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Libero.16.02.2012

Libero.16.02.2012

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Giovedì 16 febbraio 2012
OPINIONI NUOVE - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postaleD.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
Prezzo all’estero:CH-Fr.3.00/MC&F -
2.00 / SLO -
2.00.
y                          (                           7                           H                           B                           5                           J                           1                           *                          K                           O                           M                           K                           K                           R                           ( 
FONDATORE
VITTORIOFELTRI
DIRETTORE
MAURIZIO BELPIETRO
*
Con:
“Maledetto Spread - Storia di una grande truffa”
5,0 0.
 ANNO
 XLVII
NUMERO
40
EURO
1,20*
LEI È PEGGIO DI LUI
Celentano non è il principale responsabile dell’ignobile esibizione al Festival. La colpaè della «capa» della Rai: sapeva cosa sarebbe successo. Ora va commissariata l’azienda
IL DELIRIO DI SANREMO
di
MAURIZIO BELPIETRO
Tutti se la sono presa con Celen-tano per quelloche ha dettomartedì sera all’Ariston. Ma ilproblema non è il «Molleggiato».Che il «re degli ignoranti» - asce-so al trono per autoproclamazio-ne - dicesse sciocchezze in diret-ta tvera cosa da metterein con-to. Sono più di vent’anni che l’ex ragazzo della via Gluckusa il vi-deoper farenoiosi sermoni.Ri-cordo l’edizione del 1987 di
Fan -tastico
, varietà in prima serata suRaiuno, in cui alla vigilia del re-ferendum si misea parlare dinucleare, scrivendo sulla lavagnachela cacciaè control’amore.Un annodopo, ospitea
Seratad’onore 
, altro spettacolo di viaTeulada, fecepropaganda antia-bortista.Nel 1992,in pienaTan-gentopoli, con
Svalutation
, inve-ce sela prese congli spettatori,rei di avere votato onorevoli la-dri. «Nonè laclasse politicacheva azzerata,siete voiche dacasamistate guardandochedoveteessere azzerati. Voi siete la terra ei politici l’albero. Se la terra è ari-da anche l’albero crescemale.Evoi siete aridi e avidi...».Un deliriodi paroleche laRaiha messo in onda anno dopoanno, fingendodi scandalizzarsiogni volta, ma godendo in segre-to del boom di ascolti. Celentanoè Celentano.Un furbacchioneche ha avuto in dono la voce e hasaputofarla fruttarecomepochialtrisuoi colleghi.Nonsoltantocantando, maanche costruendoconcura ilpropriopersonaggio.Quando gli spettatoridei suoifilm ele vendite didischi hannocominciato avenire meno,e daimilioni di copie (...)
segue a pagina
3
di
FRANCO BECHIS
È stato propriolui, Mario Monti, aintestarsi lasvolta trasparentenel rapporto fra governoe citta-diniil 4dicembre scorso:«Dichiareremotutti ino-stri redditi e patrimoni come mai era accaduto. Fa-remo molto più del dovuto, secondo (...)
segue a pagina
8
Il paese modello della finiana
La Bongiorno e gli stupri alla liberiana
segue a pagina
20
di
SIMONA BERTUZZI
In Liberia, a inizio 2009, nella solaconteadi Montserrado,sonostateviolentate 807 ragazzine, di queste 77eranobimbesotto i5anni,potevanoessere nella loro stanzetta a giocareinvecestavano inuncortiletto difan-goe rifiuticoncinque uominiaddos-so (compreso un fratello e uno zio pa-terno) a chiedersi perché la vita leavesse messe al mondo. Eppure se-condola deputatadelFli eavvocatoGiulia Bongiornol’Italia èmessa peg-gio dellaLiberia inmateria didirittidelle donne.In Liberia, sempre nel 2009, una ra-gazzinadidodici annièstataviolen-tata daquattro uomini infami,tra cuil’amorevole patrigno equando haprovato a raccontare a sua mamma loschifo e la vergogna di quella violen-za, sua madre le ha detto (...)
