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La.repubblica.22.02.2012

La.repubblica.22.02.2012

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02/16/2014

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mer 22 feb 2012
SEDE:
00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA.
CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ:
 A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941.
PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO:
 AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA,GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA
2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; EGITTO EP 16,50; REGNO UNITO LST 1,80; REPUBBLICA CECA CZK 64; SLOVACCHIA SKK 80/ 
2,66; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1,50
Fondatore Eugenio ScalfariDirettore Ezio Mauro
1,20
in Italia
- Numero 44 Anno 37mercoledì 22 febbraio 2012
Lo sport
 AZZI, CROSETTIE MURA
Super Napoliil Chelseasi arrende
La copertina
ERNESTO ASSANTEE FEDERICO RAMPINI
La locomotivadi Seulsorpassa i Grandi
1 2
www.repubblica.it
L’inno del Cavalierecosì il pop diventa flop
La storia
Microfurti, liti e ingiurienon saranno più reati
Il dossier
L
E PAROLE sono imba-razzanti per infantili-smo, senza l’epica ma-linconia dell’ultimo valzer,
The last waltz 
, che fu il congedo diben altra banda,
The Band 
ap-punto, e fu firmato da Scorsese enon da Maria Rosaria Rossi chele donne del Pdl, con la ferociadelle comari andate a male,hanno già ribattezzato «l’Api-cella regina».
SEGUE A PAGINA 17CON UN ARTICOLO DI BEIFRANCESCO MERLO
P
ICCOLI reati addio. Archi-viati dal giudice senza arri-vare al processo. Nientepiù primo, secondo, terzo grado.Un decreto per dire che non han-no peso e valore per meritare oredi dibattimento. Proprio perchésono piccoli, occasionali, insi-gnificanti reati. Alla Camerastanno per approvare un artico-lo del codice di procedura pena-le, il 530bis, il «proscioglimentoper particolare tenuità del fatto».
 A PAGINA 16LIANA MILELLA
 A PAGINA 21
 No-Tav a Genova“Caselli boia”
Bombe carta in centro
ROMA
— Duro attacco dellaConfindustria alla Cgil sull’arti-colo 18: il sindacato non vuolemodificare la norma per difen-dere ladri ed assenteisti. Secca lareplica della Confederazioneguidata da Susanna Camusso:sono offese gravi. Il leader delPd, Bersani avverte il premierMonti: senza un accordo sulmercato del lavoro potremmonon votare la riforma. Nel decre-to fiscale in arrivo non ci sono lenorme sull’Ici a carico dellaChiesa. Gli sgravi fiscali per i red-diti bassi arriveranno solo dal2014.
SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4
Bersani al presidente del Consiglio: senza intesa non scontato il via libera del Pd. Decreto fiscale, per ora niente Ici sulla Chiesa. Meno Irpef nel 2014
Lavoro, attacco di Confindustria
 Marcegaglia: il sindacato difende ladri e assenteisti. La Cgil: offese gravi
Quegli amorial capolineala battagliadel divorzio breve
Il caso
S
I CHIAMA “divorzio bre-ve” e l’Italia lo aspetta dadecenni. Perché dirsi ad-dio, quando un amore finisce ela vita si rovescia, quando le stra-de si dividono e i sentimenti mu-tano, diventi qualcosa di un po’più umano, semplice, razionale,“naturale”. Oggi invece, se nullaosta e tutto va bene, se i figli so-no condivisi e i patrimoni noncontesi, per separarsi e poi di-vorziare ci vogliono tra i 1.000 e i1.500 giorni di attesa.
SEGUE A PAGINA 23MIGUEL GOTOR
UN RITARDOCHE FA MALE
CHIARA SARACENO
I
L CASO italiano, per quantoriguarda le procedure per ot-tenere il divorzio, è unico.Non tanto per il fatto che si trattidi una procedura a due stadi,quanto per la lunghezza del pe-riodo – tre anni – che deve inter-correre obbligatoriamente per-ché dalla prima fase si possa pas-sare alla seconda. Questo tempodi attesa venne a suo tempo mo-tivato come necessaria pausa diriflessione: per dare tempo allepersone di riflettere sulla loro de-cisione prima che, con il divorzio,diventi irreversibile.
