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Roma, Piazza Venezia 5Tel. 06 688281
MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012
ANNO 137 - N. 43
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821Servizio Clienti - Tel. 02 63797510
In Italia 
EURO1,20
Fondato nel 1876 www.corriere.it
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BENE DET TO
XVI
TESTIMONIDEL MESSAGGIOCRISTIANO
I grandi maestri della fede“Una corrente inesauribile di dottrinae spiritualità”
Riforma del lavoroGiannelli
Il saggio1914-2012 Con il
Corriere 
India-ItaliaIl procuratore
Strategia elettorale
Nel misterodei maròora spunta una nave grecaCaselli:così i violentimi impedisconodi parlare
Nella «piazzetta»con 18 malatiin attesa di giudizioLettera dei giovani«Basta privilegisi punti sul merito»
Documento pro-crescita di 12 Paesi, guidati da Roma e Londra. Mancano Francia e Germania
TRA
D
EBITORIE
C
REDITORIÈ ORMAI
G
UERRA CIVILE
Liberalizzazioni
LECRISIPARALLELEDIPDLEPD
Il racconto
di
FABRIZIODRAGOSEI
Ea Bruxellessitrattaperilvia liberaall’accordosullaGrecia
M
ERKEL E
S
ARKOZYSI
S
COPRONO
M
INORANZA
di
MAURIZIOCAPRARA
ALLE PAGINE
20
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Contratto anti-gravidanza scuote la Rai
di
ANGELO PANEBIANCO
Sull’articolo 18parte la trattativadal primo marzo
di
ANTONIO POLITO
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29
        9       7       7        1        1        2        0        4        9        8        0        0        8        2        0        2        2        1     >
di
Paolo Mieli
alle pagine
44
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45
      A      F      P      /      R      I      A      N       O      V       O       S      T      I      /      A      L      E      X      E      Y      D      R      U      Z      H      I      N      I      N
V
ladimir Putin annuncia spese militari colossali a due settimane dalle elezioni presidenziali inRussia. In un clima da guerra fredda, il piano prevede quasi 600 miliardi in dieci anni per una dotazione che comprende 400 missili e 8 sottomarini. Putin riesumerà anche i cosacchi a cavallo.
(Nella foto, Putin con gli occhiali durante la visita al Parco tecnologico di Novosibirsk)
.
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L’
Europa deve tornare a temere i suoi elettori,come negli anni Trenta delNovecento? Ce lo diranno ipopoli di Grecia, Francia,Italia e Germania, nel girodi un anno e mezzo. Ilrischio, senza precedenti, èche crisi e disoccupazioneaprano una stagione di«lunatici di sinistra erazzisti di destra», per usarel’espressione del
Guardian
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50
di
Edoardo Boncinelli
a pagina
33
Primo volume a
9,90 euro
più il prezzo del quotidiano
Policlinico sotto accusaLegata a una barella4 giorni in Pronto soccorso
L’AMALGAMAINESISTENTE
      P     o     s      t     e      I      t     a      l      i     a     n     e      S     p     e      d .      i     n      A .      P .   -      D .      L .      3      5      3      /      2      0      0      3     c     o     n     v .      L .      4      6      /      2      0      0      4     a     r      t .      1 ,     c      1 ,      D      C      B      M      i      l     a     n     o
di
GIOVANNI BIANCONI
di
GOFFREDO BUCCINI
H
a gli occhi persi nel vuoto, i capellibiondi appiccicati in fronte dal sudoredegli spasmi. Forse quarant’anni, su un visoda ragazza dell’Est. E un foglietto biancoappeso alla barella, su cui qualcuno — unmedico? un infermiere? un altro malato? —ha scarabocchiato a penna un appuntino,magari vitale, certo precario, come ogni cosa qua, nella dannata «piazzetta» del Policlinico:
non può né bere né mangiare fino alle 17 
.
Chissà cosa le accadrebbe se lo spostamentod’aria d’una finestra sbattuta o un portantinodistratto di passaggio facessero cadere sulpavimento di linoleum questa inverosimilecartella clinica.