Le traduzioni creative del Miur 
 Al ministero tutti pazzi per la pecorina
di
MARCO GORRA
E iprofessori scivolaronosul tra-duttore di Google. Sito del ministerodell’Istruzione,sezione bandi.Tito-lodel progetto:«Dallapecora alpe-corino. Tracciabilità e rintracciabili-tà di filiera nel settore lattiero casea-rio toscano». Sotto, la traduzione ininglese: «From sheep to Doggy Style.Traceabilityofmilk chaininTusca-ny».Solo chedoggystyle ininglesenon significapecorino (chebanal-mente si traduce«sheep milk chee-se»),bensìindica lacelebrepraticasessualenota aipiù come“pecori -na”.Una letterachefauna belladif-ferenza.Nonper ilMiurdove,affi-data l’incombenza della traduzionea qualche software digiuno di scien-zacasearia,nessuno habattutoci-glio vedendoil risultato.Che èfinitoon line. E poi dicono che non c’ècontinuità col governo Berlusconi...
IANNACCI, MANIACI,MORI, PAOLI
e un commento di
MAZZOCCHI
da pagina
2
a pagina
5
In rete solo ciò che già si sa
Sui redditi dei ministriMonti ci ha presi in giro
Mills, chiesti 5 anni per il Cav
Persino Napolitano dice:i magistrati vanno puniti
di
CHIARA PELLEGRINI-ANDREA SCAGLIA
Napolitano vacontro ipm schierati:rimarca comeal-cuni comportamentidelle toghe sfuggano«alla san-zionabilità disciplinare» per via del vuoto normativo. Ea Milano l’accusa chiede cinque anni di condanna peril Cav, insinuando che la difesa abbia truccato le carte.
alle pagine
14-15
Ma gli italianisi sono stufatidel re buffone
di
MARIA G. MAGLIE
a pagina
2
 Vent’annidi cretinatea ruota libera
di
MATTIAS MAINIERO
a pagina
4
Il patrimonioda favoladel Molleggiato
di
FOSCA BINCHER
a pagina
5
 Viale Mazzinitaroccai naufraghi
di
FRANCESCO SPECCHIA
a pagina
7
Altro pasticcio sulla Grecia
L’Italia è in recessionee l’Europa perde la testa
di
GIULIANO ZULIN
Èdifficile salvarsidalla doppiarecessionese icapidi governo dell’Europaperdono continuamentetempo. Ieri abbiamo appresodall’Istat quello checonoscevamodal contattoconla realtà,ovveroche l’Italia è in recessione tecnica perché (...)
segue a pagina
11
Lorenza Lei (Olycom)Adriano Celentano (Olycom)
                       +                             $                       !                              "                       !                              ?                       !                              #                       !                              ]
SISTEMA
Mai più cambio pila
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2
Giovedì 16 febbraio 2012
PRIMOPIANO
@
commenta su www.liberoquotidiano.it
Celentano fa il pieno di ascolti e insulti
 Adriano attacca la Chiesa, la Consulta e i giornalisti. Fa il record col 48,5% di share ma nessuno difende il suo spettacolo indecentea spese nostre. Senza il Cav che «obbligava» tutti a stare coi guitti anti-politica, in rete scoppia la rivolta contro il cantante
ULTIMI FAN
Giornali, tv,Facebook e Twitter:l’esibizionedelMolleggiato raccogliecriticheunanimi. A difenderlo restano solo Antonio Di Pietro e Sandro Bondi
disastro viale Mazzini
:::
MARIA GIOVANNA MAGLIE
QQQ
 
 Avete sentito bene, ed è solol’inizio. «Sti cazzi il canone», «sonominchiate», «luiche hatrombatopiù dinoi», «labernarda», «ildefi-ciente», «le sueidiozie», «cazzate,cazzate», «dovesono ledonne»,«dove sonole canzoni»,«dovestannoivotiche èsaltatotutto»,ealla fine partefuori onda «Checaz…è?».Se nonlo salui cheil fe-stival lo conduce, e con quanta au-tonomialorivendica ogniduepertre! Che cazz’è, dice Morandi, pes-simo quantoCelentano, duevec-chiettidagiardinetti, diquellicheinsiemeai vecchiamici unpo’sporcaccionidicono leparolaccequandopassano leragazzine, esipuò diresolo avendolivistidall’inizio alla fine, tra fastidio,rabbia eperfino un po’di stuporesoverchio, seduti davanti a una tv adaumentareobtorto colloilnu-mero bulgaro delloshare. Che ieriveniva sbandierato su un lato dellatrinceadiguerra control’altro chesi dissociavao che fingevadi farlo,che commissariava oche fingevadifarlo. Soprattuttoche siprovavaaraccontaredi nonavernéprevi-stonéimmaginato cheunfestivalcosì tanto vale non