SEGUE A PAGINA 43
Il partitodel non accordo
Il retroscena
ROBERTO MANIAMARIA NOVELLA DE LUCA
I
L PARTITO del non accordocresce e si ingrossa. Dietro lequinte. Forse la frase di Mon-ti di due giorni fa a Milano da-vanti al gotha della finanza na-zionale («faremo la riforma delmercato del lavoro con o senzaintesa con i sindacati») nonesprimeva solo tattica negoziale.
SEGUE A PAGINA 2
ROMA
— Sospesi due dirigentidel pronto soccorso del Policlini-co di Roma dopo lo shock delladonna in coma legata alla barellaper quattro giorni. Il ministro del-la Sanità, Balduzzi, dopo l’enne-simo scandalo assicura che pre-sto in campo ci sarà una task for-ce per combattere sprechi e la cat-tiva organizzazione negli ospe-dali italiani. «Non ci sarà la cacciaalle streghe -afferma il ministro-Il sistema italiano è buono, peccadi cattiva organizzazione».
BOCCI, BOLOGNESI,TONACCI E ZUNINO ALLE PAGINE 6, 7 E 9
Balduzzi: task forcecontro la malasanità
Roma, per lo scandalo al Policlinico sospesi due dirigenti
Liberalizzazioni, stop alle commissionisui prelievi bancomat fino a 100 euro
Polizze Rc-automai piùrisarcimenti per il colpo di frusta
 VALENTINA CONTE A PAGINA 24
Il premier dichiara 11,5 milioni di titoli
I
MINISTRI hanno pubblicato i loro redditi, un atto di trasparenzadoveroso atteso da tempo. I dati confermano che i membri del-l’esecutivo dichiarano di guadagnare assai più della media degliitaliani, con tre picchi milionari.
SEGUE A PAGINA 42
I ministri Passera e Severino SERVIZI ALLE PAGINE 12, 13 E 15
ROMA
 Via libera agli aiutialla Grecia che evita così ildefault. Il salvataggio di Ate-ne ottiene il plauso di Obamache telefona ad AngelaMerkel per congratularsi. Leborse sono rimaste scettichementre lo spread è calatosotto quota 350.
SERVIZI ALLE PAGINE 10 E 11
Grecia, sì agli aiutiObama a Merkel“Brava Europa”
Borse scettiche, spread in calo
L’analisi
C
ON molta, troppa faci-lità ci stiamo abituan-do a dire che la banca-rotta greca non sarebbe poi lacatastrofe paventata da anni.Il male, incurabile, bastereb-be allontanarlo, asportando Atene dall’Eurozona come sifa con un’appendicectomia.Quel che conta è evitare ilcontagio, e non a caso il Fon-do salva Stati si chiama d’untratto
Firewall 
, muro para-fuoco che serve a proteggerei sistemi informatici dalle in-trusioni: che salverà chi è an-cora
dentro
(l’Italia, peresempio) da chi, nell’igno-minia, sta cadendo
 fuori 
.
SEGUE A PAGINA 43
La tentazionedel muro
BARBARA SPINELLI
Il giornale sull’iPad
I segreti di Milan-Juveoggi alle 19 su RSera
Ecco i redditi online di tutti i ministriSeverino batte Monti e Passera: 7 milioni
 
R2ECONOMIA
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MERCOLEDÌ 22 FEBBRAIO 2012
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Lo scontro
LA CRISI FINANZIARIA
“L’articolo 18 difende i fannulloni”Marcegaglia scatena i sindacati
 Bersani: senza accordo il sì del Pd sul lavoro non è scontato
PAOLO GRISERI
ROMA
— «Vorremmo avere unsindacato che non protegge as-senteisti cronici e ladri, quelli chenon fanno il loro mestiere». Pocodopo le 13,30 la presidente di Con-findustria Emma Marcegagliapronuncia queste parole a un con-vegno di Federmeccanica a Firen-ze. Il suo discorso chiude la matti-nata e, di fronte alla platea degli in-dustriali metalmeccanici, quelliche hanno subito più di altri l’usci-ta della Fiat da Confindustria, lapresidente ritiene utile lanciare unsegnale di grande fermezza.Quando arriva alla questione spi-nosa dell’articolo 18 dello Statutodei lavoratori, Marcegaglia spiegacosì il motivo che spinge Confin-dustria a chiederne la modifica:«Confindustria non vuole abolirel’articolo 18 che deve rimanere peri licenziamenti discriminatori. Maci deve essere la possibilità di li-cenziare chi non fa il proprio me-stiere». In questa battaglia la presi-dente spera «di avere il sindacatoriformista» suo