 
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3
SoloIsraeleaprìleporteaisuperstitidellaShoah
di
PAOLO CONTI
N
essuno sa comesi scomporran-noesiricompor-ranno le forzepolitiche al termine del-la «cura» Monti. Una co-sa, però, si può dire: Par-tito democratico e Popo-lo della libertà,i due rag-gruppamenti (o cartellielettorali) dominanti, ri-spettivamente, nell’areadella sinistra e nell’areadella destra, sono, moltoprobabilmente, destinatia vivere o a morire insie-me. Difficilmente l’unosopravvivrà senza l’altro.Sedavverolagrandecoa-lizione parlamentare chesostiene il governo Mon-tipreannunciala finedel bipolarismo, allora è as-sai probabile che nessu-na delle due sigle che il bipolarismo ha partorito vedrà l’alba del mondopost-bipolare.
Raggruppamentipoli-tici, sigle, cartelli eletto-rali: anche se per ragio-nidiverse, Partitodemo-cratico e Popolo della li- bertà non hanno rag-giunto, e forse mai rag-giungeranno, la fase delconsolidamento, quellain cui gran parte deimembri e dei simpatiz-zanti dell’organizzazio-ne — dirigenti, attivisti,elettori— arrivaacondi- videre una identità e siimpegnacon determina-zione per difenderla.Perché un partito rag-giunga quella fase nonoccorrono necessaria-mentetesserati,congres-si di partito, eccetera. Leformule organizzativepossonoesserelepiùva-rie. Ma occorre quellacomune identità. La Le-ga Nord (pur condivi-dendo col Popolo dellalibertà un’origine cari-smatica)è,inquestopar-ticolare senso, un parti-to consolidato. Il Popolodella libertà e il Partitodemocratico, invece,non lo sono.Nel caso del Popolodellalibertàtutti sapeva-no che la sua sopravvi- venza nel dopo-Berlu-sconi sarebbe stata inforse. Raramente i parti-ticarismaticisopravvivo-no al declino o al ridi-mensionamento politi-co dei loro fondatori.Ma qualche volta ci rie-scono. Si trattava e sitratta di capire se il Po-polo della libertà sareb- be riuscito a dotarsi diuna volontà condivisa(daidirigentiedagliatti- visti) di sopravvivenzapolitica.Osservando dal-l’esterno, ciò che si ve-de, da quando Berlusco-ni ha lasciato PalazzoChigi senza possibilitàditornarci,èlaprevalen-za di spinte centrifughe:sembra che tanti, inquelpartito, abbianoso-lo una gran voglia di sal-tare sulla prima scialup-papoliticache passa pri-ma che la nave affondi.Inutile dire che la cosafunzionerebbe comeuna profezia che si au-to-adempie. Se tanti sene vanno temendo chela nave affondi, la naveaffonderà. AncheilPartitodemo-cratico, per ragioni di- verse, è messo male.Qui non c’è un’originecarismatica. Quel parti-to nacque da una (qua-si)fusionefrapartitipre-esistenti. Come ci ha ri-cordatolavicendadelte-soriere della MargheritaLuigi Lusi, fu una qua-si-fusione, non una fu-sione vera e propria. DseMargherita,idue parti-ti che avrebbero dovuto,appunto,«fondersi», fu-rono ben attenti a nonmettereincomuneleco-se importanti: proprie-tà, soldi, eccetera. Ne èderivata una strutturafragile e solcata da milledivisioni e diffidenze,frutto di differenti sto-rie e di differenti identi-tà che non sono mai riu-scite ad amalgamarsiper davvero.
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Putinschiera400missili(eicosacchi)
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Obiettivo: crescita e mercati aperti.Una lettera in 8 punti, nata per iniziativa di Regno Unito e Olanda e con l’Italia tra i promotori, è stata inviata ieri al presi-dentedella Ue Van Rompuye alcapodel-la Commissione europea Barroso. Nonhanno firmato Francia e Germania.
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Caizzi, de Feo, Offeddu, Taino
Il piano di Monti e Cameron
AddioalNobelDulbeccoCambiòlalottaaitumoriManiPulite,l’inchiestachehacambiatol’Italia
Una paziente «legata al-la barella con delle lenzuo-lada quattro giorni», inat-tesa di un posto letto dopountraumacranico.Ladon-na, 53 anni, «aveva la flebocon l’acqua fisiologica». Afare la scoperta sono statidue senatori, DomenicoGramazio e Ignazio Mari-no, durante una visita al-l’alba al Pronto soccorsodell’ospedale Umberto I Roma.Il ministero della Saluteha inviato gli ispettori, de-finendoilcasoingiustifica-bile. La vicenda è anche al vaglio della Procura. Una situazioneche«capitaspes-so» replicano al Policlini-co, aggiungendo che «la paziente è stata assistita almeglio 24 ore su 24 dallemigliori professionalità».
