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Rassegna Stampa Ballata Per San Berillo

Rassegna Stampa Ballata Per San Berillo

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Published by Compagnia Retablo
rassegna stampa sullo spettacolo BALLATA PER SAN BERILLO di Salvatore Zinna, regia di Elio Gimbo
rassegna stampa sullo spettacolo BALLATA PER SAN BERILLO di Salvatore Zinna, regia di Elio Gimbo

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06/27/2012

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Storia dello sventramento di un quartiere
di Maurizio Giordano
Il regista catanese Elio Gimbo, l’autore edinterprete Salvatore Zinna, conl’accompagnamento al piano del musicistaFabio Grasso, hanno riproposto a Catania,grazie all’impegno dell’associazione Babiloniache propone iniziative culturali per lariqualificazione del quartiere catanese SanBerillo vecchio, la pièce “La Ballata per SanBerillo”, messa in scena in una piccola salateatrale, in via Pistone 72, con 30 spettatori aserata, un piano terra, una volta a luci rosse,in mezzo ai travestiti e alle prostitute. Sitratta di una “ballata” dedicata agli sconfitti,di un monologo di grande interesse storico-teatrale e parecchio intrigante, interpretatoda Salvatore Zinna (nella foto) col solitorigore e la precisione di un cronista. In circaun’ora e mezza si racconta della discutibileoperazione politica che a metà degli anniCinquanta portò al cosiddetto sventramentodel quartiere popolato da donnine e casechiuse. Nel racconto emerge la figura, ilfantasma del giornalista Pippo Fava che primadi essere ammazzato, in via Dello Stadio, il 5gennaio del 1884, conduce il pubblico in un viaggio magico attraverso la storia di San Berillo vecchio. Aviaggiare con Fava, a bordo della sua Simca, sono due ragazzi che in quella notte di morte facevanol’amore, drogati, in macchina. Nel viaggio sofferto ed in stile dantesco, narrato con grande pathos daZinna emergono vicende dai contorni surreali, fatti di cronaca, dove la classica “cumacca” di intreccipolitico- malavitosi portano alla speculazione edilizia avvenuta in quegli anni, a loschi traffici da parte diistituti immobiliari cittadini. L’avvincente racconto porta a galla anche personaggi noti e meno noti ai più,quali la prostituta di San Berillo vecchio “Anna l'accupo” o la ditta Vintaloro, affermato calzaturificio che,forse, ancora, qualcuno dei più anziani in città ricorda. La pièce, con un linguaggio crudo, vero, riporta inmente una Catania ormai dimenticata, dove, purtroppo, ingiustizie, malefatte regnavano incontrastate.Da questo testo teatrale, realizzato in due anni di lavoro e ricerche, è stato tratto il soggettocinematografico premiato nell'edizione 2003 del “Premio Solinas - Scrivere per il cinema”. “Solo qui, inuna minima parte di una area che è rimasta – ha spiegato l’autore ed interprete Salvatore Zinna - dopolo sventramento dell’antico quartiere del Centro storico di Catania, si poteva raccontare la vicendaumana dei 30 mila deportati catanesi dal loro quartiere, dalla loro dimensione, alla periferia. Qui siamonel centro del trauma, nel luogo del sintomo di tutto ciò che è successo ed io stesso mi sento più cariconel raccontare questa storia, anche per l’ambiente raccolto dove avviene la rappresentazione e dove titrovi a stretto contatto col pubblico”. Salvatore Zinna, attore e autore di teatro, debutta con La Fura delBaus e Irene Papas nello spettacolo “Las Troyanas” di Euripide, cura diverse regie tra le quali “Sulladonna” di Vitaliano Brancati, “Nella città d’inferno” di Dacia Maraini. Come autore teatrale ha scritto “Distrazioni Forzate”, “Doppio Legame”, “Dolcino”, “Miti Giardini”, “Risvegli”, “I Viaggiatori del Paradiso”, “Il Ratto di Proserpina”, “La Notte di Prospero”, “Cantata del Pastore che vide nascere Gesù”, “Ballata perSan Berillo”, “L’oro dei Napoli”, “Guerrin Meschino ovvero La leggenda dei pupari erranti”. Per il cinemaha scritto: “Filming” e “Ballata per San Berillo”, tra i vincitori del Premio Solinas - Scrivere per il cinema2003.
 
