento della finanzapubblica e del sistema tributario, disciplina l’istituzione e ilfunzionamento del fondo perequativo per i territori con minorecapacità fiscale per abitante.Disciplina i principi generali per l’attribuzione di un propriopatrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni.
COSTI STANDARD
Tra i primi decreti legislativi da approvare c’è quello che“contiene la determinazione
dei
costi e dei fabbisogni standardsulla base dei livelli essenziali delle prestazioni”
COMMISSIONE BICAMERALE
Viene istituita una Commissione bicamerale per l’attuazione delfederalismo fiscale. Trenta i membri tra deputati e senatori, affian-cata da un comitato ad hoc delle autonomie locali, di cui fannoparte dodici membri.
COMMISSIONE TECNICA PARITETICA
Ha il compito di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per lapredisposizione, da parte del Governo, degli schemi dei decretilegislativi di attuazione della delega in materia di federalismo fi-scale.
LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
Il ddl prevede il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionalinell’attività di contrasto dell’evasione fiscale e l’individuazione diadeguati meccanismi diretti a coinvolgere regioni ed enti localinell’attività di recupero dell’evasione fiscale.
FISCO REGIONALE
Le Regioni disporranno di tributi e di compartecipazioni erariali,in via prioritaria all’iva, per finanziare le spese per lo svolgimentodelle funzioni di propria competenza.
PATTO DI CONVERGENZA
Via libera alle misure che riguardano il “patto di convergenza” e il“patrimonio degli enti locali”.
FONDO PEREQUATIVO
Stabilito il funzionamento del fondo perequativo. È previsto, tral’altro, un periodo transitorio di cinque anni in cui attuare progres-sivamente il passaggio dal finanziamento della spesa storica alfinanziamento dei costi standard ed alla perequazione della capaci-tà fiscale per abitante, oltre ad un ulteriore periodo transitorio dicinque anni in cui lo stato può contribuire alle spese di regioni incui “emergano situazioni oggettive di significativa e giustificatainsostenibilità” del nuovo assetto finanziario.
CITTÀ METROPOLITANE
Salgono a nove le città metropolitane, che sono: Torino, Milano,Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Cala-bria. In esse non sono comprese le aree metropolitane delle regionia statuto speciale. Con l’istituzione delle città metropolitane laprovincia “cessa di esistere”.
I PUNTI PRINCIPALI DEL DDLAPPROVATO A MONTECITORIO
Roberto CotaSIAMO PIÙ PADRONI A CASA NOSTRA
“Abbiamo dovuto aspettare quasi 150 anni per ottenere uncambiamento, un primo cambiamento. Sono tanti anni, manon ce l’avremo fatta se Umberto Bossi e la Lega Nord Pa-dania non avessero posto con forza il tema del federalismo,in particolare del federalismo fiscale. Sono stati anni in cuilo Stato non è mai riuscito ad entrare in sintonia con la gen-te. Cattaneo e Rosmini, già allora, tanti anni fa, avevanodetto inascoltati che il federalismo era l’unica soluzione pos-sibile. Mi ricordo i primi manifesti della Lega, che valgonopiù di tanti convegni. La gallina dalle uova d’oro , il Nord,appunto stretto dalle catene che lo legavano a Roma. Si la-vora per uno stato che ti prende tutto e in cambio non ti dànulla. Prendeva corpo allora la consapevolezza che le risorsee che il frutto del lavoro della gente veniva letteralmentesottratto con un meccanismo di furto legalizzato per finan-ziare gli sprechi dello Stato e del parastato e di quegli entilocali che hanno sempre ragionato in base al principio del“tanto paga Pantalone”. Si risvegliavano le coscienze , ma labattaglia non è stata facile. Anno dopo anno, prima la Lega èstata etichettata come antistorica e razzista, poi riconosciutacome l’ispiratrice dell’unica riforma possibile. È passatatanta acqua sotto i ponti: dal Titolo V alla Devolution e, og-gi, al federalismo fiscale. Che cosa succederà concretamentecon il federalismo fiscale? Le risorse rimarranno sul territo-rio; allo Stato andranno solo le risorse necessarie, vorreiribadire necessarie; alle regioni o comuni in difficoltà saran-no assicurati i servizi essenziali in base all’effettivo costodegli stessi”.