ALLEPAGINE
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De Bac, Di Frischia
Roma
Aperta un’inchiesta. L’ospedale: succede
di
FEDERICOFUBINI
Denuncia dei giornalisti precari: clausola prevede il licenziamento. L’azienda: mai utilizzata
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CONLEFIRME DI 19STUDENTI
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on capita tutti i giorni che questaGran Bretagna, quella di DavidCameron, firmi un documento perché Bruxelles faccia di più. Non di meno.
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«L
icenziabili se sono incinte».Il contratto anti-gravidanza scuote la Rai. Il caso riguarda «ma-lattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore o altre cause diimpedimento». La denuncia vienedai giornalisti precari. Il caso èesploso ieri quando è stata inviata una lettera aperta a Lorenza Lei, di-rettore generale della Rai, chieden-dole di porre fine al proliferare dicontratti «ultraleggeri». La replica dell’azienda: clausola mai utilizzata.
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di
R. BAGNOLI
e
F. BASSO
Stati e Popoli
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2Primo Piano
Martedì 21 Febbraio 2012
Corriere della Sera 
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Roma, lasciata 4 giorni al Pronto soccorso. Il direttore: capita spesso
La denuncia al Sant’Andrea
«Inbarellaconuntumor
ROMA — «La situazione di quel prontosoccorso è allucinante: mamma se nonarrivavano i senatori, mi sa che stava ancora lì...». Ore 6 di sera: Claudio, 37anni, il figlio di Miriam, arriva trafelatonella sala d’attesa al piano terra delreparto di «Neurologia B» delPoliclinico Umberto I, lungo vialedell’Università. Al suo fianco c’è ilpadre, Leonardo, 64 anni, capelli epizzetto bianchi incastonati in un voltosofferente: assistere 24 ore su 24 una malata di Alzheimer è molto duro,soprattutto se non si ha il sostegno dibadanti e parenti. È l’ora delle visite:Claudio e Leonardo sono in fila. Padre efiglio sono completamente all’oscurodel caso denunciato dai parlamentiMarino e Gramazio. «Scusi, ma perchémi domanda di mia madre? — chiedeparlando con un filo di voce Claudioprima di entrare nelreparto —. Mamma purtroppo sta male: soffredi Alzheimer da sei anni ene ha solo 53...».Dopo essere statoinformato della denuncia dei senatori, il figlioguarda incredulo il padre.Stenta a credere a unoscandalo che ha visto sua madre inconsapevoleprotagonista. Poi Claudioracconta i 4 giorni nella «piazzetta» del prontosoccorso: «Quando sonoentrato la prima volta misono quasi spaventato —sottolinea —. Là dentro la situazione è grave. Tuttequelle barelle insieme nonle avevo mai viste, una accanto all’altra: non c’era spazio, ma medici einfermieri sono bravi,sempre a correre avanti e indietrocome biglie impazzite. Io e mio padre cisiamo alternati in ospedale: entravamouno alla volta». Sull’assistenza a Miriam, il figlio fa notare: «Mamma era molto fragile: non riusciva a parlare, a mangiare, a deglutire per colpa dell’Alzheimer. Cadeva spesso per la debolezza. E per questo l’abbiamoportata al pronto soccorso, ma certo:c’era parecchia confusione e nienteprivacy, uomini e donne insiemeaffiancati sulle barelle...». I familiari,però, vogliono smentire l’accusa di«abbandono». «Ho visto che l’hannocurata con tanto impegno — aggiungeClaudio —. L’hanno anche cambiata elavata e ci hanno chiesto il permesso dilegarle le braccia perché rischiava dicadere e si era strappata le flebo più volte». «E i medici ci informavanoperiodicamente sulle sue condizioni —racconta il marito — anche se siavvertiva parecchio disagio. Per fortuna oggi (ieri,
ndr
) verso le 2 èstata trasferita perché hanno trovatoun letto libero, finalmente». Il figlio lointerrompe: «Dai papà: entriamo.Mamma ci aspetta», sussurra indicando l’ingresso del reparto. Alle10 di sera Claudio richiama il
Corrieredella Sera
: «Scusi, adesso ho capitoquello che ha tentato di spiegarmi: volevo solo dirle che a mia madre, inpoche ore, nel pomeriggio hannomesso il sondino per nutrirla, le hannofatto un elettroencefalogramma edomani mi hanno detto che farannoaltri accertamenti ed analisi. Hoascoltato i tg: qualcuno ha esageratosulle condizioni di mamma, ma mirimarrà sempre un dubbio: se non cifosse stato il blitz dei senatori, il lettosarebbe saltato fuori lo stesso?».
