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PEDOFILIA Savona 32 anni di insabbiamenti omissioni e omertà per nascondere i preti pedofili.

PEDOFILIA Savona 32 anni di insabbiamenti omissioni e omertà per nascondere i preti pedofili.

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Published by Francesco Zanardi
Savona 21/02/12
PEDOFILIA: opposizione all’archiviazione per mons. Dante Lafranconi. Si aggiunge anche una nuova querela.
All’inizio di questa vicenda il vescovo di Savona Vittorio Lupi dichiarava “Sia fatta chiarezza” ma forse non pensava che ne venisse fatta cosi tanta, forse troppa per il gradimento della chiesa cattolica. Questo è il drammatico profilo che emerge dai documenti del procedimento penale 472/12/21 a carico di mons. Dante Lafranconi, vescovo di Savona-Noli dal 1992 al 2001 indagato per i delitti p. e p. dagli articoli 110, 40 c. II, 609 bis, 609 ter, 609 quater c.p. per questo procedimento penale la procura della repubblica il 9-2-12 ha chiesto l’archiviazione per prescrizione. Lunedi 20-2-12 i legali della Rete L’abuso hanno depositato l’opposizione all’archiviazione motivata da una serie di nuovi elementi di indagine. Sabato 18-2-12 una vittima della comunità per minori “La Lanterna” , che era stata precedentemente ascoltata dai magistrati come TEST, senza però sporgere denuncia ha depositato un atto di Denunzia/Querela per abusi sessuali continuati dal 1997 al 2003. I nostri legali ritengono che i nuovi elementi di indagine forniti alla magistratura, siano sufficienti per rigettare la richiesta di archiviazione, la nuova querela invece a spostare il periodo di prescrizione, che in questo caso rientrerebbe nel periodo di vescovado di Lafranconi.
Savona 21/02/12
PEDOFILIA: opposizione all’archiviazione per mons. Dante Lafranconi. Si aggiunge anche una nuova querela.
All’inizio di questa vicenda il vescovo di Savona Vittorio Lupi dichiarava “Sia fatta chiarezza” ma forse non pensava che ne venisse fatta cosi tanta, forse troppa per il gradimento della chiesa cattolica. Questo è il drammatico profilo che emerge dai documenti del procedimento penale 472/12/21 a carico di mons. Dante Lafranconi, vescovo di Savona-Noli dal 1992 al 2001 indagato per i delitti p. e p. dagli articoli 110, 40 c. II, 609 bis, 609 ter, 609 quater c.p. per questo procedimento penale la procura della repubblica il 9-2-12 ha chiesto l’archiviazione per prescrizione. Lunedi 20-2-12 i legali della Rete L’abuso hanno depositato l’opposizione all’archiviazione motivata da una serie di nuovi elementi di indagine. Sabato 18-2-12 una vittima della comunità per minori “La Lanterna” , che era stata precedentemente ascoltata dai magistrati come TEST, senza però sporgere denuncia ha depositato un atto di Denunzia/Querela per abusi sessuali continuati dal 1997 al 2003. I nostri legali ritengono che i nuovi elementi di indagine forniti alla magistratura, siano sufficienti per rigettare la richiesta di archiviazione, la nuova querela invece a spostare il periodo di prescrizione, che in questo caso rientrerebbe nel periodo di vescovado di Lafranconi.