(la Padania, 25-03-09)
MONTECITORIO APPROVA,LA LEGA ESULTA
È grande la gioia dei parlamentari della Lega Nord al mo-mento del voto dell’Aula sul Federalismo fiscale. ManuelaDal Lago sottolinea che “attendiamo da anni momenti comequesto e se riusciamo ad ottenere anche l’astensione del Pde il voto favorevole dell’Italia dei Valori lo dobbiamo allavoro svolto dai ministri Bossi e Calderoli”. Siamo di fron-te ad un grande risultato politico perché, per la prima voltauna legge di riforma così importante viene approvata - dicela deputata - senza la contrarietà dell’opposizione. E ritengoun altro risultato politico essere riusciti a confrontarci nelmerito delle Aule e nelle commissioni dove ogni forza poli-tica che l’ha voluto ha potuto portare miglioramenti al te-sto”. Sulla questione della delega al Governo, criticata daparte dell’opposizione , la vicepresidente leghista sottolineache “ci saranno le giuste verifiche dalle commissioni parla-mentari competenti. In ogni caso l’attuazione della legge alGoverno rappresenta un percorso coerente e corretto”. Lu-ciano Dussin si concentra “sulla bontà dei principi contenutinella legge come testimonia anche il fatto che le Regioni, leProvince e i Comuni li hanno sottoscritti. Per Dussin “unadelle parti fondamentali del provvedimento è rappresentatodal passaggio dai costi storici a quelli standard e nessunopuò dire che questa sia una svolta non condivisibile”.
(la Padania, 25-03-09)
 
PAGINA 3
IMMIGRAZIONE E SOCIETÀ
La crisi sta mordendo. E sono morsidolorosi, che rischiano di lasciare isegni. Per questo Umberto Bossi dicecon decisione che occorre stabilireuna sorta di diritto di preferenza: pri-ma vengono i nostri lavoratori e lenostre famiglie. I dati diffusi sulledomande di disoccupazione sonodrammatici. Nei primi due mesidell’anno hanno perso il posto di la-voro oltre 370 mila persone. Un eser-cito. Per questo il Segretario Federaledella Lega Nord ha chiaramente so-stenuto che è necessario “favorire icittadini italiani rispetto a quelli stra-nieri, anche se presenti sul nostro ter-ritorio in modo regolare. Si, è giusto -ha ribadito -, se non abbiamo posti dilavoro che dobbiamo fare? Almenoche uno abbia un posto al mondo,dove sa che pensano di più a lui chealtrove”. Lavoro e casa sono i duefronti su cui la crisi rischia di causarei danni peggiori. Occorre mettere incampo misure decise per affrontarlasenza troppe conseguenze. “Il Gover-no - continua Bossi - non è per nienteimpreparato, anzi. Gli strumenti cisono e i soldi anche, a cominciare dai9 miliardi del fondo per le impresesotto la Presidenza del Consiglio ealtrettanti 9 miliardi per gli ammortiz-zatori. L’intenzione dell’Esecutivo,fino dal’inizio, è sempre stata quelladi risparmiare per i momenti più neri.Che ora sono arrivati. Ora quei soldivanno spesi bene e proprio su questovigila il Carroccio. Se quei soldi cisono è perché qualcuno, con il propriolavoro, gli ha creati. E se oggi sono indifficoltà, quei soldi vanno usati perloro”. Analoga la preoccupazione diUmberto Bossi sul tema dell’ediliziapubblica. Le condizioni della Legasono chiare. “È necessario - ha dettoBossi - mettere i paletti per evitareche le case vadano agli immigrati.Sarebbe una beffa per i cittadini italia-ni e padani i quali sarebbero costrettia pagare per case che finiscono adaltri e che avrebbero come risultatol’abbassamento del valore delle abita-zioni esistenti in zone già affollateoltre ogni limite. Noi ci preoccupiamoperché guardiamo all’esperienza dellecase popolari che oggi in moltissimerealtà vanno, nella maggioranza deicasi, agli extracomunitari.