F.D.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 Aspetto gli elementiper individuarele cause di questasituazionee i responsabili
«Senzailblitzmiamadresarebbeancora»
ROMA — Quattro giorni suuna barella, tra epilessia e sta-tisoporosi, conle braccialega-te perché si strappava le flebo,in attesa di un ricovero. È la storia di Miriam, scoperta ierialle 10 nel Pronto soccorsodel Policlinico Umberto I da Domenico Gramazio (Pdl) eIgnazio Marino (Pd), senatorieletti nel Lazio, nel corso diunblitznell’ospedaleuniversi-tario più chiacchierato d’Ita-lia. La visita arriva dopo chel’intero sistema dell’emergen-za della Capitale è finito sottoinchiesta della magistratura:le indagini partono dopo che vengono pubblicate sui quoti-dianile foto di2 malati ai qua-li viene praticato il massaggiocardiaco per terra. La scena èimmortalata nell’ospedaleSan Camillo. Ora i magistrati vogliono capire se i fondi per la sanità siano stati usati cor-rettamente anche per i servizidi emergenza.Nell’Umberto I la malata,Miriam, 53 anni, soffre delmorbo di Alzheimer: i parla-mentari, però, denuncianoche la donna, ammassata inuna stanza insieme a molti al-tri pazienti, «è in coma dopoun trauma cranico, legata alla barella con delle lenzuola esenza nutrizione da 4 giorni».«La situazione è intollerabile,totalmenteindecente», tuona-no i due senatori turbati. La notizia scoppia come una bomba:AntonioCapparelli,di-rettore generale del Policlini-co, rimane incredulo. Ha ac-compagnato i parlamentarinel loro blitz (effettuato ierianche nei pronto soccorso de-gliospedali romaniSan Camil-lo e San Giovanni, entrambimolto affollati) e non si è ac-cortodelcaso che all’inizio ap-pare scandaloso. Il manager chiede immediate spiegazioniairesponsabilidelDipartimen-to di emergenza (Dea). La re-plica è perentoria: «Capita spesso per la cronica mancan-za di posti letto», si giustifica il direttore del Dea, ClaudioModini, mentre anche questocasofinisce alvaglio della pro-cura di Roma. E dal ministerodella Salute Renato Balduzzialle5dipomeriggioinviad’ur-genza gli ispettori nel nosoco-mio, bollando il caso come«ingiustificabile».Miriam è ricoverata dal 17febbraio in quella che il perso-nale chiama «la piazzetta»,una sala all’interno del prontosoccorsonellaqualedovrebbe-ro transitare i pazienti in atte-sadi ricovero, attesa che inca-sidi sovraffollamento puòdu-rare giorni, anche sei o sette.Nellapiazzetta ierialle 4 di po-meriggio ci sono 14 barelle:anziani e giovani, uomini edonne insieme, affiancati co-mebarche inunportoinferna-le, tra chi respira con la ma-scherina dell’ossigeno e chiha una gamba rotta per un in-cidente in motorino.Miriam da giorni non rie-sce a deglutire a causa dell’Al-zheimer:è molto debole. «In 4 giorni è stata visitata 7 volteda specialisti di diverse bran-cheprecisaGiuliano Bertaz-zoni, responsabile del Prontosoccorso medico dell’Umber-to I —. Le abbiamo fatto dueTaccerebrali,un’ecografia,tra-sfusioni e 4 volte l’analisi delsangue.Non poteva essere ali-mentata normalmente perchéhaavutoalcune crisi convulsi- ve e attacchi di epilessia, ma l’abbiamo nutrita con le fle-bo». Perché la paziente era le-gata? «Visto che più volte si èstrappata i tubi dalle braccia,non era lucida e rischiava dicadere dalla barella — rispon-de Bertazzoni — l’abbiamo