alleato. Perché «ilsindacato deve tutelare i bravi la-voratori che sono la maggioran-za». E dunque «vorremmo avereun sindacato che non protegge as-senteisti cronici e ladri, quelli chenon fanno il loro mestiere».Era impossibile che un passag-gio del genere non finisse per ali-mentare furiose polemiche. An-che perché giunge a freddo, nelmomento faticoso in cui si sta ten-tando di trovare un accordo tra leparti sociali sulla riforma del mer-cato del lavoro. In realtà Marcega-glia ha detto finalmente quel chepensa una parte significativa degliimprenditori italiani: bisogna evi-tare che siano i giudici a deciderese un lavoratore licenziato ha dirit-to di continuare a lavorare. Quella,tranne casi di evidenti discrimina-zioni, è una prerogativa che devespettare all’azienda. Un principioche potenzialmente finisce perrendere temporanei anche i con-tratti a tempo indeterminato.La prima reazione arriva dallaCgil: «Marcegaglia chieda scusa,ha usato parole offensive», si leggein una nota di corso d’Italia. Piùtardi interviene direttamente Su-sanna Camusso: «Sì l’ho trovatauna battuta offensiva». Il leaderdella Cisl, Raffaele Bonanni, chie-de chiarimenti alla presidente diConfindustria: «Di quale sindaca-to parla? Noi non abbiamo mai di-feso i ladri e i fannulloni. Serve unlinguaggio più responsabile». Perla Uil Luigi Angeletti aggiunge conuna certa dose di veleno: «Non di-fendiamo i ladri. Gli imprenditoripossono dire altrettanto?». In se-rata Marcegaglia tenta di correre airipari: «Ho rispetto dei sindacaticonfederali con cui ho firmato unaccordo a giugno». Reagisce an-che il mondo politico. Imbarazza-to Casini: «Non si può giudicareEmma Marcegaglia da una battu-ta». Pesante il commento di Anto-nio Di Pietro: «Prima di parlare diladri, Marcegaglia dovrebbe guar-dare in casa sua. Proprio sua, sua».Il riferimento è all’inchiesta su ungiro di tangenti che ha coinvolto lafamiglia del presidente di Confin-dustria. Anche il leader del Pd, PierluigiBersani, assicura: «Se conosco unpo’ Emma Marcegaglia, si pentiràdi quella battuta». Ma certo il climasi è fatto pesante proprio mentreentra nel vivo la trattativa sul mer-cato del lavoro. Gli annunci diMonti e del ministro Fornero sulfatto che si arriverà a una riformaanche senza l’accordo con il sin-dacato, hanno reso più difficile lapartita. Così ieri Bersani ha avvisa-to: «Non è scontato il voto favore-vole del Pd a una riforma che nonabbia l’accordo dei sindacati». Ilministro replica: «Lavoro per fareun accordo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
Camusso: una fraseoffensiva.Bonanni: serveun linguaggio piùresponsabile
Il retroscena
Il nervosismo di sindacati e associazione industriali si spiega con la volontà del governo di non cercare un accordo a tutti i costi
 Negoziato ingolfato e Monti tira drittocresce il partito della riforma senza intesa
(segue dalla prima pagina)
ROBERTO MANIA 
F
ORSE indicava la prospetti-va più realista: ciascuno perla sua strada. Il negoziato si èingolfato, complicato, sfilacciato.Un accordo a tutti costi, impostodal senso della responsabilità po-litica, dalle direttive della Com-missione europea e dall’Euro-tower di Francoforte, e nel segnodella pace sociale, convince sem-pre meno.Sindacati, Confindustria, le as-sociazioni delle banche e dellepiccole imprese rappresentanointeressi e temono di poter far per-dere qualcosa ai propri iscritti. Lariforma delle pensioni varata a di-cembre dal governo dei tecnici inpochi giorni sotto l’emergenza diuno spread che allungava pauro-samente il passo, è stata mal dige-rita non solo dai sindacati, ma an-che dai piccoli artigiani e dallostesso sistema industriale che og-gi non ha più a disposizionel’”uscita di sicurezza” delle pen-sioni di anzianità per ristrutturar-si a spese della collettività. Oggiprevale lo spirito di conservazio-ne. D’altra parte è stato lo stessoMonti