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Intervista a Isoke Aikpitanyi

Intervista a Isoke Aikpitanyi

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Intervista a Isoke Aikpitanyi, fondatrice dell'Associazione le Ragazze di Benin City. Estratto della Tesi di Laurea di Giuseppina Frate (Corso di Laurea sulle Politiche Sociali)
Intervista a Isoke Aikpitanyi, fondatrice dell'Associazione le Ragazze di Benin City. Estratto della Tesi di Laurea di Giuseppina Frate (Corso di Laurea sulle Politiche Sociali)

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1
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL MOLISE
FACOLTÀ DI ECONOMIACORSO DI LAUREA MAGISTRALE INSERVIZIO SOCIALE E POLITICHE SOCIALI.
MODELLI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI SOCIALI
Trafficking delle nigeriane e interventi del terzo settore: L’associazione On the Road e il Progetto La ragazza di Benin City.
Relatore
 
Correlatore
Prof. Alberto Tarozzi Prof.ssa Letizia Bindi
 
Candidata
Giuseppina FrateMatricola 138541Anno Accademico 2010/2011
 
 171INTERVISTA 1 AD ISOKE AIKPITANYI.
Il tuo impegno per combattere il trafficking.
Ho letto interviste, ho letto i tuoi libri. Potresti descrivermi il momento incui hai deciso di attivarti nella lotta alla tratta?
Ho deciso nel momento stesso in cui mi sono accorta di esser statafregata e che mi avevano proposto un posto di lavoro che, in realtà nonesisteva
Potresti indicarmi tutte le fasi di questa esperienza e i soggetti che sono altuo fianco?
Ovviamente all’inizio non sapevo da dove cominciare ed ho dovutosottostare alle regole dei trafficanti, compresa quella di andare instrada, ma mi guardavo intorno per capire che potevo fare perliberarmi.Ci ho messo un bel po’ a capire che quella che consideravo una amicaera la mia
 maman.
 E mi sono sentita persa quando ho parlato con mio padre, rimasto aLagos e lui non ha potuto far niente, perché dietro al giro c’è gentedavvero troppo potente; mio padre lavora in tribunale, non è unosprovveduto.L’incontro con Claudio è stata cruciale…mi ha proposto il suosostegno, mi ha suggerito di ad associazioni antitratta.Ci sono andata, ma mi hanno respinta più volte, perché non ero prontaa presentare una denuncia o le cose di cui ero consapevole eranotroppo generiche.Ad un certo punto ho deciso di fare da me, ho affrontato la
 maman
, hodetto basta e la sera stessa ho subito una aggressione che mi ha quasiuccisa.Tre giorni di coma e di nuovo solo silenzio dalle associazioniantitratta… sono scappata e ho cominciato a rimettere insieme la mia
 
 172
vita.
Potresti indicarmi in cosa consiste il tuo impegno?
Il mio impegno è semplicissimo: siccome io sono stata respinta daassociazioni ed istituzioni che lavorano applicando loro protocolli el’articolo 18 io accolgo a casa mia ragazze senza chiedere nulla e leaccompagno in un loro percorso di liberazione.Chiamo questo intervento la casa di Isoke, nel senso che accolgo a casamia e, inizialmente ho accolto in micro-strutture che ho preso in affittocon il mio compagno.In seguito sono nate case di Isoke in molte località, ovunque unapersona, una famiglia, una associazione, decidessero di accogliereragazze con la mia stessa modalità, appoggiando l’intervento con illavoro di pari o con il lavoro di un’altra pari, lavoro volontario egratuito.Nove ragazze sui dieci non trovano via di uscita con la metodologiaaccreditata istituzionale; otto su dieci con la mia ce la fanno!
Che rapporti hai con le istituzioni pubbliche?
Di rispetto ma di fastidio da parte loro; siccome dico che non sonoefficaci e ottengono troppo pochi risultati spendendo troppi soldi, sonovista con fastidio, appunto: io affermo che la prima cosa che serve èuna micro-struttura per fare accoglienza e una pari… non c’è bisognoimmediatamente di nessuna figura professionale, utile solo in seguito,quando una ragazza, libera e consapevole può affrontare laquotidianità come tutte le persone.L’associazione vittime ed ex vittime della tratta e il progetto la ragazzadi Benin City
Come nasce l’idea di costituire l’associazione?
Quando Claudio mi conobbe, cercò subito di rendersi utile, ma nonsapeva cosa fare e io non mi fidavo pienamente di lui.

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