(la Padania, 11-03-09)
UMBERTO BOSSI:
“PRIORIAI NOSTRI PER CASA E LAVORO”
“Come Sindacato Padano sono 20 anniche diciamo che in questo Paese nonserve manodopera extracomunitaria. Sedavvero vogliamo affrontare i problemidel mondo del lavoro dobbiamo farlocon fermezza e con grande serietà”. CosìRosi Mauro, segretario generale delSin.Pa e vicepresidente del Senato èintervenuta in merito a possibili modifi-che nel mercato del lavoro. “Invece didire che ci sono lavori che non fa nessu-no - ha aggiunto -, bisognerebbe iniziarea pagarli meglio. Non nascondersi dietroun dito e inventarsi strane formule. Lostesso vale per la disoccupazione: primadobbiamo dare spazio alla nostra gentein cassa integrazione e mobilità .Maanche qui , se vogliamo davvero varareinterventi decisi dobbiamo intervenirenon solo a livello economico, ma tro-vando un sistema che possa rilanciare illavoro all’interno del Paese. Dobbiamoaiutare le nostre imprese a fare investi-menti sul nostro territorio. Se a sinistraqualcuno pensa di andare avanti sullastrada della demagogia lo faccia pure.Le scorse elezioni hanno dimostratochiaramente che la demagogia non paga.È il momento di stare con i piedi perterra. Bisogna rivedere il meccanismodelle buste paga, diminuire il costo dellavoro e spronare le imprese a restarenel nostro Paese. Quanto alla possibilitàdi studiare eventuali forme di sostegnoper aiutare i rimpatri di quegli immigratiche hanno perso il posto di lavoro, dicoche tutte le proposte devono essere valu-tate e discusse. Non vorrei però che unmeccanismo del genere potesse innesca-re un meccanismo che vada ad illuderechi viene in cerca di lavoro e chi rischiasolo di andare ad ingrassare le fila dellamalavita nostrana”.
(la Padania, 04-03-09)
ROSI MAURO:
“NON SERVE ALTRA MANODOPERA STRANIERA”
INPS ALL’ATTACCODELLE COOP ETNICHE
Le aziende etniche sono la prioritàdell’attività ispettiva dell’Inps. Nonuna priorità ma la priorità in cima allalista delle emergenze da affidare allavigilanza ed all’attività ispettiva. Perfarla breve, il sommerso, il lavoro ne-ro, la violazione delle regole,l’evasione fiscale, il fenomeno dellaclonazione dei permessi di soggiorno,sono la grande spina al fianco del fron-te previdenziale. Il più grande bucocontributivo del Paese dovel’immigrazione clandestina trova ripa-ro, lavoro, complice copertura e sfrut-tamento. Le aziende etniche sono di-ventate la scatola magica dove passanoassunzioni e “non assunzioni”. Dietrole imprese che pagano 4-5 euro l’ora lamanodopera si nascondono le ragionidi un risparmio sulla spalle dei lavora-tori irregolari.
 La Padania
lo avevaanticipato in tempi non sospetti, il 12ottobre e il 7 novembre. La grandetruffa all’Inps, ormai è accertato, passaattraverso le miriadi di microimpresedi immigrati. Con un permesso di sog-giorno vengono immessi sul mercatodel lavoro più clandestini che riesconocosì ad ottenere tutte le garanzie delwelfare italiano: assegni familiari,sussidi di disoccupazione a fronte diversamenti mai corrisposti, contribu-ti… Prime in classifica quindi, il tor-mentone degli ispettori dell’Inps, leaziende etniche, operanti al di fuori diqualunque regolamentazione di carat-tere lavorativo, previdenziale e fiscalee che realizzano non di rado vere eproprie forme di sfruttamento dellamanodopera impegnata. Un esempio,su tutti: esemplare la competitività cheaveva messo in campo una cooperativaetnica che prestava servizio con propriaddetti negli spazi di una prestigiosatipografia che stampa il
 Magazine delCorriere della Sera
, in provincia diBergamo. Prezzi stralciati, senza peròchiedersi il perché di tanto rispar-mio… Su un solo turno di lavoro seinon erano in regola. Dunque c’è dachiedersi quanto dei dati spesi per ac-creditare il contributo all’economia delPaese da parte delle imprese di stranie-ri sia reale e quanto la quantità deinumeri non sia effettiva propensioneall’imprenditoria ma ben altro.
(la Padania, 07-03-09)

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->