a dire che al tavolo negozia-le non è presente «la vera costi-tuency» del governo, cioè i giova-ni.E allora, il nervosismo crescen-te della giornata di ieri si spiega an-che così, in questo contesto ran-nuvolato. Prima il leader della Ci-sl, Raffaele Bonanni, che va all’at-tacco del governo dicendo che stacercando di far saltare la trattativa,poi il responsabile del Pd StefanoFassina che adombra un percorsovietnamita per la riforma in Parla-mento se dovesse arrivarvi senzal’intesa con i sindacati. In serata èil segretario dei democratici, PierLuigi Bersani, che critica Monti eavalla la tesi del suo fedelissimo: ilsì del Pd all’eventuale riforma delmercato del lavoro non sarà affat-to scontato se in calce non ci sa-ranno le firme di Cgil, Cisl e Uil. In-fine il presidente della Confindu-stria, Emma Marcegaglia, che de-raglia, parlando a Firenze all’as-semblea degli industriali metal-meccanici, e accusa i sindacati didifendere i fannulloni ma anche «iladri». Poi c’è stata la marcia indie-tro («ho sbagliato», ha ammesso).Ma certo quei toni non li aveva maiusati. E tutto questo dà il segno cheil clima è mutato. In peggio.Lo spartiacque è costituito dalpiano del ministro del Lavoro, El-sa Fornero, sugli ammortizzatorisociali. Da quel giorno il partito delnon accordo o della conservazio-ne ha cominciato a pensare di ser-rare le fila. Alla Fornero si rimpro-vera una eccessiva vaghezza: qua-li sono le risorse per i nuovi am-mortizzatori sociali? chi pagheràdi più e chi di meno? per quantotempo i lavoratori riceveranno isussidi? quale sarà l’importo? Do-mande senza risposte che hannofatto crescere le preoccupazioneaccanto alla convinzione che pos-sa essere una riforma a perdere.«Senza una proposta di merito —dice uno dei protagonisti del ne-goziato — ciascuno si chiude nelproprio fortino». Che nella tratta-tiva manchi qualche raccordo lodimostra il caso della Cisl. Il sinda-cato di Via Po ha avanzato la suaproposta per superare l’impassesull’articolo 18, suggerendo diescludere dal reintegro i licenzia-menti individuali per motivi eco-nomici, sostituendolo con dueanni di indennità di mobilità.
DUELLANTI
Il segretariodella Cgil,SusannaCamusso, e ilpresidente diConfindustriaEmmaMarcegaglia
Chi rappresentainteressi particolariha il timore di farperdere qualcosaai propri iscrittiTra i nodi per orainsormontabili ilnuovo piano sugliammortizzatori e iltema licenziamenti
Marchionne
“Confindustria, Fiat rientrerà se Bombassei presidente”
ELLEKAPPA
MANAGER
L’ad Fiat, SergioMarchionne
TORINO — Se Alberto Bomabassei vinceràla battaglia per la presidenza di Confindu-stria, la Fiat potrebbe rientrare nell’associa-zione degli imprenditori italiani. E’ l’endor-sement dell’ex quello di Sergio Marchionneper uno dei due candidati a succedere aEmma Marcegaglia. Lo stesso Marchionnelo riconosce nelle prime righe di un suo co-municato: «Pur essendo Fiat uscita da Con-findustria, riconosco l’importanza che l’as-sociazione potrà avere nel rilancio dell’eco-nomia italiana». Segue la premessa che idue candidati, Bombassei e Giorgio Squin-zi «sono due persone per bene e due gran-di industriali». Ma Marchionne Bombasseilo conosce meglio perché Brembo «forni-sce prodotti alla Fiat, alla Ferrari e, da qual-che tempo, alla Chrysler». C’è a questopunto un passaggio di indiretto appoggioall’azione del governo: «Confindustria do-vrà essere profondamente rinnovata, in li-nea con le riforme che il governo Monti staportando avanti». Poi un attacco a Marce-gaglia, l’ennesimo: «Il modo di operare cheConfindustria ha attuato fino ad oggi nonbasta più». Bene dunque «il programma dirinnovamento», presentato da Bombassei.Se quel programma dovesse essere realiz-zato, «porrebbe le basi per un rientro di Fiatin Confindustria». Ma se Bombassei do-vesse perdere la battaglia, una quota diquella sconfitta andrebbe anche alla Fiat.