internet
 
I MESTIERI DELLA VITA / Anche le star del cinema hanno cominciatodal basso....ecco cosa facevano prima i nostri beniamini
 
eventi
Una ballata per San Berillo
di Michele Spalletta
"Una ballata di, con e per San Berillo"
: con queste parole
Salvatore Zinna
ha iniziato lo spettacolo nella sede di
Babilonia
, un'associazione che sipropone come
promotrice d'iniziative culturali per la riqualificazione delquartiere di S. Berillo vecchio
, al centro storico.Nella piccola saletta che ha ospitato poco più di 30 persone, lo stesso Zinna,nelle veci di una cantastorie dei nostri tempi, ha recitato per quasi un'ora emezza uno spettacolo ben diretto dal
regista Elio Gimbo
, raccontando, inuna delle più realistiche ricostruzioni storiche, vicende realmente accadute didiversi personaggi, più o meno noti,
dell'epoca dello sventramento
delquartiere sul finire degli anni '50, utilizzando come filo conduttore un fantasticoviaggio in perfetto stile dantesco. Ma stavolta il compito di Virgilio è affidato adun Pippo Fava al quale "scassa a minchia moriri accussì".Il
grande lavoro di ricerca storica
effettuato dal gruppo viene messo inscena con tanta verve e con l'accompagnamento dal vivo di
Fabio Grasso
, enon sono poche le realtà, alcune sconosciute ai più, altre dimenticate, chefanno letteralmente rimanere a bocca aperta sulle storie che si sonoaccavallate nel corso degli anni e che hanno, di volta in volta, interessato ilvecchio quartiere di S. Berillo, la "macchia nera" del centro storico catanese.La Ballata per San Berillo,
finalista al Premio Solinas 2003 e vincitricedella Borsa di scrittura
, è stata realizzata in due anni di lavoro e ricerche, edè nata da un'idea di Salvatore Zinna e Elio Gimbo dopo il blitz compiutoqualche anno fa, nel quartiere, dalle forze dell'ordine per far sgomberare lazona dalle "donne di mal costume".Lo spettacolo è in programmazione nella sede dell'associazione Babilonia (ViaPistone 72/74, angolo con via delle Finanze) i prossimi
17 e 18 Dicembrealle ore 21, e domenica 19 alle ore 19
.Gli spettacoli sono unici per giornata e l'ingresso per persona è di 3 euro.Per ulteriori informazioni e per la prenotazione dei posti si può contattarel'organizzazione ai numeri
095448586 - 3475775817 - 3381129674
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MEDIALAB
/ Laboratorio su il Giornale on line - coordinatore Gianluca Reale - la redazioneProgetto Step1 - coordinamento Enrico Escher - © Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Tutti i diritti riservati
 
La Sicilia
LA CITTA’ E LA SUA ANIMA
Torna in scena la “Ballata per San Berillo”
16 marzo 2002Gabriella Magistro
14 Marzo 2002. In una serata catanese. che annuncia l’arrivo della prlniavera aPiazzaTeatro Massimo, centro storico ed artistico, ma anche ritrovo delle serate glovani,nel susseguirsi di pub e locali affollati, ci fermiamo al numero 16 ed entriarno in un localedi nuova apertura Scenario Pubblico per assistere ad uno spettacolo dl narrazione, Ia“Ballata per San Berillo” per la regia di Elio Gimbo, testo di Salvatore Zinna, con SalvatoreZinna, musiche dal vivo di Fabio Grasso, progetto luci realizzato da Angela Vanone, aiutoalla regia Linda Magnifico e prodotto da Metacatania.“Ogni città ha la sua anima diversa da tutte le altre, ed è ciò che la rende unica; per capirel’anima di una città bisogna tentare di raccontarla, perché raccontare vuol dire capire”.E’ con queste parole che viene presentata la “Ballata per San Berillo”. La messa in scenaè, probabilmente, la più adatta ad aprire una rassegna artistica di danza, musica espettacolo, che accoglierà anche forme ibride e sperimentali d’arte. In un locale essenzlalee raffinato, nato dalla voglia e dall’esigenza di dar voce e spàzio a quell’intelligenzaartistica e creativa che da sempre vivifica questa città, la nostra, nella sala-teatro, lospettacolo si apre sfumando, lentamente, l’atmosfera intensa, creata nel buio dalpianoforte a corde fatto vibrare con melodia e grande bravura da Fabio Grasso e dalletavole di un palco che non crea confini, accogliendo gli spalti dove il pubblico più chespettatore si sente parte integrante della messa in scena.La narrazione di questo viaggio allucinatorio racconta in cinque tappe la storia dellosventramento del quartiere di San Berillo. Intrecciando elementi surreali nella descrizionespazio temporale a dati storici reali, l’attore Salvatore Zinna, nella scena l’io narrante,accompagnato idealmente dalla “Musa che guida”, Pippo Fava, narra un testo modellatoliberamente sull’archetipo della commedia dantesca e sulla rielaborazione pasoliniana diquesta, Divina Mimesis, con una passione e un’intensità che per tutta la durata dellospettacolo tiene il pubblico coinvolto e molto partecipe.La musica, elemento fondante della messa in scena, accompagna le parole forti,sostenendole o smorzandone i toni aspramente ironici di una critica ad un sistema politicoe sociale che non incontrava resistenza da parte di una borghesia agiata, nata dalsecondo dopoguerra, poco interessata ad opporsi.Lo spettacolo si chiude con lunghi applausi di un pubblico entusiasta e soddisfatto di aver assistito ad uno spettacolo di avanguardia letteraria e teatrale.Gabriella Magistro.

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