ROMA — «Niente giustifica unepisodio così increscioso. E nonmi vengano a dire che dipendedai tagli legati al piano di rientrodal deficit. Qui c’è un problema di riorganizzazione». Non si tro- vava a Roma il ministro della Sa-lute, Renato Balduzzi, ieri matti-na. Sono stati i collaboratori adinformarlo di ora in ora, di quan-toeraaccadutoalPoliclinicoUm-bertoI.La visita asorpresadiduesenatori, Domenico Gramazio eIgnazioMarino.Lasignorachese-condo la denuncia era legata alletto del pronto soccorso, in co-ma.Epoi lasmentita dell’azienda che ha dato una ricostruzione deifatti che appare molto menodrammatica.Difronteall’ennesimaviolazio-ne«deldirittodelcittadinoades-sere curato» il ministro però nonhaesitato.Nonhaaspettatodico-noscere ulteriori dettagli, tantopiù che la settimana precedentesi era già fatto il sangue amaroper la storia del pronto soccorsodelSanCamilloelefotodiunpa-ziente visitato sul pavimento.«Mandiamo subito gli ispettori»,hadecisoall’istante. Unica inizia-tiva di sua competenza.Dopopocheoreduefunzionarierano all’Umberto I a raccoglieredocumentazione e testimonian-ze. Dovranno riferire rapidamen-te sull’esito dell’indagine. Chiari-re se si è trattato del fatto «incre-scioso»riferitodaidueparlamen-tari.Esedapartedimediciesani-tari c’è stata qualche omissione.Nel pomeriggio con un comu-nicato stampa dai toni molto pe-rentori Balduzzi ha voluto preci-sare che «fermo restando levalu-tazionidicompetenzadellamagi-stratura non c’è nulla che possa giustificare una tale indegnità.il sovraffollamento delprontosoccorso per inappropriatezza delle prestazioni nè le limitazionidi budget legate alla necessità da parte delle Regioni in piano dirientro. E neppure altre ragionidovute all’emergenza. Aspetto glielementi per individuare le causediquesta situazione e i responsa-bili».Parole dure che tradiscono la sua inquietudine. Perché questiepisodi anche se «inaccettabili»non «sono per me una sorpresa»ha affermato il ministro in un’in-tervistaal
Corriere
,soffermando-sipropriosulruolochiavechedo- vrebberoaverei sanitaridimedi-cina generale. «Da tanti anni — èilsuopensieroabbiamoacqui-sito la consapevolezza dal puntodi vista culturale e legislativo cheilsistemadicuradeveessereuni-tario perché funzioni davvero.Non può esistere una frattura tra ospedale e territorio. È evidentecheiprontosoccorsosperimenta-no e scontano livelli di inappro-priatezzamoltoaltiperundifettodella rete territoriale».Certo è che negli ultimi diecigiornilasanitàromanalohacon-trariato non poco. È cominciata conipazientivisitatiperterranelmaggiore pronto soccorso della Capitale. Da allora è stato un sus-
La cartella clinica
Giuliano Bertazzoni,dirigente del Dipartimento di emergenza delPoliclinico Umberto I di Roma, mostra la cartellaclinica della signora Miriam. Secondo ildocumento la paziente non era in coma:«È malata di Alzheimer — afferma Bertazzoni— e in 4 giorni è stata visitata 7 volte da diversispecialisti. Era legata con le lenzuolaperché non era lucida, si strappava la flebodalle braccia e rischiava di cadere dalla barella»
In attesa
45.000
«Immobilizzata con le lenzuola»La Procura indaga sul Policlinico
La reazione
Balduzzi: inaccettabile anche con il sovraffollamento e i tagli al budget
A destra,i pazienti nella«piazzetta»,una salaall’internodel Prontosoccorso delPoliclinicodove transitanoi pazientiin attesa diricovero. Qui, daquattro giorni,si trovava lasignora Miriam
(BenvegnùGuaitoli)
Sanità
Il caso
Il figlio
«Un’indecenzasenza giustificazioni»E il ministroinvia gli ispettori
I posti letto
tagliati negli ospedali italiani trail 2000 e il 2009 (15,1%),secondo i dati del ministerodella Salute. Il rapporto di postiletto per abitante è così passatoda 5,1 a 4,2 ogni mille abitanti
ROMA — Nessun occhio di riguardo, nei pronto soccorso alcollasso, neanche per i malati terminali di tumore. Araccontare l’ennesima storia di malasanità è il figlio di una signora arrivata priva di conoscenza al Pronto soccorso delSant’Andrea di Roma con una prognosi chiara e impietosa:cancro delle vie biliari. «Nonostante la gravità delle suecondizioni, mia madre è rimasta per 5 giorni su una barella — racconta Alessandro Guarasci —. Poi le hanno trovato unletto in chirurgia. E non in gastroenterologia». Poco dopo la signora è morta. «C’è stato il rischio che finisse i suoi giorninel pronto soccorso — osserva il figlio — insieme a tutti glialtri pazienti, senza un minimo di intimità e di dignità».