trasmetterlo,visto che le canzoni non contano,come ha dichiarato Renga nel dol-cestilnovo ormaiimperantedellaparolaccia a tutte le ore, «non con-tiamo una fava», e quando ci vuoleci vuole; visto che un’ora di spetta-colo l’ha appaltata al re degli igno-ranti, il qualepopulista, qualun-quista e becero sempre è stato, mache ora sconta purela crisi deglianni che avanzano inesorabili, efannovacillare definitivamentelamemoria, e la crisi ce la fa sorbire anoi.Celentano è uno che si deprimeperchénon ciparlano delParadi-soi fratacchionicattivi,perchédonGallo nonè Papa,eche fafarela spallascema aiMorandi, Papa-leo, Pupo,Battiato, unoche soffreper lospread e lapovertà, eche sisposta abordo di superavvocati esuper produttori che hanno intor-tatobenbene laRai,prendendounsacco disoldi,facendonespendere dipiù, consumandovendetteprivate controchiunqueosi criticarele suepacchianesmargiassate, promuovendoaspesenostre conunagigantescamarchetta il suoultimo disco, co-mandando lui lapartita perchésololui puòdeciderese equandotornareaesibirsi,si faperdire.LaRai èresponsabile tutta,il pesce,come sidice, puzzadalla testa,al-troche commissarioescandalomillantato del giorno seguente, al-tro chetentativo di farlapagare aldirettore diRai1, unoche restan-do sedutoa fineshow, probabil-menteperchéera paralizzato,sièsalvato l’anima. A Celentano la Rai ha dato quasiun’ora,pensava cherecitassePa-scoli invece di attaccare la Consul-ta,ivescovi, AldoGrasso,Monte-zemolo, laMerkel, eanche Diochenon gligarantiscela vitaeter-na, iltutto mescolatocome unpappone nauseabondo, tanto perluiètuttouguale? LaRaihainca-merato davvero graziea lui con-tratti pubblicitari piùricchi? Salu-tamiilcodice etico,lospettacolocontinua.Nelfrattempo laRaieSanremoun risultatolo hannoot-tenuto per certo: è lo share ostile,lavisionemalevola, ilfastidioge-nerale e generalizzato per il pro-dotto e per ilprofeta. È uno spar-tiacque,tana liberatutti. Noncen’è uno, e son tutti parte dello sha-re bulgaro, a difendere Sanremo,Morandi eCelentano ilgiorno se-guente. L’hannodovuto guardareperdirlo mapoibasta leggerenonsolo i i giornali eguardare le tv, bi-sogna rivolgersia Facebooko aTwitter per avere la conferma cheCelentanononpiace piùanessu-no o quasi, le eccezioni essendorappresentate sommamenteda AntonioDi Pietro,che èdiverten-tissimo sentirparlare controlacensura, eda SandroBondi, cheforse èuno deipochi chehannovisto un film martedì sera. Oltre-tutto quest’anno non c’è più Ber-lusconi, non c’è il nemico comuneche avrebbe obbligato a parlar be-nedel Celentanoanti-potere.IlCaimano se n’è andato, e lui è ap-parso per quel che è, triste, banale,vecchio, ma non è il solo.Da Twittera casoqualcheesempio dello share bulgaro,guardare per trovarne a volontà.23:24Emma. Laprima verasa-nremata. Leinon èmale, ebenefi-cia del sollievo post-Celentano;23:09 Nooooo…Merkel, Sarkozy,la Greciache vergogna…Staizitto; 22:47 Inginocchio: per cor-tesia,datecile canzoni,anchelepeggiori;22:39 Papaleoche glifada spalla…molto triste…;22:32 Ecomunque Celentano, sei vera-menteuncoglione.Te echitihaportato;22:22 Latrovatadellascena di guerra è veramente forte,ma Celentano non mi interessa, èun vecchissimo arnese;22.26 Ro-berto: ilpunto nonè Celentanoola pagliacciata in cooperativa conPupo e Papaleo. Ilpunto è: le pri-me due file di spettatori. Delledue, l’una: o la «corte» non solotollera, maritiene fondamentalelapresenza delgiullaredi turnoalbanchetto, oppurela «corte»è tal-mentedeboleed inettachesop-portaCelentano comeritoindi-spensabile per mantenere la sediasaldamente attaccataal proprioculo.22.45 Giuseppe: Attenti a Tafaz-zi: ognivolta che si blaterain quelmodo di «sovranità» e «SupremaCorte» è come bottigliarsi selvag-giamente i maroni. A proposito:attendo manifestazione appro-priata del “popolo Viola”o dei“costituzionalisti”a gettone, poi-chè non si può parlare in quel mo-do della Suprema Corte; 23.00Carla:come sifa afarsi farela pre-dicada Celentano,ma comesipermette???Che canti,èl’unicacosa che sa fare….Si replica fino asabato, per for-tuna c’è Arisa.