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Savona 21/02/12PEDOFILIA: opposizione allarchiviazione per mons. Dante Lafranconi. Si aggiunge anche una nuova querela.Allinizio di questa vicenda il vescovo di Savona Vittorio Lupi dichiarava Sia fatta chiarezza ma forse nonpensava che ne venisse fatta cosi tanta, forse troppa per il gradimento della chiesa cattolica. Questo è ildrammatico profilo che emerge dai documenti del procedimento penale 472/12/21 a carico di mons. DanteLafranconi, vescovo di Savona-Noli dal 1992 al 2001 indagato per i delitti p. e p. dagli articoli 110, 40 c. II,609 bis, 609 ter, 609 quater c.p. per questo procedimento penale la procura della repubblica il 9-2-12 hachiesto larchiviazione per prescrizione. Lunedi 20-2-12 i legali della Rete Labuso hanno depositatolopposizione allarchiviazione motivata da una serie di nuovi elementi di indagine. Sabato 18-2-12 unavittima della comunità per minori La Lanterna , che era stata precedentemente ascoltata dai magistraticome TEST, senza però sporgere denuncia ha depositato un atto di Denunzia/Querela per abusi sessualicontinuati dal 1997 al 2003. I nostri legali ritengono che i nuovi elementi di indagine forniti allamagistratura, siano sufficienti per rigettare la richiesta di archiviazione, la nuova querela invece a spostareil periodo di prescrizione, che in questo caso rientrerebbe nel periodo di vescovado di Lafranconi.La storia ricostruita dalle testimonianze contenute nei fascicoli della Procura.32 anni di insabbiamenti omissioni e omertà per nascondere i preti pedofili.Una storia di favoreggiamento, omissioni e omertà nei confronti di un prete pedocriminale da parte di benquattro vescovi della Diocesi di Savona-Noli, producendo vittime nel savonese per 32 anni. In realtà levicende sono più di una, attualmente in giudizio solo due, quella di don Giorgio Barbacini che ha diretto lacomunità per minori in difficoltà Migrantes dal 1998 al 2003, condannato per pedofilia a tre anni e sei mesinel 2004 e quella di don Nello Giraudo di cui siamo in grado di fornire la documentazione che segue. Partedei documenti sono stati sequestrati per la prima volta in Italia nella cassaforte segreta del vescovo, dallamagistratura di Savona, che per la prima volta in Italia indaga anche il vescovo per le responsabilità diomissione.Nel 1981 don Giraudo viene mandato nella Parrocchia di Spororno in supporto ai due sacerdoti GiovanniBusoni e Carlo Rebagliati. I due sacerdoti sostengono che lallora vescovo Giulio Sanguineti raccomandòtenetelo docchio perché è un pedofilo. La conferma che le dichiarazioni dei due sacerdoti sono verearriva da una recente lettera inviata in risposta dallArcivescovo Luis F. Ladaria,S.I. allattuale vescovoVittorio Lupi in data 29 marzo 2010 dove scriveva Mi riferisco al caso del Rev. Nello Giraudo del clero dellasua diocesi, che fu denunciato nel 1980 per abuso di minore e che nel 2002 manifestava al Vicario Generalela propria tendenza pedofila (in quel periodo il caso savonese aveva già visibilità nazionale comelamenterà Lupi in una successiva lettera) . Malgrado quella denuncia del 1980 il vescovo Sanguineti nonprese alcun provvedimento fino al 1989, quando oramai Giraudo aveva abusato buona parte dei ragazziniche frequentavano le opere parrocchiali di Spotorno, compreso lo scrivente.Il 5 novembre 1989 il vescovo Sanguineti chiede in una lettera al direttore dellIstituto Pastorale CorsoVenezia di Milano di voler accogliere Giraudo. Sarà Padre Raffaele Longhi ad occuparsi del sostegnopsicologico di Giraudo.1992 Sanguineti abbandona la Diocesi di Savona-Noli per lasciare il posto a Dante Lafranconi, il quale era alcorrente della situazione di Giraudo documentata come testimoniano i documenti, a passare questaconsegna era lallora Vicario Generale Antonio Ferri, ripromosso ultimamente Pro Vicario. Nel 1994scoppiato il caso CARITAS e dovendo rimuovere il presidente, anche direttore della colonia estiva per
 