Cla. Sa.
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3Primo Piano
Corriere della Sera 
Martedì 21 Febbraio 2012
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SEGUE DALLA PRIMA
Tutto, all’Umberto Primo, può suc-cedereononsuccedere;
shula bula
,di-cevano nel carcere turco di
Fuga dimezzanotte
,tuttoècosìecosà:madal-lamalattiaumiliatae malassistita per-sino la fuga è esclusa. Poteva succede-re che nessuno s’accorgesse di Mi-riam, la cinquantenne con l’Alzheimer legata al lettino forse per quattro gior-ni, forse a fin di bene, chissà. Se ne so-no accorti due senatori, Ignazio Mari-no e Mimmo Gramazio, in una visita a sorpresa, ed è nato il putiferio di que-ste ore. L’ennesimo.Perché sta nel dna del Policlinicoromanoilparadossodiconiugarepro-fessionalitàd’eccellenzaecarenze me-diorientali. «Qua nei giorni della ne- ve hanno menato sei infermieri, ed ècolpa vostra, sì, di voi giornalisti!»,ringhia un sindacalista con la faccia da corsaro nero: «A furia 
de legge
cheli
legamo
, se ribellano e
ce menano
.Questo per noi che ci lavoriamo è unreparto punitivo,bello mio,benvenu-to! Ma ’sta storia della donna legata eincoma è
’na caz.
..sestavoquaquan-do è venuto Gramazio
je
lo dicevo, èamico mio, lo voto». La cinica bono-miadei camici bianchi, sempre insuf-ficientinelnumeroauncompitosem-pre più gigantesco, ha battezzato«piazzetta» — come a Capri, come a Portofino... — questo luogo di transi-to delpronto soccorsoche puòdiven-tare anticamera del dolore o della salvazione e che troppo spessoprevede soggiorni a tempoindefinito. Da qui si va aireparti, quando e comesi può,
shula bula
.Alle sei del pomerig-gio il cartello della ra-gazza dell’Est è strac-ciatoin unangolo. Un vecchio con gli occhicerchiatiagonizzanel-la barella accanto, ilrespiro un sibilo. Unragazzo nordafricanoprega,berretto intesta,coperta macchiata sullespalle. Diciotto malati inattesa di giudizio stannonel centro della «piazzetta»,carni esposte al passaggio dichiunque,pannoloni,smorfieden-tro maschere d’ossigeno, dignità pia-gate.Miriam era nel secondoletto del-lafila di sinistra, orac’èuna vecchietta con la faccia mezzo insanguinata, san-guerappresod’indifferenza.Mentrear-rivano gli ispettori del ministro, ungiovane finanzierecaduto inmotorinoin via XX Settembre sta già in barella spinale da tre ore col suo possibiletrauma cranico, ne aspetterà altre dueprima che qualcuno si occupi di lui:«Nel frattempo un barbone è venu-to a dormirmi nella barella accan-to». Quando il direttore generaleera ancora Ubaldo Montaguti (ora sostituito da Antonio Capparelli,devotoalpotenteediscussoretto-re Luigi Frati) un clochard vennea morirci, qui: infarto dopo dieciore di attesa nel nulla, i giudici diran-no se è stato omicidio colposo. Nel ’92un giovane tossico riuscì a bucarsi inbarella e stramazzò nei vialetti appena qua fuori. Storie vecchie o vecchissi-me. Che naturalmente tracimano, nonriguardano solo l’ambulatorio ma di- ventano narrazione e identità del-l’ospedale intero, come i tunnel dei ri-fiutie dellavergogna,isospettiditraf-fico d’organi, le cattedre fantasma, lemazzettesullepompefunebri,lalegio-nella, l’operazione di cataratta sfociata in cecità per quattro anziani nel ’98,l’enterite necrotizzante per quindicineonati nel ’99, la mitica senzatettoche s’era fatta casa nei sotterranei, in-somma cronache e leggende un po’
noir