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Oggi il cda
La direttora incolpa Mazzae manda Marano a controllarlo
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ENRICO PAOLI
QQQ
 
Commissariamento, siluramentoamezzo agenzia di stampa,badante, casco bludell’Onu, direttoredi sostegno, e viadi questopasso. In unagiornata ad alto tassodi adrenali-na e tensione, le battute sarcastiche per provaread inquadrare l’arrivo a Sanremo, a passo di ca-rica quasi fosse un bersagliere, del vice direttoregenerale della Rai, Antonio Marano, tipo tosto edecisionista,sisono sprecate.Aspedircelo,do-po aver urlatocontro il mondo perle telefonateacidericevute dalVaticano, èstato ildirettoregenerale della Rai, Lorenza Lei, in preda al pani-co.Avrebbevolutole dimissionideldirettorediRai Uno, Mauro Mazza, ma non si può. E lei nonle può chiedere, non avendone la forza. Troppocomplicato. Unico rimedioil commissaria-mento, il badante con pieni poteri. Vista la situazione, anche il diretto interessa-to, il direttore di Rai Uno, ha pensato bene di ri-spondere atutti con la stessaarma del’ironia:«Marano ci dà una mano». «Commissariamen-to? Quello è Montalbano».«Se prendi Celenta-no cos’altro ti puoiaspettare». Difficile darglitorto. Insomma, haprovato a vestire ipanni diSan Filippo neri: «Statebuoni se potete, ormaiCelentano ègià andatoin onda».E citornerà. Evisto che la situazione è esattamente questa, al-lafine diuna giornatadi ordinariafollia, lepa-role più sagge, nonché illuminati, sono quelledelpresidentedella Rai,PaoloGarimberti.«Lalibertà è sacra ed èsacra anche quella di Adria-no Celentano.La libertà però deveessere eser-citata con responsabilità erispetto», dice l’am -ministratore di vialeMazzini, sostenendo chequella diCelentano èstata «un’operazione didisinformazione dacui laRai, cheè serviziopubblico, non può che dissociarsi». Ecco, ap-puntononci restachequello,visto chelastallaèstataaperta eibuoisonogià scappati.EMa-ranoallorachefarà? StandoalmandatodellaLei, il vice direttore dovrebbe avere diritto di vi-ta edi morte sututto e tutti,ma visto cheil con-trattofirmato dallaRaiconCelentano, difatto,ha consegnato il palcodell’Ariston al molleg-giato,ilmandatosarà davverosimileaquellodeicaschi bludell’Onu:guardarema nontoc-care. Unica possibilità, vera, imbrigliare MauroMazza, limitarne il raggio d’azione, a partire dairapporti conil direttore artistico.Non poten-dolo farlosaltare ora, il cdanon è ingrado diagiresu questenomineessendo allascadenzadel mandato, può presentargli il conto.E a dar corpo a questa opzione sono le paroledel consigliere diamministrazione, Antonio Verro, attento e accorto nelle sue esternazioni.«Leultimeedizionisono statefattegestire,di-rettamente e indirettamente, da un manipolodiconsulenti esterniche, indisturbati,nascon-devanodietro irisultatid’ascolto situazionidigrande imbarazzo per il servizio pubblico. Cre-do che si debba riflettereanche sul ruolo chehanno avuto inquesti anni la direzionedi RaiUno ela stessaDirezione artisticadel Festival».Più chiaro di così. Ese proprio si vuole essereesaustivi,adimostrazioneche Mazzasiègio-cato tutte lefiches a disposizione conla primaserata,in mododaparare gliattacchicon inu-meri degli ascolti, bisogna mandare a memoriale parole di Giovanna Bianchi Clerici, indicatadalla Lega.«C’è stata unagrande disorganizza-zione. Celentanoha decisamenteabusato delmezzo pubblico. È di una gravità inaudita. Nonc’è statoun sufficientecontrollo editoriale.Non chiamereiperò incausa ivertici aziendali,la responsabilità è di Rai Uno». Che, a bocce fer-me,dovrà anchespiegarecomemai uninteroblocco pubblicitario sia saltato, facendo perde-re alla Rai qualcosa come 600-700mila euro .C’è da giurare che il consiglio di amministra-zione di oggisarà particolarmente infuocato.Ma non solo per Mazza, del quale una parte deiconsiglieri chiederanno la testa,ma anche perla Lei che esce da questa storia con le ossa rotte.Primasi èfattatrascinare nellarissaper ilcon-tratto, finendo con ilcedere miseramente sututto. E la corsa, scomposta, ai ripari per soddi-sfare le richiestedel Vaticano rischia difare piùdanni di Celentano. Ilquale, giustamente, se lagode, avendomesso inconto lepolemiche. Infondouno cheparladiDio sentendosiDio,cheproblemapuò avereconchideve gestire“mi -sere”coseterrene comeil serviziopubblico? A godere, infondo, èsolo AntonioDi Pietroel’Italia dei Valori che hannoportato a casa unospotmilionario. Anzimiliardario. Etutto aspe-se nostre.