minori Padre Cocchi, mons. Lafranconi decide di mandare Giraudo a dirigere quella colonia, maprobabilmente qualcosa non va. È cosi che nel 1996 mons. Lafranconi assegna a Giraudo una piccolaparrocchia sulle alture di Finale Ligure, a Orco Feglino, poco dopo un altro fatale errore, quello dipermettere di aprire in quella parrocchia una comunità per minorenni in difficoltà. I ragazzi della comunitàdichiarano che le tendenze pedofile erano ben note al vescovo, costretto a convocare più volte Giraudo.Dai verbali emerge anche che diversi assistenti sociali dei comuni si rifiutavano di affidare minori a quellacomunità. In questi 9 anni, Dante Lafranconi non ha mai preso alcun provvedimento, neppure cautelativonei confronti di minori. Non a mai voluto ascoltare le vittime e come dichiarano il Teologo Giampiero Bof edon Giovanni Lupino, ha scelto la strada dellomertà. La comunità verrà chiusa nel 2003 da DomenicoCalcagno in dopo larresto di don Giorgio Barbacini della comunità Migrantes, un altro pedofilo al qualeLafranconi aveva concesso di aprire una comunità per minori.2002 mons. Dante Lafranconi viene trasferito a Cremona, mentre a Savona arriva Domenico Calcagno,nominato Cardinale da Benedetto XVI pochi giorni fa, il 18 febbraio 2012. Dopo lo scandalo della MigrantesCalcagno scrive in data 8-9-03 allallora Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per laDottrina della Fede, oggi Benedetto XVI, parlando di Giraudo chiedo la cortesia di un consigliosullatteggiamento da tenere, intendendo il sacerdote voler continuare con un impegno pastorale .Passano ben tre anni, nessuna risposta da parte del Cardinale Ratzinger, nel frattempo viene documentatoun altro abuso su un minore da parte di Giraudo nellestate del 2005, durante un campo scout dellAGESCI.Dai verbali di interrogatorio su questo ultimo caso emerge che Giraudo non aveva di fatto alcunalimitazione a frequentare minori o attività cattoliche, malgrado tutto il pregresso. Emerge anche che alcuniresponsabili del campo erano al corrente dellabuso, ma non hanno mai denunciato, hanno confermatosolo durante linterrogatorio di essere a conoscenza del fatto e di aver raccolto la testimonianza durante ilcampeggio, direttamente dalla vittima. Passa quasi un anno dopo quellabuso, e mons. Calcagno il 22febbraio 2006 scrive nuovamente in Vaticano, a mons. Charles Scicluna Promotore di Giustizia dellaCongregazione per la Dottrina della Fede, contrariamente ad ogni logica, lo rassicura dicendo che Giraudofrequenta un medico, Padre Raffaele Longhi, il quale avrebbe rilasciato una Dichiarazione attestante lapositività degli sviluppi dellitinerario percorso con don Nello ma purtroppo Padre Raffaele muore.Calcagno continua rassicurando Scicluna e chiedendo Piu volte don Nello ha chiesto che si informassecodesta congregazione al fine di ottenere il superamento del grave giudizio espresso nei suoi confronti cheprevedeva la riduzione allo stato laicale. Il 7 marzo 2006 Calcagno scrive nuovamente a Scicluna chiedendoun incontro di persona per il giorno 3 aprile. Calcagno lascerà la Diocesi di Savona-Noli alla fine del 2007con nulla di fatto, per lasciare il posto nel gennaio 2008 a Vittorio Lupi, attuale vescovo.Nel gennaio 2008 scrivo al vescovo Lupi informandolo di essere vittima di un suo prete pedofilo ma noncomunico il nome, chiedo udienza che mi verrà concessa in marzo. Mi reco alludienza, il vescovo cominciadicendo (registrazione audio) Anche se lei non mi ha detto il nome, so che vuole parlarmi di don Nello, quibisogna che giochiamo a carte scoperte nella stessa occasione dichiara anche di aver già parlato con lafamiglia di Giraudo. Denunciai tutta la storia, compreso quello che i suoi predecessori omisero di fare masenza alcun successo. Il 9-7-2008 vedendo latteggiamento omertoso e inconcludente dei vescovi chemalgrado le denunce e le testimonianze non intervenivano, mi decido a denunciare presso la caserma deicarabinieri di Savona. Purtroppo il reato degli anni 80 nei miei confronti è prescritto, il maresciallo micomunica che la querela verrà archiviata. Agli atti risulta unaltra raccomandata scritta da me al vescovoLupi 19-6-09 nella quale sollecito provvedimenti e indico persone qualificate, sacerdoti che possonotestimoniare le tendenze pedofile di Giraudo, ma nei fatti nessun provvedimento da parte della Curia.Gennaio 2010 vengo convocato dal magistrato al quale rilascio la mia deposizione oltre ad una serie dinominativi di vittime, la magistratura apre un fascicolo. Marzo 2010 il caso esplode sui giornali e diventerà

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