diuna grandeistituzione capitoli-na nata nel 1888, scandali stratificaticome ere geologiche.Alle sei del pomeriggio sono qua-rantaquattroin tuttole anime del pur-gatorio della «piazzetta»: un po’ an-cheneicorridoi,che dellapiazzettaso-noivicoli,un po’ammonticchiatesul-le sedie, chi ce la fa a reggersi. «Tremedici e tre infermieri per quarantpazienti e passa, qua facciamo i doppiturni, ai giornalisti bisognerebbe ta-gliare la testa», strilla Marina, cardio-loga stimatissima, vent’anni di servi-zio vissuti come una fede, l’indigna-zione di chi ce la mette tutta sempre.Oggi, come sempre, si aspettano lettinei reparti, ma mai che bastassero,specieadesso chenehannotagliatise-imilaingiroperilLazio.«Meneservo-no in media trenta liberi al giorno,stiamo
attufati
per colpa della domenica, è semprecosì, la domenica si di-mette poco e il lunedì èun casino. Ma stiamo rie-mergendo», sintetizza ilgran capo di questo lim-bo, Giuliano Bertazzoni,responsabile di Medicina d’urgenza. Se il Policlini-co è una metafora nazio-nale,con lasua federazio-ne di ospedalini e baroniefuori controllo e le suequaranta sale operatoriesparse in una superficiegrandequantomezzocen-tro di Milano, Bertazzonine incarna il
genius loci
.«Fratiano» di ferro (di-cono che il Magnifico ab-bia seminato parenti e fe-deli come mattonelle dellinoleum qua attorno),piccolettoemercuriale,simpaticoedi-sponibilissimo, soffre un po’ e mostra un dito gonfio: «Vede?, il mio labrador me l’ha strappato col guinzaglio, sta-mattina». Ben altri dolori incombo-no... «Dolori? Certo bisogna fare qual-cosa per l’emergenza. Ma che ci andia-mo di mezzo io o i miei medici è una  vergogna». Allora di chi è la colpa?Franco Rapa, caposala, «l’unico grassoetondo,miriconosconosubito»,allar-ga le braccia: «Ma quali colpe? Qualipazientilegati? Sedobbiamofarequal-cosa di illegale, secondo lei, lo faccia-mo qua, in mezzo a cinquanta perso-ne?». Nella «piazzetta» però ci si muo- ve a stento... «E se la prenda con l’ar-chitetto che l’ha disegnata! Qua nonsiamo ad Auschwitz, qua facciamo ilmassimoperglialtri»,sbuffaBertazzo-ni. Un’idea per tutelare dignità e pri- vacy era saltata fuori: mettere i medicial centro e le barelle nelle stanzette la-terali; ma serviva personale, perché èpiù facile controllare i malati tutti am-mucchiati che seguirli nelle stanze,dunquenientedi fattoalmenoper ora.«Volevo fare pure l’
Obi
, per l’osserva-zionebreveintensiva,ma gliinfermie-ri servono! E non me li danno! E chiu-donoil San Giacomo, chiudono il San-t’Eugenio, e tutti vengono qua da noi!». Il dito lussato dal labrador sem-brainfinericondottoaproblemamino-re per chi deve gestire un posto in cuila distribuzionedelpotere pare pensa-ta proprio per generare paralisi: pureper spostare una sedia ci mette bocca la facoltà di Medicina della Sapienza,ma i soldi sono della Regione e tocca tener conto perfino del demanio e diuna fetta di tutela archeologica. I tele-foni di Bertazzoni trillano senza sosta né pietà, annunciando una serata lun-ga e piena di dispiaceri. Lui guarda con nostalgia la pagina d’un quotidia-noromanoincorniciataconunasuain-tervista, titolo sobrio: «Lottiamo ogniminuto per la vita, ma certi pazientinon lo capiscono». Sospira: «’Ste bellecosenon melescriveretepiù,eh?».Pa-redifficile.«Maalmenononmassacra-temi. Oh, dico: mio figlio lavora conSantoro...». È l’ultimo jolly da tentare,poi la notte del Policlinico inghiotteanche Bertazzoni.