twitter@enricopaoli1
I GIORNALI
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Giornali inutilicome «Avvenire» e «Famiglia cristiana»andrebbero chiusi: sioccupano di politica
IL REFERENDUM
Q
I promotoridel referendumhanno raccolto unmilione e 200mila firme. La Consultanon ha esitato ametterle nel cestino
 ALDO GRASSO
Q
E noi cirattristiamo se undeficente come AldoGrasso scrive delle idiozie sul «Corriere»? 
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LE SPARATE DI ADRIANO
 
3
Giovedì 16 febbraio 2012
PRIMOPIANO
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ADDIOSERVIZIOPUBBLICO
Per alzare l’Auditel vabene tutto: dai famosi che si rotolano nel fango su un’isolaal turpiloquio di Luca e Paolo in fascia protetta
disastro viale Mazzini
Soltanto Lei è peggio di lui
Il Molleggiato non è il principale colpevole di ciò che è successo al Festival. La «capa» di viale Mazzini sapevache sarebbe andata così ma ha lasciato fare sperando in un boom di ascolti. Ora va commissariata l’azienda
(...) si è passati alle centinaiadimigliaiase nonalledecine,il piùfurbo tra inostri mene-strellisi èinventatopredica-tore. I suoimonologhi nonsono lezioni oproclami: sonosproloqui. Celentanonon èunintellettuale néunmae-stro del pensiero. È uno chearticola ragionamenti ele-mentari ed elabora luoghi co-muni, dando corpo alle pauredellagente, passandodisin-voltamente e confusamentedaun argomentoall’altro.Unavolta vuolebombardareMilano perfar scorrereil Na-viglio nel centro e restituire alcapoluogo lombardole la-vandaie chesciacquavano ipanni sulle rive del canale.Un’altra mostra gli effettidell’esplosionedi unordignoper criticare lecentrali nu-cleari: «Attenti a votare sì, cor-rereste il rischiodi svegliarvila mattina conuna bombaatomica dentro la vostra cuci-na». Il suo problema è stupire,suscitarescandalo, farparla-re. Perciò mandai filmati diuna fucilazione in prima sera-ta.Perquesto metteinondavideo con le violenze contro ibambini o gli animali. Oppu-re attacca la legge sui trapian-ti. In tutto ciò non c’è talento,c’è calcolo.Il Molleggiato usa la popo-larità, conquistata accompa-gnando con le sue canzoni gliamoriela giovinezzadimi-lionidi italiani,permonolo-ghi da osteria.Prediche in li-bertà sullaguerra, l’inquina -mento, l’eutanasia, gli organi-smi geneticamentemodifica-ti. Discorsi che vorrebbero es-sere altie impegnati,propo-nendo all’opinione pubblicariflessioni sutemi eticie po-litici. Ma che fattida un se-mianalfabeta finisconoperesseresolo senzacapo co-da, pienidi pregiudizie frasifatte. Dispiacevedere ungrande dellacanzone ridursicosì perqualche copiain più.Certo,alla finel’ex ragazzodellaviaGluck vendeisuoidischi e incassa i suoi 700 mi-la euro di cachet, ma a prezzodel ridicolo.Come dicevamo, la colpanonè peròsua. Celentanoècosì da anni e da lui non c’eradaattendersi nient’altro chequello che ha fatto. Il proble-ma èdi chi glieloha lasciatofareperpoi dirsistupefattaeindignata, fingendo di com-missariarlo. Tuttauna sce-neggiata. Seavessero volutoimbavagliarlo sarebbebasta-to non invitarlo, oppure farglifirmare un contratto conclausoledefinitive. Lapresaper i fondelli della «censura» aposteriori inveceserve soloafinire sulle prime pagine deigiornali, a far discutere e adalimentare nuove polemiche,così daincrementare ancorpiù loshare. Adrianoha solomesso inscena Adriano.Maseha potutofarlo èpercqualcuno gli ha dato il mega-fono. Da anni la Rai è venutameno al suo ruolo di serviziopubblico per inseguire