 
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Giorni medidi malattia per regioniGiorni medidi malattia per classi di età
Invio telematico - IV trimestre 2010
Giorni medidi malattia per ramo di attività
Invio telematico - IV trimestre 2010Invio telematico - IV trimestre 2010
   F   i   n  o   a    1   9   a   n   n   i   D  a    2   0  a    2   9   a   n   n   i   D  a   3   0  a   3   9   a   n   n   i   D  a   4   0  a   4   9   a   n   n   i   D  a    5   0  a    5   9   a   n   n   i   D  a    6   0   a   n   n   i    i   n    p  o   i
   A   g    r   i  c  o   l   t   u   r  a   E   n  e   r  g    i  a   E  s   t   r  a   t   t   i   v  o   L  a   v  o   r  a   z   i  o   n  e   A    l   i  m  e   n   t  a   r   i ,     t  e  s  s   i   l  e   C  o  s   t   r   u   z   i  o   n   i   C  o  m  m  e   r  c   i  o   T   r  a  s   p  o   r   t   i   S  e   r   v   i   z   i   N  o   n    r   i   l  e   v  a   b   i   l  e   C   r  e  d   i   t  o ,    a  s  s   i  c   u   r  a   z   i  o   n   i
Settore privatoSettore pubblico
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Piemonte Valle d'AostaLombardiaTrentino Alto Adige VenetoFriuli- VeneziaGiuliaLiguriaEmiliaRomagnaToscanaUmbriaMarcheLazio AbruzzoMoliseCampaniaPugliaBasilicataCalabriaSiciliaSardegna
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PER SAPERNE DI PIÙ
www.confindu
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tria.itwww.funzionepubblica.gov.it
 
È cambiato il comportamentodei dipendenti, ma resistonole differenze tra Nord e SudSempre meno certificati medicima pesano ancorai permessi e i congedi retribuiti
Il lavo
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LUISA GRION
IL DOSSIER.L’eme
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genza disoccupazione
LAVORANDO alla catena di montaggio gli operai “si rompono”, ovvero sifanno male: così, poco più di un anno fa Maurizio Landini, leader della Fiom,rispose all’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che silamentava dell’alto tasso di assenteismo fra i dipendenti di Mirafiori. In realtàgli italiani si “rompono” più o meno come i colleghi che risiedono negli altriPaesi europei. Anzi, perfino un po’ di meno visto che da una comparazioneinternazionale (“Work absence in Europe” di Bonato-Lusinyan) risulta che iltasso medio di assenza per malattia è in Italia è inferiore a quello dellaGermania (1,5 contro 2,1 per cento nel settore privato). Anche nelleamministrazioni dello Stato le punte di assenteismo si vanno riducendo.“Il caso-assenze non c’è - commenta quindi Giuliano Cazzola, deputato delPdl - la grande maggioranza dei dipendenti è più che onesta: il problema delleindustrie, semmai, è che in caso di licenziamento per motivi disciplinari lamagistratura è nel 70 per cento delle volte favorevole ai dipendenti”.Insomma, dietro l’accusa della Marcegaglia ci sarebbe sempre l’articolo 18.Per il giuslavorista Michele Tiraboschi “la differenza la fanno i permessisindacali e i congedi: qui ce ne sono troppi, è una patologia italiana, come lemalattie per periodi brevi”.La novità è che anche nel settore privato si sta facendo strada l’idea di nonretribuire le assenze al di sotto dei tre giorni (considerate più sospette): così prevede il contratto del commercio siglato un anno fa. Un’intesa che alloraspaccò il sindacato, la Cgil non la firmò.
QUANTO si ammalano gli operai? Ce lo dice la stessaConfindustria nell’indagine che ogni anno il Centrostudi dell’associazione elabora raccogliendo infor-mazioni sulle assenze fra i lavoratori a tempo indeter-minato, garantiti quindi in caso di malattia.L’ultimo studio - riferito a dati 2010 - di-mostra che in media (ferie chiaramente aparte) il tasso di assenza dei lavoratori è del7,3 per cento. Confindustria lo chiama «tas-so di gravità delle assenze» e lo definisce co-me il rapporto fra le ore di mancata presen-za del dipendente rispetto a quelle che avrebbe dovu-to lavorare. Un rapporto che si va riducendo (quindisi lavora di più) visto che l’anno scorso era fermo al 7,8per cento. La causa più frequente di assenza, nel 2010,è stata la malattia non professionale (3,5 per centodelle ore lavorabili), seguita dai congedi parentali ematrimoniali (1,3) e dagli altri permessi retribuiti cheincludono permessi sindacali e visite mediche (1,3per cento). L’incidenza delle assenze è del 5,8 per cen-to tra gli uomini e dell’11,4 fra le donne: una differen-za dovuta al fatto che nel 70 per cento dei casi sono lefemmine ad usufruire dei congedi parentali. Le don-ne si ammalano anche un po’ di più (4,3 per cento ri-spetto al 3,4 degli uomini) e più spesso usufruisconodi permessi non retribuiti (1,3 contro 0,4): che lavori-no fuori o dentro casa il carico famigliare grava so-prattutto sulle loro spalle. Quanto a carriera, più ne faimeno ti ammali: il tasso di gravità delle assenze è del3,8 per cento fra i quadri, del 6,6 fra gli impiegati e dell’8,2 fra gli operai.