Goffredo Buccini
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Precedenti e
polemiche
«Non può bere fino alle 17». Poi il biglietto si perde sul pavimento
Sopra sporcizia e degrado nei sotterraneidell’Umberto I nel 2007
(foto L’Espresso)
.Sotto un paziente sottoposto a massaggiocardiaco per terra al Pronto soccorsodel San Camillo
Lo scandalo
Il caos nella sala di ricovero provvisorio. «Qui nei giorni della neve hanno picchiato sei infermieri»
Nel limbo della «piazzetta»con le istruzioni sui fogliettini
Tre medici e tre infermieri per quaranta pazienti e passa, qua facciamo i doppi turni, ai giornalisti bisognerebbe tagliare la testa
 
Marina, cardiologa
Il racconto
Il blitz dei senatoriin tre ospedali
I senatori DomenicoGramazio (Pdl) eIgnazio Marino (Pd),entrambi eletti nelLazio, ieri verso lesette, l’orario di cambioturno, hanno effettuatoun sopralluogo neiprincipali Prontosoccorso di Roma: SanCamillo, San Giovannie Policlinico Umberto I
La situazione«intollerabile»
Il blitz è stato decisodopo lo scandalo del SanCamillo. Nei primi dueospedali la situazione èapparsa «in parte ancoradi sofferenza» ma con«tentativi di reagire»,quella del Policlinico èstata definita invece«totalmente indecente»e «intollerabile»
Le inchiestee i controlli
La procura, già dopo ilcaso del San Camillo,aveva apertoun’inchiesta sui Prontosoccorso di Roma.Anche la denuncia sulladonna in coma rimasta4 giorni su una barellaall’Umberto I è andataad arricchire il fascicolo.Il ministero della Saluteha inviato gli ispettori
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"assicurata" con i lenzuoli in-torno alle braccia a norma dilegge, dopo avere chiesto ilpermesso aifamiliari, come di-mostra la cartella clinica. Loscriva: i pronto soccorso sonoal collasso per colpa dei tagliai posti letto».Dopo l’inattesa visita deise-natori, però, in meno diun’ora, salta fuori un letto per Miriam nelreparto di neurolo-gia «B». Rimane ilpazzesco so- vraffollamento del pronto soc-corso: e a testimoniarlo, dueore dopo, ci sono, come mo-stra il computer aggiornato intemporeale,i 44 malatiinatte-sa di un ricovero, accampatisu barelle e sedie, tra corridoiesale al pianoterra del Diparti-mento di emergenza.AncheRenataPolverini,pre-sidente della Regione Lazio, èconvinta che Miriam sia stata «gestita correttamente» e invi-ta i cittadini «a fidarsi della sa-nità pubblica e soprattutto ditutto il personale altamentequalificato, medico e non me-dico». Ma Leoluca Orlando,presidente della Commissio-ne parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, commen-ta: «La situazione è drammati-ca nel Lazio e nelle altre regio-ni sottoposte a piano di rien-tro dal deficit. Perciò bisogna tutelare il diritto alla salute:troppo spesso, per far quadra-re i conti, si effettuano tagli intermini di personale e postiletto».
Francesco Di Frischia
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seguirsi di telefonate e contatticon il presidente della RegioneRenata Polverini, che dovrà pre-sentargli una relazione, e col subcommissario alla Sanità.Ma c’è una terza patata bollen-tissimadamaneggiareconequili-brio. Ed è la crisi spaventosa delPoliclinico universitario Gemelli,a rischio commissariamento, bi-sognosodi unsalvataggio di cen-tinaiadimilioni.Manonditratta-menti di favore sul piano degliaiuti economici. È stato apertountavolodi lavoropressoilmini-stero della Salute. Primo incon-tro definito soddisfacente. Sem-braci sia un accordo «suidue cri-teridifondodelsostegnoaunPo-liclinico di importanza centrale estrategica per la sanità regionalee nazionale e la necessità di man-tenere rigore organizzativo e dibudget».
Margherita De Bac
mdebac@corriere.it
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Gli accessi ai Prontosoccorso degli ospedaliitaliani registrati in mediaall’anno ogni mille abitanti(dati ministero della Salute)Le prestazioni erogatesono in mediaun milione e 200 milaGli ospedali pubblicipresenti Italia, secondo i datidel ministero della Salute.Di questi 427 hanno unPronto soccorso: 196 condipartimento d’emergenzae accettazione di primo livello,119 di secondo livello
Scritto a mano
Un biglietto scrittoa mano e appesoalla barelladi una pazientedel Pronto soccorsodell’Umberto Iraccomanda:«Non può né berené mangiare finoalle 17». Dopoqualche ora il fogliettofinisce per terra(Benvegnù-Guaitoli)
Indignato
Il ministrodella SaluteRenatoBalduzzi(Ansa)
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italia: 515249535254
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