l’Audi -tel. Non importa cosa vada inonda, è sufficiente che ciò chepassa in video susciti scanda-lo. Dai famosi che si rotolanonel fango su un’isola in Hon-duras alturpiloquio diLuca ePaolo infascia protetta.La tv di Statoè ormaiquesto: unmezzopotentissimo chehaconfuso ilservizio pubblicocon il successodi pubblico. Eper ottenerloè dispostaaqualsiasi cosa. Il peggio dun-que non è lui, ma Lei. La Rai ela suadirezione. Altrochemandare ilvicedirettore ge-neralea commissariareilMolleggiato.Qui urgecom-missariare la Rai.
maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it
Boffo: su «Avvenire» scriveva anche lui
I vescovi s’infuriano:è un ignorante, si scusi
Volgarità in prime-time
Più parolacce che noteMandate a letto i bimbi
:::
CATERINA MANIACI
ROMA
QQQ
 
Gli strali del Molleggiato contro Fa-miglia Cristiana e Avvenire,e contro pretie frati in generale, ne hanno provocati al-trettanti, edella stessapesantezza”di -retti contro di lui.Durissima, infatti, è sta-tala replicadeigiornalioggetto dellein-vettivecelentaniane, manon solo,anchedapartedeglistessi vescoviedimoltaparte del mondo cattolico. In una nota delSir, l’agenzia stampa della Cei, si legge che«quando l’ignoranza prendeilmicrofonoper diffondere il suomessaggio è dovero-soreplicare,seppur conserenitàerispet-to delle persone, per amore della verità». Edunque «i giudizi di Adriano Celentano suduetestatecattoliche nazionalidaluiac-cusatedi ipocrisia,diparlaredi politicaenon diDio, sonostati laprova diun vuotoche è anchedentro di lui». Ela nota con-tiene anche la «richiesta di scuse» da partedel cantante-telepredicatore.Duro anchel’editoriale pubblicatosulsito di FamigliaCristiana: «Celentano èsoloun piccoloattivista dell'ipocrisia,unfintoesegetadella moralecristianachesfrutta la tv per esercitare le sue vendetteprivate». Mentre ilcommento di MarcoTarquinio,direttoredi Avvenire,eragiàonlinesul sitodelquotidiano pochimi-nuti dopo le parole del Molleggiato: «Tut-to questo, perchéabbiamo scritto checon quel che costa luialla Rai per una se-rata si potevano non chiudere le sedi gior-nalistiche Rainel Sud del mondo(in Afri-ca,inAsia,in SudAmerica)efarlefunzio-nare per un anno intero». Concetti ribadi-ti dal direttore in alcuni interventi in tv.Non solo. L’assembleadei redattori di Avvenire,in unanota delcomitato dire-dazione, esprime «sconcerto per le paroledi Adriano Celentano, chedal palco delteatro Ariston di Sanremo ha rivolto con-trola nostratestataeil nostrolavorounaserie di affermazioni gratuite e offensive».Celentano hafatto arrabbiarepersino ifratifrancescani: ha«esagerato»e lesueesternazioni duranteil festivaldi Sanre-mo «cihanno amareggiatie delusi»,scri-vono infatti sul sito www.sanfrancesco-patronoditalia.it, emanazionedelSacroConvento di Assisi.IntervieneancheDino Boffo,exdiret-tore di Avvenire, a Radio 24: «Celentanohasuperato ognilimite.Ma qualelibertadi espressione, èsolo un irresponsabile.L’offesapiù grande,la mortificazionepiùgrande di Celentano non è il riferimentoai giornali ma quando, parlando di preti efrati,ha dettoche diGesù Cristonoi cenefreghiamo. Questa è la cosa che ci fa piùmale, è quella meno vera». Poi racconta lasuaesperienza personalecon ilcantante,ilqualeha collaboratoconilquotidianodellaCei, cheoravorrebbe farchiudere:«Ero direttoredi Avvenirenel '94quandoCelentano scriveva per noi in prima pagi-na.Ha smessoperchèavevala fissadiparlare della politica e della Dc, mentre iomi aspettavo che parlasse di cultura».