Setto
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e p
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ivato
Operai meno presenti dei quadrima lavorano sempre di più
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LO STATALE che si dà malato il giorno della partita oquando fuori c’è il sole è un’immagine dura a morire:chi lavora all’ombra della pubblica amministrazionemanca più spesso dal lavoro rispetto a chi timbra il car-tellino in un’ azienda privata. In base ai datidel Conto annuale dello Stato, il totale delleassenze (comprensive di malattia retribuita,legge 104, congedo parentale, permessi vari,assenze non retribuite e scioperi) per chi la-vora nel settore pubblico è stato di 22,3 gior-ni nel 2008, di 19,8 nel 2009 e di 21,7 nel 2010.La
pole position
delle mancate presenze la guadagna-no i lavoratori del servizio nazionale (26,5 giorni nel2010), seguiti dal personale non docente delle Univer-sità (25) e da quello delle agenzie fiscali (23,1 giorni).La “cura” Brunetta, la feroce campagna contro i«fannulloni» ha sortito effetto: ora gli statali sono piùpresenti al lavoro rispetto al passato, ma il gap con ilsettore privato resta. Dai dati sulle malattie ricavabilidai certificato medici
online 
- risulta che nelle grandiaziende dell’industria le giornate medie di assenzanon arrivano a 9. Meno della metà rispetto ai ministe-riali. Il cambio di governo non ha comunque invertitola tendenza al ribasso. Dagli ultimi dati della FunzionePubblica (dicembre 2011) risulta che le assenze permalattia sono diminuite dell’11per cento rispetto al2010 e che i casi di assenza superiori ai dieci giorni si so-no ridotti del 7,7 per cento. Le contrazioni più rilevan-ti si misurano nel Nord-est, ma anche il Sud si fa più vir-tuoso: le assenze per motivi non legati alla malattia so-no diminuite del 9,8 per cento.
Pubblico impiego
A casa 22 giorni oltre le ferieanche se qualcosa è cambiato
© RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’apertura importante, condi-visa peraltro dallo stesso Fassinache rappresenta l’ala laburista delpartito che andrà in piazza con laFiom il 9 marzo contro il governo eper difendere l’articolo 18. L’ese-cutivo anziché valorizzare protempore al tavolo la proposta ci-slina, poi magari decidendo in al-tro modo, l’ha subito affossataproponendo di abolire l’inden-nità di mobilità insieme alla cassaintegrazione straordinaria. E’ fa-cile capire che Bonanni non l’ab-bia presa bene, tanto più che in-sieme agli altri sindacati intendealzare la barricate per bloccare l’i-potesi che i contribuiti previden-ziali di coloro che andranno incassa integrazione con le possibi-li nuove regole saranno calcolatisull’importo del sussidio e nonsull’ultima retribuzione con dan-ni per il calcolo della pensione. Poici sono le piccole imprese che nonhanno alcuna intenzione di dove-re pagare per la cassa integrazionevisto che nella crisi l’hanno otte-nuta senza versare quasi nulla conil meccanismo della deroga. An-che la Confindustria teme un au-mento dei costi pur sentendo diessere a un passo dalla meta sulfronte dei licenziamenti. La rifor-ma — con o senza accordo — lavuole il Pdl, quasi per compensarelo smacco che ha subìto il suo elet-torato sulle liberalizzazioni. E tut-to questo senza considerare il ca-pitolo esplosivo dell’articolo 18che per la Cgil rimane intangibile.Così il barometro, in questi giorni,segna riforma senza accordo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Addio all’assenteismo selvaggiomeno malattie, più efficienza
 L’Italia in linea con gli altri Paesi europei

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