:::
ALESSANDRA MORI
QQQ
 
 Altro cheFestival dellacanzonette.Questo, semmai, è il Festival delle parolac-ce. Mai se ne erano sentite tante in primaserata.Perdi piùsull’ammiraglia Rai. Peg-gio delGrande Fratello, chealmeno nonva in onda sulla tvpubblica. E dati gli otti-mi ascoltic’è datemere chel’appunta -mento conla volgarità diventiuna certez-za sulla quale vale la pena insistere.Ma andiamo con ordine. Nella seratad’apertura del Festival i primi a sparareca...te,nelvero sensodellaparola,sonostati i comici Luca e Paolo.I due, per la ve-rità,ci hannopure fattoridere. Maqueic...iripetuti piùvolte nonsono certopas-sati inosservati, a partire da quello inseritonellacanzoneispirata a
Uomini soli
, contanto di testo cambiato, ovviamente. Eccoallorachedopo leprimestrofecalde«sperduti senzapiù vittime vere,vanno aputtane le nostre carriere,ci manca tantoilCavaliere» e«dimmidoveandrà lamiacomicità, semanca propriolui chehatrombato più di noi»,è arrivata «con Ma-rioMonti nonsi possonfare lazzi,Chiambretti né Luttazzi, per la satira sonc...i». E i c...isono tornati nella chiacchie-rata tra i due in tema di tasse, quando Lucahariferito ilcostodelcanone RaiePaoloha risposto«’sti c...i» e quando,alla preci-sazioneche oraèscadutoil termineperpagarlo e quindicosta un po’dipiù, Paoloharibattuto«doppi c...i».Pernonparlaredell’Iva al 21%: «’sti c...i, è una tangente». Eancora, parlandocon Morandia proposi-to dellapresenza di Benignil’anno scorsoe di Celentano quest’anno, edelsolitori-tornello «cisarà, non ci sarà»,hanno sbot-tato:«Dite sìo diteno,basta conquestamanfrina, e che c...o».Non sono mancatipoi neppure i sinonimi vari, come «pisello,pisellino,mazza...»: cheil direttorediRaiuno si sia sentito chiamato in causa? Dicerto ieri ha detto che dietro le «parolescurrili si nasconde lapochezza di idee».Poispazioa «passera,passerina,bernar-da...» nell’imitazioneche idue comicihanno fatto di Benigni. Tanto per non farsimancare niente.Non solo Luca e Paolo però. Anche Mo-randi nelbombardamento precedentel’ingresso diCelentano siè lasciatoscap-pareun «chec...oèsuccesso» elostesso Adriano ha condito lasua predica con un«c...o»: «Voi preti sieteobbligati a parlaredel Paradiso, altrimenti la gente pensa chela vitasia quella che stiamovivendo ades-so. Ma chec...o di vita èquesta qua?». Infi-ne Pupo,in rispostaa Morandie Celenta-no:«...Se laRaifossestata privatizzataeilpopolo sovrano... avesseavuto ragione,questasera probabilmentevoi duenoneravate (l’italiano è un’altra cosa, ndr) quaa sparare le vostre ca...te».Dimenticavamo:il Molleggiatohadatodel«deficiente»al criticodel
Corriere dellaSera
 Aldo Grasso. Ma la parola «deficientesignifica carenza...», ha precisato Gian-marco Mazzi.Mica è uninsulto. Selo dicelui.
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segue dalla prima
MAURIZIO BELPIETRO
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PREDICATORE
 Adriano Celentano èil di-scusso superospite delFesti-valdiSanremo 2012.Ilsuosermone della prima puntataha scatenatoferoci polemi-che. Sotto, Lorenza Lei. Ansa
CHE TRIO
Gianni Morandi con LucaBizzarri e Paolo Kessisoglusul palco del teatro Aristondurante la prima serata delFestival di Sanremo.I duecomici hannoreinterpre-tatoa modoloro“Uominisoli”deiPooh.
Ansa

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